07 August 2013 @ 05:47 pm
[Thor] You are the moon that breaks the night for which I have to howl  
Titolo: You are the moon that breaks the night for which I have to howl
Fandom: MCU » Thor (post-Avengers)
Personaggi: Loki/Thor
Genere: angst, erotico
Avvertimenti: what if?, incest
Parole: 1373
Note: okay, questa è per la seconda missione della terza settimana del COW-T estivo \o/ spero piaccia, perché io mi sono divertita un bel po' a scriverla XD sì, sono una sadica bestiaccia. Also thank you Florence <3


È stato tanti anni fa. O meglio, più che anni, sarebbe molto più accurato parlare di secoli. Il Sole sembrava splendere molto più luminoso, come se fosse ancora un'entità giovane, bonaria, consapevole della propria eternità e perciò una stella fiera della propria essenza. Loki era più giovane, certamente. Aveva già i lineamenti maturi, dei tratti più aguzzi rispetto a quando erano bambini, se Thor avesse avuto la mano di un artista l'avrebbe disegnato per trasferirlo su un supporto che avrebbe potuto tenere con sé sempre.
Thor aveva anch'egli uno sguardo passionale, pieno di iniziativa e illusioni, ed i suoi occhi chiari potevano trafiggere chiunque, far innamorare tutti i Nove Regni di lui, eppure, di amore, ne provava solo per Loki. Buffo constatare come la cosa che volesse di più fosse anche quella che avrebbe potuto distruggerlo. Thor non lo sapeva, era abituato a prendere le giornate per le corna, a spogliarsi di qualsiasi maschera e a concedersi a chiunque ne volesse un po', pronto a scambiare parole, a fermarsi a giocare con dei bambini se ne incrociava qualcuno, ad abbracciare una Sif già consapevole delle proprie potenzialità, che già raccoglieva attorno a sé attenzioni e ammirazione.
Quando Thor non lo guardava, gli occhi di Loki si incupivano, le mani si irrigidivano e paradossalmente si trovava a desiderare tutta la sua attenzione, anche quando si trovavano soli, nelle stanze quasi costantemente inondate di luce del Valhalla. Thor non poteva accorgersene. Quando stringeva il viso di Loki fra le mani, quando lo baciava con l'ingenuità e con l'irruenza che lo contraddistinguevano, non riusciva nemmeno a cogliere la sfumatura dei suoi occhi, credendo di conoscerla fin troppo bene.
A volte Thor e Loki si abbandonavano a giochi completamente infantili, nelle foreste incantate, sporcandosi come dei maiali e tornando tardi, tardissimo, le vesti completamente madide e disgustose, Frigga che scuoteva la testa sempre più spazientita, severa, ma quando si voltava per tornare nelle proprie stanze loro sapevano che in verità stava sorridendo.
Sembrava tutto meraviglioso. O forse, riflette Thor, lo sembra in questo momento, mentre Loki lo guarda con cattiveria e malizia, attraverso un vetro che non può sperare di poter superare davvero, e l'unica cosa che vorrebbe è riportarlo indietro. Che sia suo fratello o no, non ha rilevanza, vuole di nuovo spingerlo dentro un fiume limpido e vederlo emergere rabbioso, per poi venir scaraventato all'indietro e ridere e ridere. Loki lo guarda, il cuore schermato, una espressione serpentina sul viso. «Ti ricordi quando ti ho fatto mio, Thor?» Chiede, la voce bassa e penetrante, i passi che si avvicinano al vetro. Thor, visibilmente più stanco e disilluso, in un certo senso più spento rispetto ad allora, si concede solo di sbattere le palpebre, alzare il mento in reazione all'avvicinamento di Loki. Non si può più fidare, ed il fatto che gli venga ricordato quello che potrebbe essere uno dei momenti in cui Loki lo ha definitivamente intrappolato con sé è semplicemente insopportabile. Essere in trappola è terribile, ma essere in trappola con se stessi? Essere in trappola con il proprio fratello, e solo odio a riempire la distanza?
Quello che va oltre il proprio modo di concepire Loki è che ci ha provato, a riportarlo da sé. Se avesse pensato che sarebbe stato di una qualche utilità, avrebbe cercato di baciarlo ancora, solo per fargli sentire che era ancora lì.
I pugni gli si chiudono convulsamente, la tentazione forte di prendere a colpi di Mjolnir il muro fra loro solo per pura frustrazione. C'è stato un periodo in cui nella sua testa prendere a martellate le cose sembrava un metodo efficace per risolvere tutti i problemi. In fondo gli era stato attribuito uno degli strumenti più potenti di Asgard, ai tempi gli sembrava solo logico pensare che con quello avrebbe potuto sovvertire anche le leggi che regolano le persone.
«Ti ricordi quando eri sotto di me?» Gli chiede ancora Loki, lo sguardo sicuro e le narici aperte per i brividi di potere. «Ti ricordi di quello che mi dicesti?» Sussurra, solo una minima distanza a dividerli. Quella rappresentata dal vetro forte e resistente fra loro. Thor non risponde, le parole che gli si chiudono nella gola, cercando qualcosa da dire che possa convincere Loki che tutto questo è stato un enorme errore, che vorrebbe tornare indietro e correggere qualsiasi cosa abbia fatto di sbagliato. Se solo provasse a guardarlo e vedere qualcos'altro rispetto a ciò che si è convinto di vedere. Se solo potesse prestargli i propri occhi e fargli capire che si sbaglia, che non c'è mai stata nessuna volontà di lasciarlo da parte, di tenerlo lontano da sé.
«Eravamo sotto il Glasir...» gli ricorda Loki, lo sguardo fisso in quello di Thor, cercando qualsiasi segno di dolore per sentirsi vittorioso. E i ricordi sembrano fluire violentemente nella mente di Thor, e di quel giorno ricorda improvvisamente tutto.
Il profumo dei fiori, ovunque, quelli che crescono solo ad Asgard, un profumo che a Midgard non esiste. La luce del Sole, sempre così di buonumore, che faceva capolino ogni tanto fra le fronde agitate piano dal vento, e poi le mani sottili di Loki che accarezzavano il suo petto; lui seduto sopra il bacino si muoveva con una velocità calcolata, strappando sospiri e gemiti profondi a Thor. E poi quest'ultimo aveva preso la sua mano, l'aveva stretta contro il proprio petto, e con l'altra già più grande di quelle di Loki aveva intrecciato le dita fra i suoi capelli. Lo aveva stretto a sé, con una delicatezza che non riservava decisamente a nessun altro nell'intero universo. Loki allora l'aveva cavalcato piano, le labbra costantemente chiuse su quelle di Thor, le mani che avevano preso a cercare i rispettivi corpi, quelle di Thor sui fianchi più scarni del fratello, quelle di Loki che lo sorreggevano mentre si raddrizzava su di lui, abbandonava le sue labbra e si raddrizzava, gli occhi rivolti verso l'altro e poi chiusi, la nudità che non sembrava più un fattore rilevante. Ed erano i fianchi di Loki, mossi ad un ritmo sempre più incalzante, ad affascinare Thor, tanto che quando venne rimase a guardarlo, nella foschia dell'orgasmo, come uno spettacolo.
Ed infine aveva convinto Loki a sdraiarsi accanto a lui, percorrendo tutto il suo corpo con le labbra, sentendolo ansimare vicino al proprio orecchio, e poi lo aveva baciato fra le gambe, un bacio lungo e lento, le mani che gli accarezzavano le cosce, gli occhi chiusi. «Thor» lo aveva chiamato Loki, debolmente, gli occhi chiusi e l'espressione più bella che Thor avesse mai visto sugli occhi di chiunque. «Thor» lo aveva chiamato ancora, le dita strette fra i suoi capelli, tremanti, tutto il suo corpo scosso nel tentativo di non lasciarsi andare, non ancora. «Thor!» aveva esclamato, il corpo teso e sudato, i brividi che lo percorrevano quasi fino allo sfinimento. Eppure Thor non aveva smesso di baciarlo, anzi aveva succhiato più forte, e solo all'ultimo momento si era ritratto, il suo ventre ora sporco. E Loki si era lasciato andare con un urlo strozzato, e poi con un gemito limpido come niente che Thor avesse mai ascoltato prima. E Thor si era chinato su di lui, sussurrandogli che avrebbe voluto sentirlo gemere così per tutti i giorni della propria vita, guardando i suoi occhi colorarsi di un verde più intenso, come quello dei prati attorno a loro.
E infine si erano addormentati, nudi, le gambe intrecciate fra loro, Loki che stringeva il corpo di Thor, da dietro, lui si era addormentato baciandogli con lentezza la schiena.

Thor deglutisce, cercando di non lasciar trasparire nessuna delle emozioni che un tempo avrebbe mostrato senza alcun problema. Solo la tristezza e la nostalgia passano attraverso il vetro fra loro, come odori spiacevoli. Loki però assapora il proprio piccolo senso di vittoria. E Thor rimane lì, a guardarlo, a domandarsi gli stessi milioni di cose che si è domandato senza trovare una risposta per tanto tempo.
Se ne va lasciando tutti i quesiti dietro di sé, con Loki, che con un'acida minuscola vittoria nei pugni torna a sedersi, meditando nell'angolo più buio della stanza.
Tanto Thor il cuore gliel'ha già spezzato tempo fa: è certo di non averne più uno.
 
 
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[identity profile] diana9241.livejournal.com on October 5th, 2013 09:34 am (UTC)
la Thorki mi uccideranno prima o poi, specie questa angast e p0rn sono un mix letale, se poi ci si aggiunge l'incest diventa tremenda ... ma è meravigliosa .... così ... descrittiva e allo stesso tempo no, stupenda questa fic

Commento partecipante a Recensioni d'Autunno 5 su maridichallenge (http://maridichallenge.livejournal.com).
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