manubibi
24 July 2009 @ 09:11 pm
Titolo: Something
Personaggi: Beatles
Genere: Introspettivo, malinconico
Disclaimer: niente di mio, non mi paga nessuno ò.ò comunque Pattie è una gran donna *_____*
 

George era distrutto. Gli sembrava ieri quando l'aveva vista sul set di A Hard Day's Night, bellissima e intrigante, e gli aveva fatto sudare sette camicie per uscire con lei. Lei continuava a scappare e lui la cercava, caparbio e testardo. Dopotutto lui si era quasi distrutto le dita per imparare a suonare la chitarra. E ad un ragazzo così bello e insistente non poteva che cedere, alla fine. Il matrimonio era stato un pò assurdo, con John e Ringo in vacanza altrove per distrarre i giornalisti. E non avrebbe mai potuto dimenticare il viaggio di nozze e la prima notte con lei.

-Quindi è tutto qui?-, chiese George con lo sguardo scuro e freddo.
-Sì, direi che è tutto-, rispose la moglie chiudendo a fatica la valigia nera e trascinandola fuori dalla stanza senza degnarlo di un altro sguardo.


Dieci anni dopo era tutto finito.
L'LSD l'aveva spaventata.
E George voleva dei figli, ma non erano mai riusciti ad averne.
E non era stato esattamente quello che si considera un "marito fedele"...ma la voleva ancora, non poteva rinunciare.
-Pattie.
La donna si voltò e lo vide avvicinarsi e toglierle di mano la valigia.
-Non te ne andare.
Lei ghignò sarcastica, fulminandolo all'istante.
-E perché? Così puoi farti anche Linda e Yoko mentre io mi prendo cura di te?
-Non è successo niente con Maureen, lo vuoi capire?
-Può darsi. E con tutte le altre?-, rilanciò lei riprendendosi la valigia. -Adesso voglio vivere, George-, aggiunse, sentendosi improvvisamente libera.
-No, ascolta-, riprese George prendendole il polso. -Ti prego, resta. Non...non ti tradirò più, non ti darò più motivo di odiarmi.
All'improvviso si sentì davvero disperato, pronto a tutto. Non c'era niente di giusto in tutto questo. Non doveva andare così. Perché?
Se fosse stata una soluzione si sarebbe anche inginocchiato. L'amava troppo, troppo per lasciarla andare così.
Pattie sospirò, pensando che se l'avesse davvero ferito l'avrebbe lasciata andare.
-Non ti odio, George. Ma non ti amo più, io amo Eric.
Per George fu la peggior pugnalata al proprio orgoglio di tutta una vita.
Tentò tante volte di riaverla, fu ancora caparbio, testardo, insistente. Questa volta non servì, e qualche anno dopo capì che lei aveva avuto ragione.
Pattie aveva sempre ragione.

-Papà-, lo chiama Dhani dal fondo del corridoio. George alza lo sguardo, emergendo dai pensieri come dalla nebbia.
-Che c'è?-, chiede mettendo a fuoco la figurina del figlio.
-Mi insegni?-, dice il bimbo trascinandosi dietro la vecchia Gretsch che è più grande di lui.
George scoppia a ridere di cuore, correndo dal bambino e prendendo la chitarra.
-Certo, ma ce ne vuole una piccola per te.
-Non importa, io guardo...tu suona-, risponde Dhani con un piccolo sorriso. E' da tanto che non vede il papà suonare.
George vorrebbe non avere in mente quella canzone, ma gli ronza in testa come un mantra.
Appena accenna alle prime note non prova sensazioni di tristezza o depressione, solo una sottile nostalgia ma soprattutto tenerezza, e comincia a canticchiare.

Something in the way she moves...

 
 
Current Music: la sigla di Paperissima ò.ò
 
 
manubibi
24 July 2009 @ 10:04 pm
 Personaggi: Muse
Genere: Comico (?)


-Oh mio Dio-, sentirono mormorare dietro di loro.
Matt e Dom si girarono e il primo dei due chiese:
-Chris...che c’è?
Il bassista si stava rovistando le tasche anteriori dei jeans, sbuffando con aria disperata e continuando ad imprecare.
-Ma porca vacca...
Si perquisì prima le tasche posteriori e poi infilò una mano dentro ai pantaloni.
-Amico, che ti prende, hai dimenticato le palle sul comodino?-, domandò Dom inclinando la testa.
-Ma no, porco Giuda...oh, ragazzi...credo...credo di averle perse-, concluse Chris con aria sconsolata, afflosciando le spalle e assumendo un’aria triste.
-Chris...ti sei...ti sei perso...le bacchette di Dom?!-, bisbigliò Matt ricordandosi che avevano provato a casa sua, mentre Dom si rimboccava le maniche pronto a saltare addosso al bassista e a riempirlo di cazzotti.
-Macché, macché...magari...-, piagnucolò Chris frugandosi ancora le tasche del giubbotto, pur sapendo perfettamente che aveva già controllato almeno dieci volte e che non c’era niente.
-Cooosa?! che catastrofe peggiore ci può essere di perdere le bacchette a mezz’ora dall’inizio del concerto?-, ululò Dom.
-Ma cosa hai perso?!-, chiese Matt ignorando il batterista e grattandosi la testa.
-Non è possibile...nooooo...-, guaì Chris ignorandoli entrambi e facendo sporgere il labbro inferiore assumendo i connotati di un bambino troppo cresciuto.
-Si può sapere che cazzo hai perso??!!-, ringhiò Dom cominciando a perdere la pazienza.
-Ragazzi, è un disastro...non ci posso credere...-, continuò le sue lamentele il bassista, cercando ancora nei pantaloni, in una rassegnata disperazione.
-Chris, se ci ignori ancora ti spiaccico una banana in fronte!!!-, abbaiò Dom suscitando subito le proteste di Matt.
-No, le MIE banane NO!!-, ululò il frontman impallidendo e per poco non si buttò in ginocchio.
-Matt, Dom...le ho perse, è ufficiale!-, annunciò Chris con tono lugubre.
-Se sapessimo COSA hai perso...
Chris li guardò entrambi e poi mormorò:
-Ho perso...le mie...-, si interruppe per tirare su col naso, -...LE MIE... SIGARETTEEEEEEE!!!-, e prima il labbro inferiore cominciò a tremolare pericolosamente, e gli occhi si riempirono di lacrimoni.
Matt e Dom si guardarono stupefatti, poi tornarono a guardare il bassista con gli occhi ridotti a fessure e Matt disse lentamente:
-Cioè. Lasciami riassumere. Tu. Hai fatto una tragedia greca lunga mezz’ora...per delle...SIGARETTE?!?