30 December 2014 @ 02:20 pm
[From Dusk Till Dawn] I'm all he's got  
Titolo: I'm all he's got
Fandom: From Dusk Till Dawn - The Series
Personaggi: Richard/Seth Gecko
Avvertimenti: incest, pwp, missing moment
Genere: introspettivo, erotico (un po')
Parole: 970
Note: la posto qui mentre aspetto che il fandom venga aggiunto al form di LDF XD allora, io ho amato tantissimo questa serie, quindi bless chiunque l'abbia promptato :'D


"Io sono tutto ciò che ha," ringhia a Vanessa, come se dovesse spiegarlo sempre al mondo. Come se dovesse giustificare il fatto che lui e Richard, i fratelli Gecko, sono una squadra. Che la loro vita è un gioco pericoloso in cui loro due sono soli contro il mondo. Di sicuro, durante il viaggio per il Messico, la situazione è quella. Letteralmente il mondo è ai loro talloni, che cerca di ghermirli, spogliarli della loro identità, separarli, ridurli a brandelli.
Vanessa, fortunatamente, sembra capire. Seth ha scelto, e la sua scelta sarà sempre Richie. In Terra o all'Inferno, suo fratello verrà sempre prima di ogni cosa. Prima di lei, prima dei pericoli, prima del mondo. Lo seguirà anche se Satana in persona dovesse essere scaltro abbastanza da trascinarlo con sé.
Ma ciò non significa che gli piaccia coprire omicidi che sembrano non avere alcun senso. Richie deve smetterla di fare cazzate, smetterla di seguire le voci che delirano nella sua testa, smetterla di giocare con sceriffi e con l'America. Perché l'America non tollera, l'America non perdona. E loro due sono già sulla lista nera di qualsiasi cosiddetta mano della legge. Si stanno tendendo tutte per afferrarli, per far abbassare loro la testa, per domarli.
E l'idea di rinunciare alla libertà è peggiore della morte.
"Che cazzo avevi intenzione di fare, Richie?" Grida, spingendolo rudemente contro la macchina quando lo vede, ma poi sale a bordo e gli indica di fare altrettanto.
"Mi dispiace, me l'ha detto lei di farlo," l'altro risponde, sibillino, mentre guarda fuori dal finestrino, con la suburbia che scorre davanti ai suoi occhi privi di espressione.
"Lei chi?" Seth si trova a chiedere per l'ennesima volta. Vuole davvero credere che suo fratello non sia impazzito. Vuole avere fiducia in lui. Ma questa "lei" non la vede da nessuna parte. Esiste solo nella sua testa, si dice, e quella è follia. Sospira, rassegnato al fatto che non riceverà alcuna risposta. "Portiamo i soldi a Carlos, il piano non è cambiato. Ma la prossima volta che questa 'lei' ti dice di ammazzare qualcuno, ascolta me e non lo fare. Richie, ci sto portando in salvo, ma devi darmi una mano, fratello," spiega, per la centesima volta. Sembra che Richard non stia ascoltando una parola, ma poi lo vede annuire fuori dal suo campo visivo.
"Cazzo, mi sembra di parlare con un sordo," borbotta, guardando dritto di fronte a sé.
Richard continua a fissare lo stesso punto fuori dal finestrino.
"Ehi, non fare la Linda Blair," aggiunge. "Parlami."
"Tua madre succhia cazzi all'inferno, Karras." Richie risponde, con la voce ed espressione piatte. "E comunque Linda Blair è l'attrice, il personaggio si chiama Regan."
Seth scuote la testa, agitando una mano. "Chissenefrega, Richie."
"Se citi un film lo fai per bene, d'accordo?" Richard replica irritato, finalmente guardandolo. Seth ghigna, divertito, nonostante tutto.

Quando Seth crede di essere al sicuro, chiude la porta dietro di sé al Motel anonimo dove si rifugeranno per la notte. Si è dovuto sorbire un comizio di Richard sull'impatto dell'Esorcista nella cultura pop, e si dice che se deve ancora sentir parlare di ragazzine possedute probabilmente finirà per fargli saltare la testa. Ma perlomeno quella era una cosa tipica di suo fratello. La cosa sembra rassicurarlo.
"Grazie," gli sente dire, poi, all'improvviso. Si volta, e Seth è a pochi passi da lui. "So che continuo a spalmare merda sul nostro piano e a complicare le cose."
Seth rotea gli occhi. Sì, è vero. Ma è mio fratello. Scuote la testa, chiudendo la porta a chiave dopo aver controllato di non essere seguito.
"Certe volte mi sembra che tu voglia farci arrestare entrambi," risponde, di nuovo arrabbiato. "Chi è questa 'lei' di cui continui a parlare?" Domanda, lasciando che la sua preoccupazione traspaia attraverso le sue parole.
"Non lo so. Mi dice che vuole essere libera. La voglio liberare, Seth."
"Che vada affanculo." Sputa, prendendolo per il colletto.
"Vacci tu affanculo," Richard risponde, a denti stretti. Quel suo irrazionale attaccamento ad una illusione è snervante a dir poco.
Lo spinge contro la porta, con le sopracciglia aggrottate. "Ho sopportato la tua merda da manicomio troppo a lungo, Richie. Datti una regolata." Lo minaccia, per poi venire scaraventato qualche passo indietro.
"Stai dicendo che sono pazzo?" Richard ringhia. Implicazioni del genere lo fanno veramente incazzare.
"Evidentemente lo sei, Richie. Senti voci che non esistono, cazzo, renditene conto!" Urla, prima di ricevere un cazzotto dritto in faccia. E subito dopo, gli ormoni fanno tutto da soli. Li fanno lottare, sanguinare, sudare. Richard, sorprendentemente - ma non troppo - vince, spingendo Seth sul letto.
"Non sono pazzo," ripete per quella che gli sembra la milionesima volta. Non è pazzo. Non è pazzo. Lei esiste. Glielo mostrerà.
E come tante altre volte, il litigio finisce con Richard che gli abbassa i pantaloni, si sputa su una mano, e senza troppe cerimonie lo prepara brevemente, troppo preso dalla propria rabbia e dalla frustrazione per fare il delicato. Si spinge dentro Seth, lo ascolta grugnire ed urlare, protestare addirittura, ma poi il fratello più grande si calma, ed entrambi si calmano, ed il silenzio ora viene riempito solo dagli ansiti, dal rumore delle lenzuola stropicciate, dagli occasionali gemiti di Richard. Non sono neanche svestiti, è successo tutto così velocemente che se dovesse entrare qualcuno, avrebbero ancora le pistole addosso. La furia con cui Richie si spinge dentro Seth sembra non venire saziata da nulla, nemmeno dalla reazione fisiologica del venire dentro di lui. Deve spingere ancora, e ancora, e ancora prima di essere troppo stanco per andare avanti. Seth lo lascia accasciarsi sul letto, e addormentarsi con ancora gli occhiali sul naso. Lui è ancora duro, perciò finisce il lavoro in bagno, e dopo essersi pulito come ogni volta fissa il suo fratello col cazzo di fuori sdraiato sul letto, sospirando per la frustrazione.
'Io sono tutto ciò che ha', si ripete per la milionesima volta.