Titolo: Jalousie
Fandom: RPF
Pairing: RDJude
Genere: angst, introspettivo
Note: Gelosia, gelosia, non farmi credere ancora una volta, ancora in un'altra bugiaaaaa... Okay, il titolo è da Cè Cremonini... L'idea, boh. mah, sono le tre e mezza. Adesso mi nanno.
Ci sono momenti nei quali ci si comporta o ci si sente in modo completamente diverso dal solito. Sono brevi momenti in cui si realizzano cose che non si sapeva nemmeno di avere dentro. Specificamente, non ho mai pensato che mi sarei sentito così fragile. E tutto questo è cominciato senza motivo. O meglio, per un motivo che con me e lui assieme c'entra davvero pochissimo. Considerando che sono sul suo petto, mentre mi stringe e respira sulla mia fronte. E non parla, resta ad aspettare pazientemente, mentre cerco di spiegarmi.
- It's not like... I feel like I own you, and... I trust you and I know you-you love me, but...
Un'altra stretta intensa alla gola, un altro piccolo gemito che striscia fra i denti. Accarezza la mia schiena e so quanto si sta preoccupando e quanti discorsi sta preparando nella sua testa, ma non credo sappia esattamente cosa succede. O meglio, ha capito che si tratta di gelosia. Ma non nel senso che lo ritengo una mia proprietà, piuttosto ho paura di non esserlo più io, suo. Ho paura, mi terrorizza l'idea che lavorandoci e parlandoci ed uscendoci non scopra persone più...
Più belle di me, migliori, che non debbano farsi in due per poter stare con tre figli avuti da un'altra donna. Persone che ragionevolmente sarebbero una migliore compagnia di me. Gli darei ragione. Ma poi a me chi ci penserebbe?
Nascondo il viso sul suo collo e più cerco di trattenerlo più questo dolore strano spinge su, su, su fino alla gola, gli occhi, facendoli lacrimare. E come ho già detto, non sono mai stato così vulnerabile nei confronti di una persona, perché ormai dipendo da tutto quello che vorrà fare. La mia felicità dipende da lui e questo mi terrorizza, perché... Io non sono così. Io non dipendo da nessuno, io baso la mia vita su me stesso e ho sempre fatto quello che mi pare. Non me n'è mai fregato davvero, quasi di nessuno, mi è sempre sembrato ragionevole mettere le mie esigenze sulla vetta delle priorità. E soprattutto eccomi qui, a piangere per la paura. Come un bambino. Perché da quando lo conosco rimanere solo mi spaventa, anche se cerco di non dimostrarlo. E' un reato? Non credo. E soprattutto è stato lui a ridurmi così, all'aver bisogno di sapere che c'è, che sta bene ed è con me. E mi basta vederlo comportarsi con altri così come fa con me per sentirmi messo da parte.
- But I don't want to lose you...
Alzo lo sguardo bagnato per incontrare la penombra sul suo viso, che mi annuncia un sentimento di pietà. Non la voglio, ma non riesco a ribellarmi.
- You ain't gonna lose me, baby - soffia sulle mie labbra, accarezzandomi la testa. Sospiro e mi lascio andare sul suo petto. Forse ora sono un pò più calmo, ma domani quella morsa allo stomaco sarà ancora lì a fare male.
Fandom: RPF
Pairing: RDJude
Genere: angst, introspettivo
Note: Gelosia, gelosia, non farmi credere ancora una volta, ancora in un'altra bugiaaaaa... Okay, il titolo è da Cè Cremonini... L'idea, boh. mah, sono le tre e mezza. Adesso mi nanno.
Ci sono momenti nei quali ci si comporta o ci si sente in modo completamente diverso dal solito. Sono brevi momenti in cui si realizzano cose che non si sapeva nemmeno di avere dentro. Specificamente, non ho mai pensato che mi sarei sentito così fragile. E tutto questo è cominciato senza motivo. O meglio, per un motivo che con me e lui assieme c'entra davvero pochissimo. Considerando che sono sul suo petto, mentre mi stringe e respira sulla mia fronte. E non parla, resta ad aspettare pazientemente, mentre cerco di spiegarmi.
- It's not like... I feel like I own you, and... I trust you and I know you-you love me, but...
Un'altra stretta intensa alla gola, un altro piccolo gemito che striscia fra i denti. Accarezza la mia schiena e so quanto si sta preoccupando e quanti discorsi sta preparando nella sua testa, ma non credo sappia esattamente cosa succede. O meglio, ha capito che si tratta di gelosia. Ma non nel senso che lo ritengo una mia proprietà, piuttosto ho paura di non esserlo più io, suo. Ho paura, mi terrorizza l'idea che lavorandoci e parlandoci ed uscendoci non scopra persone più...
Più belle di me, migliori, che non debbano farsi in due per poter stare con tre figli avuti da un'altra donna. Persone che ragionevolmente sarebbero una migliore compagnia di me. Gli darei ragione. Ma poi a me chi ci penserebbe?
Nascondo il viso sul suo collo e più cerco di trattenerlo più questo dolore strano spinge su, su, su fino alla gola, gli occhi, facendoli lacrimare. E come ho già detto, non sono mai stato così vulnerabile nei confronti di una persona, perché ormai dipendo da tutto quello che vorrà fare. La mia felicità dipende da lui e questo mi terrorizza, perché... Io non sono così. Io non dipendo da nessuno, io baso la mia vita su me stesso e ho sempre fatto quello che mi pare. Non me n'è mai fregato davvero, quasi di nessuno, mi è sempre sembrato ragionevole mettere le mie esigenze sulla vetta delle priorità. E soprattutto eccomi qui, a piangere per la paura. Come un bambino. Perché da quando lo conosco rimanere solo mi spaventa, anche se cerco di non dimostrarlo. E' un reato? Non credo. E soprattutto è stato lui a ridurmi così, all'aver bisogno di sapere che c'è, che sta bene ed è con me. E mi basta vederlo comportarsi con altri così come fa con me per sentirmi messo da parte.
- But I don't want to lose you...
Alzo lo sguardo bagnato per incontrare la penombra sul suo viso, che mi annuncia un sentimento di pietà. Non la voglio, ma non riesco a ribellarmi.
- You ain't gonna lose me, baby - soffia sulle mie labbra, accarezzandomi la testa. Sospiro e mi lascio andare sul suo petto. Forse ora sono un pò più calmo, ma domani quella morsa allo stomaco sarà ancora lì a fare male.
Current Mood:
sleepy
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