01 November 2011 @ 09:09 pm
[RDJude NC-17] Tie.  
Titolo: Tie
Genere: Erotico, introspettivo
Pairing: RDJude
Avvertimenti/Rating: NC-17
Note: DOVETE GUARDARE LA ANY. IO NON HO DAVVERO DAVVERO COLPE. SCAGLIATE LA PRIMA PIETRA SU [livejournal.com profile] anybeaver DUNQUE. E su [livejournal.com profile] maridichallenge, ovviamente. Le 1400 circa parole più brutte della mia vita, credo O_O



Se Jude dovesse decidere fra l’avere a che fare con Robert o con un elefante con l’ernia, probabilmente sceglierebbe la seconda opzione. Perché certo, in genere decidono di esagerare il modo in cui mostrano al mondo di essere culo e camicia, suggerendo che effettivamente fra loro accadono scambi mirabolanti di ogni genere. Ma a volte l’americano avverte la tensione aumentare fra loro e decide deliberatamente di risolverla nel modo più plateale possibile. Così quando Jude, come da accordi, reclama capi di vestiario che sono veramente suoi, Robert decide di stuzzicare ancora di più la curiosità di giornalisti e pubblico. E spinge le conversazioni a livelli di intimità che non dovrebbero nemmeno essere toccati. «Prova a riprendertela».
Jude rimane a fissarlo per qualche istante, con quelle sue iridi apparentemente fredde ed al momento accusatorie, e lascia cadere l’argomento. Non per molto però, perché quando una volta nel privato Robert annusa un certo odore nell’aria, sa già che Jude non ha dimenticato. E che ha intenzione di riprendersi la sua cravatta, eccome.
Robert non ha una precisa idea di quando si è ritrovato premuto maldestramente contro il lavandino di un bagno, ma è abbastanza sicuro di aver sentito il rumore di una serratura che ora lo separa completamente dal mondo lì fuori, da Susan, da Guy e dal centinaio di reporter che sono accorsi da parecchie testate giornalistiche del paese. Ora ci sono solo lui, Jude e la sua fottuta mano che scivola lungo il suo fianco, gli occhi che lo appendono senza possibilità di ribellione ad una ragnatela, mentre il londinese rimane in silenzio, sorseggiando i primi sospiri che al solo contatto della pelle contro la seta della camicia sfuggono brevi e colpevoli. Perché quando quei due uomini si toccano o si baciano o si guardano in modi che dovrebbero essere vietati per legge, o magari quando riescono a fare del sesso ovunque - mai a letto, stranamente - c’è sempre quel sottile acaro dei sensi di colpa. Perché Susan è sempre così in buona fede quando loro le dicono che devono provare le battute.
Che escono a farsi un bicchiere al pub di Guy.
Che vanno a provare i vestiti di scena.
Che---
Jude non ci vuole pensare, non stavolta. Vuole fingere che il suo obiettivo sia solo riprendersi la sua cravatta, non che la sua inspiegabile e sbagliatissima attrazione prima o poi li metterà nei guai. È stata una giornata troppo fruttuosa e leggera per pensare.
Così, proprio mentre Robert sta per bloccare qualsiasi sua iniziativa, Jude si limita a disfare un bottone della sua camicia, tenendolo sempre ostaggio del suo sguardo. L’odore di disinfettante è così persistente.
I rumori esterni diventano sempre più ovattati e lo specchio dietro Robert prende tutta una nuova attrattiva quando la mano di Jude raggiunge la cintura, toccando forse inavvertitamente - chissà - la mezza erezione ancora blanda che inizia a farsi vedere sotto la stoffa dei pantaloni. E Jude sa quanto la frizione faccia il suo effetto, così per il momento si limita a muovere il palmo della mano fra le sue gambe. Tre, cinque, sette volte, finché lo sguardo di Robert si ammorbidisce in una sostanza quasi liquida. Come cioccolato caldo.
E non gli concede nemmeno un bacio finché non se lo guadagna, attraendolo a sé per i fianchi, lasciandosi premere contro il bordo del lavandino, posizione scomodissima eppure non se ne lamenta. Sa che fra poco si dovrà voltare - come sempre - e che il bordo in marmo sarà l’ultimo dei suoi problemi.
Jude ha il suo solito sapore di nicotina e caramelle alla menta ed in qualche modo la punta della sua lingua che gioca contro il proprio palato gli mancava. Nessuno stimola le sue terminazioni nervose come la lingua, le dita, i denti e la pelle di Jude. Soprattutto i denti, cazzo, deve aver preso lezioni per mordicchiare le labbra in quel modo impulsivo eppure delicato, come se lo stesse assaggiando. Tutto sommato, i preliminari fra loro sono sempre come giochi animaleschi, e purtroppo si rendono sempre conto che la percentuale di lussuria nei loro gesti è sempre equilibrata rispetto all’affetto che ormai hanno contratto dallo stare sempre assieme, in ogni occasione. Se fosse solo, soltanto sesso, potrebbero ridere sui sempre più frequenti litigi che si trovano a dividere.
«Girati, Rob.»
«Hai già smesso di baciarmi?» Chiede Robert, genuinamente stupito.
«Ho solo voglia di...» Lascia in sospeso, scrollando le spalle.
L’americano sospira, lasciandogli un altro bacio sulle labbra prima di obbedire, inaspettatamente prima del solito. Tony Stark non si fa mai sottomettere troppo facilmente, ma forse Sherlock...
Comunque non ci pensa due volte prima di mettere di nuovo le mani sui suoi fianchi, di far scivolare le mani sotto la camicia, prima di toccare il suo collo con le labbra, sussurrando il suo nome ed avvertendo qualche piccolo brivido sulla sua pelle.
Robert non geme mai, ma quando sente la stessa mano di prima infilarsi sotto i pantaloni ed accarezzarlo sopra gli slip, ci va molto vicino. Perché è calda, perché si muove piano, così piano da diventare frustrante, e deve mordersi le labbra per non lasciarsi sfuggire versi di troppo, per non dirgli che si sbrighi, che è da tutta la serata che non vede l’ora di mettergli le mani addosso (o il contrario che per lui è perfettamente equivalente).
«Puoi sbottonare i pantaloni?» Bisbiglia Jude, chiudendo gli occhi ed annusando la sua pelle, per poi lasciare qualche breve tocco con la lingua, assaggiando di nuovo brividi di piacere. Robert mugugna e tenta di opporsi, ma quando la mano di Jude con finta timidezza torna ad accarezzare il rigonfiamento dei pantaloni si rende conto che la resistenza è inutile e probabilmente non lo vuole nemmeno lui.

Quando finalmente le braccia di Jude tornano a circondare il corpo di Robert, accarezzandogli l’inguine e stuzzicandolo finché non si decide a prendere in mano la situazione, quest’ultimo può finalmente concedersi di iniziare almeno ad ansimare piano, per poi aumentare il volume degli ansiti quando un dito con delicatezza inizia a farsi strada dentro di lui, inaspettatamente.
Era da tanto che non provava quella sensazione, quindi Jude deve attendere prima che i muscoli attorno al suo dito si rilassino di nuovo, e non dice nulla. Quando il corpo di Robert inizia a spingersi contro la sua mano sa che è il momento di tentare con il secondo. Ed intanto può valutare l’eccitazione del partner con una certa sicurezza, dato che sotto le dita sente già del liquido pre-seminale.
«Jude, cazzo...» Dice Robert, tentando di guardarlo, ma l’inglese sta già bagnandosi la mano e poi la propria erezione, annuendo.
«Arrivo.»
Quando alla fine Robert sente l’acqua fredda e la pelle calda di Jude farsi strada lentamente e prudentemente nel proprio corpo non può fare a meno di trasalire, rabbrividendo ancora. La cosa umiliante, in tutto questo, è sentirsi una verginella e non poterlo evitare ma anzi, in un certo senso potrebbe anche stargli piacendo. Anche se come sempre è da un uomo di otto anni più giovane che lo sta prendendo, e la cosa non è quasi mai buona per il suo orgoglio.
E quasi quasi gli verrebbe da ridere, se in quel momento non sentisse la prostata toccata e stimolata in modi che non ricordava fossero così intensi. E dire che Jude non sta essendo violento o meno prudente del solito. Sarà la sua presa. Saranno i sussurri continui. Sarà l’atmosfera generale da scappatella che potrebbe essere scoperta con una minima perdita di controllo.

Quando le spinte di Jude prendono un ritmo regolare e quando i respiri si regolarizzano in una apparentemente tranquilla nenia, Robert può chiudere gli occhi e rendersi conto che ogni volta che scopano diventa sempre più difficile darsi scuse o motivazioni per chiudere tutto questo.
Ed è quando si sente riempire di calore liquido e vagamente torbido che avverte qualcosa scivolare via dal suo collo e poi il distacco improvviso.
Quando si volta e si trova davanti Jude, c’è solo un ghigno a ricordargli che lo scopo stasera non era connettersi ad un livello emotivo. Ride e si accorge che sta ridendo coi pantaloni mezzi abbassati, il che lo porta a ridere un po’ più forte, mentre Jude come sempre si domanda che diavolo sia successo. Sarà la sua mente esagerata, sarà che sta nascondendo qualche disagio, sarà che sta ridendo di se stesso coi pantaloni abbassati. Jude non rimane poi molto a farsi domande, e sorride.
«Vedi? Alla fine me la sono ripresa.»
Si avvicina solo per baciarlo di nuovo e poi lo spinge scherzosamente verso la toilette, per darsi una ripulita.
Quando Robert esce di lì con lui, è come se il mondo avesse ripreso ad esistere, ed è davvero una fortuna che nessuno stia guardando verso di loro.
Magari non si accorgerebbero che la cravatta è tornata al suo posto. Vedrebbero solo macchie sui loro pantaloni.