30 May 2016 @ 05:40 pm
[SUPER LOVERS] Intimità  
Titolo: Intimità
Fandom: Super Lovers (gente, non guardatemi così, non è nemmanco il fandom peggiore sul quale abbia scritto XD)
Personaggi: Ren/Haru Kaidou
Genere: erotico
Avvertimenti: missing moment, incest, underage
Parole: 1006
Note: questa è per la terza settimana delle Badwrong Weeks - incest. Ho scelto questi due da due settimane, volevo scriverci anche se l'anime è imbarazzantissimo XDDD e coi titoli sono, come sempre, una sega. Amen. Tanto non la leggerà nessuno (E FATE BENE OMG PLS NON LEGGETE) quindi *shrugs* ah, il setting è dopo il capitolo 9 del manga, perché nell'anime certe cose non ci sono, ovviamente. Mi levano tutto il bello. e_e e vbb.

"Haru. Svegliati, Haru."
Quando apre gli occhi, Haru quasi salta sul letto col cuore che batte a mille per lo spavento, dopo che una mano l'ha scosso, uscita così, dal nulla. La voce è quella di Ren, ma la sua sagoma appena accennata, per un momento, sembrava quella di un ragazzino dei film dell'orrore. Senza escludere il fatto che si trovi incredibilmente, pericolosamente vicino. Mai più film del genere, decide sul posto.
Con le mani si stropiccia gli occhi, ancora mezzo addormentato sebbene il cuore gli batta ancora forte per la sorpresa, e lancia una occhiata all'orologio sul comodino: sono appena le due di notte.
"Che c'è, Ren?" Bofonchia in tono un po' irritato, e lo guarda nonostante riesca a malapena a distinguerlo dall'oscurità della stanza e del corridoio. Non è la prima volta che Ren si presenta in camera sua: effettivamente da un po' di mesi a questa parte sente meno ritrosia del fratellino ad esprimere i propri sentimenti, lo sente meno freddo in superficie. Ren ha imparato come esprimere l'affetto che senza dubbio prova nei confronti di Haru. Ci è voluto un po', ma in fondo vivere l'infanzia fra i lupi lo ha segnato per sempre. Ci sarà sempre qualche parte di lui a disagio con gli esseri umani, e per questo Haru un po' lo sente, l'orgoglio di essersi fatto spazio nel suo cuore abbastanza da essere svegliato nella notte.
"Ho bisogno che faccia quella cosa," Ren risponde, con la sua solita voce monotona. "Quella cosa che mi hai fatto nella doccia."
Le sopracciglia di Haru si uniscono per un momento in perplessità, e poi l'illuminazione arriva. In ritardo, ma dopotutto è appena stato svegliato di soprassalto nel cuore della notte, il cervello non è ancora in funzione.
Giusto, qualche giorno fa ha trovato Ren nudo nella doccia, spaventato dalla sua prima erezione, e imbarazzato ha lasciato che Haru se ne prendesse cura.
Il sangue di Haru comincia a scorrere così veloce da fargli girare un po' la testa, subito dopo aver capito cosa Ren voglia da lui.
"Puoi farlo da solo, no?" Risponde, eppure istintivamente sposta il proprio corpo all'indietro e solleva un lembo della propria coperta in tacito consenso, per fargli spazio.
Prima di continuare la conversazione in bisbigli - ché i gemelli staranno sicuramente dormendo, e non è il caso di svegliarli quando la situazione è così intima -, Ren si infila sotto la coperta, e si accoccola contro il corpo di Haru. È come un altro mondo, lì sotto. È caldo, confortevole. Profuma di lui e anche un po' di loro per tutte le volte che alla fine per un motivo o per l'altro hanno dormito assieme. Anche perché, come Haru ha ammesso tempo fa, non erano più in grado di dormire l'uno senza l'altro, e a volte questo è ancora vero. In un modo bizzarro, la sensazione è simile a quando Ren viveva e dormiva coi lupi, ancora quand'era in Canada. È la sensazione di sempre, familiare e dolce, che lo fa stringere contro il fratello più grande. Il fratello che aggressivo per l'alcool e quasi minaccioso qualche tempo fa lo aveva bloccato contro il materasso e toccato, baciato, che lo aveva spaventato.
"Non è lo stesso, se non lo fa Haru," borbotta poi, con la faccia che improvvisamente prende fuoco.
Haru sbatte le palpebre nel buio, ma poi sorride tutto contento, baciandogli la fronte.
"Capisco."
Con la mano - grande, troppo grande per Ren, quella con cui l'ha toccato insegnandogli a masturbarsi - lo manovra e lo costringe a girarsi, così da avere la schiena del fratellino adottivo contro il petto, e accarezza il suo ventre da sotto la maglietta grande che Ren indossa per dormire, quella coi lupacchiotti.
"Stai dicendo che ci hai provato ma non sei riuscito a venire?" Chiede a bassa voce, con le punte delle dita che ancora formano cerchi sulla pancia del ragazzino che suo padre adottò tanti anni fa. Ren deglutisce a vuoto, si contorce appena per la tensione fortissima in basso, fra le gambe, che inizia già a gonfiarsi e diventare scomodo.
"Haru, fallo e basta!" Ren sibila col cuore che prendere a battere ancora più forte, voltando appena la testa; nella penombra, Haru gli bacia la guancia mentre i cerchi invisibili delle sue dita si abbassano.
"Dimmi: stai dicendo che puoi venire solo se ti tocco io?" Haru lo provoca ancora, con un ghigno ancora più largo mentre la sua mano scompare nei pantaloncini corti e leggeri di Ren. Eppure non riceve risposta, perlomeno non dalle sue labbra. Le cosce di Ren si stringono, il suo bacino spinge in avanti, contro il tocco ancora troppo leggero della mano del fratello.
"Haru," il piccolo ringhia, con la voce che però sembra tremare appena per la tensione raccolta nel suo ventre, nel petto, fra le cosce, e che già gli fa afferrare il braccio del fratello come per aggrapparsi, come se stesse cadendo nel vuoto. Brucia, è insopportabile, eppure spinge col bacino dentro il pugno morbido e caldo di Haru, che semplicemente lo tiene stretto a sé respirando piano, in silenzio, dietro di lui. La consapevolezza che lo stia ascoltando, che possa sentire tutti i piccoli sospiri rapidi di Ren, e chissà cosa starà pensando (Haru pensa che sia adorabile e bellissimo, ma forse glielo dirà la prossima volta). Invece di soffermarcisi però si morde il labbro, col respiro che scorre a singhiozzi mentre con le gambe scalcia piano, le dita dei piedi si arricciano. E poi si immobilizza per un istante: Haru lo sente tendersi allo stremo fra le sue braccia, prima che un liquido caldo gli coli fra le dita. Ren sembra tacere del tutto, ma poi prende un gran respiro prima di rilassarsi nell'abbraccio del più grande, con gli occhi che finalmente si socchiudono per la sonnolenza che già sembra tirare con forza le sue palpebre verso il basso.
Mentre la mente si intorpidisce, riesce appena appena ad avvertire il bacio che Haru gli lascia fra i capelli, ed il lieve, divertito bisbiglio nel calore condiviso: "buonanotte, Ren."