27 May 2013 @ 10:53 pm
[Harry Potter] Something worth fighting for  
Titolo: Something worth fighting for
Fandom: Harry Potter
Personaggi: Ninfadora Tonks/Remus Lupin
Genere: introspettivo, angst
Avvertimenti: missing moment (MANNAGGIA ALLA ROW *waves fist*), death!fic
Parole: 581
Note: Scritta per l'X-Fandom. No, non fatemi dire altro. *gross sobbing*

Paradossalmente, la prima cosa a cui pensa in quel momento è a quando ha cercato di dissuaderla dal sposarlo. L'ultima cosa che Remus vede, con tutta la chiarezza del mondo, è il momento in cui lei gli ha sorriso, che copre come una barriera ciò che sta davvero accadendo, cioè lei che si getta disperatamente contro i fantasmi scuri troppo rapidi per poterne distinguere la forma. Nel rumore, nella disperazione, nella foga di un combattimento che hanno giurato di vincere - l'hanno giurato a loro stessi, a Harry, all'Ordine, al mondo - e persino nella loro piccola, personale sconfitta, Remus lo sa. Anche quando morirà, anche quando lei morirà, anche se loro dovessero diventare un numero o un paio di nomi affiancati e poi dimenticati - no, mai dimenticati, questo no -, Remus sa che tutto è da offrire per l'altro, per lui che porta il mondo in spalla e che gode della sua totale fiducia, Harry e tutto ciò che rappresenta. L'ultimo lampo di luce verde non sa di paura o di sconfitta o di rabbia, e se Dora sta urlando quel suono si è trasformato in una risata, quella di quando si sono trovati da soli la prima volta a condividere stranezze, solitudine, incomprensione e passato, quando lei gli ha preso la mano scherzando e trasformando il proprio naso in una proboscide per tirarlo su di morale, e la cosa più bella e commovente è che lei ci è sempre riuscita. Remus guarda la morte in faccia, riflessa nel viso di Tonks gettata a qualche metro da lui, che striscia verso di lui con l'amore che persino nell'essere disarmata la porta inevitabilmente a cercare la sua mano. Remus non riesce a sentire il tocco delle sue dita, ma l'ultima immagine impressa nei suoi occhi è un bel ricordo, tanto bello da evocare il Patronus più potente del mondo, e questo basta a scivolare via dolcemente, nonostante la violenza.
Tonks lo raggiunge qualche secondo dopo, vuota di tutto, stringe la sua testa fra le braccia come a cullarlo e a difenderlo dal sangue, dall'ombra e dalla paura di andare in un altro posto. A lei non interessa più nulla se ogni attimo che le resta scappa fra le dita assieme a tutto quello che per lei ha davvero contato fin da quando riesce a ricordare.
Non il diploma da Auror e non tutta la vita dalla quale si è risvegliata dopo Remus e Teddy - Teddy, Teddy starà bene, andrà tutto bene.
Solo colui che ha giurato di seguire e che ha scelto con tutta la sua libertà di difendere fino al suo ultimo respiro. Non ci sono remore, non c'è un momento per dire addio, è solo un lungo e agonizzante attimo che racchiude una vita intera, è solo una coppia di parole sputate con noncuranza per cancellare un universo e una famiglia che avrebbe potuto fiorire, è sono un secondo di coscienza dell'inevitabile prima che il loro futuro venga strappato via anche dal suo petto con una facilità crudele. La coscienza di tutto ciò è inaspettatamente indolore, e l'ultimo pensiero è che almeno, anche nell'ultimo secondo in cui è viva, hanno combattuto e sperato e fatto la loro parte in una storia più grande, una storia che sono sempre stati sicuri sarebbe finita nella giustizia e nella gioia. In quel secondo, Tonks guarda il viso immobile di Remus e sospira nel suo orecchio che non ci sono rimpianti, che nonostante tutto ne è valsa la pena.
«Avevo ragione io».