Titolo: The mom friend
Fandom: Originale (Andrea!verse)
Genere: commedia
Personaggi: Andrea, Giorgio, Isabella, Ilaria
Avvertimenti: pwp nel senso di plot what plot, gen
Parole: 1027
Note: per il COW-T8/settimana 6/missione terre di confine. L'ho accorciata perché c'ho mal di testa e mi sa che si sarebbe allungata di molto ma non avevo voglia di scrivere tutto quello che ci sarebbe dovuto stare, ugh.
La porta sbatte dietro di lei e Ilaria sospira, con aria drammatica, abbandonando la sua borsa accanto alla porta. Veleggia verso il divano, dove Giorgio sta stravaccato mangiucchiando una mela, e Ilaria prende la rincorsa prima di buttarglisi addosso con un altro gran sospiro. Giorgio quasi lascia cadere il frutto quando l'impatto gli fa mancare il fiato, e guarda in basso verso la sua migliore amica con le sopracciglia folte che si aggrottano con una certa irritazione.
"Ila, ho capito che sei stanca ma puoi anche evitare di farmi buttare fuori il pranzo di Pasqua di otto anni fa!"
"Sono stanca," Ilaria spiega, girandosi in modo da affondare il viso contro la pancia morbida di Giorgio.
"Lo so," Giorgio risponde, e dà un altro morso alla sua mela. "Allora com'è andata?"
"Ventinove," lei risponde, con uno sbuffo. "Mi sono impappinata all'ultimo, cazzo che nervoso."
"Ah, vabbè, ma è un ottimo voto lo stesso! Stasera festeggiamo," Giorgio dice, con un grosso sorriso da un'orecchio all'altro.
"Eeeeeh, seh, magari. Domani ho l'altro esame, porca puttana," Ilaria gli risponde, e preme di nuovo il viso contro il ventre tondo sotto di lei.
"Ah. Che palle," Giorgio dice, tornando a guardare la tv. "E Isabella? Lei non ha esami?"
"Domani pure lei. E Andrea," Ilaria risponde, con la voce strascicata, mentre strofina la fronte contro la maglietta di Jeeg Robot. "Voglio morire."
"Eh, che esagerata che sei," Giorgio risponde in tono bonario, e comincia a ridere accarezzandole i folti capelli ricci. "Vuoi che ti aiuti a studiare?"
Ilaria sbadiglia, e siede accanto a lui portandosi le ginocchia al petto.
"Avevo intenzione di studiare stanotte visto che l'esame è domani pomeriggio... staresti su fino a tipo... le tre con me?"
Giorgio alza lo sguardo pensandoci su, mettendo le mascelle in paura, poi fa spallucce.
"Domani ho il turno di notte quindi... sì, mi va bene."
"Madò, quanto sei un amore," Ilaria squittisce, passando le braccia attorno al suo collo. "Ti amo, Bubu." Giorgio può sentire i cuoricini nella sua voce, e scoppia a ridere di nuovo.
"Pensavo fossi lesbica," lui risponde, punzecchiandole la guancia, e lei per tutta risposta gli prende la pancia a pugnetti.
"Sei uno scemo," gli dice, e poi si stropiccia gli occhi. "Beh, vado a fare una pennica."
Quando si alza Giorgio si rimette bene in posizione, addentando la sua mela mentre la guarda sparire con l'andatura di uno zombie in camera sua.
Andrea e Isabella tornano assieme litigando su quale sia il film della Marvel migliore (Andrea: Spider Man - Homecoming; Isabella: Guardians of the Galaxy), e Giorgio li saluta dalla cucina, con tanto di apron, cuocendo una bella zuppa calda.
"Ciao Bubu," dice Isabella, avvolgendo le braccia attorno alla sua vita. "È tornata Ilaria?"
"Mezza morta, ma è tornata. Credo le sia iniziato il ciclo perché pareva proprio... eccessivamente distrutta," Giorgio risponde, spolverando la zuppa arancione con un po' di paprika.
"Sì, c'avrà le cose sue," Andrea interviene, guardando le bolle sulla superficie della pentola. "Rosmarino?"
"Già messo. Boh, è in camera sua comunque," Giorgio dice mescolando, poi sospira. "Le ho promesso che l'aiuto a studiare per domani, quindi niente FIFA stasera," aggiunge, guardando Andrea, che subito si rabbuia e poi sbuffa alzando gli occhi al soffitto.
"Che piaga che è."
"Piaga ci sarà tua madre," la voce di Ilaria arriva chiara e squillante dalla porta di camera sua, e quando Andrea si volta la vede puntare il dito contro di lui.
"Vabbè, dimmi una cosa che non so," Andrea risponde, con una smorfia, mentre si guarda le unghie con la chiara espressione di qualcuno che muore dalla voglia di rosicchiarle ma si sta trattenendo a malapena.
"Comunque a voi come sono andati gli esami?" Giorgio chiede con la voce appena più alta, guardando Isabella e il suo migliore amico.
"Mmmh, trenta," dice Isabella.
"Ventotto," fa eco Andrea, facendo dondolare la testa. "Non vedo l'ora di dirlo a mio padre e sentirmi dire che potevo anche fare trenta."
Gli altri tre si guardano e Isabella rotea gli occhi.
"Sì, vabbè, non è che glielo devi dire."
Andrea scuote la testa, con una smorfia. "Eppure la conosci, mia madre. Col cazzo che non mi starebbe col fiato sul collo pure su questo," risponde, con la faccia di un condannato.
Isabella fa spallucce, ma in fondo non c'è una base per contraddirlo. Effettivamente, sua madre è il tipo che controlla tutto ciò che fanno i figli, anche quelli che tecnicamente ha ripudiato (fra l'altro).
"Bon, la zuppa è pronta," dice Giorgio per intervenire, e dal frigo estrae un po' di vaschette di salumi e un sacchetto col pane e getta tutto sul tavolo.
"Aspetta, solo zuppa e sta roba qui?" Andrea comincia, ma Giorgio lo guarda di traverso con un'aria stanca.
"Andre', non t'attaccare al cazzo, sono stufo marcio e non avevo voglia di farti il pasto completo da principino, okay?"
Andrea assottiglia gli occhi, ma dopo qualche momento si rilassa. "Point taken."
Isabella sorride, guardando i suoi uomini.
"Mi sembrate marito e moglie," dice, sedendosi a tavola.
"Beh, se Giorgio mi lasciasse io me lo tromberei pure. Un po' di pancetta ci sta," Andrea risponde, col viso completamente serio, e Giorgio alza gli occhi al cielo. Di nuovo.
"Sarebbe una cosa un po' disturbante," Giorgio replica con una smorfia. "Sarebbe come scoparmi mio figlio, tipo."
Isabella, Ilaria e Andrea si guardano con gli occhi larghi, e poi cominciano tutti e tre a sghignazzare, mentre Giorgio sospira e serve la dannatissima zuppa.
"Com'è andata?" Chiede il giorno dopo, cominciando a prepararsi per il suo turno di lavoro, quando Ilaria rientra.
"Eh. Ventinove. Mi rompe le palle perché è vicinissimo al trenta, cazzo," lei risponde, e poi prende un lungo respiro. "Vabbè, è andata. Senti, domani se vuoi posso accettare quella proposta di farsi una bevuta assieme, visto che era l'ultimo esame per me. E mi sa pure per gli altri due disgraziati."
Giorgio annuisce e prende il suo berretto da nonno prima di avvolgere il proprio collo con una sciarpa bella pesante.
"Prenoto al sushi," le dice.
"Okay. Giorgio, grazie per ieri," Ilaria gli dice, con una pacca sul braccio, e Giorgio sorride, facendo spallucce.
"Di niente, patata."
Fandom: Originale (Andrea!verse)
Genere: commedia
Personaggi: Andrea, Giorgio, Isabella, Ilaria
Avvertimenti: pwp nel senso di plot what plot, gen
Parole: 1027
Note: per il COW-T8/settimana 6/missione terre di confine. L'ho accorciata perché c'ho mal di testa e mi sa che si sarebbe allungata di molto ma non avevo voglia di scrivere tutto quello che ci sarebbe dovuto stare, ugh.
La porta sbatte dietro di lei e Ilaria sospira, con aria drammatica, abbandonando la sua borsa accanto alla porta. Veleggia verso il divano, dove Giorgio sta stravaccato mangiucchiando una mela, e Ilaria prende la rincorsa prima di buttarglisi addosso con un altro gran sospiro. Giorgio quasi lascia cadere il frutto quando l'impatto gli fa mancare il fiato, e guarda in basso verso la sua migliore amica con le sopracciglia folte che si aggrottano con una certa irritazione.
"Ila, ho capito che sei stanca ma puoi anche evitare di farmi buttare fuori il pranzo di Pasqua di otto anni fa!"
"Sono stanca," Ilaria spiega, girandosi in modo da affondare il viso contro la pancia morbida di Giorgio.
"Lo so," Giorgio risponde, e dà un altro morso alla sua mela. "Allora com'è andata?"
"Ventinove," lei risponde, con uno sbuffo. "Mi sono impappinata all'ultimo, cazzo che nervoso."
"Ah, vabbè, ma è un ottimo voto lo stesso! Stasera festeggiamo," Giorgio dice, con un grosso sorriso da un'orecchio all'altro.
"Eeeeeh, seh, magari. Domani ho l'altro esame, porca puttana," Ilaria gli risponde, e preme di nuovo il viso contro il ventre tondo sotto di lei.
"Ah. Che palle," Giorgio dice, tornando a guardare la tv. "E Isabella? Lei non ha esami?"
"Domani pure lei. E Andrea," Ilaria risponde, con la voce strascicata, mentre strofina la fronte contro la maglietta di Jeeg Robot. "Voglio morire."
"Eh, che esagerata che sei," Giorgio risponde in tono bonario, e comincia a ridere accarezzandole i folti capelli ricci. "Vuoi che ti aiuti a studiare?"
Ilaria sbadiglia, e siede accanto a lui portandosi le ginocchia al petto.
"Avevo intenzione di studiare stanotte visto che l'esame è domani pomeriggio... staresti su fino a tipo... le tre con me?"
Giorgio alza lo sguardo pensandoci su, mettendo le mascelle in paura, poi fa spallucce.
"Domani ho il turno di notte quindi... sì, mi va bene."
"Madò, quanto sei un amore," Ilaria squittisce, passando le braccia attorno al suo collo. "Ti amo, Bubu." Giorgio può sentire i cuoricini nella sua voce, e scoppia a ridere di nuovo.
"Pensavo fossi lesbica," lui risponde, punzecchiandole la guancia, e lei per tutta risposta gli prende la pancia a pugnetti.
"Sei uno scemo," gli dice, e poi si stropiccia gli occhi. "Beh, vado a fare una pennica."
Quando si alza Giorgio si rimette bene in posizione, addentando la sua mela mentre la guarda sparire con l'andatura di uno zombie in camera sua.
Andrea e Isabella tornano assieme litigando su quale sia il film della Marvel migliore (Andrea: Spider Man - Homecoming; Isabella: Guardians of the Galaxy), e Giorgio li saluta dalla cucina, con tanto di apron, cuocendo una bella zuppa calda.
"Ciao Bubu," dice Isabella, avvolgendo le braccia attorno alla sua vita. "È tornata Ilaria?"
"Mezza morta, ma è tornata. Credo le sia iniziato il ciclo perché pareva proprio... eccessivamente distrutta," Giorgio risponde, spolverando la zuppa arancione con un po' di paprika.
"Sì, c'avrà le cose sue," Andrea interviene, guardando le bolle sulla superficie della pentola. "Rosmarino?"
"Già messo. Boh, è in camera sua comunque," Giorgio dice mescolando, poi sospira. "Le ho promesso che l'aiuto a studiare per domani, quindi niente FIFA stasera," aggiunge, guardando Andrea, che subito si rabbuia e poi sbuffa alzando gli occhi al soffitto.
"Che piaga che è."
"Piaga ci sarà tua madre," la voce di Ilaria arriva chiara e squillante dalla porta di camera sua, e quando Andrea si volta la vede puntare il dito contro di lui.
"Vabbè, dimmi una cosa che non so," Andrea risponde, con una smorfia, mentre si guarda le unghie con la chiara espressione di qualcuno che muore dalla voglia di rosicchiarle ma si sta trattenendo a malapena.
"Comunque a voi come sono andati gli esami?" Giorgio chiede con la voce appena più alta, guardando Isabella e il suo migliore amico.
"Mmmh, trenta," dice Isabella.
"Ventotto," fa eco Andrea, facendo dondolare la testa. "Non vedo l'ora di dirlo a mio padre e sentirmi dire che potevo anche fare trenta."
Gli altri tre si guardano e Isabella rotea gli occhi.
"Sì, vabbè, non è che glielo devi dire."
Andrea scuote la testa, con una smorfia. "Eppure la conosci, mia madre. Col cazzo che non mi starebbe col fiato sul collo pure su questo," risponde, con la faccia di un condannato.
Isabella fa spallucce, ma in fondo non c'è una base per contraddirlo. Effettivamente, sua madre è il tipo che controlla tutto ciò che fanno i figli, anche quelli che tecnicamente ha ripudiato (fra l'altro).
"Bon, la zuppa è pronta," dice Giorgio per intervenire, e dal frigo estrae un po' di vaschette di salumi e un sacchetto col pane e getta tutto sul tavolo.
"Aspetta, solo zuppa e sta roba qui?" Andrea comincia, ma Giorgio lo guarda di traverso con un'aria stanca.
"Andre', non t'attaccare al cazzo, sono stufo marcio e non avevo voglia di farti il pasto completo da principino, okay?"
Andrea assottiglia gli occhi, ma dopo qualche momento si rilassa. "Point taken."
Isabella sorride, guardando i suoi uomini.
"Mi sembrate marito e moglie," dice, sedendosi a tavola.
"Beh, se Giorgio mi lasciasse io me lo tromberei pure. Un po' di pancetta ci sta," Andrea risponde, col viso completamente serio, e Giorgio alza gli occhi al cielo. Di nuovo.
"Sarebbe una cosa un po' disturbante," Giorgio replica con una smorfia. "Sarebbe come scoparmi mio figlio, tipo."
Isabella, Ilaria e Andrea si guardano con gli occhi larghi, e poi cominciano tutti e tre a sghignazzare, mentre Giorgio sospira e serve la dannatissima zuppa.
"Com'è andata?" Chiede il giorno dopo, cominciando a prepararsi per il suo turno di lavoro, quando Ilaria rientra.
"Eh. Ventinove. Mi rompe le palle perché è vicinissimo al trenta, cazzo," lei risponde, e poi prende un lungo respiro. "Vabbè, è andata. Senti, domani se vuoi posso accettare quella proposta di farsi una bevuta assieme, visto che era l'ultimo esame per me. E mi sa pure per gli altri due disgraziati."
Giorgio annuisce e prende il suo berretto da nonno prima di avvolgere il proprio collo con una sciarpa bella pesante.
"Prenoto al sushi," le dice.
"Okay. Giorgio, grazie per ieri," Ilaria gli dice, con una pacca sul braccio, e Giorgio sorride, facendo spallucce.
"Di niente, patata."
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