Titolo: Days Are Forgotten
Fandom: RPF Cinema
Personaggi: Jude Law/Robert Downey Jr
Genere: introspettivo
Avvertimenti: otherverse, pwp
Parole: 815
Note: Eh, apparentemente ogni volta che decido di abbandonare definitivamente una ship importante ci devo scrivere su, che ci posso fare XD l'"otherverse" lassù significa che la caratterizzazione è quella del roleplay. No, davvero, tutto qui. Ciao RDJude, mi hai fatto sprecare 4 anni di vita. Rob e Jude, invece, vi voglio ancora benissimo *li abbraccia forte forte* bbys
e bon, non mi sento neanche un po' triste XDDD meraviglia. Byeeeee \o\
Scuote la testa, in piedi nella sua casa vuota, con un piccolo sorriso amaro. Fra le dita tiene una vecchia foto, una di quelle che aveva dimenticato fra i libri ed i copioni, della quale si era dimenticato. Perché fra le cose che l'avevano cambiato in quella relazione c'era il costante disordine, interiore ed esteriore. Polvere che a volte vedeva e semplicemente lasciava lì, ragnatele ogni tanto, e abbandono. La casa si era vivacizzata, di amore vero, di amore famigliare, un amore che non si corrompe facilmente. Eppure, ecco, aveva perso la mania di pulire. Se sapeva che non veniva nessuno e che Rudy, Iris e Rafferty non avrebbero sicuramente guardato dov'era sporco, lo lasciava lì.
Robert l'aveva lasciato sporco. Probabilmente non era una sua intenzione, probabilmente credeva di essere nel giusto, che la loro relazione fosse voluta dal destino, che se si amavano così tanto non poteva essere sbagliata. E poi dopo la rottura lui si disse, perché dovrei limitare me stesso per far respirare lui? Perché dovrei soffocare la mia persona per fare spazio al suo enorme, voluttuoso ego accompagnato da svariati problemi mentali?
Forse Robert non se n'era mai accorto. Forse le sue frasi del tipo «dimmi la verità» non erano oneste, perché la verità non gli piaceva mai. E un po' gli viene da ridere, con tutti i drammi che alzava in piedi, drammi che al momento sembravano insormontabili, drammi che lui poteva spazzare via restringendosi sempre di più. E allora Robert tornava affettuoso.
E di riflesso, Jude respira, libera i polmoni, li espande e prende larghe e lunghe boccate d'aria.
Fa male, fa ancora male come se il cuore stesse fisicamente battendo da un'altra parte. È questo che gli ha impedito di liberarsi, fino ad oggi. Ma sinceramente, tutto questo lo stanca. È stressante, lo mette di pessimo umore, gli fa passare le giornate con un peso sul petto costante, come se fosse colpa sua.
Ma io sono più forte di così. E non è nemmeno arrabbiato. Non lo odia, non gli augura nessun male. Ma se vuole liberarsi, deve prendere quel peso sulle sue spalle (cianfrusaglie, memorie ormai sbiadite, un malloppo gigante di pagine e pagine, drammi inutili, e anche i ricordi belli) e lasciarlo cadere dietro di sé. Non fa nulla di drammatico o esagerato come bruciare la loro foto maldestra in uno dei momenti belli, semplicemente la accartoccia, e la butta nel cestino. Con gli occhi trionfanti, si accorge che non prova nemmeno desideri di recuperarla. Preso da una improvvisa euforia, prende il telefono. Vede il suo nome ed il numero. Nemmeno per un attimo prova la tentazione di chiamarlo, e pochi secondi dopo il suo numero è sparito. E non prova assolutamente nulla. Ma non è un nulla negativo, non è un vuoto, è semplicemente un altro po' di spazio che si libera attorno a sé.
Liberarsi di una relazione negativa non è mai semplice, e ci vuole tempo. Ma mio Dio, quanto ce n'è voluto in questo caso.
Preso dall'euforia, cancella tutte le sue tracce. I regali, i post-it, le cartoline, i messaggi, e mentre li rilegge si ritrova a provare un po' di nostalgia per i momenti felici. Ma i fotogrammi di depressione, incazzature, tristezza e apatia sono ventitré ogni secondo, mentre quelli fatti di luce sono brevissimi sprazzi che nemmeno ricorda di preciso. Getta tutto, tutto dietro di sé, tutto nel cestino, finché non si riempie. E Jude crede di essere impazzito con le metafore, perché tutta la spazzatura che riempie in modo molto fisico lo spazio dove dovrebbe stare è davvero troppa. Come ho fatto a portare tutto questo dentro di me, e fuori di me?
Libero, una gioia pacata ma consistente sulle sue labbra e nei suoi occhi. E poi si libera di lui, della sua ingombrante presenza, perché io sono più forte della rabbia e dell'odio che potrei serbargli. La forza non gli è mai mancata di fronte a nessuno, e per una volta dopo tanto tempo lancia uno sguardo distratto allo specchio e guarda le ore di pulizia interiore ed esteriore concretizzate in un po' di polvere sulle mani, un lieve velo di sudore sul viso, poi scoppia a ridere in modo assolutamente casuale, ride ancora di più pensando a che faccia avrebbe Rafferty se fosse lì e lo vedesse ridere senza alcunissimo apparente motivo.
Perché si è liberato di un peso: della propria voglia di tornare indietro, e su quel peso non poserà più nemmeno uno sguardo. E allora? Soltanto un'altra rottura con un'altra persona non giusta per lui.
Evidentemente non è fatto per questo tipo di merda, e va bene così. Gli capita qualche giorno dopo di leggere un articolo su Age of Ultron, e sorride di passaggio. Buon per lui pensa, scrollando oltre la pagina. È chiaramente il suo decennio, e se lo conosce, Robert ci è già passato sopra. E pochi secondi dopo, già se n'è dimenticato.
Fandom: RPF Cinema
Personaggi: Jude Law/Robert Downey Jr
Genere: introspettivo
Avvertimenti: otherverse, pwp
Parole: 815
Note: Eh, apparentemente ogni volta che decido di abbandonare definitivamente una ship importante ci devo scrivere su, che ci posso fare XD l'"otherverse" lassù significa che la caratterizzazione è quella del roleplay. No, davvero, tutto qui. Ciao RDJude, mi hai fatto sprecare 4 anni di vita. Rob e Jude, invece, vi voglio ancora benissimo *li abbraccia forte forte* bbys
e bon, non mi sento neanche un po' triste XDDD meraviglia. Byeeeee \o\
Scuote la testa, in piedi nella sua casa vuota, con un piccolo sorriso amaro. Fra le dita tiene una vecchia foto, una di quelle che aveva dimenticato fra i libri ed i copioni, della quale si era dimenticato. Perché fra le cose che l'avevano cambiato in quella relazione c'era il costante disordine, interiore ed esteriore. Polvere che a volte vedeva e semplicemente lasciava lì, ragnatele ogni tanto, e abbandono. La casa si era vivacizzata, di amore vero, di amore famigliare, un amore che non si corrompe facilmente. Eppure, ecco, aveva perso la mania di pulire. Se sapeva che non veniva nessuno e che Rudy, Iris e Rafferty non avrebbero sicuramente guardato dov'era sporco, lo lasciava lì.
Robert l'aveva lasciato sporco. Probabilmente non era una sua intenzione, probabilmente credeva di essere nel giusto, che la loro relazione fosse voluta dal destino, che se si amavano così tanto non poteva essere sbagliata. E poi dopo la rottura lui si disse, perché dovrei limitare me stesso per far respirare lui? Perché dovrei soffocare la mia persona per fare spazio al suo enorme, voluttuoso ego accompagnato da svariati problemi mentali?
Forse Robert non se n'era mai accorto. Forse le sue frasi del tipo «dimmi la verità» non erano oneste, perché la verità non gli piaceva mai. E un po' gli viene da ridere, con tutti i drammi che alzava in piedi, drammi che al momento sembravano insormontabili, drammi che lui poteva spazzare via restringendosi sempre di più. E allora Robert tornava affettuoso.
E di riflesso, Jude respira, libera i polmoni, li espande e prende larghe e lunghe boccate d'aria.
Fa male, fa ancora male come se il cuore stesse fisicamente battendo da un'altra parte. È questo che gli ha impedito di liberarsi, fino ad oggi. Ma sinceramente, tutto questo lo stanca. È stressante, lo mette di pessimo umore, gli fa passare le giornate con un peso sul petto costante, come se fosse colpa sua.
Ma io sono più forte di così. E non è nemmeno arrabbiato. Non lo odia, non gli augura nessun male. Ma se vuole liberarsi, deve prendere quel peso sulle sue spalle (cianfrusaglie, memorie ormai sbiadite, un malloppo gigante di pagine e pagine, drammi inutili, e anche i ricordi belli) e lasciarlo cadere dietro di sé. Non fa nulla di drammatico o esagerato come bruciare la loro foto maldestra in uno dei momenti belli, semplicemente la accartoccia, e la butta nel cestino. Con gli occhi trionfanti, si accorge che non prova nemmeno desideri di recuperarla. Preso da una improvvisa euforia, prende il telefono. Vede il suo nome ed il numero. Nemmeno per un attimo prova la tentazione di chiamarlo, e pochi secondi dopo il suo numero è sparito. E non prova assolutamente nulla. Ma non è un nulla negativo, non è un vuoto, è semplicemente un altro po' di spazio che si libera attorno a sé.
Liberarsi di una relazione negativa non è mai semplice, e ci vuole tempo. Ma mio Dio, quanto ce n'è voluto in questo caso.
Preso dall'euforia, cancella tutte le sue tracce. I regali, i post-it, le cartoline, i messaggi, e mentre li rilegge si ritrova a provare un po' di nostalgia per i momenti felici. Ma i fotogrammi di depressione, incazzature, tristezza e apatia sono ventitré ogni secondo, mentre quelli fatti di luce sono brevissimi sprazzi che nemmeno ricorda di preciso. Getta tutto, tutto dietro di sé, tutto nel cestino, finché non si riempie. E Jude crede di essere impazzito con le metafore, perché tutta la spazzatura che riempie in modo molto fisico lo spazio dove dovrebbe stare è davvero troppa. Come ho fatto a portare tutto questo dentro di me, e fuori di me?
Libero, una gioia pacata ma consistente sulle sue labbra e nei suoi occhi. E poi si libera di lui, della sua ingombrante presenza, perché io sono più forte della rabbia e dell'odio che potrei serbargli. La forza non gli è mai mancata di fronte a nessuno, e per una volta dopo tanto tempo lancia uno sguardo distratto allo specchio e guarda le ore di pulizia interiore ed esteriore concretizzate in un po' di polvere sulle mani, un lieve velo di sudore sul viso, poi scoppia a ridere in modo assolutamente casuale, ride ancora di più pensando a che faccia avrebbe Rafferty se fosse lì e lo vedesse ridere senza alcunissimo apparente motivo.
Perché si è liberato di un peso: della propria voglia di tornare indietro, e su quel peso non poserà più nemmeno uno sguardo. E allora? Soltanto un'altra rottura con un'altra persona non giusta per lui.
Evidentemente non è fatto per questo tipo di merda, e va bene così. Gli capita qualche giorno dopo di leggere un articolo su Age of Ultron, e sorride di passaggio. Buon per lui pensa, scrollando oltre la pagina. È chiaramente il suo decennio, e se lo conosce, Robert ci è già passato sopra. E pochi secondi dopo, già se n'è dimenticato.
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