04 January 2015 @ 04:59 pm
[Free!] Hell ain't a bad place to be  
Titolo: Hell ain't a bad place to be
Fandom: Free!
Personaggi: Nagisa Hazuki/Rei Ryuugazaki
Genere: Erotico
Avvertimenti: pwp, supernatural!AU, crossdressing, blowjob
Parole: 2186
Note: sempre per il pornfest. Sto prompt è uno dei pochi che mi ispira quest'anno e sì, sto fissata con Nagisa, sorry not sorry. È che lo amo troppo, a sta baldracca. *coccola e offre cazzi da succhiare* <3


Appare con un sonoro pop, in una nuvoletta di fumo dall'odore forte di zolfo, e Rei quasi cade dalla propria sedia in camera dal letto nella quale sta studiando. Inizialmente pensa che urlare sarebbe un ottimo modo per attirare l'attenzione della propria famiglia, ma la voce gli muore in gola quando, dal fitto conglomerato di nebbia calda, vede emergere un paio di occhi grandi, color magenta, e lo sguardo intenso lo inchioda alla sedia con la bocca spalancata. E poi emerge un ragazzino biondo, con un viso tondo e lievemente paffuto dall'aspetto innocente che incornicia quel paio di iridi che invece danno tutt'altra impressione.
"... 'giorno," inizia lo sconosciuto, muovendo appena la mano. Il ragazzo dai capelli blu e gli occhi violetti non riesce nemmeno ad articolare una risposta decente data la sua assoluta convinzione che tutto questo sia solo un prodotto malsano della propria immaginazione. Deve esserlo, perché non esiste, in questo mondo, che ragazzini appaiano dal nulla. Ragazzini con piccole corna fra i capelli peraltro.
Corna. Spalanca gli occhi, esterrefatto, mentre scorrono l'ospite indesiderato dalla testa ai piedi.
"Uh, tu non sei uno che parla, vero?" La voce del biondo suona di nuovo, assieme ad un risolino infantile.
"Chi sei?" Rei chiede, infine, aggrottando le sopracciglia. Lo spavento cede il posto all'irritazione, prima di tutto perché all'improvviso il suo pavimento in legno è pieno di una polvere grigia che sembrerebbe cenere, secondariamente perché è stato interrotto durante lo studio quando, davvero, dovrebbe mandare a memoria un libro da quattrocento pagine entro un mese. Certo, 'mandare a memoria' non sarebbe il modo giusto di studiare, ma gli hanno detto che questo professore, nello specifico, dell'università che frequenta non accetta nulla di meno che definizioni e formule imparate pari passo dai libri.
"Mi chiamo Nagisa, ciao," il ragazzo risponde, tendendo una mano. Sembrerebbe cortese e allegro, ma Rei conosce il mondo abbastanza da non dare confidenza a dei completi sconosciuti, per di più se hanno strane corna che spuntano dal cranio e che sono spuntati da ciò che sembrerebbe una dimensione parallela. Il più piccolo, il ragazzo appena comparso, storce le labbra in una smorfia. "Mi sembri un po' maleducato, per essere un santarellino, Rei-chan," commenta, mentre ritrae la propria mano.
Quella frase scatena una serie di reazioni a catena nella mente di Rei.
"Come fai a sapere come mi chiamo? Non ti conosco. Non chiamarmi -chan. Sei tu a non conoscere l'etichetta!" Dice tutto d'un fiato, prendendo una violenta sfumatura di rosso sulle gote.
Nagisa ride di nuovo, sempre con quell'aria innocente, ma le sue pupille si allargano per un istante, e la sua lingua balena fra le labbra, prima di avvicinarsi.
"Noi sappiamo i nomi di tutti, nell'Aldilà," risponde, "e non hai bisogno di conoscermi. Hai solo bisogno di distrarti. Dopotutto, un po' di divertimento ogni tanto non può farti male." Conclude, con un sorriso solare.
Il concetto di "divertimento" di Rei è molto diverso da quello di Nagisa, e il piccolo demone (perché di un demone si tratta, su) conosce bene la sua routine. Lo ha osservato, di notte, mentre dormiva. È da qualche giorno che ha preso interesse in lui, da quando accidentalmente ha incrociato il suo sguardo mentre perseguitava un'altra persona; gli siede accanto - impercettibile - a scuola, cammina con lui quando torna a casa dall'allenamento di atletica, lo osserva mentre legge, mangia, riposa e si masturba. Specialmente quando si rilassa quand'è a casa da solo e crede che nessuno sia lì a guardarlo. In quei momenti, Nagisa avverte una certa affinità con questo ragazzo apparentemente innocente, pio e incapace di peccare. Dopotutto, è un umano. Qualche volta gli umani si lasciano andare, ed è quello che Nagisa ama di loro, forse perché una volta lui era la stessa cosa, fatto della stessa materia, e con le stesse abitudini, ed ora la sua essenza è quella, è la stessa materia che compone il desiderio di provare piacere, di divertirsi. Lui, una volta, era vivo, e l'Aldilà l'ha preso con sé prima del tempo. Ma tutto ciò si trova nel passato.
Ora deve semplicemente sedurre questo ragazzo che parrebbe il completo opposto di sé stesso: controllato, mite, forse anche un po' snob, serio all'apparenza.
In realtà gli basta uno sguardo attorno la sua stanza per intuire che, in realtà, Rei è davvero molto diverso: prima di tutto nota la coperta decorata con tante farfalle eleganti e multicolore, e poi dei poster di gusto con stampe artistiche, e svariati libri fra i quali, lo sa bene, sono nascoste riviste che non vorrebbe mai che i suoi genitori scoprissero, difatti sono infilate fra i tomi di fisica.
"In realtà no, ho davvero bisogno di studiare, quindi se per favore torni da ovunque tu sia venuto..." Rei interrompe i suoi pensieri, tornando a concentrarsi sul libro aperto sopra la sua scrivania tutta pulita ed ordinata. Nagisa però glielo chiude a pochi centimetri dal naso, sussurrando, "se vuoi ti prendo piegato sul tavolo," mentre si gode il rossore che va espandendosi all'improvviso sul viso del ragazzo.
"Cosa?!" Rei strilla, scattando in piedi di fronte a lui e sistemandosi gli occhiali. Nagisa ghigna, avvicinandosi lentamente. "Tu sei... uno sconosciuto! E sei un ragazzo! Ecco, sì, sei un ragazzo!" L'altro continua, indietreggiando finché quasi non inciampa sull'attaccapanni, e si ferma un momento per evitare che cada. Ed in quel momento Nagisa si tuffa, vedendo la propria occasione. Gli si avventa sul collo senza tante cerimonie, con le dita che scendono giù per la maglietta del più alto.
"Che differenza fa?" Nagisa chiede, guardandolo dritto negli occhi con le proprie pupille larghissime, e che in qualche modo trasmettono un calore quasi percepibile. Rei ne viene intrappolato, e deglutisce per l'imbarazzo. "Ti piaccio di più così?" Il biondo domanda ancora, mentre i suoi jeans - indubbiamente indossati perché lo rendono più semplice da confondere per un normale umano - si stringono attorno alle cosce e cambiano materiale, perfino colore, diventando neri, sottili, lasciano trasparire appena il colore della sua pelle; mentre la sua maglietta muta diventando un corsetto ed una gonnellina stretti attorno al suo corpo esile. I suoi occhi invece prendono appena una ombra scura sotto la palpebra inferiore, evidenziandone quindi la forma ed il colore delle sue iridi.
Le sue scarpe da tennis diventano, invece, eleganti ballerine. Il tutto accade sotto gli occhi di Rei, incredulo, che pian piano si è appoggiato al muro dietro di lui. Il suo aspetto è osceno, ma mai quanto lo sguardo che ora indossa. Rei può osservare il baratro nel quale sta per cadere dentro le sue pupille, e sente il bisogno di aggrapparsi al muro per trattenersi. Ma Nagisa si alza sulle punte dei piedi, mentre gli prende le mani e le guida sotto la sua gonna, ed allo stesso tempo gli preme un apparentemente casto bacio sulle labbra, ad occhi chiusi, proprio come farebbe una ragazzina timida ma intraprendente.
Sarebbe così semplice afferrare i suoi fianchi ora, spingerlo contro il letto, strappargli tutto di dosso, sembra anche leggero. Ma la mente lo avverte contro la tentazione: meglio non fidarsi.
"N-non ti conosco nemmeno, perché stai facendo questo?" Rei finalmente parla, ritraendo la testa perché non possa venire baciato di nuovo.
"Non fare il santarellino, ti ho guardato mentre ti fai le seghe," l'altro risponde, aggiungendo un risolino. "Sei bellissimo quando lo fai, sai?"
Rei passa ad un delizioso colorito simile al viola, mentre le palpebre si spalancano e la voce gli muore in gola. "Cosa?" Rantola, avvertendo il calore del corpo del demone strisciare giù al suo inguine. Per un momento guarda in basso, e trova le dita piccole e sottili di Nagisa che si infilano nei suoi pantaloni, sparendo nei suoi boxer.
"Sei bellissimo," l'altro ripete, con la voce che si fa liquida, mentre accarezza il sesso del più alto, la schiena premuta contro il muro che si inarca quando la mano nei suoi pantaloni lo circonda e si muove lentamente. "Fai tutti questi suoni..." Nagisa continua, deliziato, col viso sul suo collo, prendendo a gemere sottovoce, col fiato che solletica la pelle del collo di Rei. Quest'ultimo sente il cuore iniziare a sfuggire al suo controllo, pompare sangue giù, giù nel suo basso ventre, prendendo ad accumulare pressione, specialmente quando le dita del suo ospite accarezzano la sua punta, dolcemente, lo stuzzicano abbastanza da fornire frizione, ma non abbastanza da soddisfare il suo corpo. Rei lascia andare un verso strozzato di frustrazione, chiaramente deciso a non cedere, ma conscio che le proprie difese stanno per crollare.
La lingua di Nagisa poi prende a scorrere lungo le linee del suo collo, seguendone i muscoli, e lasciando piccoli morsi lungo la via. Gli occhi dell'altro si fanno liquidi, mentre tiene le mani ben premute contro il muro, perché sa che se lo tocca i suoi istinti prenderanno il sopravvento. E lui odia farsi prendere dagli istinti. Odia anche i momenti subito dopo essersi toccato nella solitudine della propria camera, odia avere pensieri osceni, perciò parte di lui sta odiando questo preciso momento. Ma il suo bacino improvvisamente sfugge dal suo controllo, prendendo a muoversi contro la mano del piccolo demone, che ghigna con la bocca premuta contro la sua giugulare, nel silenzio riempito solo dagli ansiti sempre più desiderosi di Rei. Che improvvisamente prende abbastanza forza da spingerlo via. Il biondo caracolla all'indietro, rivelando un rossore sulle guance, occhi talmente caldi e liquidi che potrebbero essere fatti di lava, ed una espressione sorpresa. Non si aspettava un completo rifiuto. La gente non lo rifiuta mai.
"Non mi vuoi?" Chiede, con una voce talmente sottile che Rei quasi si dispiace. Quasi.
"No, non ti ho mai chiesto di venire in camera mia a... a sedurmi! E non so neanche chi tu sia!" Risponde invece, secco, mentre si sistema gli occhiali.
"Te l'ho detto, sono..."
"No, non ti conosco... abbastanza bene da, insomma... essere davvero interessato nel... nel..." Oh, ridicolo, Rei si dice. Non ho neanche il coraggio di dirlo.
"Scopare? Pompini? Sesso anale?" Nagisa chiede, con una espressione innocente, toccandosi il mento. Improvvisamente, somiglia di nuovo ad un ragazzino verginello e completamente puro.
"Ugh, sei sconcio," l'altro commenta in tono disgustato, ma con una ulteriore scossa di desiderio. Guarda in basso, sconsolato, verso l'evidente erezione che spinge contro il cavallo dei pantaloni, e sospira.
"Allora che ne dici se ci frequentassimo un po'?" Nagisa propone, con il suo completo succinto che muta di nuovo nell'abbinamento casual di prima. "Però direi che prima potrei pensare a quello," aggiunge subito dopo, indicando il rigonfiamento nei pantaloni dell'altro. Che guarda le labbra rosse e morbide del biondo, le immagina strette e calde attorno al suo sesso duro e di nuovo deglutisce un gemito. Infine annuisce, dopo un breve dibattito con sé stesso.
Nagisa non perde tempo ad inginocchiarsi davanti a lui, tirare verso il basso i pantaloni e boxer, dare qualche veloce leccata, succhiare brevemente i suoi testicoli, e poi fare affondare il sesso di Rei su per la sua gola, il tutto mentre il ragazzo in piedi trattiene il respiro, e si rende conto di avere delle mani che non sa da che parte mettere, perciò le affonda istintivamente fra le ciocche bionde che gli accarezzano il ventre ad ogni affondo. Le piccole corna sulla testa di Nagisa gli pungono appena gli avambracci, ma non se ne cura perché tutto ciò che esiste per lui è la sensazione della bocca bagnata e calda, della lingua che non si ferma mai, del calore intenso e dei risucchi davvero osceni attorno alla sua erezione, e senza nemmeno accorgersene prende a far scattare il bacino fino a toccare il retro della gola del demone, che però non si ferma, non sembra soffrire, ma continua a succhiare furiosamente, con così tanta grinta che per Rei ci vuole pochissimo ad arrivare al suo limite. I suoi pugni si stringono forte attorno ai capelli soffici come piume dell'eterno ragazzino fra le sue cosce, e pochi istanti dopo si svuota in un paio di spinte, dritto nella sua gola, con tutto il suo corpo che si rilassa, e persino la propria apertura che si contrae attorno a qualcosa che non c'è. Non geme, ma sospira rumorosamente, accorgendosi di aver piegato la testa all'indietro, e di avere un caldo infernale. Ora, sensibile, avverte anche il movimento della gola che si contrae attorno a lui per ingoiare, e gli scappa un piccolo lamento soddisfatto. Tutto il suo corpo inizia a tremare piano, spossato, ma allo stesso tempo ne desidera di più, è un bisogno che ora gli martella il cervello.
"La prossima volta ti faccio vedere le stelle," Nagisa commenta divertito, alzandosi in piedi. Ridacchia, prendendo qualche passo indietro.
"Quando?" Rei si trova a chiedere quasi contro la sua volontà. A questo punto, è ormai venduto.
Il demone biondo sghignazza, lasciandosi dietro solo un vago "presto" prima di svanire com'è venuto, in una nuvoletta di fumo. E improvvisamente Rei realizza di avere i pantaloni tirati giù e svariate montagnette di cenere sul pavimento. E pensieri, immagini decisamente impure che improvvisamente sfrecciano davanti ai suoi occhi come fossero reali. In ognuna, c'è un paio d'occhi magenta che lo fissano tentatori.
Ed ha solo un mese per mandare a memoria quattrocento pagine di dispense.