01 March 2016 @ 03:03 pm
[YOWAMUSHI PEDAL] Climb for a kiss!  
Titolo: Climb for a kiss!
Fandom: Yowamushi Pedal
Personaggi: Sakamichi Onoda/Sangaku Manami
Genere: romantico, fluff
Avvertimenti: post-series, shounen-ai, pwp
Parole: 1832
Note: COW-T6, settimana 5, lezione settimanale, prompt "promontorio" + "cambiamento".


Guarda l'orologio che oggi straordinariamente si è ricordato di legare al polso, mentre pedala. Sono le sei meno un minuto. Meno un minuto! Sarà in ritardo! Come al solito, comunque, ma ad arrivare più o meno puntuale questa volta ci tiene. Per dare il suo primo bacio a Onoda-kun all'orario che hanno stabilito, dovrebbe pedalare tre volte più veloce e con il doppio della forza, quindi arrivare in cima al promontorio dove si sono dati appuntamento con almeno dieci secondi di ritardo... È come tentare di vincere una gara. Esatto, è una gara. Una gara in salita come quella corsa all'Interliceale, proprio contro Onoda-kun.
Gli serve volare, aprire le ali larghe larghe e sbatterle con forza, pedalare col vento, diventare una freccia veloce e spaccare le sei. Riuscirci lo farebbe sentire così vivo... Certo, sarebbe molto più facile se fosse rimasto a casa da scuola e avesse percorso la distanza da Kanagawa a Chiba senza partire con sei ore di ritardo e quindi senza passare tutto il tragitto ad affrettarsi.
Arriverà col fiatone, quello è poco ma sicuro. Certo, ne vale la pena, pensa mentre cambia la marcia e lo scatto della catena che passa da una corona all'altra precede il cambiamento dell'andatura, coi piedi che si adattano naturalmente a spingere di più sul pedale. È sempre una sensazione così appagante, quando le ginocchia sentono la pressione della gamba e le cosce si tendono di più, l'adrenalina sale ed il cuore prende a battere con più forza. Se fosse un pervertito, penserebbe che cambiare la marcia è un po' come fare l'amore con la salita, spingersi di più e rendere la pedalata più potente, forse più lenta ma decisamente molto più efficace del pedalare a vuoto.
E a proposito di pedalare, sente il ronzio di una pedivella che lavora attorno al movimento centrale, della catena che scorre rapida, e come butta una occhiata dietro di sé gli occhiali di Sakamichi scintillano nell'ultimo sole del pomeriggio, mentre quello si scusa profusamente tenendosi dietro a Manami nonostante la velocità che ha raggiunto sia già folle. Ma allora anche Onoda-kun è in ritardo!
"Scusami!" Sakamichi ansima, con un sorriso apologetico. "Mia madre mi ha fatto fare faccende tutto il giorno..."
Manami sbatte le palpebre, per poi aprirsi in un sorriso sollevato. Almeno questa volta nessuno lo rimprovererà di essere arrivato in ritardo... Non che di solito gli interessi - dopotutto di solito è Toudou, e ai suoi rimproveri ci è abituato -, ma se fosse Onoda sentirebbe di averlo deluso.

Si sono messi d'accordo qualche giorno fa, dopo essersi confessati a vicenda che volevano provare ad aggiungere qualcosa al loro rapporto già stretto con parole e sorrisi, occhiate e competizioni. Un rapporto in cui uno ha bisogno dell'altro per spingersi a vicenda ad andare sempre più veloci. Un rapporto in cui Onoda riesce a far sentire vivo Manami soltanto con il tocco delle loro mani che si agganciano. Chissà quanto si sentirebbe pieno di adrenalina ed energia se riuscisse a toccarlo più in là... ma ci penserà a tempo debito.
"Ehi, ciao, Onoda-kun! Facciamo a gara?" Manami risponde, con un sorriso larghissimo di gioia, tirato con naturalezza quasi da un orecchio all'altro, e Sakamichi lo guarda per un attimo con stupore, per poi sorridere a sua volta in quel suo modo genuino, che sembra quello di un bambino, quello di quando sale le montagne. Infine, annuisce.
"Sì!"
E allora prendono a pedalare fortissimo, entrambi, piegati in avanti e con le gambe che scattano ed i bacini che danzano, col peso dei loro corpi che invece di trattenerli verso il basso li aiutano a scalare alto, alto, fino al cielo.

Arrivati sul verde, sulla superficie piana, Sakamichi è il primo a frenare, mentre Manami continua per qualche metro, rischiando, fino ad arrivare quasi al punto dove la roccia del promontorio si affaccia sul mare. Ed è bellissimo, scuro, ma ancora scintillante con la luce che arriva pigra e leggera ai loro occhi. E fa freddo, ma Sakamichi non ci fa caso, non quando Manami lo prende per mano ancora in sella alla sua bicicletta.
"Che ore sono?" Quello chiede, e Sakamichi istintivamente guarda l'orologio.
"Le sei e un minuto..."
"Ah! Allora siamo arrivati tutti e due in ritardo!" Manami esclama, con aria un po' triste. Sakamichi sbatte le palpebre, sorpreso. Alla fine, ai ritardi di Manami ci sarebbe abituato, e oggi non l'avrebbe ripreso, anche perché pedalare da Kanagawa a Chiba non è una cosa da niente.
"Beh, ma io non intendevo dire che alle sei in punto saremmo dovuti essere qui..." risponde, grattandosi la testa. "Sei molto più puntuale del solito!" Continua, arrossendo un po' e sperando che fosse la cosa giusta da dire, ma Manami ride allegro, per poi abbracciarlo. I loro corpi sono umidi, il sudore sulla loro pelle comincia a diventare freddo e farli rabbrividire, ma nessuno dei due lo percepisce.
E mentre Sakamichi stringe le braccia attorno alle spalle di Manami, con gli occhi puntati sul sole che scende rapido, avverte finalmente una stretta attorno allo stomaco che non ha nulla a che fare con le braccia di Manami legate alla sua schiena, mentre i due si bilanciano sulle loro biciclette per non cadere.
Aveva detto che lo avrebbe baciato... e Manami si è fatto più di settanta chilometri in meno di metà giornata per raggiungere queste sue labbra. Quando si allontana trema, ma non sa se per il freddo che inizia ad entrare sotto pelle o per la tensione, l'ansia. Si è esercitato a baciare - usando il proprio braccio, cosa che non ammetterà mai con nessuno, ma rendendosi conto che senza un minimo di esercizio non avrà idea di come - ma cosa farà se non riuscirà a farlo bene? E se Manami finisse per pensare che Onoda-kun non sia davvero nulla di che? E se dopo averlo baciato finisse per odiarlo? E se...
Quasi non si accorge che Manami si è avvicinato, e quando se ne rende conto è troppo tardi per piegare la testa, perché i loro nasi si scontrano piano e Manami sbuffa una risata, dandogli un colpetto con la punta fredda del suo. Sakamichi rimane rigido, pieno di sorpresa (nonostante si sia ripetuto tutto il giorno che finalmente bacerà Manami-kun!)
Meno male che Manami sembra essere più sicuro di sé, altrimenti questo primo bacio sarebbe molto, molto imbarazzante. O meglio, lo sarebbe ancora di più, perché per i primi lunghissimi secondi che si stiracchiano fra loro, le labbra di Sakamichi sono dure, immobili, e non sa più come fare a muoverle. Quando però una mano di Manami raggiunge il suo viso e l'altra il suo fianco, Sakamichi sente le proprie mani stringersi meno attorno al manubrio, per poi lasciare che una di esse si appoggi al petto di Manami, scivolando poi in alto sulla sua spalla. E nel mentre le sue labbra si ammorbidiscono, prendono a muoversi quando il pollice di Manami prende a disegnare piccoli cerchi sulla sua guancia. Sa che lo sta facendo per farlo rilassare. È chiaro che Manami-kun abbia baciato altre persone prima di lui, e si chiede: questo bacio è importante? Per Sakamichi è il primo, e parte del motivo per cui lo rendeva così nervoso, parte del vero motivo per cui è arrivato in ritardo è che un po' non voleva venirci, non voleva presentarsi sulla cima del promontorio, per il terrore di sbagliare.
Quando si separano, il suo sguardo pieno d'ansia si abbassa subito, col rossore che si presenta sulle sue guance in un attimo di vulnerabilità.
"Sakamichi?" Manami lo chiama, in tono basso e gentile, sebbene sia pieno di scoppiettii fra le onde sonore, forse l'eco del suo cuore che batte forte nonostante l'esperienza già chiaramente aquisita.
"E-eh?" Quello risponde, ed alza lo sguardo lentamente, fino a fissare i loro occhi blu assieme. Quando Manami lo vede intimidito davanti a lui, il suo primo istinto è quello di abbracciarlo, e perciò lo fa, si getta improvvisamente contro di lui, mandando entrambi e le loro biciclette a terra, sui sassi e il terriccio, umido come loro. Ed è una sensazione sgradevolissima, subito Sakamichi si sente sporco, protesta con un piagnucolio sotto il corpo di Manami, ma poi sente la sua mano poggiarsi sulla propria guancia. Quando lo guarda si ritrova a baciarlo di nuovo. I polpastrelli di Manami sono sporchi, ma questa volta il bacio è più naturale, meno imbarazzante, perché i pensieri di Sakamichi sono concentrati sulla sporcizia di entrambi e non sui dubbi sul proprio modo di baciare. Manami sorride sulle sue labbra, nonostante le gambe doloranti per la caduta, e poi si rialza, aiutando l'altro.
"Era il tuo primo bacio, vero?"
Ammetterlo non è semplice, ma il tono gentile di Manami lo rende più sopportabile. Non è una presa in giro, e in fondo non si aspettava che lo fosse, ma...
"Sì," Sakamichi risponde asciutto, per poi arrossire ancora di più.
"L'ho reso un po' un casino..." Manami ammette, ridacchiando. "Scusami."
"Non ti dà fastidio che fosse il mio primo?" Sakamichi chiede, e ora che l'eccitazione o per meglio dire l'ansia si sta sollevando, prende a strofinarsi le braccia, ché fa sempre più freddo ad ogni minuto che passa...
"No, no! Anzi!" Sakamichi risponde, scuotendo la testa. "Dovrebbe dare fastidio a te..."
"E perché?"
"Beh, perché immagino che... baciassi male..."
Manami ride, scuotendo la testa a sua volta.
"Non baci male. Cioè, all'inizio è stato strano," risponde, arricciando le labbra. "Però poi è andata meglio. Comunque mi è piaciuto! Dovremmo farlo ancora, un sacco di volte!"
"Ah... s-sì, okay..." Sakamichi replica rabbrividendo un po' con l'ansia che torna a pesare sul suo cuore.
"Senza fretta, però."
"Okay," Sakamichi ripete più sicuro, rincuorato. E poi sorride, per un momento sostituendo il sole che ormai è già scomparso dal cielo.
"Dovrei tornare a casa..." Manami sospira, facendo un breve calcolo per sapere quanto gli ci vorrà.
"Eh? A quest'ora?! No, tu passi la notte da me!" Sakamichi risponde subito e frettolosamente, poi gli prende la mano. "Hai fatto già così tanta fatica per venire a Chiba..."
"Ma a tua madre non darà fastidio?" Manami chiede, nonostante tutto sollevato.
"Non ti preoccupare! Sono sicuro che sarà contenta del fatto che porti a casa un amico!" Sakamichi risponde, sorridendo. "Allora stai con me stasera? Potremmo guardare anime assieme fino a tardi!" Continua, con gli occhi che ora brillano estasiati all'idea. A quella vista, Manami proprio non può dire di no.
"Okay. Posso usare il telefono allora? Chiamerò a casa." Chiede, salendo sulla sua bici, e Sakamichi annuisce, imitandolo con la propria.
"Certo!"
"Facciamo a gara?" Manami chiede, già partito a tutta birra.
"Ma Manami-kun, tu non sai dove abito!" Sakamichi obietta, con un cipiglio confuso.
"Allora andiamo alla salita della Sohoku High!"
"Ma casa mia non è lì..."
Eppure Sakamichi lo segue lo stesso sospirando, nonostante sia tardi, nonostante il borbottio della propria pancia, nonostante il fatto che sappia che sua madre lo rimprovererà. Perché Manami segue sempre il vento e i suoi istinti; e Sakamichi inseguirà sempre Manami.