Fandom: Queer as Folk (US)
Personaggi: Brian/Justin
Genere: erotico, malinconico
Avvertimenti: lime, pwp
Parole: 300
Note: COW-T9, settimana 6, m3. Era da un pezzo che non scrivevo su qaf nnnn in realtà ho scelto loro due perché la mia fissa musicale Ok Go-related oggi è balzata a The Writing’s On the Wall e Needing/Getting. E quindi le ho dovute usare almeno come prompt, diciamo. E per quanto riguarda il setting temporale… boh. È proprio pwp slegata dalla trama del tf. “XD
Potrebbe essere un errore, come tutte le altre volte. Potrebbe pentirsene, non domani mattina quando si sveglieranno fra le lenzuola stropicciate, ma fra due, cinque minuti. Potrebbe guardarlo e parlarci fra poco per scoprire che non è cambiato nulla. Ha aspettato così a lungo con tutta la pazienza che aveva, e puntualmente quello che voleva non arrivava mai.
Ma in questo momento non importa cosa succederà dopo - cede le sue labbra mentre si lascia spingere sul letto, con tutto il corpo caldo, percorso da brividi minuscoli ma continui, cercando le sue labbra.
Adesso quello che conta è sentire le sue dita sulla pelle, le sue braccia attorno a lui, quello che conta è la sua bocca che scende su di lui, quello che conta è sentirlo, in qualsiasi modo possibile.
Le onde fra le sue gambe disconnettono i suoi pensieri - se fosse chiunque altro, non impazzirebbe così. Non ci sarebbero centomila esplosioni nel suo petto, nel suo ventre. Non tremerebbe così tanto come ora.
Le labbra di Brian sanno di alcol, e deve aver bevuto molto perché Justin sente i fumi salire lungo la sua gola.
"Girati," si sente dire, e scuote la testa.
"No, Brian, voglio guardarti," risponde, e Brian sbuffa, tuffando il viso sul suo collo con morsi leggeri e un respiro sempre più veloce.
Non si fa illusioni nemmeno sulla voglia, sicuramente Justin non è neanche il tipo di uomo che ecciti Brian di più di tutti. Sicuramente è uno qualsiasi, solo che invece di pescarlo al Babylon gli basta tornare a casa per scoparsi la mediocrità.
E invece Justin afferra il suo viso, lo bacia ancora e ancora. Lo fa senza aspettarsi una risposta, si arrende e lo accoglie con un lungo sospiro che freme per la voglia.
Potrebbe essere un errore, ma chissenefrega?
Fandom: YataMomo
Personaggi: Yata, Momo
Genere: commedia, slice of life
Avvertimenti: pwp, post-volume 2
Parole: 300
"Che schifo."
Momo sbuffa, pietrificato accanto alla porta, con la sua tazza di tè in mano, e il suo viso si accartoccia per il disgusto. Yata arriva qualche secondo dopo, incuriosito, e poi sospira, rassegnato.
Gliel'aveva detto, a Momo, che se avesse voluto portare a casa un gatto avrebbe dovuto prepararsi a cose come questa. Cacca e grumi di vomito sul pavimento della cucina, mentre Caccola sta lì tutta accoccolata e incurante in una delle scatole del trasloco di un mese fa. Però dirgli 'te l'avevo detto' o qualsiasi cosa non serve, e sicuramente Momo non si metterà a pulire, quindi Yata appoggia il suo, di tè, e prende a pulire.
Si è chiesto spesso se prima o poi Momo imparerà a discernere fra buone e cattive idee, ma chiaramente non si è ancora arrivati al punto di immaginare che non possa semplicemente prendere un gatto in casa e poi lasciarle fare quello che vuole.
Sarà perché quando era povero e viveva con sua madre non avrebbe potuto farlo.
E niente, Yata non ce la fa, a rimanere arrabbiato. Momo ha avuto una vita così orrenda!
Sa che dovrebbe diventare più ferreo, mettere dei limiti e dei paletti alle loro vite, ma dall'altra parte non è che Momo non sia migliorato per niente. Almeno adesso fa qualcosa per casa. Almeno si è allontanato da Suda e sta imparando come lavorare senza distruggere una dozzina di piatti o bicchieri al giorno. E soprattutto sta quasi smettendo di risolvere qualsiasi problema col sesso (anche se, essendo sinceri, il sesso rimane ottimo, non è un caso che prima Momo non avesse problemi a procurarsi clienti).
Sono progressi, magari lenti, ma rimangono piccoli segnali che Momo ha davvero voglia di cambiare vita.
Magari la prossima volta Yata non dovrà lasciargli tenere altri animali, ecco.