19 April 2014 @ 03:25 pm
[Hannibal] Reckoning  
Titolo: Reckoning
Fandom: Hannibal
Genere: introspettivo
Personaggi/Pairing: Will Graham/Hannibal Lecter
Avvertimenti: spoilers per la puntata di ieri XD
Parole: 562
Note: ehhh questo è per lo scambio regali di pasqua \o/ prendetelo per quello che è, dopo mesi che non scrivo qualcosa è tutto quello che son riuscita a tirare fuori. Mi sto sforzando, ma è difficile ;_;


La prigione ti cambia. Will l'aveva sempre sentito dire, ma non era sicuro di sapere esattamente cosa significasse, pensava che la prigione ti rendesse miserabile. Invece, la prigione per lui è stata un momento buio, pieno di sofferenza, impotenza, ma in qualche modo, pensandoci a mente lucida, è stato come un percorso di crescita - ovviamente non può perdonare Hannibal, non per averlo messo lì dentro, non per aver ucciso Beverly, non per aver inscenato così tante bugie da poter costruire duecento castelli sfarzosi, o un enorme palazzo mentale pieno di menzogne.
Eppure, mentre punta la pistola dritto fra il lobo destro e quello sinistro della fronte di Ingram, pregustando la sensazione meravigliosa difare qualcosa di cattivo alle persone cattive, sotto gli occhi vigili di Hannibal che lo osserva come fosse in laboratorio, una punta di fierezza nell'espressione e il tono di voce paterno mentre gli dice di non uccidere - ha, che la cosa venga da Hannibal è ironico, no? - un po' comprende perché non riesce ad odiarlo tanto da stringergli le mani attorno alla gola e sentire la vita lercia, lurida del mostro finalmente lasciare il suo corpo e questo mondo, il che sarebbe così giusto, nel contesto in cui Will si trova al momento. Eppure sente che in questo momento sarebbe così facile uccidere un'altro. Sente che sarebbe difficile voltarsi di quarantacinque gradi, e farsi giustizia da solo. Ma al momento non esiste nessuna motivazione per cui non dovrebbe sparare all'uomo di fronte a sé, all'uomo che ha usato una persona in cui Will si riconosce fin troppo bene, sparare alla situazione che lui stesso ha dovuto frequentare. Sarebbe liberatorio, no? Uccidere Hannibal senza uccidere Hannibal. Salvare Peter, possibilmente, anche da sé stesso. La sensazione che prova verso Ingram non è tanto sdegno, quanto una sorta di desiderio di chiudere il proprio cerchio, di punire qualcuno che non sia Hannibal per quello che Hannibal gli ha fatto. E poi le parole di Hannibal giungono a lui, gli dicono che non sarebbe come uccidere la fonte dei suoi problemi, o meglio Hannibal stesso, sarebbe un omicidio. Il suo primo omicidio. Perché uccidere Hobbs era obbligatorio, Hobbs l'ha costretto a farlo. Eppure sente che non sarebbe più così orribile uccidere. Anche in questo caso avrebbe un motivo per dire che Ingram se lo meritava. Giocare così con la fiducia di qualcun altro.
E poi abbassa il braccio, si lascia togliere la pistola da Hannibal, che lo prende da parte come un maestro. Lo fissa, incapace di individuare cos'è che prova. Cosa prova nei confronti di Hannibal Lecter? Cosa potrebbe aiutarlo a chiarirlo?
Sicuramente sparare ad Ingram non avrebbe risolto il suo conflitto. Ingram non è Hannibal, non potrebbe mai esserlo. Ingram ha paura della morte, Hannibal non ha paura di nulla, e questo lo rende infinitamente più pericoloso. Guarda negli occhi il suo più grande nemico, il suo allevatore, la più grande minaccia. Lo guarda riflettendo la sua complicità, e decide che per lui ci vuole una esca più invitante, un atto più deciso, più imprevedibile. Improvvisamente sporge il viso in avanti, chiude gli occhi e lascia rilassare le braccia, bacia Hannibal sulle labbra quasi con timidezza, e quando la sorpresa dell'altro lascia il posto ad un sospiro quasi di sollievo, lo bacia ancora, con un po' più di decisione.
Si sente tanto Giuda, ma si sente anche tanto diverso.