23 February 2018 @ 01:21 pm
[CAPPUCCETTO ROSSO] Hello daddy, hello mom I'm your... CHERRY BOMB!  
Titolo: Hello daddy, hello mom I'm your... CHERRY BOMB!
Fandom: Cappuccetto Rosso
Personaggi: Cappuccetto/Lupo
Genere: erotico
Avvertimenti: modern!AU, smut, light BDSM, underage, age difference
Parole: 2172
Note: benedetta sia la [livejournal.com profile] ai_sellie per aver iniziato questo filone di fic sconce su Cappuccetto Rosso \o\ 
questa è, indovina indovina, per il COW-T, settimana 6, missione Minthe cioè NSFW da minimo 500 parole. 


"Signor Lupo, oggi non è stato tanto bravo," dice Cappuccetto, tenendo la maniglia del guinzaglio rosa pigramente in una mano mentre con l'altra sorregge un lecca-lecca alla ciliegia che continua ad avvolgere con le sue labbra rosse, piene di carne morbida che sarebbe così facile strappare e divorare. 
Ma il Lupo stringe i pugni, inginocchiato proprio davanti a lei, con gli occhi puntati sulle sue cosce bianche, sulla pelle delle quali gli piacerebbe lasciare segni rossi con le sue unghe, i solchi dei propri denti, gli piacerebbe succhiarle finché non diventano viola. Gli piacerebbe strapparle pezzi solo per averla sempre dentro di sé. Ma rimane lì, a fissare il punto in cui le sue gambe si incrociano pigramente, il punto immerso nel buio dove tutto scompare sotto la sua gonnella. 
A volte si chiede ancora se sia stata una buona cosa, rimorchiarla fuori dal pub in periferia mentre lei fumava una Winston e barcollava tenendo in mano una bottiglia di Jägermeister; portarsela alla tana, infilarle le dita nelle mutandine e scoparla così, con le dita, mentre lei sobbalzava sul suo cazzo, solo perché la ragazzina aveva un odore così buono che lui non era riuscito a resisterle. E ora il suo odore è dappertutto, delizioso e dolce, scivola da tutte le superfici come miele e la sua missione ora è raccogliere ogni goccia di lei, leccare l'adolescenza dalla sua pelle, succhiare tutta la sua voglia di averlo fra le gambe, divorarla lentamente, un morso alla volta. 

Ma ora lei è diventata troppo brava, lo conosce troppo bene. Lo anticipa puntando un piede coperto solo dai collant contro il suo petto appena si muove, già pregustando le sensazione di costringere le sue gambette a spalancarsi; lo tiene lontano tirando il guinzaglio allo stesso tempo e lo guarda con gli occhi celesti che ridono, ridono di lui. 
Al Lupo sfugge un gorgoglio di frustrazione, con gli occhi che scattano al punto dove quasi può intravedere il punto con l'odore più forte e delizioso in tutto il corpo della ragazza, e anche se lei se ne accorge non lo copre. Lascia che il Lupo l'annusi, che gli venga voglia, che venga duro nei pantaloni anche se ancora lei non gli permette di averla. 
"Ho detto che non è stato tanto bravo, giusto?" Cappuccetto canticchia, e succhia forte il lecca-lecca per poi lasciarlo andare con uno schiocco. "I cagnolini cattivi si puniscono," cinguetta, e poi un sorriso di traverso le piega le labbra, prima che inaspettatamente tolga il piede dal suo petto, e lo fa scorrere piano giù, verso il ventre; il Lupo pregusta il contatto col suo cazzo ancora tragicamente coperto, ma il piede semplicemente torna a terra senza nemmeno sfiorarlo e l'anticipazione si trasforma in frustrazione che dalla sua sua gola fa salire un ringhio sempre più irritato, ma non si muove. Rimane lì, in ginocchio davanti a lei - la guarda negli occhi, e attende. 
Anni fa non avrebbe mai pensato che sarebbe stato addomesticato da una ragazzina vent'anni più giovane di lui, e invece eccolo qui, patetico e trasandato dopo minuti di baci lunghi e leziosi, con il cazzo che pulsa furiosamente nei suoi pantaloni e il ventre teso, perché lì cresce il fuoco. 
"Cappuccetto..." esala, allungando una mano e stringendola sul ginocchio della ragazzina. 
"Sì?" Dice lei, stringendo le gambe, e si sporge in avanti avvicinandosi a lui e mordendosi il labbro come ha visto fare in tv. "Cosa vuoi, Signor Lupo?" 
Le guarda il nasino piccolo, le labbra piene, il viso senza trucco, conta le sue lentiggini, segue il contorno del suo taglio a caschetto. 
"Voglio leccarti la fica finché non-" lui comincia, con le parole che cadono dalle sue labbra senza filtro, ma a metà frase uno schiocco improvviso lo interrompe, e solo dopo qualche secondo si rende conto del vago bruciore sulla guancia. 
"L'erba voglio non esiste neanche nel giardino del Re," lei risponde ora passando la mano colpevole sul suo viso, di nuovo, ma dolcemente. E piano piano allarga un po' le gambe, prende l'altra mano dell'uomo e la porta su uno dei suoi piccoli seni, glielo fa toccare e stringere nel palmo della mano e poi tira ancora il guinzaglio, premendogli un piccolo bacio sull'angolo della bocca. 
Il Lupo deglutisce. È da settimane che si chiede perché stia al gioco, quando potrebbe benissimo prendersela, spalancarle le gambe, succhiarla e mangiarla e rovinarla e scoparsela contro il divano finché non sanguina, finché non la riempie del suo seme... ma qualcosa lo blocca, ogni volta che lei lo guarda con quei suoi occhi chiari e maliziosi, come se fossero pieni di magia nera. 
"Per favore," sussurra, muovendo la mano sotto quella piccola della ragazza, sopra il suo seno; le stringe il capezzolo fra le dita e gioisce nel vedere uno scintillare di desiderio dentro il blu di fronte a lui. "Ti prego, lascia che ti lecchi la fichetta, mi piace tanto quando sei nella mia bocca," dice in tono più alto. Prende ad ansimare per la voglia che quasi potrebbe esplodergli fra le gambe, e per qualche secondo Cappuccetto lo guarda, infine il rosa si spande sulle sue guance e lei ammorbidisce la presa sul guinzaglio, allarga di più le gambe e solleva l'orlo della gonnellina, mentre scivola giù sul divano con un sorriso soddisfatto.
"Okay," cinguetta. 
Fra le sue gambe è tutta rossa e un po' gonfia, e gli umori che scivolano fra le sue natiche hanno il suo odore intimo, intenso, mentre lei lo guarda leccandosi le labbra. Chiaramente ha tanta voglia di lui quanta lui ne ha di lei, ma è diventata una bravissima attrice facendo finta di essergli indifferente. 
"Puoi assaggiarmi finché vuoi, Signor Lupo," gli dice con la voce dolce e morbida, gli occhi che brillano per l'anticipazione. 

L'uomo non ha bisogno di sentirselo dire due volte. Afferra le sue cosce con le mani che le stringono e ne saggiano la morbidezza, e tuffa il viso nel mezzo cominciando subito a leccarla, a succhiarla con voracità ascoltando i piccoli versetti trattenuti a malapena che però scappano comunque dalle labbra deliziose di Cappuccetto; si spinge contro il suo odore, contro la sua pelle molle, come se la stesse veramente mangiando viva, spinge la lingua dritto dritto dentro di lei, sollevando il suo bacino e grugnendole dentro con la voglia feroce di infilarsi dentro di lei in tutti i modi possibili, di consumare il suo odore, il suo sapore, la sua voce, la sua vita. Ed è così bagnata. Ogni secondo un altro po' di liquido gli sgorga dritto in bocca come se stesse bevendo da una fonte d'acqua fresca, e lui la trattiene mentre trema, geme, mentre il suo bacino scatta contro la bocca grande del Lupo, mentre cavalca la sua lingua. E finalmente i suoi fianchi tremano ancora un altro po', per poi rilassarsi mentre il suo buco si contrae ferocemente attorno al nulla e Cappuccetto grida stringendo le dita fra i capelli un po' ingrigiti dell'uomo. 
"Uhm," Cappuccetto mugugna ansimando con le gambe ancora aperte, pigramente, con il ventre leggermente tondo che si alza e si abbassa ad ogni respiro, gli occhi chiusi mentre cavalca il suo orgasmo. È bellissima, e paradossalmente forse questi sono i momenti in cui sembra più innocente, tutta vulnerabile e aperta e soddisfatta sotto di lui. 
"Posso scoparti?" Le dice, sfiorandole la fessura, e la sente rabbrividire tutto soddisfatto. "O vuoi che ti stuzzichi un po'?" 
"No," Cappuccetto risponde, e schiude gli occhi. "Spaccami in due, Signor Lupo. Voglio vedere le stelle." 
Il Lupo si lecca le labbra una, due volte, ma non se lo fa ripetere. Le bacia la pancia un po' scoperta dalla camicetta con la barba che le solletica la pelle mentre si slaccia i pantaloni costosi, e lei sospira prima di stendersi bene sul divano, con le gambe aperte e pronte ad accoglierlo di nuovo. Fra le dita Cappuccetto lo tiene ancora per il guinzaglio, e lo attira a sé appena si è liberato, facendolo salire sopra di lei. 
"Scopami come un cane in calore, Signor Lupo," dice, con un sorriso osceno che appare sul suo viso altrimenti innocente, e il Lupo si chiede come una ragazzina così giovane dica già cose del genere, ma quando lei passa il palmo della mano sotto il suo cazzo, provocandolo, diventa incapace di pensare a qualsiasi altra cosa. 
Le infila le dita dentro, senza cerimonie, la sente chiudersi attorno ad esse, mentre geme di nuovo senza posa, e stringe i denti attorno alle sue labbra quando le falangi delle dita trovano il punto che la fa godere, ancora. I suoi fianchi saltellano di nuovo, la sua voce esplode dalle labbra senza freno, e il Lupo sogghigna tuffando il naso sul suo collo che sa di qualche profumo intenso che si mettono le adolescenti oggigiorno, per baciarla, leccarla, morderla, succhiare la sua pelle finché non la sente lamentarsi per il dolore. E poi il tempo per prepararla finisce, ansimando sfila le dita da dentro di lei e si bagna la punta del sesso sugli umori che hanno ripreso a scivolarle fra le gambe, prima di immergersi dentro di lei con la punta, poi fino a metà con un'altra spinta, avvolto dal suo calore bagnato che lo accoglie dentro di lei. E poi con un ultimo scatto affonda completamente in lei, la conquista e allo stesso tempo infila le mani sotto la camicetta con gli sbuffi, palpandole ancora i seni, questa volta senza aspettare alcun permesso. Grugnisce penetrando i cancelli del suo paradiso personale - il tunnel morbido, caldo, stretto in cui scivola senza difficoltà, quasi senza aver bisogno di spingere - e poi prende a muovere il bacino, le si infila dentro più e più volte, ascolta i suoi mugolii e gemiti disperati mentre lei si stringe con le braccia e le gambe attorno al suo corpo, fa ruotare il bacino per seguire il ritmo dettato dal Lupo, afferra una ciocca dei suoi capelli ingrigiti e la stringe finché non fa male, mentre il suo corpo viene profanato per l'ennesima volta e lei butta indietro la testa, occasione che il Lupo coglie per baciarle il collo con tanti grugniti che fa vibrare sulla sua pelle. E poi affonda i denti nella sua pelle morbidissima, l'addenta con furia mentre con i fianchi scatta più veloce, più violento, e Cappuccetto urla, piange, singhiozza, stringe i suoi capelli più forte e svuota i polmoni chiamandolo per nome. 
E poi il Lupo le si svuota dentro, Cappuccetto lo sente fluire dentro di lei, depositarsi nel suo corpicino appena capace di contenerlo, e comincia a piangere come una bambina nascondendo il viso mentre il Lupo le bacia la fronte, le guance, il nasino, e poi la bocca; le infila la lingua fra le labbra, ma con una dolcezza riservata solo ai momenti in cui entrambi ansimano, si mostrano l'uno all'altra, si graffiano ma piano, tornano a toccare coi piedi per terra. 

"Vai dalla tua nonna, adesso?" Il Lupo le chiede, guardandola mentre sguazza tutta contenta nella sua vasca da bagno, ahimè troppo piccola per fare il bagno in due. Gli piacerebbe così tanto stuzzicarla ancora, ma Cappuccetto dice che ha fretta e deve ripulirsi. 
"Sì, devo accompagnarla a fare la spesa," lei dice, e gli lancia un'occhiata maliziosa. "Non vorrei che incontrasse qualche malintenzionato."
Il Lupo sghignazza, appoggiato allo stipite, e si lecca le labbra. 
"Quando ti rivedo?" Le chiede, guardando il petto della ragazzina, a malapena nascosto dalla schiuma. Lei non tenta di immergersi di più, si  lascia sbirciare.
"Vedremo," lei risponde, per poi sollevarsi con il sapone e l'acqua che le scivolano lungo il corpo morbido, fatto per essere stretto, ed esce dalla vasca strofinandosi con un asciugamano (quello con le paperelle stampate sopra che gli ha fatto comprare solo per lei- assieme al cellulare, le ricariche per il cellulare, i videogiochi, la birra, le sigarette, i buoni pranzo della scuola, le visite dalla ginecologa, e l'anno prossimo ha promesso di comprarle il motorino). 
Il Lupo sospira, cercando di scorgere con gli occhi qualsiasi lembo di pelle nuda, ma lei lo distrae sollevandosi sulle punte dei piedi, afferrandolo per il colletto per farlo piegare, e baciandogli le labbra. 
"La prossima volta ti cavalco la faccia, ti piacerebbe?" Gli dice, accarezzandogli il collo, e il Lupo prende un lungo respiro profondo. 
"Sì. Sì, mi piacerebbe," risponde, e stringe le mani di nuovo a pugno per non afferrarla e ricominciare. Se Cappuccetto dovesse arrivare in ritardo dalla nonna, qualcuno si insospettirebbe. Di solito è sempre puntuale, anche troppo. 
"Allora la prossima volta prendo una scorciatoia per venire da te," Cappuccetto dice con un sorriso, mentre si riveste, e poi trotterella fino a dove ha appoggiato il giubbotto e la borsa che il Lupo le ha comprato il mese scorso. 
La guarda coi suoi occhi neri, la voglia forte di stringerla contro il suo corpo. Invece le passa davanti e le apre la porta, scompigliandole i capelli. 
"Fai la brava," le dice, con la voce piena di ironia.
Lei si volta e sorride senza rispondere, per poi saltellare via, allegra come una bambinella.