28 July 2013 @ 09:31 pm
[Free!] I Will Wait  
Titolo: I Will Wait
Fandom: Free!
Personaggi: Rin/Gou Matsuoka
Genere: fluff
Avvertimenti: pre-incest?, prequel, missing moment
Parole: 662
Note: scritto per il prompt "ritorno" del Cow-T estivo, prima settimana \o\

I giorni precedenti si era svegliata presto il mattino, prima ancora che la mamma dovesse venire a prenderla di peso perché andasse a scuola, aveva compiuto tutti i suoi riti mattinieri di fretta, con un certo nervosismo, arrivando persino a lasciare piccoli strilli fuori dalle labbra sottili per nessun motivo. In quei giorni, volava sulla bicicletta senza prestare troppa attenzione a nulla, e sembrava che il vento fra i capelli corti e scuri volesse incoraggiarla a correre più forte, come se farlo potesse far volare anche il tempo. Sfrecciava sudando con il cuore a mille, il sudore puro che rendeva il suo viso freddo e bagnaticcio, i capelli incollati alla fronte. Quando arrivava a scuola, ansimando, si limitava a sorridere col cuore sollevato, del tutto immune allo stress dello studio, lo sguardo sognante che vagava al di sopra delle parole dell'insegnante, i pensieri che come aerei di carta volavano fino all'Australia.
Rin in quei giorni si preparava finalmente a tornare in Giappone, lo sguardo sicuro e spavaldo, una sorta di gioia feroce che lo portava a girare con aria strafottente per l'accademia, il petto all'infuori, marciando come se svettasse su altri ragazzi in realtà molto più grandi di lui.
E poi il giorno finalmente arrivò, Gou che si mise seduta direttamente sul futon, il sorriso che sembrava volesse occupare tutto il suo viso tondo e dolce, la vocetta infantile e stridula che per prima cosa pronunciò il nome di Rin, e poi si strinse le mani al cuore per controllare la gioia che scorreva dentro di lei. Finalmente avrebbe rivisto il suo fratellone, per il quale si era preoccupata tutti i giorni dal momento in cui era partito. La mamma le disse di non saltare scuola, leggendo nei suoi occhi che la sua idea era proprio quella.
«Lo troverai a casa» disse, ammonendola con lo sguardo. Gou si afflosciò per un momento su se stessa: come poteva andare a lezione e aspettare un'altra mezza giornata per riabbracciare e sentire di nuovo il calore del suo fratellone? Un calore che le era sempre sfuggito dalle mani proprio quando lo stava per comprendere e afferrare, ma che forse per via della mancanza o per via di un po' di maturazione da parte di Rin sarebbe finalmente riuscita a trattenere su di sé per un po'.
E le ore di lezione furono le più lunghe da quando riusciva a ricordare, non pensava che il tempo potesse stiracchiarsi così tanto proprio quando aveva bisogno di sentirlo scorrere su di sé come fosse impercepibile. Le parole inondavano l'aria, ma lei aveva i sensi troppo pieni e bisognosi di Rin per afferrarne anche solo una. Quando la giornata scolastica si concluse, Gou pensò di essersi innamorata in un istante solo. Non tanto di qualcosa in particolare, ma provò uno scoppio di gioia che non aveva mai conosciuto prima. Scattò lontano, scivolando come fuori dal proprio controllo, come un fiume in piena fuori dalla scuola, le scarpette che calciavano il terreno. I capelli frustavano il vento mentre pedalava di gran carriera verso casa, la mente sgombra di qualsiasi cosa e il piccolo cuore che cantava dentro di lei. Arrivò persino a rovesciare la bici nel giardino per poi scaraventarsi dentro casa. Improvvisamente sbiancò e si fermò, proprio sull'entrata, una ipotesi terribile era sfrecciata nella sua testa. E se Rin non fosse ancora arrivato a casa? Non pensava di poter sopportare l'attesa ancora più a lungo. Deglutì, facendo qualche passo.
E poi la figura piccola, familiare ma inevitabilmente cambiata di Rin apparve nella stanza di fronte a lei. Sembrava quieto, rilassato, beveva con calma un bicchiere di succo. Gou si illuminò lentamente e non disse nulla, rimase immobile per qualche istante prima di allargare le braccia e corrergli incontro, i loro corpi che si scontrarono malamente l'uno contro l'altro. «Rin!» esclamò Gou, affondando il viso nel collo del fratello. Il bicchiere era caduto a terra e si era rotto in mille pezzi.
Nonostante il fatto che non l'avrebbe mai ammesso, a Rin non importava.