Titolo: heartsigh | AO3 (in inglese)
Fandom: Free!
Personaggi: Rei Ryuugazaki/Nagisa Hazuki
Genere: romantico, erotico, introspettivo
Avvertimenti: future fic, pwp, lime
Parole: 3819
Note: per il prompt "Casa di Rei ha il caminetto e Nagisa è impaziente di farlo davanti al fuoco" del p0rnfest, e per il prompt del giorno 1 della Reigisa Week "holding hands".
Fandom: Free!
Personaggi: Rei Ryuugazaki/Nagisa Hazuki
Genere: romantico, erotico, introspettivo
Avvertimenti: future fic, pwp, lime
Parole: 3819
Note: per il prompt "Casa di Rei ha il caminetto e Nagisa è impaziente di farlo davanti al fuoco" del p0rnfest, e per il prompt del giorno 1 della Reigisa Week "holding hands".
Casa di Rei è davvero grande. Nagisa l’ha constatato subito, da quando l’anno scorso è entrato al suo interno per la prima volta ed ha osservato un ambiente accogliente, ma anche di una certa eleganza. Il mobilio è sempre lucido, c’è molto legno pregiato, le decorazioni sono di colori sobri o neutri, eccetto qualche schizzo di stravaganza. Per esempio il tappeto decorato con tantissimi colori sparsi per la sua superficie come macchie in un lavoro di Pollock.
Nagisa non si intende molto di decorazione di interni, ma non saprebbe immaginare nulla di diverso dopo aver conosciuto Rei. Sobrio, ma anche bizzarro. Serio, ma che sa ridere e divertirsi. Intelligente e colto, ma anche conscio del valore dell’ignoranza, come possibilità di imparare ed evolversi anche sbagliando. Tutte queste cose Nagisa le coglie come naturali, stupendosi comunque per la quantità di conoscenza ma anche per la ricchezza umana di Rei. Si è stupito quando l'altro ha rinunciato a qualcosa di importantissimo per se stesso, a qualcosa che l'avrebbe reso contento, per risolvere un problema che, alla fine dei conti, si sarebbe potuto risolvere piuttosto in fretta con un dialogo calmo e razionale. Tutto ciò Rin non era né poteva esserlo però, quasi due anni fa. E si stupisce di continuo quando, durante conversazioni sul più e sul meno, Rei trova un modo per sfoggiare la propria conoscenza in svariati argomenti, da quelli più profondi a quelli più futili. Rei è perfetto, o almeno Nagisa lo vede come tale. Non ne vede il lato imbarazzante, perché per lui è solo divertente e carino. Non ne vede la vanità, per lui Rei si limita ad affermare dei fatti e dimostra confidenza quelle poche volte in cui si vanta. E gli piace così. Un po' buffo, inconsapevole di esserlo, e per questo ancora più attraente al di là della forma fisica perfetta e della sua eleganza.
Come potrebbe, Nagisa, pensare di essere al suo livello, intellettualmente o in qualsiasi altro senso?
È una domanda che si è posto molte volte di recente, specialmente ora che la fine dell'anno scolastico è alle porte, e dopo chissà cosa succederà loro, chissà cosa faranno della relazione formata al secondo anno. Il Liceo è quasi finito, e Nagisa sente un orologio ticchettare dentro di sé da settimane ormai, eppure come sempre ne sovrasta il suono con sorrisi e abbracci, per poi cambiare discorso quando Rei, sempre attento, coglie uno dei pochi momenti in cui Nagisa crede di non essere osservato. È un periodo stressante, da questo punto di vista. Essere in ansia - lui! Nagisa, fra tutti! - e non sapere come levarsela di dosso è terribile, specialmente per un ragazzo dalla personalità leggera e positiva come lui. Ultimamente si è ritrovato a pensare che Rei se ne andrà con determinatezza da qualche parte per essere intelligentissimo o per fare l'inventore e riempire la gente di sorpresa e ammirazione. Lo lascerà indietro, le loro strade si separeranno, e di loro rimarranno solo due anni molto belli al Liceo.
"Nagisa-kun?"
I suoi pensieri malinconici vengono interrotti dalla voce di Rei, e Nagisa sbatte le palpebre. "Eh?" Chiede, arrossendo lievemente. Rei gli lancia un'occhiata a metà fra lo spazientito e il divertito, per poi ripetersi.
"Cosa vuoi fare?"
Nagisa si guarda attorno, nel salotto di casa Ryuugazaki. Anche quello è decorato con gusto, senza ammucchiare troppe decorazioni ma senza scadere nel minimalismo più comune. C'è molto beige, i mobili sono in legno, e giustamente sono tutti disposti a distanza di sicurezza dal camino elegante in un angolo accanto ad un sofa con una piccola libreria. Accanto all'angolo lettura invece c'è un divano. Di fronte ad esso, sul muro opposto, campeggia una bella televisione piatta e grande con, ovviamente, una collezione notevole di DVD. Anche a quello ormai ci si è abituato, ma oggi il suo sguardo si concentra sul camino con un cesto davanti ad esso, pieno di legna.
"Facciamo un picnic!" Nagisa trilla, buttando le braccia in alto. Rei le segue un attimo con lo sguardo, sorpreso, e poi guarda Nagisa con un misto di preoccupazione ed incredulità. Poi scoppia a ridere. "Visto che stasera siamo solo io e te, possiamo farlo!"
"Un picnic? È un po' freddo per un picnic, Nagisa-kun!"
"No, intendevo un picnic... qui dentro, davanti al camino! Possiamo prendere una coperta e dei cuscini e accendere il fuoco."
Rei, come sempre, lo prende seriamente al cento per cento.
"Beh, suppongo che come idea sia fattibile. Ho una coperta di lana, delle scatole bentō..."
"Sai come si accende il fuoco?" Nagisa chiede, saltellando già entusiasta.
"Certo che so come si accende un fuoco!" Rei replica, stizzito.
"Bene," Nagisa risponde con un sorriso calmo e sereno. "Allora facciamo il picnic e poi ci vediamo un film?"
"Prima i compiti," Rei gli ricorda puntando il pollice dietro di se' verso il proprio zaino, e facendo sgretolare il sorriso dalla faccia dell'altro.
"Oh. Giusto."
Appena finisce l'ultimo esercizio di chimica, Nagisa si mette a fissare Rei con impazienza, gli occhi larghi ed un sorriso smagliante sulle labbra. Quando se ne accorge, Rei solleva un sopracciglio, ma poi gli indica di voltare il quaderno per verificare con espressione concentrata che siano risolti correttamente. Nagisa continua a fissarlo per un minuto buono, con un po' di preoccupazione, finché Rei non solleva lo sguardo per sorridere.
"Ottimo lavoro, Nagisa-kun."
"Yay!" Nagisa squittisce, per poi saltare in piedi e stiracchiarsi con uno sbadiglio. E poi il suo stomaco brontola, annunciando ad entrambi che ha fame.
Il picnic, messo insieme in fretta ma con cura - in fondo hanno ancora un regime dietetico da seguire - è composto da riso, pesce e verdura in quantità ragionevoli e coscienziose. Con uno snack per finire, come compromesso alla voglia di zuccheri di Nagisa, bilanciati dalle verdure crude.
"Quando finisce l'anno," Nagisa annuncia portando la sua scatola in sala e sedendosi sulla coperta appena stesa a terra, mentre Rei si adopera per accendere il fuoco e poi chiuderlo dietro il vetro che circonda il camino. "Mangerò come un maiale."
Rei ride, lanciandogli un'occhiata.
"Non mi sembra che tu ti trattenga poi così tanto," commenta, facendo poi attenzione al fiammifero fra la legna più secca e sottile.
Nagisa borbotta qualcosa incrociando le braccia, e mettendo il broncio. Rei gli sorride, con affezione, ed è una espressione tanto sincera che l'altro non può proprio rimanere irritato. Invece osserva il fuoco, affascinato come se fosse la prima volta che lo vede. Una volta che il fuoco arde senza scemare, Rei chiude lo schermo di vetro e siede di fronte a Nagisa, ringraziando per il cibo.
Mentre mangiano, in un silenzio poco usuale fra loro, Nagisa finisce per riprendere il filo dei propri pensieri di prima. È una possibilità che lo preoccupa davvero molto. Dopotutto, lui e Rei funzionano perfettamente, come se si conoscessero da vite precedenti, come se fossero stati costruiti per complementare l'un l'altro.
"Nagisa-kun?" Rei lo chiama scuotendolo di nuovo dai suoi pensieri che non fanno altro che correre in tondo.
"Huh?" Nagisa scatta, alzando la testa dal suo riso.
Rei si acciglia, e piega la testa di lato come fa sempre proprio Nagisa. "Non ti so leggere la mente, ma so che c'è qualcosa che non va."
Nagisa abbassa lo sguardo, deglutendo per poi provare a nascondersi dietro un sorriso. "Oh, no, va tutto bene! Sono felice, amo troppo i picnic!"
"Nagisa, non hai parlato in dieci minuti, direi che posso ufficialmente preoccuparmi."
"Beh... non è che ho sempre qualcosa da dire," Nagisa risponde, in tono più basso senza accorgersene.
Le labbra di Rei formano una linea sottile, ma poi sospira leggermente e posa la sua ciotola di riso, avvicinandosi a carponi.
"Dimmi," gli ordina.
"Cosa?" Nagisa continua negando, e mette in bocca un altro boccone di riso guardando insistentemente in basso.
"Nagisa-kun," Rei lo richiama, con un tono che non ammette di essere ignorato, e infatti Nagisa finisce per guardarlo. "Non funziona. Sei triste, e voglio sapere perché. È per via della scuola? I tuoi voti sono buoni... o forse è il nuoto?"
"No," Nagisa finalmente replica, lasciando cadere ogni finzione e arricciandosi un po' fra le proprie spalle per farsi piccolo, istintivamente. "È che ho paura."
"Di cosa?" Rei chiede, avvicinandosi. Nagisa guarda meditativo un pezzo di carota prima di metterlo in bocca.
"Di... beh, ho paura di perderti," confessa infine, rassegnato. "Quest'anno finiamo il Liceo, e prenderemo strade diverse. Io non posso seguirti, non... cioè, non sono bravo come te in certe cose. E sicuramente finiremo per fare cose diversissime, e mi aspetto che tu vada molto lontano. Rei-chan può farlo perché è intelligentissimo," spiega, a voce sempre più bassa, tanto da costringere Rei ad avvicinarsi di più per non sentire solo il crepitio del fuoco. "Io sono solo Nagisa."
"Solo Nagisa non mi sembra una descrizione accurata," Rei replica con calma, ma il suo viso si tende appena per la preoccupazione.
"Sì, beh... Il fatto è che, insomma... e se tu un giorno decidessi che non sono abbastanza, se ti stancassi di me e trovassi qualcuno di migliore?" Nagisa chiede, sentendosi un po' banale, ma il fatto che abbia già sentito ragionamenti simili non rende la sua preoccupazione meno pressante. "Se un giorno dovessi farti perdere la pazienza e andare via?" Aggiunge, con la voce che tremola lievemente. "Ho paura, Rei-chan."
Rei lo guarda, sbattendo le palpebre per la sorpresa, non aspettandosi qualcosa di simile.
"Nagisa-kun, la nostra relazione va benissimo," protesta, ma l'altro scuote subito la testa.
"E domani? E fra un mese? E fra un anno? Devo cominciare a fare dei piani A e B per la mia vita, e non voglio che tu manchi da nessuno dei due. Io voglio stare con te per sempre, Rei-chan," conclude, e una grossa lacrima rotola giù per la sua guancia. E poi un'altra, e poi il suo corpo comincia a sobbalzare con dei piccoli, bassi singhiozzi.
"Nagisa-kun..." Rei mormora, ma poi prende un lungo respiro, per poi afferrare la ciotola dalle mani dell'altro e posarla di lato.
Nagisa lo lascia fare, ma si asciuga le lacrime subito. "Nagisa-kun, a questo punto dipende da te."
"Eh?" Nagisa chiede, tirando su col naso, gli occhi lucidi e le guance arrossate. "Io voglio stare con te."
"Allora è tutto a posto," Rei risponde, con un sorriso, ma poi si spiega sapendo che quella risposta da sola non soddisferà Nagisa. "Insomma... negli ultimi due anni mi sono accorto che questo tipo di interazioni, questo tipo di affezioni... non sono illogiche. E non si tratta soltanto del fatto che siano funzionali all'evoluzione e alla riproduzione - dopotutto, noi siamo due maschi - ma si tratta anche di completezza. Siamo animali, e siamo animali sociali, la solitudine non fa per noi. Abbiamo bisogno di qualcuno nel quale rispecchiarci per conoscerci più a fondo, e per trovare risposte su chi siamo, è inevitabile," continua, giocherellando con le dita fra loro, anch'egli con le guance rosse ma per l'imbarazzo. "Queste sono domande importanti. Diventano parte di noi, e fanno parte di ciò che ci costituisce. La nostra identità si forma anche basandosi sulle domande che ci poniamo e sulle risposte che ci diamo. Ho pensato anche all'amore, sai?" Guarda Nagisa, con un lieve sorriso.
"Sì?" Nagisa chiede, con gli occhi larghi.
"Sì. Cos'è esattamente, perché ci coinvolge così tanto? A cosa serve? Sono tutte cose che continuo a chiedermi, e non ho una risposta precisa. Però la mattina mi sveglio e so che voglio passare la giornata con te. Quando litighiamo, so che voglio fare pace, e so che voglio farti ridere quando non lo stai già facendo. Perché mi piaci e sei così fondamentalmente diverso da me che mi fai reagire in modi che non mi aspetto, e mi fai scoprire parti di me che non conoscevo. Come quando ti ho conosciuto. Te, Haruka-senpai, Makoto-senpai. Non sapevo che il nuoto mi sarebbe piaciuto, eppure mi hai spinto finché non l'ho scoperto anche se allora mi irritavi, più che altro. E il nuoto è stato un cambiamento enorme, ho scoperto voi, e ho scoperto te. E che bella scoperta sei stato!"
Nagisa si rannicchia con le gambe contro il petto, a fuoco per il rossore sulle sue guance.
"Nagisa-kun, la passione se ne va. L'amore svanisce. È ovvio, sono sentimenti provocati da reazioni chimiche, e dopo un po' si consumano," dice, andando avanti nel suo monologo.
"Allora vedi che ho ragione?" Nagisa protesta, trasalendo.
"Aspetta, non ho finito. È vero che la passione e i sentimenti se ne vanno. Ma è lì che entra in gioco la ragione. Tu sei una persona che mi sfida costantemente, che cambia la mia visuale di continuo, che mi fa arrabbiare, che mi fa chiedere: 'perché ci sto ancora?' Ecco... è quella la vera domanda. E la mia risposta è che ne vale la pena."
È come se si fosse preparato l'argomentazione da tanto tempo, come se si fosse messo a masticare tutte quelle parole tanto tempo fa, come se Nagisa gli avesse chiesto dei fatti sui pinguini e lui, avendoli studiati per tempo, si fosse messo a snocciolare tutto ciò che sa. Volta la testa per guardare Nagisa, e lo vede mentre trattiene il fiato, con gli occhi spalancati.
"E quindi ogni volta che c'è un problema, scelgo di risolverlo invece di andarmene, invece di decidere che sto meglio da solo," finisce, per poi respirare con calma.
Nagisa lo fissa, e poi torna a guardare in basso, riflettendo in silenzio. Per un minuto, l'unico suono che riempie la stanza è quello del fuoco che scoppietta placido, e poi la voce di Nagisa suona di nuovo.
"E se tu un giorno scegliessi diversamente?" Chiede, piano.
Rei restituisce un breve silenzio, e poi gli bacia una guancia.
"Nagisa-kun, questo è impossibile. Non riesco a pensare ad un motivo logico per cui non dovrei stare con te. Siamo due opposti, siamo diversi praticamente sotto tutti i punti di vista, eppure ci incastriamo bene assieme. All'inizio è servita una spinta perché ti vedessi per la persona generosa, responsabile e seria che sei..."
"Seria? Ha!" Nagisa lo interrompe, scoppiando a ridere.
"Sì, seria. Sei molto serio, e maturo, e responsabile. Non avrei dato il compito di tesoriere del club a nessun altro. Magari altri ti vedono come il clown della classe, e lo sei, ma sei anche molto di più," Rei risponde, completamente calmo. "Hai un talento innato nel capire gli stati d'animo degli altri e sai sempre qual è la cosa giusta da dire, e se c'è una cosa che so del tuo futuro è che qualunque cosa sia te la caverai," continua senza nascondere la propria ammirazione.
"R-Rei-chan..." Nagisa pigola, nascondendo in imbarazzo il viso fra le braccia e contro le ginocchia. "Smettila!"
Rei ridacchia, e poi posa un bacio leggero fra i capelli biondi dell'altro.
"Ma è la verità. Ti ho studiato e ho raggiunto il poco sorprendente risultato che tu sei, al novantanove virgola nove nove nove nove nove nove percento la persona per me. Quel margine minimo che resta è solo dovuto al fatto che nulla è sicuro al cento per cento, tranne la probabilità di morte prima o poi nella vita."
"Sei un nerd," Nagisa risponde con un borbottio, ma alza la testa e poi fissa gli occhi dentro quelli di Rei.
"Precisamente, ed in quanto nerd come mi chiami tu, questo è il mio modo per dirti che le tue paure sono infondate, quindi stai tranquillo."
Nagisa abbassa di nuovo lo sguardo, e poi si accoccola contro il petto di Rei, che lo stringe a sé.
"Okay," risponde, scegliendo di fidarsi.
"Okay," Rei ripete, strofinando una mano contro il suo braccio in calme carezze.
"Sei eccezionale, Rei-chan," Nagisa aggiunge, per poi sorridergli.
"Non ti dò torto," Rei risponde scherzoso, sistemandosi gli occhiali, ma poi guarda di nuovo Nagisa accarezzandogli la guancia. "Ma lo sei anche tu."
"Io..."
"Non accetto obiezioni."
Nagisa sospira, per poi strofinare piano la fronte contro il suo braccio. "Va bene..."
Rei tocca il suo mento per alzarlo, e subito preme le labbra contro le sue. "Stai meglio?" Chiede poi, con un sorriso.
L'altro lo guarda, apre la bocca, e poi la richiude annuendo, infine lo abbraccia a sorpresa, mandandolo a terra sulla coperta. Rei squittisce sorpreso, e Nagisa ride sulle sue labbra per poi baciarlo ancora, questa volta chiudendo gli occhi e sistemandosi sopra di lui.
Invece di spingerlo via perché tutto ciò è già inappropriato, Rei con una mano esita sulla sua schiena, e poi lo stringe a sé con un mormorio sommesso, per assaporare la sua bocca.
"Rei-chan, hai il lubrificante? I preservativi?" Nagisa chiede, in tono pratico. Rei aggrotta le sopracciglia, e poi sospira.
"Vedi? Responsabile. Anche troppo... e sì, ce li ho," risponde. "Come tutte le altre volte."
Nagisa sorride e lo bacia ancora, con la lingua che ora esplora anche se conosce già i sapori e il calore della bocca di Rei eppure non se ne stanca, il contatto fra le loro lingue diventa fuoco nei loro ventri. Sempre.
Nagisa geme piano, il corpo che si muove sopra l'altro, che invece aggiusta la propria posizione per tenerlo il più stretto possibile sopra di sé. Lentamente, col calore dentro e fuori dai loro corpi, i muscoli si rilassano, le loro mani prendono a toccare il corpo l'uno dell'altro con una percezione sempre minore di qualsiasi limite che dovrebbe impedire loro di spingersi più in là. E nel caso di Nagisa, quei limiti quasi non sono mai esistiti. È il primo a raggiungere Rei fra le gambe, a massaggiarlo, e a fargli scappare il primo lamento di frustrazione. Rei morde il proprio labbro inferiore, stringe le dita fra le ciocche costantemente spettinate di Nagisa e tira indietro la sua testa per poi baciargli il collo e lascia andare i suoi capelli con un mormorio di approvazione per la pulsazione veloce del sangue che sente sotto le labbra.
Ma Nagisa gli sfugge dalle braccia, striscia verso il basso e quando scopre il ventre di Rei prende a baciarlo morbido, leggero, lasciandosi dietro una scia di brividi, caldi sotto la pelle.
"Rei-chan..." Lo chiama, risalendo un po' lungo il suo stomaco prima di tornare giù con la sua scia di baci che schioccano umidi sulla pelle dell'altro.
"N-Nagisa-kun..." Rei risponde, poi toglie gli occhiali per posare un braccio sopra gli occhi.
Nagisa prende poi a giocare con le punte delle dita seguendo le linee delle anche che sporgono dai pantaloni di Rei, le osserva svanire nell'orlo, e l'altro sospira pesantemente, con un altro gemito, muovendo il bacino verso l'altro.
Nagisa osserva il rigonfiamento fra le sue gambe, e ridacchia appena baciando ancora il suo ventre tutto teso.
"Voglio far venire Rei-chan," Nagisa annuncia allegro, afferra una mano di Rei e preme un grosso bacio su di essa.
"Si vede che stai meglio," Rei commenta e poi preme le labbra assieme per l'eccitazione che monta già rendendo i suoi pantaloni fastidiosi fra le sue gambe. "Nagisa-kun," si lamenta poi, con un sospiro.
"Arrivo," Nagisa replica soddisfatto, aprendo i suoi pantaloni e seguendo di nuovo le anche, stavolta con la lingua.
"Nagisa-kun!"
"Non posso farci niente, mi piacciono troppo!" Risponde, e poi emette una piccola risata facendo l'occhiolino. Rei lo guarda, con un altro gran sospiro. Nagisa sosta per lanciargli un lungo sguardo tinto di malizia, e poi, finalmente, scivola verso il basso per scoprire l'erezione ancora morbida di Rei, ma ci mette poco a farla crescere con le mani che scorrono lungo le vene, attorno alla corona, e poi con la bocca che si chiude molle per lasciare che la propria lingua fornisca abbastanza stimoli da far girare la testa a Rei, solo perché vuole sentire la sua voce che perde quella fermezza e controllo che ha sempre. Per sapere che riesce ancora a dargli piacere. E Rei, per tutta risposta, afferra un pugno dei suoi capelli e li stringe fra le dita con la fermezza dei fianchi che può aver ottenuto soltanto esercitando controllo e raziocinio su se stesso, perché la bocca bagnata e calda di Nagisa potrebbe farlo urlare e venire e piangere; invece si limita ad inarcare la schiena appena con dei sospiri leggeri, tutte le esplosioni avvengono dentro di lui quando attende di riversarsi sulla lingua di Nagisa mentre il fuoco lambisce il legno, quando attende di sentire che l'altro lo trattiene ancora in bocca durante tutto l'orgasmo, che Nagisa succhia ingoiando in maniera oscena finché Rei non ha più nulla da dare e poi gli si sdraia accanto con gli occhi chiusi mentre Rei lo soddisfa con la propria mano evitando di sporcare la coperta, con le fiamme riflesse sulle loro pelli umide per il sudore e l'eccitazione, mentre le ciotole di cibo giacciono dimenticate accanto a loro.
Una volta accaduto tutto questo, col fuoco che scoppietta allegro, Rei pulisce il ventre di Nagisa con cura, e lo bacia stanco e ansimante. Nagisa lo guarda, con la loro conversazione di prima che turbina nella sua testa.
"Prometti che non troverai qualcuno meglio di me?" Chiede, passando le dita leggermente fra i capelli scuri dell'altro, che prima di rispondere recupera gli occhi sistemandoli sul naso.
"Certamente. Non credo esistano altri Hazuki Nagisa, e se ci sono non hanno le memorie che hai tu. Non saremmo una squadra che funziona così bene, no?"
Gli occhi di Nagisa brillano per un istante, e poi li chiude, rabbrividendo.
"Hai freddo?" Rei chiede notando il tremolio nel corpo minuto dell'altro.
"No. Ho voglia di succhiarti ancora e sentirti chiamare il mio nome," Nagisa risponde in tono candido. "Fino a domani mattina. Voglio farmi trovare dai tuoi mentre ti faccio dire oscenità e voglio sorridere e stringerti e poi voglio divertirmi tanto con te, Rei-chan."
Rei arrossisce sempre di più, schiarendosi la voce.
"Beh, avremo tempo per tutto questo. Meno il farci trovare dai miei genitori, sarebbe... imbarazzante," ribatte, acciambellandosi.
"Ma diventeresti così rosso! Sei sempre così carino quando sei tutto rosso..."
Rei si acciglia, ma poi sorride roteando gli occhi. Si stringe Nagisa addosso, la mano che vaga per la sua schiena nuda, sudaticcia ma piacevole.
"Io un altro giro lo farei," Nagisa insiste, e spinge il proprio corpo di nuovo contro l'altro facendolo rotolare sulla schiena.
"Nagisa-kun, n-non... sono ancora in periodo refr-ah..." Rei geme, con la mano svelta di Nagisa che pompa su e giù attorno a lui. "N-Nagisa-kun!"
"Vorrei sentirti dire il mio nome così per ore, Rei-chan..." Nagisa risponde in tono dolce, baciandogli il collo.
Le dita di Rei si stringono sulla coperta, e finalmente perde il controllo non aspettandosi di nuovo la bocca di Nagisa a stuzzicarlo e coccolarlo delicatamente finché il suo corpo non trema ancora, ma questa volta Nagisa apre le gambe e si mette a cavalcioni su di lui, per poi lasciarsi andare del tutto. Le loro ombre disegnate dal fuoco e proiettate sul muro opposto si mischiano così vicine che non si riconoscono più i limiti fra l'uno e l'altro. E poi Nagisa sussurra che non ha più paura.
Nagisa non si intende molto di decorazione di interni, ma non saprebbe immaginare nulla di diverso dopo aver conosciuto Rei. Sobrio, ma anche bizzarro. Serio, ma che sa ridere e divertirsi. Intelligente e colto, ma anche conscio del valore dell’ignoranza, come possibilità di imparare ed evolversi anche sbagliando. Tutte queste cose Nagisa le coglie come naturali, stupendosi comunque per la quantità di conoscenza ma anche per la ricchezza umana di Rei. Si è stupito quando l'altro ha rinunciato a qualcosa di importantissimo per se stesso, a qualcosa che l'avrebbe reso contento, per risolvere un problema che, alla fine dei conti, si sarebbe potuto risolvere piuttosto in fretta con un dialogo calmo e razionale. Tutto ciò Rin non era né poteva esserlo però, quasi due anni fa. E si stupisce di continuo quando, durante conversazioni sul più e sul meno, Rei trova un modo per sfoggiare la propria conoscenza in svariati argomenti, da quelli più profondi a quelli più futili. Rei è perfetto, o almeno Nagisa lo vede come tale. Non ne vede il lato imbarazzante, perché per lui è solo divertente e carino. Non ne vede la vanità, per lui Rei si limita ad affermare dei fatti e dimostra confidenza quelle poche volte in cui si vanta. E gli piace così. Un po' buffo, inconsapevole di esserlo, e per questo ancora più attraente al di là della forma fisica perfetta e della sua eleganza.
Come potrebbe, Nagisa, pensare di essere al suo livello, intellettualmente o in qualsiasi altro senso?
È una domanda che si è posto molte volte di recente, specialmente ora che la fine dell'anno scolastico è alle porte, e dopo chissà cosa succederà loro, chissà cosa faranno della relazione formata al secondo anno. Il Liceo è quasi finito, e Nagisa sente un orologio ticchettare dentro di sé da settimane ormai, eppure come sempre ne sovrasta il suono con sorrisi e abbracci, per poi cambiare discorso quando Rei, sempre attento, coglie uno dei pochi momenti in cui Nagisa crede di non essere osservato. È un periodo stressante, da questo punto di vista. Essere in ansia - lui! Nagisa, fra tutti! - e non sapere come levarsela di dosso è terribile, specialmente per un ragazzo dalla personalità leggera e positiva come lui. Ultimamente si è ritrovato a pensare che Rei se ne andrà con determinatezza da qualche parte per essere intelligentissimo o per fare l'inventore e riempire la gente di sorpresa e ammirazione. Lo lascerà indietro, le loro strade si separeranno, e di loro rimarranno solo due anni molto belli al Liceo.
"Nagisa-kun?"
I suoi pensieri malinconici vengono interrotti dalla voce di Rei, e Nagisa sbatte le palpebre. "Eh?" Chiede, arrossendo lievemente. Rei gli lancia un'occhiata a metà fra lo spazientito e il divertito, per poi ripetersi.
"Cosa vuoi fare?"
Nagisa si guarda attorno, nel salotto di casa Ryuugazaki. Anche quello è decorato con gusto, senza ammucchiare troppe decorazioni ma senza scadere nel minimalismo più comune. C'è molto beige, i mobili sono in legno, e giustamente sono tutti disposti a distanza di sicurezza dal camino elegante in un angolo accanto ad un sofa con una piccola libreria. Accanto all'angolo lettura invece c'è un divano. Di fronte ad esso, sul muro opposto, campeggia una bella televisione piatta e grande con, ovviamente, una collezione notevole di DVD. Anche a quello ormai ci si è abituato, ma oggi il suo sguardo si concentra sul camino con un cesto davanti ad esso, pieno di legna.
"Facciamo un picnic!" Nagisa trilla, buttando le braccia in alto. Rei le segue un attimo con lo sguardo, sorpreso, e poi guarda Nagisa con un misto di preoccupazione ed incredulità. Poi scoppia a ridere. "Visto che stasera siamo solo io e te, possiamo farlo!"
"Un picnic? È un po' freddo per un picnic, Nagisa-kun!"
"No, intendevo un picnic... qui dentro, davanti al camino! Possiamo prendere una coperta e dei cuscini e accendere il fuoco."
Rei, come sempre, lo prende seriamente al cento per cento.
"Beh, suppongo che come idea sia fattibile. Ho una coperta di lana, delle scatole bentō..."
"Sai come si accende il fuoco?" Nagisa chiede, saltellando già entusiasta.
"Certo che so come si accende un fuoco!" Rei replica, stizzito.
"Bene," Nagisa risponde con un sorriso calmo e sereno. "Allora facciamo il picnic e poi ci vediamo un film?"
"Prima i compiti," Rei gli ricorda puntando il pollice dietro di se' verso il proprio zaino, e facendo sgretolare il sorriso dalla faccia dell'altro.
"Oh. Giusto."
Appena finisce l'ultimo esercizio di chimica, Nagisa si mette a fissare Rei con impazienza, gli occhi larghi ed un sorriso smagliante sulle labbra. Quando se ne accorge, Rei solleva un sopracciglio, ma poi gli indica di voltare il quaderno per verificare con espressione concentrata che siano risolti correttamente. Nagisa continua a fissarlo per un minuto buono, con un po' di preoccupazione, finché Rei non solleva lo sguardo per sorridere.
"Ottimo lavoro, Nagisa-kun."
"Yay!" Nagisa squittisce, per poi saltare in piedi e stiracchiarsi con uno sbadiglio. E poi il suo stomaco brontola, annunciando ad entrambi che ha fame.
Il picnic, messo insieme in fretta ma con cura - in fondo hanno ancora un regime dietetico da seguire - è composto da riso, pesce e verdura in quantità ragionevoli e coscienziose. Con uno snack per finire, come compromesso alla voglia di zuccheri di Nagisa, bilanciati dalle verdure crude.
"Quando finisce l'anno," Nagisa annuncia portando la sua scatola in sala e sedendosi sulla coperta appena stesa a terra, mentre Rei si adopera per accendere il fuoco e poi chiuderlo dietro il vetro che circonda il camino. "Mangerò come un maiale."
Rei ride, lanciandogli un'occhiata.
"Non mi sembra che tu ti trattenga poi così tanto," commenta, facendo poi attenzione al fiammifero fra la legna più secca e sottile.
Nagisa borbotta qualcosa incrociando le braccia, e mettendo il broncio. Rei gli sorride, con affezione, ed è una espressione tanto sincera che l'altro non può proprio rimanere irritato. Invece osserva il fuoco, affascinato come se fosse la prima volta che lo vede. Una volta che il fuoco arde senza scemare, Rei chiude lo schermo di vetro e siede di fronte a Nagisa, ringraziando per il cibo.
Mentre mangiano, in un silenzio poco usuale fra loro, Nagisa finisce per riprendere il filo dei propri pensieri di prima. È una possibilità che lo preoccupa davvero molto. Dopotutto, lui e Rei funzionano perfettamente, come se si conoscessero da vite precedenti, come se fossero stati costruiti per complementare l'un l'altro.
"Nagisa-kun?" Rei lo chiama scuotendolo di nuovo dai suoi pensieri che non fanno altro che correre in tondo.
"Huh?" Nagisa scatta, alzando la testa dal suo riso.
Rei si acciglia, e piega la testa di lato come fa sempre proprio Nagisa. "Non ti so leggere la mente, ma so che c'è qualcosa che non va."
Nagisa abbassa lo sguardo, deglutendo per poi provare a nascondersi dietro un sorriso. "Oh, no, va tutto bene! Sono felice, amo troppo i picnic!"
"Nagisa, non hai parlato in dieci minuti, direi che posso ufficialmente preoccuparmi."
"Beh... non è che ho sempre qualcosa da dire," Nagisa risponde, in tono più basso senza accorgersene.
Le labbra di Rei formano una linea sottile, ma poi sospira leggermente e posa la sua ciotola di riso, avvicinandosi a carponi.
"Dimmi," gli ordina.
"Cosa?" Nagisa continua negando, e mette in bocca un altro boccone di riso guardando insistentemente in basso.
"Nagisa-kun," Rei lo richiama, con un tono che non ammette di essere ignorato, e infatti Nagisa finisce per guardarlo. "Non funziona. Sei triste, e voglio sapere perché. È per via della scuola? I tuoi voti sono buoni... o forse è il nuoto?"
"No," Nagisa finalmente replica, lasciando cadere ogni finzione e arricciandosi un po' fra le proprie spalle per farsi piccolo, istintivamente. "È che ho paura."
"Di cosa?" Rei chiede, avvicinandosi. Nagisa guarda meditativo un pezzo di carota prima di metterlo in bocca.
"Di... beh, ho paura di perderti," confessa infine, rassegnato. "Quest'anno finiamo il Liceo, e prenderemo strade diverse. Io non posso seguirti, non... cioè, non sono bravo come te in certe cose. E sicuramente finiremo per fare cose diversissime, e mi aspetto che tu vada molto lontano. Rei-chan può farlo perché è intelligentissimo," spiega, a voce sempre più bassa, tanto da costringere Rei ad avvicinarsi di più per non sentire solo il crepitio del fuoco. "Io sono solo Nagisa."
"Solo Nagisa non mi sembra una descrizione accurata," Rei replica con calma, ma il suo viso si tende appena per la preoccupazione.
"Sì, beh... Il fatto è che, insomma... e se tu un giorno decidessi che non sono abbastanza, se ti stancassi di me e trovassi qualcuno di migliore?" Nagisa chiede, sentendosi un po' banale, ma il fatto che abbia già sentito ragionamenti simili non rende la sua preoccupazione meno pressante. "Se un giorno dovessi farti perdere la pazienza e andare via?" Aggiunge, con la voce che tremola lievemente. "Ho paura, Rei-chan."
Rei lo guarda, sbattendo le palpebre per la sorpresa, non aspettandosi qualcosa di simile.
"Nagisa-kun, la nostra relazione va benissimo," protesta, ma l'altro scuote subito la testa.
"E domani? E fra un mese? E fra un anno? Devo cominciare a fare dei piani A e B per la mia vita, e non voglio che tu manchi da nessuno dei due. Io voglio stare con te per sempre, Rei-chan," conclude, e una grossa lacrima rotola giù per la sua guancia. E poi un'altra, e poi il suo corpo comincia a sobbalzare con dei piccoli, bassi singhiozzi.
"Nagisa-kun..." Rei mormora, ma poi prende un lungo respiro, per poi afferrare la ciotola dalle mani dell'altro e posarla di lato.
Nagisa lo lascia fare, ma si asciuga le lacrime subito. "Nagisa-kun, a questo punto dipende da te."
"Eh?" Nagisa chiede, tirando su col naso, gli occhi lucidi e le guance arrossate. "Io voglio stare con te."
"Allora è tutto a posto," Rei risponde, con un sorriso, ma poi si spiega sapendo che quella risposta da sola non soddisferà Nagisa. "Insomma... negli ultimi due anni mi sono accorto che questo tipo di interazioni, questo tipo di affezioni... non sono illogiche. E non si tratta soltanto del fatto che siano funzionali all'evoluzione e alla riproduzione - dopotutto, noi siamo due maschi - ma si tratta anche di completezza. Siamo animali, e siamo animali sociali, la solitudine non fa per noi. Abbiamo bisogno di qualcuno nel quale rispecchiarci per conoscerci più a fondo, e per trovare risposte su chi siamo, è inevitabile," continua, giocherellando con le dita fra loro, anch'egli con le guance rosse ma per l'imbarazzo. "Queste sono domande importanti. Diventano parte di noi, e fanno parte di ciò che ci costituisce. La nostra identità si forma anche basandosi sulle domande che ci poniamo e sulle risposte che ci diamo. Ho pensato anche all'amore, sai?" Guarda Nagisa, con un lieve sorriso.
"Sì?" Nagisa chiede, con gli occhi larghi.
"Sì. Cos'è esattamente, perché ci coinvolge così tanto? A cosa serve? Sono tutte cose che continuo a chiedermi, e non ho una risposta precisa. Però la mattina mi sveglio e so che voglio passare la giornata con te. Quando litighiamo, so che voglio fare pace, e so che voglio farti ridere quando non lo stai già facendo. Perché mi piaci e sei così fondamentalmente diverso da me che mi fai reagire in modi che non mi aspetto, e mi fai scoprire parti di me che non conoscevo. Come quando ti ho conosciuto. Te, Haruka-senpai, Makoto-senpai. Non sapevo che il nuoto mi sarebbe piaciuto, eppure mi hai spinto finché non l'ho scoperto anche se allora mi irritavi, più che altro. E il nuoto è stato un cambiamento enorme, ho scoperto voi, e ho scoperto te. E che bella scoperta sei stato!"
Nagisa si rannicchia con le gambe contro il petto, a fuoco per il rossore sulle sue guance.
"Nagisa-kun, la passione se ne va. L'amore svanisce. È ovvio, sono sentimenti provocati da reazioni chimiche, e dopo un po' si consumano," dice, andando avanti nel suo monologo.
"Allora vedi che ho ragione?" Nagisa protesta, trasalendo.
"Aspetta, non ho finito. È vero che la passione e i sentimenti se ne vanno. Ma è lì che entra in gioco la ragione. Tu sei una persona che mi sfida costantemente, che cambia la mia visuale di continuo, che mi fa arrabbiare, che mi fa chiedere: 'perché ci sto ancora?' Ecco... è quella la vera domanda. E la mia risposta è che ne vale la pena."
È come se si fosse preparato l'argomentazione da tanto tempo, come se si fosse messo a masticare tutte quelle parole tanto tempo fa, come se Nagisa gli avesse chiesto dei fatti sui pinguini e lui, avendoli studiati per tempo, si fosse messo a snocciolare tutto ciò che sa. Volta la testa per guardare Nagisa, e lo vede mentre trattiene il fiato, con gli occhi spalancati.
"E quindi ogni volta che c'è un problema, scelgo di risolverlo invece di andarmene, invece di decidere che sto meglio da solo," finisce, per poi respirare con calma.
Nagisa lo fissa, e poi torna a guardare in basso, riflettendo in silenzio. Per un minuto, l'unico suono che riempie la stanza è quello del fuoco che scoppietta placido, e poi la voce di Nagisa suona di nuovo.
"E se tu un giorno scegliessi diversamente?" Chiede, piano.
Rei restituisce un breve silenzio, e poi gli bacia una guancia.
"Nagisa-kun, questo è impossibile. Non riesco a pensare ad un motivo logico per cui non dovrei stare con te. Siamo due opposti, siamo diversi praticamente sotto tutti i punti di vista, eppure ci incastriamo bene assieme. All'inizio è servita una spinta perché ti vedessi per la persona generosa, responsabile e seria che sei..."
"Seria? Ha!" Nagisa lo interrompe, scoppiando a ridere.
"Sì, seria. Sei molto serio, e maturo, e responsabile. Non avrei dato il compito di tesoriere del club a nessun altro. Magari altri ti vedono come il clown della classe, e lo sei, ma sei anche molto di più," Rei risponde, completamente calmo. "Hai un talento innato nel capire gli stati d'animo degli altri e sai sempre qual è la cosa giusta da dire, e se c'è una cosa che so del tuo futuro è che qualunque cosa sia te la caverai," continua senza nascondere la propria ammirazione.
"R-Rei-chan..." Nagisa pigola, nascondendo in imbarazzo il viso fra le braccia e contro le ginocchia. "Smettila!"
Rei ridacchia, e poi posa un bacio leggero fra i capelli biondi dell'altro.
"Ma è la verità. Ti ho studiato e ho raggiunto il poco sorprendente risultato che tu sei, al novantanove virgola nove nove nove nove nove nove percento la persona per me. Quel margine minimo che resta è solo dovuto al fatto che nulla è sicuro al cento per cento, tranne la probabilità di morte prima o poi nella vita."
"Sei un nerd," Nagisa risponde con un borbottio, ma alza la testa e poi fissa gli occhi dentro quelli di Rei.
"Precisamente, ed in quanto nerd come mi chiami tu, questo è il mio modo per dirti che le tue paure sono infondate, quindi stai tranquillo."
Nagisa abbassa di nuovo lo sguardo, e poi si accoccola contro il petto di Rei, che lo stringe a sé.
"Okay," risponde, scegliendo di fidarsi.
"Okay," Rei ripete, strofinando una mano contro il suo braccio in calme carezze.
"Sei eccezionale, Rei-chan," Nagisa aggiunge, per poi sorridergli.
"Non ti dò torto," Rei risponde scherzoso, sistemandosi gli occhiali, ma poi guarda di nuovo Nagisa accarezzandogli la guancia. "Ma lo sei anche tu."
"Io..."
"Non accetto obiezioni."
Nagisa sospira, per poi strofinare piano la fronte contro il suo braccio. "Va bene..."
Rei tocca il suo mento per alzarlo, e subito preme le labbra contro le sue. "Stai meglio?" Chiede poi, con un sorriso.
L'altro lo guarda, apre la bocca, e poi la richiude annuendo, infine lo abbraccia a sorpresa, mandandolo a terra sulla coperta. Rei squittisce sorpreso, e Nagisa ride sulle sue labbra per poi baciarlo ancora, questa volta chiudendo gli occhi e sistemandosi sopra di lui.
Invece di spingerlo via perché tutto ciò è già inappropriato, Rei con una mano esita sulla sua schiena, e poi lo stringe a sé con un mormorio sommesso, per assaporare la sua bocca.
"Rei-chan, hai il lubrificante? I preservativi?" Nagisa chiede, in tono pratico. Rei aggrotta le sopracciglia, e poi sospira.
"Vedi? Responsabile. Anche troppo... e sì, ce li ho," risponde. "Come tutte le altre volte."
Nagisa sorride e lo bacia ancora, con la lingua che ora esplora anche se conosce già i sapori e il calore della bocca di Rei eppure non se ne stanca, il contatto fra le loro lingue diventa fuoco nei loro ventri. Sempre.
Nagisa geme piano, il corpo che si muove sopra l'altro, che invece aggiusta la propria posizione per tenerlo il più stretto possibile sopra di sé. Lentamente, col calore dentro e fuori dai loro corpi, i muscoli si rilassano, le loro mani prendono a toccare il corpo l'uno dell'altro con una percezione sempre minore di qualsiasi limite che dovrebbe impedire loro di spingersi più in là. E nel caso di Nagisa, quei limiti quasi non sono mai esistiti. È il primo a raggiungere Rei fra le gambe, a massaggiarlo, e a fargli scappare il primo lamento di frustrazione. Rei morde il proprio labbro inferiore, stringe le dita fra le ciocche costantemente spettinate di Nagisa e tira indietro la sua testa per poi baciargli il collo e lascia andare i suoi capelli con un mormorio di approvazione per la pulsazione veloce del sangue che sente sotto le labbra.
Ma Nagisa gli sfugge dalle braccia, striscia verso il basso e quando scopre il ventre di Rei prende a baciarlo morbido, leggero, lasciandosi dietro una scia di brividi, caldi sotto la pelle.
"Rei-chan..." Lo chiama, risalendo un po' lungo il suo stomaco prima di tornare giù con la sua scia di baci che schioccano umidi sulla pelle dell'altro.
"N-Nagisa-kun..." Rei risponde, poi toglie gli occhiali per posare un braccio sopra gli occhi.
Nagisa prende poi a giocare con le punte delle dita seguendo le linee delle anche che sporgono dai pantaloni di Rei, le osserva svanire nell'orlo, e l'altro sospira pesantemente, con un altro gemito, muovendo il bacino verso l'altro.
Nagisa osserva il rigonfiamento fra le sue gambe, e ridacchia appena baciando ancora il suo ventre tutto teso.
"Voglio far venire Rei-chan," Nagisa annuncia allegro, afferra una mano di Rei e preme un grosso bacio su di essa.
"Si vede che stai meglio," Rei commenta e poi preme le labbra assieme per l'eccitazione che monta già rendendo i suoi pantaloni fastidiosi fra le sue gambe. "Nagisa-kun," si lamenta poi, con un sospiro.
"Arrivo," Nagisa replica soddisfatto, aprendo i suoi pantaloni e seguendo di nuovo le anche, stavolta con la lingua.
"Nagisa-kun!"
"Non posso farci niente, mi piacciono troppo!" Risponde, e poi emette una piccola risata facendo l'occhiolino. Rei lo guarda, con un altro gran sospiro. Nagisa sosta per lanciargli un lungo sguardo tinto di malizia, e poi, finalmente, scivola verso il basso per scoprire l'erezione ancora morbida di Rei, ma ci mette poco a farla crescere con le mani che scorrono lungo le vene, attorno alla corona, e poi con la bocca che si chiude molle per lasciare che la propria lingua fornisca abbastanza stimoli da far girare la testa a Rei, solo perché vuole sentire la sua voce che perde quella fermezza e controllo che ha sempre. Per sapere che riesce ancora a dargli piacere. E Rei, per tutta risposta, afferra un pugno dei suoi capelli e li stringe fra le dita con la fermezza dei fianchi che può aver ottenuto soltanto esercitando controllo e raziocinio su se stesso, perché la bocca bagnata e calda di Nagisa potrebbe farlo urlare e venire e piangere; invece si limita ad inarcare la schiena appena con dei sospiri leggeri, tutte le esplosioni avvengono dentro di lui quando attende di riversarsi sulla lingua di Nagisa mentre il fuoco lambisce il legno, quando attende di sentire che l'altro lo trattiene ancora in bocca durante tutto l'orgasmo, che Nagisa succhia ingoiando in maniera oscena finché Rei non ha più nulla da dare e poi gli si sdraia accanto con gli occhi chiusi mentre Rei lo soddisfa con la propria mano evitando di sporcare la coperta, con le fiamme riflesse sulle loro pelli umide per il sudore e l'eccitazione, mentre le ciotole di cibo giacciono dimenticate accanto a loro.
Una volta accaduto tutto questo, col fuoco che scoppietta allegro, Rei pulisce il ventre di Nagisa con cura, e lo bacia stanco e ansimante. Nagisa lo guarda, con la loro conversazione di prima che turbina nella sua testa.
"Prometti che non troverai qualcuno meglio di me?" Chiede, passando le dita leggermente fra i capelli scuri dell'altro, che prima di rispondere recupera gli occhi sistemandoli sul naso.
"Certamente. Non credo esistano altri Hazuki Nagisa, e se ci sono non hanno le memorie che hai tu. Non saremmo una squadra che funziona così bene, no?"
Gli occhi di Nagisa brillano per un istante, e poi li chiude, rabbrividendo.
"Hai freddo?" Rei chiede notando il tremolio nel corpo minuto dell'altro.
"No. Ho voglia di succhiarti ancora e sentirti chiamare il mio nome," Nagisa risponde in tono candido. "Fino a domani mattina. Voglio farmi trovare dai tuoi mentre ti faccio dire oscenità e voglio sorridere e stringerti e poi voglio divertirmi tanto con te, Rei-chan."
Rei arrossisce sempre di più, schiarendosi la voce.
"Beh, avremo tempo per tutto questo. Meno il farci trovare dai miei genitori, sarebbe... imbarazzante," ribatte, acciambellandosi.
"Ma diventeresti così rosso! Sei sempre così carino quando sei tutto rosso..."
Rei si acciglia, ma poi sorride roteando gli occhi. Si stringe Nagisa addosso, la mano che vaga per la sua schiena nuda, sudaticcia ma piacevole.
"Io un altro giro lo farei," Nagisa insiste, e spinge il proprio corpo di nuovo contro l'altro facendolo rotolare sulla schiena.
"Nagisa-kun, n-non... sono ancora in periodo refr-ah..." Rei geme, con la mano svelta di Nagisa che pompa su e giù attorno a lui. "N-Nagisa-kun!"
"Vorrei sentirti dire il mio nome così per ore, Rei-chan..." Nagisa risponde in tono dolce, baciandogli il collo.
Le dita di Rei si stringono sulla coperta, e finalmente perde il controllo non aspettandosi di nuovo la bocca di Nagisa a stuzzicarlo e coccolarlo delicatamente finché il suo corpo non trema ancora, ma questa volta Nagisa apre le gambe e si mette a cavalcioni su di lui, per poi lasciarsi andare del tutto. Le loro ombre disegnate dal fuoco e proiettate sul muro opposto si mischiano così vicine che non si riconoscono più i limiti fra l'uno e l'altro. E poi Nagisa sussurra che non ha più paura.
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