27 December 2014 @ 08:07 pm
[Free!] warm ice  
Titolo: warm ice
Fandom: Free!
Personaggi: Rei/Nagisa
Genere: erotico, fluff
Avvertimenti: pwp, blowjob
Parole: 1492
Note: seconda fic di oggi per il pornfest @ [livejournal.com profile] fanfic_italia perché il prompt era troppo bellino ("ghiacciolo alla fragola") e loro sono troppo bellini e buh *piange mentre attende la traduzione del mook* ;OOOO;


È inverno, Rei pensa. È inverno, e Nagisa sta mangiando un ghiacciolo. È inverno. Fra poco nevicherà e appariranno i pinguini. Entrambi stanno indossando vestiti pesanti, mentre stanno accoccolati sul divano, con guardando un film. Non sa nemmeno come Nagisa possa aver pensato di prendere la polvere di vitamine alla fragola che sparge sempre sul suo cibo - cosa che fa venire i conati di vomito a tutti gli altri, ma che sembra piacere molto al biondo -, mescolarla con acqua e poi congelare la miscela ottenuta. Ed ora sta succhiando il proprio improvvisato snack, tutto preso dallo schermo della televisione.
E Rei non riesce a staccargli gli occhi di dosso. Perché Nagisa è una creatura allucinante, davvero. Ghiaccioli, d'inverno, mentre entrambi sono coperti fino al collo di coperte. Ghiaccioli. Al gusto di quella cosa dal sapore orripilante - in qualsiasi variante.
"Nagisa-kun, sei sicuro che riesci a mangiare quella... cosa?" Chiede infine, guardando il suo ragazzo lasciar andare il ghiacciolo con un pop umido.
"Mmh? Sì, è buonissimo! Vuoi assaggiare, Rei-chan?" Il piccolo ragazzino rannicchiato come un cucciolo sul sofa, avvolto a mo' di burrito, chiede, offrendogli la fredda cibanza.
"Oh cielo, no!" Rei risponde, quasi strillando, mettendo le mani avanti. Nagisa lo osserva incuriosito, gli occhi rosa che si aprono e chiudono rapidamente per la confusione. Sembra così innocente, ora. Però poi si volta di nuovo a guardare il film, succhiando e leccando il gelato. E Rei ci prova a concentrarsi su ciò che accade nel film, ma non riesce a guardare altro che il modo in cui le sue labbra morbide e piccole avvolgono il ghiacciolo, il modo in cui la sua lingua rosa raccoglie le gocce sciolte. Ad un certo punto si convince che Nagisa lo stia facendo apposta, perché le immagini che invadono il suo cervello non hanno nulla a che fare con il cibo, e c'è qualcosa di suggestivo nel modo in cui quella testa bionda si inclina appena per raccogliere con la lingua gocce d'acqua.
La cosa che lo fa impazzire di Nagisa, in queste circostanze, è come riesca a far apparire certe azioni contemporaneamente del tutto innocenti e piene di doppi sensi. Rei non è neanche il tipo che pensa al sesso ogni ventiquattro secondi. Quella è una delle tante variabili che cambiano costantemente in una equazione rappresentata su un diagramma, quello dell'universo, e personificata in quel fagottino biondo che non si fa intrappolare dalle reti della logica. Rei è sempre affascinato da lui. Dal modo in cui la sua allegria e la sua completa mancanza di pudore gli riscaldino il petto fino a rendere il suo cuore una massa gelatinosa e morbida. Dal modo in cui, dall'altra parte, non riesca a smettere di desiderarlo, anche quando siede a pochi centimetri da lui, apparentemente ignaro di ciò che si stia pensando di lui.
Lo desidera, mentre le sue labbra si chiudono sul moncone di ghiacciolo rimasto, ma i suoi occhi si allargano di dolore di seconda mano quando Nagisa mastica il ghiaccio. Può sentire i propri denti implorare pietà come se l'avesse mangiato lui. Rabbrividisce, tutti i suoi pensieri che cadono mentre i suoi occhi si aprono e chiudono velocemente. Si rende conto che lo stava fissando.
E apparentemente Nagisa se n'è accorto - ovviamente, deve aver sentito gli occhi viola di Rei su di sé tutto il tempo, e la verità è che non gli è nemmeno dispiaciuto.
"Voglio assaggiare anche Rei-chan," Nagisa salta fuori dal nulla con una frase che pare slegata dal contesto, tanto che il ragazzo occhialuto sobbalza dov'è seduto.
"Eh?" Sbotta, sorpreso.
La testa di Nagisa si volta verso di lui, e dal modo in cui le sue palpebre si muovono, dal modo in cui le sue pupille si sono dilatate, Rei intuisce esattamente che cosa sta pensando. Il suo cuore prende a pompare sangue, il quale prontamente corre giù, giù fra le sue cosce, mentre Nagisa appoggia il pezzo di legno che teneva improvvisandolo come stecco del ghiacciolo, e striscia - non c'è altro modo di descrivere i suoi movimenti - fino a lui, annusa il suo collo, e sorride.
"Voglio succhiare Rei-chan," ripete, più chiaro nelle sue intenzioni, ma non si ferma lì. "Voglio sentire Rei-chan che fa tutti quei versi... vedere Rei-chan che perde il controllo."
Rei deglutisce, col suo corpo che già reagisce a quelle parole, il bacino che cerca frizione. Nagisa non lo lascia ad aspettare, ma scende dal divano e si inginocchia fra le sue gambe, la bocca che percorre la forma della sua erezione da sopra la stoffa, e Rei lascia cadere la testa all'indietro, chiudendo gli occhi mentre si arrende. Finisce sempre così, che lo voglia o no. Nagisa vuole qualcosa, e Nagisa l'ottiene, e la maggior parte delle volte non deve nemmeno chiedere. Che si tratti di avere Rei dentro di sé perché ne ha bisogno, che si tratti di coccole, o di un abbraccio, o di cibo... Rei provvede sempre. Quest'ultimo prende un respiro che gli si intrappola nella gola quando le labbra del ragazzo fra le sue cosce si chiudono tutto d'un tratto attorno a sé, con la bocca ancora fredda. La reazione del suo corpo è un afflusso più abbondante di sangue giù all'inguine, e Rei potrebbe giurare che questo era tutto un piano. Per farlo impazzire, probabilmente. Una sua mano raggiunge i capelli morbidi come piume di Nagisa, l'altra si sostiene sul divano mentre tutto il suo corpo si tende per le ondate violente che arrivano al suo cervello. Ondate che polverizzano i suoi pensieri, ondate sempre più forti quando Nagisa inizia anche a gemere, mentre la sua lingua scorre avanti e indietro. Rei lo guarda, inginocchiato fra le sue gambe, che succhia il suo sesso come fosse una caramella, ma anche con delicatezza, e poi i suoi occhi magenta che scattano verso il suo viso. Lascia andare di nuovo la testa all'indietro, gli occhi gli si chiudono istintivamente e si concentra sulla bocca ora più calda di Nagisa, sul dettaglio della lingua che lavora indipendentemente, che scivola veloce, che lecca la pelle calda dentro la sua bocca, e la sua punta scivola sulle rughe del palato.
È troppo, e il suo bacino inizia a muoversi mentre lui geme, e nemmeno se ne accorge. Il calore fra le sue gambe sale, colora le sue guance, fa contrarre tutti i muscoli del suo corpo, ed il suo cuore impazzisce. Le sue dita si stringono con violenza fra i capelli del biondo quando viene, ed il suo respiro accelera, ironicamente proprio quando il suo corpo si rilassa. La gola di Nagisa si contrae attorno a lui, segno che ha inghiottito.
"Rei-chan sa di buono," cinguetta, con le labbra rosse, e gli occhi dolci mentre strofina la guancia contro l'interno delle sue cosce. "La voce di Rei-chan è deliziosa," aggiunge, e se fosse un gatto starebbe facendo le fusa. Ride come un bambino, mentre le sue braccia si stringono attorno alla vita dell'altro. "Ti voglio con me per sempre, Rei-chan."
Rei sta ancora riprendendo il respiro, ma quello gli si blocca in gola alla sua confessione. Guarda in basso, alla sua testa posata sul grembo, ed istintivamente prende ad accarezzargli la testa dolcemente, con il corpo che inizia ad addormentarsi.
"A-anch'io, Nagisa-kun."
Nagisa annuisce, respirando piano con gli occhi chiusi. E poi Rei si accorge che si sta toccando, piano, con un sorriso beato sulle labbra, e che ora sta cercando la pelle del ventre di Rei per baciarla, leccarla, ancora perso nel suo mondo. Gli prende una mano, e Nagisa si ferma, guardando su innocentemente, una domanda sulle sue labbra. Lo solleva, e gentilmente lo fa stendere sul divano, le sue labbra che senza remore scendono lungo il corpo del più acerbo. Nagisa geme dolcemente, con le labbra che si schiudono quando le dita di Rei arrivano fra le sue natiche, una falange appena introdotta in lui. Nagisa lascia pigramente che le proprie gambe si aprano, mentre Rei lo massaggia, appena dentro, e mentre la sua lingua si prende cura di lui. Nagisa piega le dita debolmente fra i capelli del suo ragazzo, li accarezza, con i fianchi che ondeggiano cercando le sue labbra, e poi Rei lo prende finalmente in bocca, sempre toccandolo da dentro, ed ascolta i versetti inquieti del biondo, che agita la testa e artiglia la copertura del divano, come un gatto. E anche lui esplode, si riversa tremando nel palato di Rei, sorride in estasi, con le mani che subito lo cercano. Rei lo ingoia a sua volta, perché Nagisa ha bisogno di lui, ed il sapore sulla sua lingua è una percezione irrilevante se confrontata con il corpo appiccicaticcio e caldo del suo ragazzo, del suo piccolo mistero da esplorare.
Negli occhi di entrambi ci sono intere galassie, e quelle si incontrano quando le labbra stanche di entrambi si uniscono, ed i loro pensieri vorticano in un buco nero, inutili. Nagisa sorride, il suo naso si arriccia, e lo bacia ancora. Vuole le sue labbra, gliele darà.
Ha voluto il suo cuore, e Rei glielo ha dato tanto, tanto tempo fa.