Titolo: wish upon a star
Fandom: Ore Monogatari!!
Personaggi: Gouda Takeo/Yamato Rinko, Sunakawa Ai/Oda Hayato, Ichinose Kouki/Rinko (one-sided), Amiami Yukika, Sunakawa Makoto, altri.
Genere: commedia
Avvertimenti: future!fic, spoilers per l'anime, aroace!Suna
Parole: 1188
Note: Questa è per il #NOMICOSECITTÀ di
maridichallenge, i miei prompt erano "stella cadente, Londra (col fiume Tamigi nell'immagine -> fiume), Milano (galleria Vittorio Emanuele II nella foto, che io ho interpretato come un posto affollato -> folla), fragola". E ho scelto OreMono perché era da un po' che volevo scriverci e UDITE UDITE NON È FREE! XDDD anche se inizialmente volevo scrivere del ReiGisa, però poi ho cambiato idea. E vbb. Comunque ho veramente amato tantissimo questo anime, è stato tutto puccissimo e delicatissimo e veramente mi ha fatto sorridere per 22 episodi (perché per 2 episodi c'ho avuto un'ansia assurda che dessero una fidanzata a Suna #EINVECEEEEEEEE \*O*\ <333333 cmq dovete sapere che Makoto Sunakawa è il mio babby. Tutto mio. Lo proteggerò per sempre dal fandom che lo voleva accoppiato per forza. è^é
E niente, è una cacatina ma qualcosa dovevo pur scrivere XDDD
Oggi è stata una serata memorabile. I miei due migliori amici si sono sposati, e il giorno ormai volge alla conclusione.
"Takeo-kun! Guarda, una stella cadente!"
Sento la voce di Yamato dal mio posto isolato - ma non solitario - con la vista sul fiume che scorre rumoroso davanti a me, anche se una intera folla si para fra noi. Ci sono soprattutto compagni di scuola delle elementari, medie e anche del liceo di Takeo, ma c'è anche la sua famiglia, che tutta assieme sembra una formazione montagnosa per come spiccano sul resto dei presenti. C'è mia sorella Ai, e c'è anche Hayato che, finalmente, è riuscito anni fa a farle smettere di ferirsi. Lei in cambio gli ha permesso di starle accanto tanto spesso che se non li sento litigare quando ci troviamo assieme sono certo che si siano azzuffati per ore prima.
Ma a dire il vero non conosco la metà della gente che c'è qui. Ci sono tutte le ragazze che mi hanno chiesto di uscire - quelle alle quali ho sempre detto di no, e c'è anche Yukika. Anche lei è cresciuta, ed ha smesso di inseguire qualcuno che non poteva avere (me) quando ho compreso il motivo per cui non provassi desideri nei suoi confronti, o nei confronti di altre. Non è una preferenza nei confronti di certe ragazze invece che di altre. Sono semplicemente felice nel vedere le persone come amiche, e non provo altro nei loro confronti.
E Takeo ha smesso di cercare di appaiarmi con qualsiasi ragazza che vedesse, il che se devo essere sincero è un sollievo.
"Dove?!"
La voce di Takeo è inconfondibile. Fa vibrare l'aria, arriva dal centro del suo petto con forza, si fa sentire sempre chiara e forte, anche troppo a volte. In questo senso, non è cambiato di una virgola. Quando la luce della Luna smette di coprirmi, sollevo lo sguardo e trovo la figura imponente, massiccia del mio migliore amico che torreggia su di me. Nella sua mano enorme, scompare quella intera di Yamato, e come sempre è uno stupore vedere quanto noi tutti siamo piccoli e quanto sembriamo fragili accanto a lui.
"Lassù!" Rinko risponde, ed indica col dito sollevandosi sulle punte nell'inutile tentativo di arrivare allo stesso livello degli occhi di Takeo. Ormai la stella cadente è scomparsa una manciata di secondi fa - l'ho vista anch'io - ma il mio amico si piega comunque, sforzandosi di cercare almeno la scia lasciata dalla stella, così a lungo che un gruppetto di conoscenti fa in tempo a radunarsi attorno a noi.
Non impazzisco per le folle, ma se sono amici di Takeo lo posso sopportare benissimo, non ci si sente persi come nelle grandi città la prima volta che si arriva, quando si è a casa.
"Suna! L'hai vista?" Takeo urla, fissandomi come se avessi il potere di riportarla indietro.
"No," rispondo, per non farlo rimanere male. A dire il vero non ho nemmeno espresso un desiderio, visto che in fondo non ho niente da chiedere che non mi sia già stato dato. Se dovessi, però, chiederei di continuare a vedere Takeo e Yamato assieme, perché quando il mio amico è felice mi rende contento a mia volta. E in fondo, forse io non cerco una compagna ma ciò non significa che non mi auguri il meglio per Takeo, anche se significa qualcosa che non ho mai compreso appieno.
"Ah!" Lui si lamenta, schiaffeggiandosi la fronte con un colpo che avrebbe mandato un vitello a gambe all'aria, e si piega mortificato.
"Non importa, Takeo, sono sicuro che ce ne saranno altre," lo rassicuro, divertito dalla sua energia, come sempre.
"Allora starò qui a guardare finché non ne vedo altre!" Lui abbaia, stringendo gli occhi in totale concentrazione mentre scruta il cielo nero e i puntini che brillano lassù.
Il fatto che cose così piccole lo eccitino ancora come un bambino mi ha sempre fatto sorridere, ma ora scoppio proprio a ridere; lui e Rinko mi guardano stupiti ed io rido ancora.
"Takeo, è il tuo matrimonio. Non passare tutta la serata col naso all'insù! Se vedo una stella cadente ti chiamo subito, d'accordo?" Gli propongo, ma Rinko scuote la testa.
"No, ne voglio vedere un'altra anche io! Non ho fatto in tempo ad esprimere un desiderio!" Squittisce, tutta seria, ed entrambi annuiscono allo stesso tempo.
"Allora prendete questi," ordina la voce di mia sorella da dietro di noi. Ci voltiamo, e troviamo Ai con un vassoio fra le mani e, come al solito, Hayato proprio accanto a lei. Sul vassoio stanno svariati bicchieri di una bevanda rossiccia, e appena Rinko ne prende uno fra le sue mani piccole, squittisce.
"È un succo alla fragola!"
Sicuramente Takeo le ha passato un po' del suo continuo stupore nei confronti del mondo.
"Non mi hai lasciato fare nient'altro, Rinko-san," si lamenta Kouki, il pasticciere che, sembrerebbe, è ancora innamorato di Rinko. Si capisce subito, da come la guarda, o perlomeno lo capisco io. Eppure non ha più menzionato la cosa dal giorno in cui lei gli disse che aveva scelto Takeo. Lei si volta a guardarlo, e ride tutta allegra scuotendo la testa. "Certo che no! Hai già fatto la torta: era enorme! E buonissima!" Risponde, sorridendogli.
Non capisco molto il senso di questo tipo di sentimenti, eppure sembro afferrarli al volo senza problemi, e so che Kouki gliene avrebbe cucinate mille e dieci volte più grandi. Se solo fosse stato ricambiato. Però non posso negare che Takeo e Yamato, assieme, sono quanto di più simile alla perfezione stessa si possa vedere, almeno quando si tratta di conoscere una coppia di persone.
Dopo qualche sorso di succo, il mio sguardo si illumina, e con la mano afferro il braccio di Takeo.
"Ehi, guarda," gli dico, e stavolta non ha bisogno di seguire il mio dito per vedere un'altra stella cadente. La sua faccia si illumina istantaneamente, e per un attimo rivedo - come tante altre volte, dopotutto - il bambino con cui avevo fatto amicizia all'asilo. Siamo rimasti fondamentalmente uguali, che io sappia. La cosa non mi spaventa, e non mi intristisce: mi fa sorridere.
Anche Yamato punta il naso all'insù, e similarmente il suo viso un po' tondo si apre in un sorriso quasi sconvolto, come se fosse la prima volta che vede una scia sfrecciare nel cielo. So per certo che per Takeo è la prima volta.
"Guarda, ce n'è un'altra!" Kouki esclama, e tutti voltiamo la testa.
"Anche lì!" È il turno di Ai di strillare puntando un dito al cielo, e Hayato prontamente non si fa sfuggire l'occasione per guardare lei.
Mi guardo all'indietro, e tutti sono dietro di noi, e tutti fissano la volta scura sopra di noi come se il mondo si fosse fermato davanti alla festa a sorpresa che il cielo sembra avere organizzato solo per noi. Yukika sorride appena, a qualche passo da me. Mi auguro davvero che trovi qualcuno che possa ricambiare.
Forse dovrei esprimere un desiderio per ciascuna delle persone qui stasera. La mia prima preghiera è per Takeo, che rimanga esattamente com'è, anche nel futuro. E che rimanga mio amico ancora molto a lungo.