01 March 2016 @ 10:28 pm
[FREE!] I've been waiting to smile, been holding it in for a while  
Titolo: I've been waiting to smile, been holding it in for a while
Fandom: Free!
Personaggi: Haruka Nanase/Sousuke Yamazaki
Genere: romantico
Avvertimenti: shounen-ai, spin-off, AU
Parole: 1410
Note: Fanfiction scritta per la quinta settimana del COW-T6, lezione settimanale, prompt "sirena" + "cambiamento". Si tratta di un sequel della fanfiction You no longer fear (When your heart's turned to gold) di [livejournal.com profile] margherota che partecipò al BBI l'anno scorso e della quale mi sono innamoratissima mentre la leggevo per farci il gift ;w; e niente, sono partita pensando "hmmm potrei scrivere un'altra storia con le sirene... magari Souharu... OMG CE L'HO" e quindi niente, questa fic non aggiunge niente al 'verse di origine, ma volevo metterci un pochino di intimità e suggerire uno sviluppo anche fisico alla relazione fra merharu e pirate!Sousuke XD che comunque cioè non c'è niente di sessuale, eh, ma è una scintilla. E il titolo viene da On Top of the World degli Imagine Dragons perché il titolo della fic originale era da Gold sempre degli Imagine Dragons XD


Gli mancava, questa nave. Gli mancava il dondolio infinito, il sobbalzare, il rumore eterno dell'acqua che scroscia e si abbatte contro lo scafo, le voci dei compagni di viaggio che lavorano o bevono. Gli mancava stare con qualcuno, sapere che può dormire in relativa tranquillità perché la notte non potrà ritrovarsi con qualche bestia velenosa addosso, pronta a ucciderlo.
Eppure, per quanto possa sembrare assurdo, in un certo senso è quasi felice di essersi ritrovato spiaggiato su di un'isola deserta, anche se quella è stata impietosa con lui, anche se ritrovarcisi l'ha quasi ucciso, anche se ha rischiato di perdere la ragione per via del caldo, della sete, della solitudine... che poi, alla fine, solitudine non era. È quasi felice di essere scappato dalla sua ciurma, perché ritrovarsi a sopravvivere da solo e quasi a fallire gli ha fatto incontrare la sirena Haruka.
E ora che Sousuke l'ha con sé non può farne a meno: lo tocca spesso, se non sempre. Lo tocca quando dorme, quando mangia, lo tocca quando si perde a guardare il mare da prua, forse con una lieve nostalgia in fondo agli occhi dello stesso colore di casa propria. Lo tocca anche quando compie qualche lavoro sotto i comandi di Rin, che ha permesso loro di dormire assieme molto volentieri, una volta ascoltata la storia di Sousuke, senza stupirsi molto. Dopotutto non poteva dubitare dell'esistenza delle sirene una volta accettata quella delle maledizioni e quindi della magia. Più specificamente, una volta resosi conto che la punizione alla cupidigia di Sousuke fosse stata il suo potere improvviso e non richiesto di trasformare in oro tutto ciò che toccava. E, soprattutto, Rin ha concesso a Sousuke di tenersi Haruka stretto anche dopo aver guardato nel suo amico negli occhi e aver trovato qualcosa che brillava, molto più dell'oro del quale egli stesso provava una fame insaziabile. Brillava così tanto, in un modo così puro, che avrebbe voluto goderne anche solo di riflesso. Ha permesso che si stringessero l'uno all'altro perché ha visto Sousuke al suo peggio, e quella condizione feriva anche lui stesso. Finalmente l'ha potuto vedere non solo di nuovo allegro come prima, ma in pace. Sousuke è tornato.

Haruka è una sirena tranquilla, e nonostante le gambe e i svariati cambiamenti rimarrà sempre una sirena, ma non è timido né tantomeno indifeso. Appena saliti sulla nave, non ci ha messo molto a farsi rispettare nonostante camminasse incerto sulle gambe e avesse bisogno dell'aiuto di Sousuke, anche se quella di Momotarou - che gli aveva riservato un benvenuto fin troppo caloroso - si trattava di semplice curiosità.
Sousuke lo tocca anche ora, mentre lentamente si accingono a dormire, e l'altro lo lascia fare, lo osserva più incuriosito che teso, ora che sa di potersi fidare, perché se non lo facesse impiegherebbe pochi secondi a ucciderlo. Sa di potersi fidare perché Sousuke ha combattuto altri umani e ha ucciso per lui, lo sa perché Sousuke avrebbe avuto migliaia di possibilità per fargli del male, all'inizio, quando ancora non si conoscevano. Invece di fare ciò gli ha adornato i capelli con un fiore d'oro, solo perché credeva gli avrebbe donato, per esaltare il suo aspetto già perfetto e ultraterreno con un ornamento gentile, immortale. Ha mostrato gratitudine quando Haruka gli ha salvato la vita strisciando per lunghi tratti attraverso l'isola sabbiosa per portargli sorsate d'acqua dalla sorgente nel cuore della foresta con una conchiglia, quando sa che altri umani di certo si sarebbero presi l'aiuto e poi l'avrebbero ucciso.
Gli tocca la mano mentre Haruka tenta di trovare una posizione comoda - quelle gambe sono ancora un intralcio, non le comprende, e non sa nemmeno come abbia fatto a reggersi su di esse finora. Quello si ferma con disagio e forse un po' di rabbia - o meglio di frustrazione - incastonata negli occhi, in osservazione. Rimane immobile, invece di scacciare le dita del pirata, lascia che quello percorra la curva della sua guancia, che poi sorrida bisbigliando qualcosa che non comprende.
"Sono contento di poterti toccare."
La lingua umana è così complicata, ha suoni così incomprensibili, che non sembrano necessari, e certe volte sembra aspra anche quando le parole vengono formulate con un tono gentile. Forse, così come Haruka si è abituato all'apparenza un po' ruvida di Sousuke, si abituerà anche a quei suoni. Di sicuro quando Sousuke chiama il suo nome, le sillabe rotolano deliziose dalla sua bocca, e questo è forse un segno incontrovertibile del fatto che il pirata lo considera prezioso. È una sensazione non nuova, ma riscoperta.
Toccare Haruka è qualcosa che Sousuke non si è concesso di desiderare per molto tempo, mentre sopravviveva in una isoletta deserta - deserta se non si contano le sirene che la popolavano - per via della sua maledizione, ed ora che può finalmente farlo, ora che la maledizione scesa su di lui è stata rotta, ora che non rischia di uccidere Haruka solo toccandolo... posare le dita su di lui sembra soddisfacente quanto bere sorsate d'acqua a volontà dopo una lunga sete. Ironicamente, Sousuke ha vissuto anche questo. Le ha subìte tutte, le mancanze; ha rischiato di morire molte volte: sa bene quanto anche solo un attimo di benessere valga davvero.
Haruka lo guarda interrogativo, con la testa posata sul cuscino, ipotizza qualcosa sui pensieri del pirata. Ha l'immaginazione per farlo, gli è bastato rimanere con lui qualche giorno per sapere che sotto la superficie aggressiva c'è un uomo gentile e per nulla crudele. Sa che forse il permettersi di toccare la sua pelle è solo un riappropriarsi di qualcosa che aveva perso e desiderato di riavere per molto tempo. Sa che permetterglielo è un regalo, uno che gli vuole fare.
Perciò si accosta a lui, prende la sua mano, ne preme il palmo contro la propria guancia senza avere più alcuna traccia di paura. Sorride in silenzio, un altro dono raro, ed il suo viso diventa ancora più gentile e bello quando solitamente sembra severo, freddo.

Ora, mentre Sousuke tocca la pelle innaturalmente liscia e piacevole di Haruka, quell'oro brilla ad ogni battito di ciglia, solo per un istante, difficile da scorgere. Ma Haruka ci riesce forse grazie ai suoi istinti e riflessi sviluppati sull'isola che non perdonava la lentezza. Guarda a fondo e lo vede, nonostante la poca luce. Si avvicina, di sua sponte, e lo bacia perché non c'è motivo per non farlo. Lo bacia perché è piacevole, perché Sousuke non gli farà del male, e perché si è fidato di lui. Lo bacia perché ha imparato ad amarlo prima ancora di toccarlo.
E poi lo bacia ancora, strisciando sopra il suo corpo, spinge via i capelli da davanti i suoi occhi con uno sbuffo perché lo irritano, e Sousuke si ritrova a trattenere il respiro con sorpresa, ma poi sorride con dolcezza, iniziando a percorrere la linea della coscia verso l'alto, sopra i vestiti. Gli occhi già grandi di Haruka allora si allargano, per la sorpresa, per i cento brividi che scorrono su per il suo corpo e lo scaldano, semplicemente grazie ad un tocco lieve e inaspettato. Subito striscia via di nuovo, con le gambe attaccate inutilmente al suo bacino come se dovesse ancora trascinarsi dietro una coda. Sousuke si alza a sedere, e lo osserva per poi sbadigliare.
"Sarà per un'altra volta," commenta, e poi tende una mano. "Vieni qui, Haruka," aggiunge. Ma l'altro si ritrae, scuote la testa, e si guarda fra le gambe dove sente, sa che qualcosa non va, qualcosa non è come dovrebbe essere. Le stringe quanto può, forse chiedendosi cosa stia accadendo, se sia una magia, se...
Sousuke segue la direzione del suo sguardo, ma il sorriso che gli rivolge è intenerito.
"Va tutto bene, Haruka," continua, lasciando cadere il braccio e tornando a sdraiarsi. "Torna qui, dormiamo."
Certo che Sousuke lo desidera. Haruka ha forme meravigliose, si azzarderebbe a definirle 'perfette', e nonostante prima di incontrarlo gli uomini gli piacessero molto più grossi e alti, la gentilezza delle sue forme lo affascina. E poi gli occhi dello stesso colore del mare o del cielo, il viso acuto ma non affilato, la morbidezza delle sue labbra sono tutte qualità che Sousuke ha imparato ad adorare. Ma va bene così, per ora. Gli va bene ascoltare il suono della sirena che si avvicina di nuovo, cautamente, e poi sentirlo giacere di nuovo accanto a lui sotto le coperte. Si limita ad intrecciare le dita con quelle di Haruka, e per stanotte gli va bene addormentarsi così.