Titolo: Ironic
Fandom: Beastars
Personaggi: Juno
Genere: introspettivo, erotico (molto soft e molto poco)
Avvertimenti: pwp, missing moment
Parole: 674
Note: COWT, settimana 1, M2 "oscurità + sereno + neve". Non pensavo che fra tutti i personaggi di Beastars mi sarebbe venuta l'idea per la drabblina proprio su Juno, ma vabbè. XD
È tardi, ma non è ancora il momento di dormire. Cinque minuti ce li ha, tutti per sé, prima che le altre ragazze inondino il dormitorio togliendole la propria riservatezza. Nel buio e nel silenzio le coperte si muovono piano, all'inizio. Poi fra gli ansiti si alzano e abbassano sempre più veloci, in modo sempre più scoordinato, con piccoli gemiti sempre più difficili da controllare, fino a quando - ah, aaaah.
I suoi fianchi si fermano, tutti i muscoli tesi mentre Juno stringe gli occhi forte, la lingua fra i denti. Sul momento, l'ondata che arriva è di calma. Serenità, addirittura. Tutto il suo corpo formicola piacevolmente, caldo, mentre dietro le palpebre esplode l'immagine di Legosi fra le sue gambe che tratteneva disperatamente nella mente. E adesso quella immagine lentamente svanisce, al di fuori del suo controllo, si fa sempre più lontana e Juno fa sempre più fatica a focalizzarla, fino a quando nei suoi occhi non rimane più nulla.
Le sue dita scivolano via con un tremito, bagnate, il suo corpo sussulta meccanicamente, si accorge di avere un respiro pesante e veloce ma questo non la stupisce. Da quando ha visto Legosi per la prima volta, sa che lui è tutto ciò di cui ha bisogno. Un senpai, qualcuno che possa davvero comprenderla, un tipo in grado di vederla e rispettarla nel modo giusto. Perché in fondo, lei e Legosi sono gli unici due studenti della stessa specie, no? E quindi dovrebbero gravitare uno intorno all'altra in modo naturale, perché ovvio. Ci si intende meglio quando si ha qualcosa in comune. Giusto?
Sbagliato, a quanto pare. Stringe i denti al ricordo di averlo visto mano in mano con Haru. Sa di averlo conosciuto dopo, sa di essere arrivata tardi, ma... come è possibile che un animale di tipo completamente opposto al lupo le venga preferito? Non lo sa. Non ha senso. Non per essere... specista, ma che tipo di relazione potrà mai legare, Legosi, con un coniglio? Non lo sa, di essere un lupo?
La serenità si trasforma presto in qualcosa di più agitato nella sua testa, e al nero dietro le sue palpebre si sostituisce il nero altrettanto intenso della sua stanza buia. Lancia uno sguardo fuori dalla finestra, rannicchiandosi sotto le coperte.
La never che danza fuori, indifferente, le ricorda il mantello di Haru. Anche una beffa?
A Juno non è mai piaciuto il termine gelosia, se c'era qualcosa all'infuori della sua portata è sempre stata abituata a prenderselo, a diventare più forte o migliore o più sicura.
O arrendersi. Guarda i fiocchi di neve errare in linee spezzate, illuminati solo dalle ultime luci delle attività esterne, e l'idea fa comparire un sapore acido sulla sua lingua. Non è giusto. Non è naturale.
Eppure è così. L'acido si fa sempre più intenso, il suo corpo è già diventato freddo. L'immagine che teneva stretta è già completamente scomparsa, come il primo sogno della notte quando ci si sveglia. Tra le dita le è rimasta solo una vaga umidità, mentre piano piano ritorna il solito schiaffo, quello di ogni volta che vede Legosi. Non puoi averlo. L'ha già preso lei, e non c'è nulla che tu possa fare.
E quasi si mette a ringhiare - si era già programmata un futuro, perlomeno un futuro realizzabile per i prossimi anni. Le ricreazioni assieme, le camminate dalla scuola a casa, la conoscenza reciproca dei loro genitori. E poi il diploma, magari l'iscrizione alla stessa università, magari... magari... più in là di così non ci è mai arrivata.
Però sarebbe bello. Sarebbe stato bello. I suoi genitori sarebbero stati fieri di lei per l'aver portato a casa un ragazzo così educato, a modo, gentile.
E invece...
Nella sua stanza entra una ragazza, poi un'altra, e un'altra ancora. Juno immagina che sia ora di dormire anche per loro, la pace è finita. Chiude gli occhi. Le sente chiacchierare, ma non risponde.
"Si sarà addormentata," sente dire. Già. Tiene gli occhi chiusi, parlarne non ha senso.
Tanto lo sa, che domani sarà di nuovo punto e a capo.
Fandom: Beastars
Personaggi: Juno
Genere: introspettivo, erotico (molto soft e molto poco)
Avvertimenti: pwp, missing moment
Parole: 674
Note: COWT, settimana 1, M2 "oscurità + sereno + neve". Non pensavo che fra tutti i personaggi di Beastars mi sarebbe venuta l'idea per la drabblina proprio su Juno, ma vabbè. XD
È tardi, ma non è ancora il momento di dormire. Cinque minuti ce li ha, tutti per sé, prima che le altre ragazze inondino il dormitorio togliendole la propria riservatezza. Nel buio e nel silenzio le coperte si muovono piano, all'inizio. Poi fra gli ansiti si alzano e abbassano sempre più veloci, in modo sempre più scoordinato, con piccoli gemiti sempre più difficili da controllare, fino a quando - ah, aaaah.
I suoi fianchi si fermano, tutti i muscoli tesi mentre Juno stringe gli occhi forte, la lingua fra i denti. Sul momento, l'ondata che arriva è di calma. Serenità, addirittura. Tutto il suo corpo formicola piacevolmente, caldo, mentre dietro le palpebre esplode l'immagine di Legosi fra le sue gambe che tratteneva disperatamente nella mente. E adesso quella immagine lentamente svanisce, al di fuori del suo controllo, si fa sempre più lontana e Juno fa sempre più fatica a focalizzarla, fino a quando nei suoi occhi non rimane più nulla.
Le sue dita scivolano via con un tremito, bagnate, il suo corpo sussulta meccanicamente, si accorge di avere un respiro pesante e veloce ma questo non la stupisce. Da quando ha visto Legosi per la prima volta, sa che lui è tutto ciò di cui ha bisogno. Un senpai, qualcuno che possa davvero comprenderla, un tipo in grado di vederla e rispettarla nel modo giusto. Perché in fondo, lei e Legosi sono gli unici due studenti della stessa specie, no? E quindi dovrebbero gravitare uno intorno all'altra in modo naturale, perché ovvio. Ci si intende meglio quando si ha qualcosa in comune. Giusto?
Sbagliato, a quanto pare. Stringe i denti al ricordo di averlo visto mano in mano con Haru. Sa di averlo conosciuto dopo, sa di essere arrivata tardi, ma... come è possibile che un animale di tipo completamente opposto al lupo le venga preferito? Non lo sa. Non ha senso. Non per essere... specista, ma che tipo di relazione potrà mai legare, Legosi, con un coniglio? Non lo sa, di essere un lupo?
La serenità si trasforma presto in qualcosa di più agitato nella sua testa, e al nero dietro le sue palpebre si sostituisce il nero altrettanto intenso della sua stanza buia. Lancia uno sguardo fuori dalla finestra, rannicchiandosi sotto le coperte.
La never che danza fuori, indifferente, le ricorda il mantello di Haru. Anche una beffa?
A Juno non è mai piaciuto il termine gelosia, se c'era qualcosa all'infuori della sua portata è sempre stata abituata a prenderselo, a diventare più forte o migliore o più sicura.
O arrendersi. Guarda i fiocchi di neve errare in linee spezzate, illuminati solo dalle ultime luci delle attività esterne, e l'idea fa comparire un sapore acido sulla sua lingua. Non è giusto. Non è naturale.
Eppure è così. L'acido si fa sempre più intenso, il suo corpo è già diventato freddo. L'immagine che teneva stretta è già completamente scomparsa, come il primo sogno della notte quando ci si sveglia. Tra le dita le è rimasta solo una vaga umidità, mentre piano piano ritorna il solito schiaffo, quello di ogni volta che vede Legosi. Non puoi averlo. L'ha già preso lei, e non c'è nulla che tu possa fare.
E quasi si mette a ringhiare - si era già programmata un futuro, perlomeno un futuro realizzabile per i prossimi anni. Le ricreazioni assieme, le camminate dalla scuola a casa, la conoscenza reciproca dei loro genitori. E poi il diploma, magari l'iscrizione alla stessa università, magari... magari... più in là di così non ci è mai arrivata.
Però sarebbe bello. Sarebbe stato bello. I suoi genitori sarebbero stati fieri di lei per l'aver portato a casa un ragazzo così educato, a modo, gentile.
E invece...
Nella sua stanza entra una ragazza, poi un'altra, e un'altra ancora. Juno immagina che sia ora di dormire anche per loro, la pace è finita. Chiude gli occhi. Le sente chiacchierare, ma non risponde.
"Si sarà addormentata," sente dire. Già. Tiene gli occhi chiusi, parlarne non ha senso.
Tanto lo sa, che domani sarà di nuovo punto e a capo.
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