An Encounter.
Titolo: An Encounter.
Fandom: RPF/originale (?)
Genere: non ne ho idea .-. metto Generale come su EFP XD
Pairing: Prof. Diego/Prof. Fabio
Note: Sì, ho fatto anche questo. Ho slashato i miei professori .-. così, in un attacco di isterismo inutile in classe (suppongo). Bliss dei Muse ci sta bene solo come testo, e comunque credo di essere stata troppo fluff, ma comunque chissene, alla Roxy (te la dedico <3) è piaciuta.
Devo ammettere che è abbastanza inquietante e imbarazzante. Ma Fabio (storia-filosofia) lo adoriamo quasi tutte (tranne quelle che non l'hanno capito ù.ù)...PERDONO.
***
Le ore di riunione sono orrendamente noiose, specialmente in mezzo a tutta quella pletora di insegnanti stucchevoli, crepati, che cadono a pezzi, soprattutto le professoresse che ghiacciano di noia e stress, vecchie e decrepite sotto una maschera di trucco pesante. E’ da due ore che stanno discutendo sul fare o non fare un “ghetto” per gli studenti fumatori – è giusto relegarli in una casetta di compensato dove se per caso cade una sigaretta rischiano l’ustione? No, tutti fuori a calci in culo. C’è il volenteroso nonno vigile che li sorveglia, e un branco di professori mastini rompipalle pronti a svolgere fedelmente il loro lavoro. Ma lasciateli lì gli studenti, che si intossichino pure. Che muoiano tutti.
Ma la cosa che lo irrita di più è è vedere che, quattro o cinque sedie alla sua destra, qualcuno sembra interessarsi davvero a quelle stronzate immani.
Le dita lunghe e affusolate – checca. – passano distrattamente sulle labbra e sfiorano la barba corta con un pizzo curato. Le mani delicate e la lingua rosea che passa nervosamente sulle labbra. Le labbra.
Poi ride fra sé e sé, all’improvviso, scuotendo la gran testa quasi calva e passandosi la mano sul viso.
Diego ghigna. Ah, ora si è accorto davvero dello squallore di queste mummie assurde, disumane e aride.
Sì, sembra intelligente, dopotutto.
E così, fra il grigio di tutti quei morti immobili e freddi, c’è qualcuno che pulsa di consapevolezza e di vita.
Non è brutto. Non è bello. Ma di sicuro ha qualcosa di straordinario.
Sicuramente è più felice di lui, si vede. Queste cose le vedi subito, dalle persone.
Everything about you i show I’d wanna be,
your freedom comes naturally.
Everything about you resonates happiness,
now I won’t settle for less.
Dicono che si è attratti da quello che non si ha. Diego vede qualcosa che sa benissimo di non avere; e non c’è alcun discorso filosofico, nessuno studio psicanalitico, nessun ragionamento complicato o qualche fottuto Lacan che possa spiegargli cos’è.
I want the peace and joy in your mind.
Le due ore di riunione, finalmente, finiscono e questa volta sembrano essere state meno dolorose del solito.
Anzi, quasi gli dispiace. QUASI.
-Piacere, sono Fabio.
Gli si presenta così, sorridendo gentile, irritante.
-Ah, sì. Piacere-, risponde con aria di malcelata superiorità.
Gli stringe la mano e per la prima volta non la sente fredda o – uggghhh – molliccia.
E’ una bella mano.
E quanto parla, Cristo. E’ un logorroico, evidentemente, perché lo sta sommergendo di parole su filosofi, storici e soprattutto pallosissimi studiosi di logica. Va matto per la logica. Se potesse, insegnerebbe logica. Cose che Wittgenstein, Carnap, Quine, Russell e Frege sono i suoi miti quanto un ragazzino normale adora Hulk, Iron Man o Batman. No, errata corrige, Ben10 e Naruto.
Ma come può uno così fissato con la logica, le scienze ferree, la matematica, la statistica e l’economia – oh si, anche l’economia, stravede per Keynes, per dirne una – essere così felice? La cosa non è normale.
In questa società non va bene essere contenti.
Dopo mezz’ora buona di discussioni altamente intellettuali (ultimo argomento: l’antinomia di Russell) sorride e se ne va.
Così, lasciandolo lì.
Puttana.