manubibi
21 February 2017 @ 08:00 pm

Titolo: Looks like an angel to me
Fandom: Free!
Personaggi: Gou/Rin/Sousuke
Genere: dark, erotico
Avvertimenti: pwp, AU, OOC, gore,
Parole: 3333 (lol)
Note: anche oggi faccio schifo. E vbb amen oh chisseneincula.
COW-T/settimana 4/Missione 1/prompt "scoperta"

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manubibi

Titolo: It takes two to tango, but it takes three to tangle
Fandom: Free!
Personaggi: Rin/Gou/Sousuke
Genere: horror, dark, erotico
Parole: 3013
Avvertimenti: AU, OOC, adult!fic, implied drugs, dub-con, spin-off (di Kirisaki Carnival), threesome, incest
Note: era da un po' che non mettevo così tanti avvertimenti uno dietro l'altro XD e boh, è scritta un po' a cazzo e la caratterizzazione è improbabile da fare schifo ma amo questa AU e le assurdità che ci ho messo.
Cmq, questa è per la M3 della terza settimana del COW-T 2017, con il prompt "incest".

Chiamarla una vita di proibizioni e regole infrante sarebbe eufemistico. Ma anche chiamarla una vita d'amore sarebbe ridicolo, sebbene si avvicini di più alla verità che Rin ha inventato.

Chiamarla una esistenza talmente libera e fuori dalle limitazioni dell'io dall'essersi confusa con quella di un altro, quella sarebbe la verità più simile ai fatti che si potrebbe concepire.

Ed è iniziata negli stessi luoghi e con gli stessi profumi, dalla stessa fonte, abbeverata dalle stesse parole e attenzioni e canzoni, è iniziata dalla stessa materia e lo stesso sangue.

Quando Gou è nata, suo fratello non l'ha rifiutata e non è stato geloso di lei. Non ha pianto perché voleva essere il solo a ricevere l'amore della mamma e del papà, anche se per un po', durante la gravidanza, lo è stato. E oh, quanto difficile è stato anche convincerlo a lasciare metà della propria stanza libera, ad accettare di condividere gli spazi ed il tempo ed a stringersi un po' di più per accogliere una vita accanto alla propria. Quando Gou è nata, Rin come per magia ha dimenticato quanto odiasse tutte quelle idee, tutte quelle richieste che nella sua posizione sembravano tremendamente delle imposizioni. Subito ha chiesto di poterla tenere in braccio, e da allora non ha mai smesso di cullarla e cantarle le stesse canzoni della mamma, non ha mai smesso di stringerla a sé e conoscerla, esplorarla, viverla intensamente come stesse assaporando il cibo più dolce.

Quando Gou è nata, Rin si è innamorato subito di lei, delle sue ciocche rossicce, dei suoi occhi così simili ai propri, del suo viso tondo e del suo spirito combattivo, della sua grinta e capacità di farcela, non solo della voglia. Si è innamorato del modo in cui la mattina Gou si sveglia, spalancata sul letto come a voler prendere più spazio possibile, si è innamorato del modo in cui solo lei può convincerlo a farsi da parte e a lasciarle le coperte. Del modo in cui gli parla, come se ogni conversazione che hanno debba bilanciarsi come su un filo sopra un abisso di rabbia e dolcezza che si mescolano assieme senza una delimitazione esatta fra le due. Del modo in cui lo guarda quando stringe una gola fra le dita, del modo in cui le sue si uniscono a quelle di Rin, del modo in cui il suo sguardo muta completamente quando smette di esprimere amore e diventa fredda, determinata, con le unghie sempre piantate nella pelle del collo delle loro vittime.

Quando Gou lo stringe fra le cosce incoraggiandolo a farcisi spazio, a possederla, ad imprimere le sue mani su di lei come se dovesse marchiarla, il suo amore brucia come carboni ardenti nei quali Rin, per sua propria volontà, si getta come stesse tuffandosi per vincere. Come fa sempre. Quando davanti gli si pone una sfida, come fare in modo che sua sorella si innamori di lui, l'afferra nel pugno. La stringe mentre a forza si apre varchi nell'aria e nell'acqua e nella carne, la stringe forte e quando l'ha vinta apre il pugno verso il cielo offrendo all'universo la sua gioia piena di rabbia mentre quella sfida svanisce sfocandosi e poi scomparendo dietro di lui.

Quando Rin è tornato a casa un giorno, grondante il sangue di un ragazzo che aveva messo le mani dove non avrebbe dovuto, lo sguardo di Gou è cambiato. La paura, l'ansia, l'agitazione ed i primi bagliori di un pensiero (che forse lei aveva fatto qualcosa per attirare su di sé l'atto di toccarla), tutto ha perso peso e si è librato nell'aria come uno stormo di uccelli, come se Rin fosse stato un portatore di semplici verità, qualcuno che le mostrasse la via su un destriero sanguinolento pronto a portarla via con sé. Quella sera, Gou l'ha amato per la prima volta, si è stretta il nome di Rin attorno come fosse un mantello, si è cucita addosso il suo sguardo come se potesse rattoppare tutte le paure dentro un ventre inospitale da tenere sotto controllo, e poi gli ha detto due semplici, piccole, innocenti parole.

"Fallo ancora."

L'ha ripetuto ad ogni spinta di suo fratello dentro di lei, l'ha stretto con forza, si è lasciata invadere perché quando uno uccide rinuncia a tutto e lui l'ha fatto per lei. Avrebbe potuto prendere quel ragazzino a pugni, avrebbe potuto minacciarlo, ma Rin si è macchiato per lei, ha strappato la sua anima in due senza rimorsi perché qualsiasi cosa ne vale la pena se è per lei, per proteggerla, per non permettere mai più a nessuno di tornare a casa con lo sguardo paralizzato dal terrore.

Quando giacciono assieme, il preservativo sporco da una parte e le loro mani unite dall'altra, Rin ha preso l'abitudine di percorrere le linee del corpo nudo di Gou come se la esplorasse ogni sera, come se l'avesse vinta e poi stesse assaggiandola, assaporandola. Il sapore di lei non cambia, ma i momenti in cui la assaggia, la stringe, si spinge ancora in lei sono infiniti nella loro unicità.

"Rin," lo chiama ora, le cosce semi-aperte con solo la testa di lui fra loro, tese, mentre il bacino si muove piano per assecondare i movimenti della lingua di Rin che la stuzzicano, che fanno sussultare il suo cuore con mille spinte a pompare più forte, che la fanno cinguettare d'amore e lussuria. Stringe le dita, le unghie lunghe fra i capelli del fratello, graffia il suo scalpo, ricevendo in cambio un ansito eccitato ed altre lappate umide che, di conseguenza, la fanno tremare e fanno scomparire per un secondo il suo mondo lasciando solo Rin con lei. Solo Rin e nessun'altro, solo Rin e nessuno dei suoi crimini - compiuti per lei -, solo Rin e la sua lingua, il suo sangue che risponde al richiamo del proprio.

Quando Rin la bacia così, quando tiene conto di ogni suo desiderio e di tutto ciò che le piace, quando la succhia e la stringe fra le labbra piano, con dolcezza, Gou sicuramente non rimpiange di essere fuggita con lui ed aver rinunciato a qualsiasi piano futuro abbia disegnato nel passato. Quando Rin trascina lentamente la lingua fra le pieghe dell'intimità di lei, quando assapora la sua umidità esprimendo una certa selvaggia, vittoriosa e boriosa consapevolezza che lei è sua, Gou lo chiama per nome. In qualsiasi altro contesto, quando sono con altre persone, quando non sono nudi su di un letto, Rin è onii-san. Sarebbe bello se potesse unire i due contesti, se potesse convincerla a chiamarlo onii-san anche quando la tocca da dentro e la fa inarcare a suo piacimento perché allora lui non dovrebbe essere due persone diverse e potrebbe liberarsi della sua scomoda maschera anche fuori dalla camera da letto, ma in fondo gli piace anche pensare che Gou riservi il chiamare il suo nome solo per i momenti in cui può davvero gustarsi il suono duro e poi dolce di quel piccolo nome corto nella sua bocca, un nome che somiglia tanto a lui. E quando ci pensa, si chiede se la parola 'Rin' che vibra sul palato porti piacere a Gou.


Sousuke è arrivato di sorpresa. Rin l'ha conosciuto mentre tornava da chissà dove e ne è rimasto rapito immediatamente, anche se forse in modo ironico visto diceva sempre di non credere nell'amore a prima vista, anche quando quello l'aveva già trafitto una volta e forse lui non se ne era reso conto. L'unica volta in cui è stato istantaneamente così affascinato da una persona è stato quando ha visto Gou per la prima volta. Gli occhi gli si sono spalancati, il fiato gli si è mozzato in gola come quando ci si trova davanti ad un'opera d'arte e tutto ciò che si può fare è guardarla e lasciarla entrare a far parte di sé, del proprio bagaglio pesante da trascinarsi dietro per la vita, con tante domande ma senza aspettarsi risposte. Sousuke aveva dei piccoli crimini a carico, e non ha avuto paura quando lo sguardo di Rin è diventato subito possessivo, sfidandosi a fare suo anche quello sconosciuto.

Non ha avuto paura quando Rin si è insinuato lentamente ma con testarda costanza nella sua vita, anzi ha lasciato pian piano le redini di qualcosa di stagnante in mano a qualcuno che sembrava avere idee ed iniziative ed energia da vendere per entrambi. Amore, anche.

Sousuke è talmente maestoso che Rin lo vedrebbe bene catturato in un blocco di marmo, in una posa eroica da sculture classiche. I suoi occhi sono amari nella loro bellezza peculiare, ma covano anche rabbia: un sentimento sopito, tenuto a freno, ammaestrato. La sua stazza dovrebbe spaventarlo, ma Rin gli gravita attorno come se fosse lui quello catturato nell'orbita di un altro, non il contrario. Rapidamente, la sua presenza nella vita di Sousuke diventa una tale invadente costante che si trasforma in normalità. Rin è elegante, dolce, sbruffone, danza attorno a Sousuke in modo troppo teatrale per non sapere che in fondo si tratta di un ragno predatore che tesse la tela attorno ad una preda. Oppure uno squalo bianco che nuota in cerchi concentrici fino a braccarla. A Sousuke sta bene. In fondo, Rin si è già divorato il suo cuore. Sousuke ha imparato ad amare la sensazione e l'abitudine del sentire la voce affilata dall'ironia di Rin che lo chiama per nome, ha iniziato a volerla sentire incrinarsi in modo vertiginoso, a volerla esplorare, a voler sviscerare il giovane uomo davanti a sé, a volerlo guardare e a volergli guardare dentro.

La prima volta che Rin si spoglia davanti a lui nel buio della sera con solo un abat-jour ad illuminarlo, i suoi occhi si posano su Sousuke con un ghigno sicuro, anche con una certa baldanza, e poi sorride vittorioso rilassando il proprio pugno attorno alla sfida con se stesso che ha appena vinto. Guardando il corpo tonico e muscoloso di Sousuke, il suo primo istinto è di stringere le dita attorno al suo collo per preservarlo così, intatto e perfetto nella sua bellezza ed attrattività, ma poi ne scopre il calore, l'esitazione, scopre l'ammirazione riflessa nei propri occhi e se lo stringe attorno, si apre e lo lascia entrare, si lascia baciare e possedere, spegne la luce, annulla i confini ed i rumori ed i colori fra loro. Per un momento, Sousuke intuisce un barlume di tutto ciò che abita Rin, l'universo immenso dentro di lui, proprio per la mancanza di limiti precisi.

Il suono della voce di Sousuke è profondo, vibra di una vita che a volte forse si nasconde fino a quando una persona non si spende a scuoterla e allora scalda, tuona, ringhia quando lui sprofonda in Rin, nella sua anima sporca (ma non lo sono tutte, dopotutto?) e scopre che quando appoggia il viso nell'incavo fra il collo e la spalla di quell'uomo, gli sembra di essere in un posto nuovo.

Quando Sousuke scopre Rin e Gou con le mani e il viso sporchi di sangue, finalmente l’idea di un bivio si apre davanti a lui, un lunedì sera mentre fuori piove.

“Che succede?”

Gou e Rin si guardano, per qualche secondo. Certe conversazioni accadono così. È da una vita che si parlano senza aprire bocca, da quando si sono accorti che giocare assieme veniva più facile senza farsi sentire dagli adulti. E dopotutto, ancora non sanno se Sousuke possa essere considerato uno di loro, o uno di quelli che distruggerebbero il loro mondo chiamando la polizia, separandoli. Staccando le loro pelli che si sono cucite l’una sopra l’altra, lasciandoli morire dissanguati per l’assenza.

‘Piccoli crimini’, aveva detto Sousuke, una volta che si era sentito abbastanza a suo agio da spartire il proprio carico con Rin, senza conoscere quello dell’altro, senza sapere che Rin non aveva solo rubato o truffato, aveva tolto per sempre. Aveva cancellato, rovesciato, amputato le vite delle persone per il resto delle loro sfortunate esistenze. Ascoltare dei piccoli furti di Sousuke, per Rin, era stato quasi dolce.

“Sousuke, lei è Gou," Rin comincia, cauto, mentre passa le mani sporche di rosso sui propri vestiti, e piega la testa verso sua sorella. Giusto, perché non si erano mai incontrati prima.
Appena Sou volta la testa per guardarla si scontra. Lo sguardo freddo di sospetto e caldo di eccitazione e fame che arriva da lei sembra immobilizzarlo, non per paura ma per qualcosa di molto simile a ciò che si prova davanti a qualcosa di talmente immenso che per un attimo non si sa cosa fare, che dire, come respirare.
"È lui?" Gou chiede, senza smettere di fissare il nuovo arrivato con i suoi occhi enormi e color cremisi come quelli del fratello.
"Sì. È come noi... più o meno," Rin replica, con gli occhi che si accendono di una gioia quasi bambinesca. A quella risposta, Gou alza il mento, inarca un sopracciglio, e si volta un momento nella penombra prima di avvicinarsi a Sousuke che, sebbene si trovi a guardarla dall'alto, non riesce a trattenersi dal retrocedere, piano, come si trovasse davanti ad una belva affamata.
"Come noi?"
"Sì. O comunque non ci può denunciare, in fondo anche la sua fedina penale è sporca," Rin dice in tono pratico. "Lascialo restare."
In tutto questo, gli occhi di Sousuke non si sono spostati un secondo da Gou, seguendo la curva del suo collo, giù fino al seno e poi di nuovo su verso le sue labbra. Ma sono gli occhi a tenerlo inchiodato dove si trova. Non sa cosa siano, non sa cosa ci sia dentro. Forse è qualcosa di talmente bello da non poterlo afferrare. O il contrario. Comunque, il suo cuore prende a sbattere contro le costole, forte, i suoi occhi diventano morbidi. Soprattutto quando la ragazza si alza sulle punte dei piedi, gli occhi socchiusi, e lo bacia piano, così dal nulla, spingendo la lingua dentro la sua bocca con insistenza, finché Sousuke non apre bene le labbra lasciandola entrare.
E fra le sue gambe si spinge un gonfiore piuttosto evidente che non sfugge ai due fratelli.
Visti assieme, sono la cosa più bella e seducente che abbia mai visto. I loro colori si mischiano nei suoi occhi, e prima che possa accorgersi di come sia accaduto Rin bacia il suo collo, con labbra leggere e calde, mentre Gou pian piano si sdraia sul loro letto, e con un movimento della mano invita i due uomini a giacere con lei.
Non molti uomini possono dire di averla assaggiata, di averla guardata spogliarsi e rivelare il corpo pallido, di aver visto il sangue colorare il suo viso, ed essere rimasti sani e salvi. Ma quando Rin lo spinge quasi con delicatezza a sdraiarsi e con i denti prende a stuzzicare il suo corpo, Gou si posiziona fra le sue gambe, spalancandole senza alcuna difficoltà.
"Se vuoi amarci, devi accettare tutto di noi," dice, in tono pratico.
"Avete ucciso qualcuno," Sousuke intuisce, guardandola di nuovo col timore di prima, ma in qualche modo la bocca di Rin lo persuade a dimenticare qualsiasi cosa dovrebbe pensare, adesso.
Gou e Rin non rispondono. Si guardano, e infine la prima si china, slaccia i suoi pantaloni e dalle pieghe del lenzuolo sfila un piccolo coltello. Prendendolo in bocca, preme la lama sulla coscia di Sousuke, e taglia a fondo.
Brucia, Sousuke sibila e il cuore prende a battere più forte nel suo petto, ma le labbra morbide di Gou si stringono attorno a lui, lo bagnano, la sua lingua lo coccola e lo culla e la sua bocca scivola attorno a lui calda, soffice, persuasiva. Piacevole.
Tutto è così insolito, così inaspettato, così stranamente piacevole, che Sousuke volta lo sguardo su Rin - su qualcosa di familiare - ma incontra uno sguardo vuoto, persino triste, mentre con le punte delle dita accarezza il petto possente di Sousuke.
"Se solo non ti fossi presentato così di sorpresa..." mormora, avvicinandosi per baciare la sua spalla, e poi il suo collo, scivolando su di lui. "Sai, volevo veramente che tu venissi con noi."
"Cosa?" Sousuke bisbiglia, con le sopracciglia che si aggrottano.
"Volevamo amarti," Rin continua, e Sousuke non vede da dove ma anche lui si dota di un coltello, uno più lungo e affilato, mentre Gou prende a risucchiare Sousuke fra le cosce con più forza. "Volevo solo quello..."
Sousuke non è stupido, non lo è mai stato.
"E perché non potete?" Chiede, con lo sguardo duro sebbene gli occhi si siano sciolti per il piacere, per il calore della bocca di Gou. "Lo voglio a-anch'io."
"Avremmo dovuto rivelarti la verità pian piano..." Rin riprende, e lacrime si formano nei suoi occhi. "Volevo che qualcuno stesse con noi."
Rin non dovrebbe piangere. Rin non può piangere. Non l'ha mai visto così triste, e forse è la nudità a renderlo vulnerabile, e Sousuke ora sa chi sia, eppure solleva una mano, fra le ondate di piacere, prima di lanciare uno sguardo a Gou.
"Vieni qui," le dice, prendendosi confidenze che non si prenderebbe mai con qualcuno di 'normale'. Ma un po' sembra che la conosca. Gli è bastato uno sguardo per farlo. E Gou non ha smesso di esaminarlo un secondo, con la testa che si alzava e abbassava, gli occhi caldi e clinici allo stesso tempo.
Ma infine lo lascia andare, si scambia un altro sguardo con Rin, uno entusiasta e speranzoso per entrambi, e scivola fino a che i loro visi non si trovano vicini, tutti e tre.
"Verrai a cacciare con noi. Così sarai veramente uno di noi," lei bisbiglia al suo orecchio, e Rin annuisce mentre si asciuga una lacrima.
Sousuke non risponde. Non ha mai ucciso nessuno, non ha mai osservato gli occhi di qualcuno immobilizzarsi e perdere luce.
"C'è una prima volta per tutto, e dopo la prima volta non vorrai più smettere," Rin gli dice con gli occhi accesi di determinazione, stringendogli la mano mentre Gou lo cavalca, si apre per lui e respira forte per il piacere. Sousuke la guarda, guarda Rin, e senza rispondere lo attira verso di sé per un lungo, soffice bacio prima che Rin prenda a toccarlo, piano.

Nel mezzo della notte, Sousuke apre gli occhi guardando fuori dalla finestra al cielo troppo schiarito dalle luci della città perché gli lasci vedere le stelle. Di fianco a lui, Rin e Gou dormono acciambellati l'uno contro l'altra, stretti con le dita intrecciate, e un piccolo sorriso confuso sulle labbra, mentre i loro sogni si riempiono di rosso.

 
 
manubibi
30 June 2016 @ 06:18 pm

Titolo: I soliti problemi estivi
Fandom: Free!
Personaggi: Nagisa/Sousuke/Momo/Ai
Genere: erotico
Avvertimenti: omegaverse, pwp, foursome (ma la tag è threesome perché non ho voglia di crearne una nuova)
Parole: 2311
Note: Alloooo' interrompo il mio digiuno (non che volessi andare in hiatus, è l'ispirazione che mi ha obbligata ;_;) per fillare un prompt lasciatomi da einemelodieimwind su tumblr e per fare i 2k mensili per [livejournal.com profile] fiumidiparole. Also, ho bisogno di riprendere a scrivere in Italiano perché SANTO CIELO, NON È POSSIBILE CHE MI STIA DIMENTICANDO LA MIA LINGUA! "XDDDD e niente, sta cosa è scritta con il culo (ma cmq non è la cosa peggiore che abbia mai fatto a questo anime, almeno) perché sono stanca e non ho voglia di rileggere, ma dovevo buttare lì i 2k, devo fare almeno 2k al mese sennò perdo davvero completamente il ritmo ;____; (e voglio la mia strisciolina di soglia, oh u_u) (e scusami stella, vorrei saper scrivere bene ma soprattutto adesso mi trovo senza saperlo fare e forse non era questo che intendevi ma almeno ci ho provato ;_;) (e anche il titolo fa cagare i culi morti ma come al solito non c'ho palle di inventarmene di migliori... e vbb)

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manubibi
10 February 2016 @ 09:22 pm

Titolo: long way to go
Fandom: Free!
Personaggi: Sousuke Yamazaki/Nagisa Hazuki/Haruka Nanase
Genere: erotico
Avvertimenti: AU, yaoi, threesome
Parole: 3326
Note: settimana 3 del COW-T6, Call of the Descendant, ho tirato il prompt "intrigo di potere" per i capelli. Inoltre crossposto con il p0rnfest, prompt "Haruka Nanase/Nagisa Hazuki /Sousuke Yamazaki, 'Siete entrambi più simili di quanto credete!' (Nagisa said)". In ogni caso è bruttissima, ma vbb, per il COW-T si scrivono anche robe peggio. Non l'ho neanche riletta, santo cielo "XD

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manubibi
Fandom: Free!
Personaggi: Sousuke/Rin/Nagisa
Avvertimenti: threesome
Parole: 2058
Prompt: Nagisa vuole guardare Sousuke e Rin mentre fanno sesso. Bonus se si racconta la reazione di Rin a questa richiesta


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Fandom: Free!
Personaggi: Sousuke/Aiichirou
Parole: 888
Prompt: (post-regionali) Ai non ha più bisogno degli allenamenti extra, ma lui e Sousuke continuano ugualmente ad usare la piscina a tarda notte.


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Fandom: Free!
Personaggi: Rin/Ai
Parole: 1105
Prompt: Aiichirou Nitori/Rin Matsuoka, Mentre lo fanno Ai chiama Rin 'capitano' e a Rin piace. + Aiichirou Nitori/Rin Matsuoka, Dopo aver passato il testimone ad Ai, è Rin che chiama Ai 'capitano' durante il sesso.


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manubibi
Titolo:  do you want to be with somebody like me?
Fandom: Free!
Personaggi: Nagisa Hazuki/Rei Ryuugazaki/Sousuke Yamazaki
Genere: angst, fluff
Avvertimenti: sequel, AU, in inglese, lime, threesome
Parole: 1846
Note: checcazzo, self. No vabbè lasciamo stare. Allora, questo è un sequel di questa fic della [livejournal.com profile] phoenix_bellamy che mi ha autorizzata a scrivere per il B.I.Bi.T.A. di [livejournal.com profile] maridichallenge. E... boh, io non dovrei scrivere di intelligenze artificiali perché 1. non ne so un cazzo a parte la roba sci-fi che ho visto, e 2. perché mi esce sempre tristerrima, mioddio. T_T comunque siccome è Nagisa, finisce anche abbastanza fluffosa. È qualcosa. o_o


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manubibi
26 July 2015 @ 03:24 pm
1. Personaggi: Sousuke, Gou, Rin
Parole: 720
Rating: SAFE
Note: prompt qui. Il setting dovrebbe essere pre-High Speed o in quel timeframe? Prima che Rin si trasferisca ad Iwatobi, comunque. XD

kid!fic )

2. Personaggi: Sousuke/Rin/Nagisa
Parole: 1124
Rating: NSFW
Note: Arabian!AU, prompt qui.

Tanti colori che danzano di fronte ai suoi occhi socchiusi. )
 
 
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manubibi
02 December 2014 @ 05:19 pm

Titolo: something better
Fandom: Free!
Personaggi: Rin Matsuoka/Sousuke Yamazaki/Nagisa Hazuki, Gou Matsuoka, altri
Genere: erotico, con un pochetta de trama giusto per allungare il brodo OTZ
Avvertimenti: AU, threesome
Parole: 4047 (dov'era finita tutta sta voglia di scrivere per il resto dell'anno T_T
Note: quarta e ultima fic per il #WRPG di [livejournal.com profile] maridichallenge! Allo', questa è la mia prima Arabian!AU basata (very roughly eh) sulla ending della prima stagione di Free!, però con Sousuke. SHUTUP. Also non venite a scassamme er cazzo con la cultura araba o giapponese, È PORNO OKAY. Treat it as such. Also, finalmente son tornata a trovarmi a mio agio scrivendo in italiano XD also capite che l'ho allungata il più possibile per fare wordcount. Comunque i prompt che ho scelto questa settimana sono: uno | due | tre | quattro | oro | argento | bronzo | acciaio | coppa | denaro | spada | bastone | nuova | calante | piena | crescente.

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manubibi
Titolo: Basta Che Funzioni.
Genere: Fluff, Introspettivo
Personaggi: Susan Downey, Robert Downey Jr., Jude Law
Avvertimenti: threesome, slash
Parole: 1276 ([livejournal.com profile] fiumidiparole)
Note: 1. Per il prompt "Lenzuola" della tabellina fluff del [livejournal.com profile] rdjudefic_ita
2. Era un'idea che avevo da molto tempo, ma dopo aver visto i primi due episodi di Threesome, che è iniziato ieri, mi è venuta davvero voglia di scriverla. L'RDJusan è uno dei miei tanti headcanon ed è palesemente OT3 ù_ù
3. Il titolo viene dalla commedia di Woody Allen, che è un regista che tendenzialmente non mi piace, ma quel film! Amore! <3
4. La posto, ma premetto che l'ho scritta camminando su un tapis-roulant e con mille interruzioni. E non è betata e non l'ho riletta #culopesa #paranoie quindi ecco. ;_;




cliccami, sono un cut fluffoso! ♥ )