manubibi: (RDJude)
manubibi ([personal profile] manubibi) wrote2011-12-21 12:42 pm

[RPF AU RDJude] I have played in every toilet.

Titolo: I have played in every toilet.
Fandom: RDJude
Genere: erotico, introspettivo
Avvertimenti: AU, underage
Rating: NC-17
Parole: 2259 (inutilissime /o\)
Note: 1. No, in circostanze normali quella della AU underage sarebbe rimasta solo una fantasia molto remota nella mia testa. C'era, ma ho anche una dignità, credo. Suppongo. Spero. Desidero. Eeee niente, questa è una scemenza porn, quindi chi non è interessato non leggerà di sicuro XD e per il resto...scusate se sembra una fic presa direttamente dalla sezione su EFP, non lo farò mai più. Il titolo è preso randomicamente da Muscle Museum dei Muse. Scusatemi, ero disperata per avere un titolo O_O
2. Per il prompt "debolezza" della tabellina del [livejournal.com profile] rdjudefic_ita
3. Per il prompt "35. Age difference" della maritombola di [livejournal.com profile] maridichallenge
4. E ancora, per il prompt "Insegnanti/Professori" della tabellina dell' [livejournal.com profile] auverse
5. Infine, per l'iniziativa "Come Ti Trombo Il Prof Fest" sempre di [livejournal.com profile] maridichallenge.



Il sottile, totale, avvolgente senso di sollievo. Chiude gli occhi, sospirando piano e cercando di trattenere un sorriso di liberazione, rimanendo composto dov'è, la schiena dritta; lo sguardo sicuro; una certa aspettativa dietro il lieve tremore delle mani che tradisce l'agitazione di uno studente che ha passato ore e ore, notti e pomeriggi sugli stessi libri vecchi, sottolineati, quasi incomprensibili per l'usura.
Ed il professore, in realtà, è stato tutto meno che clemente con lui, lanciandogli occhiate fisse ed insistenti tutto il tempo durante l'esame, concentrando lo sguardo negli occhi apparentemente inespressivi del ragazzo, cercando di intimidirlo. Riuscendoci, un po', ma fortunatamente lo studio è stato tanto, l'impegno quasi eccessivo per la materia e c'è un paio di occhiaie a dimostrarlo. E Downey gliel'ha fatta sudare, la sua B. E chiaramente Jude, dentro di sé, non ha fatto altro che insultarlo per tutti i trentacinque minuti, perché persino le cotte scompaiono quando il professore che adori ti mette sotto torchio senza motivo. Almeno finché l'esame non è finito, e non si esce dalla sede sospirando più volte, come se non si avesse mai respirato prima, per saggiare l'aria di libertà. È l'ultimo esame del semestre, ed ora pensa che più tardi andrà al pub vicino casa, spenderà un'ammontare vergognoso di denaro in birra e tornerà a casa ubriaco fradicio, vedendo a malapena la strada. E la prospettiva gli pare rosea come poche, perciò mentre manda messaggi a tutti i compagni di corso decide di traghettarsi verso casa e buttarsi sul letto per vegetare fino a sera.

Quando varca la porta del suo locale preferito - con tanto di biliardo - il numero di persone presenti è francamente disturbante. Non che la folla gli dia fastidio, ma sa già che dovrà sgomitare dei minuti, prima di arrivare al bancone. Oh, beh.
Capta le occhiate del suo gruppo di amici e amiche, ghigna appena in segno di riconoscimento e si dirige verso di loro, salutandoli nel loro modo plateale e, per prima cosa, lasciando loro la giacca e la borsa, estraendo giusto quelle quattro o cinque sterline utili per prendersi una pinta, la prima.
E torna indietro cinque o sei volte dal bancone, trattenendo sempre meno gli scoppi di buonumore e di sollievo, finché la settima birra si spande e finisce in parte sul pavimento. Jude emette un risolino, scrollando le spalle e facendosi di nuovo strada confusamente verso gli amici che ora lo fissano ridacchiando, consapevoli che fra un altro paio di bicchieri vedranno cose divertenti.
Ma in realtà al loro tavolo Jude non ci arriva, perché nella calca c'è una mano piccola ma forte che si aggancia al suo polso, bloccando la traiettoria che il suo corpo aveva preso quasi per inerzia. Jude si guarda attorno per svariati secondi, prima di identificare il resto del corpo al quale quella mano necessariamente appartiene. E non c'è sbronza che possa fargli confondere quegli occhi scuri alla Downey fra tanti altri.
«Law! Sei venuto a festeggiare?»
Jude, il ventiquattrenne Jude, impiega almeno dieci secondi, prima di sbattere le palpebre violentemente e sorridere sornione. «Sì. Per la sua B.»
Robert - ora può chiamarlo così, si suppone - ridacchia, dimostrando un atteggiamento completamente diverso. A dire il vero, Jude si stupirebbe di trovarlo lì, ma essendo sulla via dell'allegria non si pone tutte queste domande tipo: "Perché non l'avevo mai visto prima, qui?".
«Bene, bene. Divertiti» Risponde il professore, passando il dito sul il colletto della felpa ed assumendo subito dopo un'espressione strana, come a dirsi che non comprende perché dovrebbe sentire caldo, proprio ora.
Jude torna indietro dai suoi amici, frastornato dall'incontro, incrociando gli sguardi maliziosi delle amiche che sanno perfettamente quanto tempo abbia passato a guardare quel suo professore facendo sempre cadere lo sguardo sul cavallo dei suoi pantaloni, cercando di immaginare il suo corpo nudo, e poi facendogli domande tutto il tempo solo per ascoltare la sua voce. E si sono resi tutti conto che la sua è una cotta temporanea, quindi la conclusione alla quale stanno giungendo tutti è: deve smetterla con quella tensione sessuale e farla finita una volta per tutte.
Ed è Ben, il suo migliore amico, a sussurrare qualcosa nel suo orecchio - qualcosa di tremendamente malizioso - per disporlo immediatamente. A provarci, per lo meno.
Così, la seconda volta è Downey ad essere preso di sprovvista, mentre una mano più lunga della sua si poggia sul suo fianco ed una voce si insinua nel suo orecchio.
«Professore, devo parlarle di una cosa.»
Si gira sullo sgabello, e deve sbattere le ciglia un paio di volte per realizzare che Jude si è slacciato il proprio cravattino e che si è sbottonato la parte superiore della camicia. E che lo fissa con uno sguardo dolciastro, che se fosse fatto di qualcosa sarebbe colla, o meglio miele. Appiccicoso, invitante.
«Di cosa?»
«... Una cosa.»
«Vuoi chiedermi una A?»
«No, no. La B mi va benissimo, anche se ho passato così tanto tempo a studiare...»
«E allora cosa vuoi?» Chiede, cominciando ad innervosirsi.
Jude rimane qualche secondo in silenzio, prima di sporgersi e poggiare una mano sulla sua gamba e ghignare appena. «Volevo dimostrarle quanto sono effettivamente contento per il voto che mi ha dato.»
Downey aggrotta le sopracciglia, colto di sorpresa. E poi si irrigidisce, perché questo è esattamente quello che ha sempre voluto, da quando Law è entrato per la prima volta nella sua classe. Trovarsi faccia a faccia e provare quel tipo di attrazione. Ma ormai ha trentanove anni, il ragazzo ne ha quindici meno di lui, la cosa suona davvero anomala e comunque questa fissa per le labbra piene e rosse di Jude, per le sue ciglia lunghe e per i capelli mossi dovrebbe essersene andata da un po'.
Eppure è lì, si agita ed attira il suo corpo verso quello ancora acerbo di Jude, come se una voce gli sussurrasse che va tutto bene, che se lo può prendere, che tanto è lui a sedurlo in modo così palese.
Però non deve. È troppo giovane. È un suo studente.
No, Robert.

Gli lancia occhiate tremule, agitandosi appena nella sua presa, le guance rosse ed il viso appena sudato. E sta muovendo delicatamente una gamba fra le sue, in piccoli cerchi concentrati proprio , provocando dei brividi forti e totalizzanti nel corpo del professore. Che, preso da un momento di lucidità, pensa che sia assolutamente fuori discussione che stia per fare sesso in un bagno di un pub con un fottuto ragazzino ventiquattrenne. Eppure.
Si accorge che le sue mani adulte e forti tengono inchiodati i polsi sottili del più giovane - molto più giovane - contro il muro pieno di scritte sconce e volgari; Si accorge dello sguardo del ragazzo, tipico di chi ancora è abituato a pensare che per avere qualcosa basta volerla. E lui lo vuole, di sicuro. E le sue labbra sanno di buono, registra mentre le aggredisce, sanno di birra e sembra volersele bere da come succhia rumorosamente. Jude non potrebbe chiedere di meglio, ma continua a stimolare l'erezione fra le gambe del professore, socchiudendo gli occhi, ascoltando i suoi ansiti e decidendo che vuole quella cosa. Dentro di lui. Lo vuole fra le gambe, ora, immediatamente. Ringhia nella sua bocca, fissandolo con lussuria crescente e trasmettendogli con lo sguardo esattamente cosa stia pensando. E sicuramente non è la prima volta che capita, a Robert, di fare del sesso con un uomo. Mai con uno così giovane, però, e subito comincia a farsi domande, in un angolo della propria mente, qualcosa tipo e se gli faccio male? Mi denuncerà? Che cazzo sto facendo?
Ma quando Jude spinge il proprio bacino contro il suo, il professor Downey perde anche quell'ultimo contatto con la realtà, ringhiando a sua volta e stringendo più forte i polsi sotto le sue mani, le nocche che si sbiancano per lo sforzo. E Jude mugola un po' per il dolore ed un po' per la soddisfazione, ghignando appena e continuando a fissare i propri occhi chiari negli abissi neri che invece Downey gli punta addosso, su tutto il proprio corpo, eccitandosi ancora. I suoni esterni non sono concepiti nella loro momentanea ed effimera bolla di eccitazione, ma esistono solo gli ansiti ed i gemiti che già iniziano ad affiorare sulle loro labbra, nonostante il fatto che entrambi abbiano deciso silenziosamente di fare meno rumore possibile, perché dopotutto stanno ancora in un fottuto bagno pubblico.
«Cazzo.» Sibila Robert, mordendo il collo del ragazzo, che si inarca contro la parete e spinge il proprio corpo impaziente contro l'altro, avvertendo brividi, sussulti e generali manifestazioni di eccitazione. «Stai fermo, cazzo.»
«Oh, allora il turpiloquio è - ah - permesso, fuori dall'aula» Replica l'altro, ridacchiando e gemendo allo stesso tempo, sempre sottovoce, iniziando ad avvertire la pressante esigenza di finire il prima possibile, di buttarglisi contro e provocare il suo corpo e sapere che i gemiti che sta emettendo li provoca lui. Il suo studente, quello che ha perseguitato per un semestre. Jude tende il collo, riuscendo per istinto a rubargli un bacio umido ed ansimante, mentre il corpo del professor Downey gli si preme contro, in una selvatica ricerca di sollievo per il disagio che si ritrova pulsante nei pantaloni. E poi lo lascia andare, per costringerlo a girarsi mentre entrambi slacciano i propri pantaloni. Quando Robert è pronto, alza lo sguardo e la prima cosa che vede sono natiche.
Bianche, sode, perfette, meravigliose, statuarie. Si lecca le labbra. Tocca i suoi fianchi, provocando brividi nel corpo giovane, pallido e sottilmente muscoloso, tutto teso ed elettrico per l'eccitazione. Gli occhi scuri si riempiono di voglia, di calore, di un certo desiderio di toccare quel fottuto corpo.
E Jude non sa nemmeno che cosa dovrebbe aspettarsi, da uno come lui. Potenza o delicatezza, entrambe le cose lo fanno tremare piano mentre preme il bacino contro le mattonelle, cercando qualche sorta di frizione per avere anche solo un minimo di sollievo. Ed il freddo della parete lo fa rabbrividire ancora di più, creando uno strano senso di piacere crescente, assieme all'aspettativa di quello che succederà fra poco.
Chiude gli occhi, avvertendo il respiro caldo dell'altro uomo e poi le sue labbra piene di saliva che si posano sul suo collo, e non vorrebbe arrossire dopo tutta la messinscena da ragazzo sicuro di sé, ma tutte quelle sensazioni le ha sognate masturbandosi nel proprio letto dopo aver studiato, e sono troppi i brividi che scorrono sotto pelle per trattenersi. Si irrigidisce appena, conscio di avere tutto il corpo adulto e potente del proprio professore dietro di sé, attorno di sé, e fra poco anche dentro di sé; Sorride, sentendosi vittorioso, sapendo che finalmente tutta quella tensione sessuale se ne andrà presto. Lo sente muoversi contro la propria schiena, strofinarsi quasi dolcemente fra le sue natiche, e poi il proprio cuore battere più veloce del solito. Una pulsazione dentro di sé, contro il muro, sui propri polsi e nelle orecchie. E la mano di Downey, l'ormai brizzolato professore, circondare piano la propria erezione. E le sue mani sono una delle cose sulle quali Jude ha fantasticato di più, perciò tiene gli occhi chiusi e si gode il contatto, con più brividi ed un respiro più pesante fra le labbra.
Deglutisce a vuoto quando sente, in qualche modo, che quel corpo più grande del suo sta per riempirlo.
Robert Downey ha già perso tutti i pensieri dietro di sé, sostituendoli con domande maliziose, come per esempio sarà stretto come credo?
Lo è.
Quando guida il proprio sesso ormai pronto dentro il corpo più giovane, si ritrova a doverlo fare con estrema delicatezza, perché pare che il ragazzo sia vergine ed una piccolissima, vergognosa parte di sé si sente ancora più soddisfatta dalla scoperta. Ma si scopre anche, inaspettatamente, a sussurrargli piano nell'orecchio, perché si tratta comunque di un quasi quarantenne che sta dando esperienza ad uno di almeno dieci anni più piccolo - un allievo - del sesso con un altro uomo.
«Faccio piano. Cercherò di non farti male.»
E Jude lo ascolta, come se fra loro ci fosse una specie di connessione, ora. Si rilassa molto lentamente, pur avvertendo bordate pesanti di dolore dov'è più sensibile, come se lo stessero bucando, come se qualcosa di enorme lo stesse lacerando per farsi strada e per un attimo ha davvero paura. Per questo è stato un bene che Downey abbia cominciato a rassicurarlo.
«Dimmi se ti faccio troppo male. Non voglio che ti... Che ti faccia troppo male.»
Jude si chiede se sia normale, arrossire così tanto da sentire un calore insopportabile al viso.
Ed il tutto dura meno di quanto entrambi si aspettassero. Quando viene nel suo corpo, Downey riprende lucidità quasi immediatamente, togliendo le mani dal corpo del più piccolo come se scottasse, chiedendosi per quale stracazzo di motivo abbia accettato di farsi sedurre da uno stronzetto che potrebbe minacciarlo e ricattarlo per sempre. L'orgasmo sparisce sotto la paura.
D'altro canto, Jude rimane premuto contro la parete, sudato, ansimante e con uno strano orgasmo che ancora gli annebbia la mente. Ha provato un dolore che non aveva nemmeno immaginato, e ha provato quasi solo quello, tranne quando Downey ha preso a masturbarlo. Ma pondera, e decide che se dovesse provare tutto di nuovo, pur di sentire ancora una sensazione così travolgente, lo farebbe. E chiaramente pensieri complessi come ricatti e cose del genere non lo sfiorano nemmeno per sbaglio, dato che in questo momento la sua unica preoccupazione è godersi quello che sta provando.
E poi sorride: non prova più nulla per lui. Si è consumato tutto. Può smettere di essere frustrato, desideroso; Può smettere di immaginare cose contro la propria volontà, può tornare a studiare senza avere lampi di immagini sbagliate a distrarlo.

Quando si volta e lo trova ancora a pantaloni abbassati, però, crolla tutto. Non è vero, ed entrambi lo sanno.
Si vedranno di nuovo, maledizione.

[identity profile] jadina94.livejournal.com 2011-12-21 07:37 pm (UTC)(link)
LA MORTE CEREBRALE.
ENCEFALOGRAMMA PIATTO.

(E comunque tu dici tanto, ma nemmeno se ti mettessi a scrivere il peggio del peggio finiresti per arrivare ai livelli delle ultime cose che vengono postate generalmente su EFP, ficcatelo in testa è_é)

[identity profile] manubibi.livejournal.com 2011-12-21 07:53 pm (UTC)(link)
*LE SALTA SOPRA IN UN ATTACCO DI LUSSURIA E GRATITUDINE* <3<3<3<3<3<3<3<3

(Eh, vabbè. XD cioè, non mi sto dando arie, però cioè, nemmeno se ci provo arrivo a scrivere le minchiate che trovi in quelle fic O_O secondo me è un'arte. Sottovalutatissima. Ed io ne sono incapace /o\)

[identity profile] jadina94.livejournal.com 2011-12-21 08:38 pm (UTC)(link)
<3<3 Tanti cccccuori anche a te, si <3<3

(Eh, proprio quello che dicevo, riconoscilo ù_ù)

[identity profile] manubibi.livejournal.com 2011-12-21 08:40 pm (UTC)(link)
(...lo riconosco DDDD:)

[identity profile] jadina94.livejournal.com 2011-12-21 08:50 pm (UTC)(link)
(bbbbrava \o/)

[identity profile] mooneyopenmind.livejournal.com 2011-12-21 07:48 pm (UTC)(link)
Non ho parole per esprimere quanto mi sia piaciuta questa ff. Davvero, nessuna.

*ama*

[identity profile] manubibi.livejournal.com 2011-12-21 07:56 pm (UTC)(link)
<3 Awwwwww. Ed io che la rileggo e penso sempre di più che sia una trashata O_O grazie mille, comunque!! *abbraccia*
(PS, ti coccolo per l'esame di Storia! D:)

[identity profile] mooneyopenmind.livejournal.com 2011-12-21 11:03 pm (UTC)(link)
non è una trashata u.u

(grazie D:)