Titolo: Not in blood, but in bond
Fandom: Sherlock Holmes (Ritchie!verse)
Pairing: Holmes/Watson
Genere: erotico, introspettivo, malinconico, romantico
Avvertimento: PWP, spoiler
Parole: 419
Note: Prima volta che non scrivo per nessuna challenge in mesi. Cioè, in verità questa flash è di un bel po' di tempo fa, penso una cosa che mi era venuta in mente dopo la Notte Bianca... E non avevo ancora visto AGOS, quindi era una fic su una scena generica, e invece adesso è diventata un missing moment per il post-film XD comunque niente, l'ho riletta, mi piaceva e mi pesava il culo aggiungere altro alla fine, quindi la posto così, anche se doveva essere una lemon completa...Vabbè. Spero piaccia lo stesso, se qualcuno la leggerà. ♥
La lunga ed ormai vecchia cicatrice di guerra pulsa appena, ricordandogli come ad ogni cambio di stagione della propria gloriosa esistenza, mentre il ticchettio regolare e lieve delle gocce di pioggia è come un timido e quieto bussare di qualche sconosciuto che vorrebbe intromettersi nella loro intimità. A parte questo, l’unico suono nell’aria tiepida e satura di un odore per loro piacevole è quello dei respiri che nascondono vocalizzi più audaci trattenuti a fatica. Mary potrebbe tornare in qualsiasi momento, e sicuramente non capirebbe.
Le sue dita sembrano voler scavare avidamente altre impronte sulla pelle già vissuta e segnata di John Watson, lasciando dietro di loro scie bianche che scompaiono subito nel colorito un po’ più scuro del dottore, che tiene gli occhi chiusi nel completo godimento che forse Sherlock Holmes non può completamente comprendere. Lui, da parte sua, sente quasi solamente dolore ed un vago stimolo che può essere chiamato “piacere”, forse sì, da qualche parte al centro di sé.
Non sa nemmeno perché, improvvisamente, quel desiderio che teneva in uno dei milioni di cassetti nella testa - anche se sembrerebbe appartenere più al corpo - sia diventato necessità. Sa solo che, come se avesse ceduto il comando del proprio corpo ad un’altra entità, si è alzato dalla propria poltrona e si è inginocchiato cautamente fra le gambe rilassate del suo dottore sussurrando, chiedendo e venendo guardato con sorpresa.
Watson non si è scomposto poi molto, in fondo per come lo conosce lui sapeva che prima o poi gliel’avrebbe chiesto, di farlo suo. Soprattutto dopo aver rischiato di non sopravvivere mai più alle terribili cascate di Reichenbach. Presto si è trovato a spogliarlo, trovandolo completamente inerme sotto le proprie mani. Gli ha baciato la grande e ancora fresca ferita alla spalla, sentendolo mormorare qualche sillaba di tensione e forse di paura.
Quando Holmes si è calato lentamente e tremante sul suo sesso, per una volta l’ha sentito emettere un verso incontrollato, irragionevole, selvaggio. È stato come una rivelazione, è stato un brivido nuovo.
Riuscire a percepire una certa fragilità è stata la solita sempre nuova sorpresa, per Watson. Una sorpresa velata di piacere nel constatare una volta di più che quella stessa fragilità esiste solo in sua presenza.
Quando il bacino del detective, sotto la guida istintiva delle sue mani, ha preso a muoversi lentamente avanti e indietro, però, ogni pensiero razionale è sparito dalle menti di entrambi...
E così è tutto un muoversi assieme, mentre i respiri accelerano ed i corpi prendono a toccarsi come se non potessero mai raggiungersi davvero. Forse è così.
Fandom: Sherlock Holmes (Ritchie!verse)
Pairing: Holmes/Watson
Genere: erotico, introspettivo, malinconico, romantico
Avvertimento: PWP, spoiler
Parole: 419
Note: Prima volta che non scrivo per nessuna challenge in mesi. Cioè, in verità questa flash è di un bel po' di tempo fa, penso una cosa che mi era venuta in mente dopo la Notte Bianca... E non avevo ancora visto AGOS, quindi era una fic su una scena generica, e invece adesso è diventata un missing moment per il post-film XD comunque niente, l'ho riletta, mi piaceva e mi pesava il culo aggiungere altro alla fine, quindi la posto così, anche se doveva essere una lemon completa...Vabbè. Spero piaccia lo stesso, se qualcuno la leggerà. ♥
La lunga ed ormai vecchia cicatrice di guerra pulsa appena, ricordandogli come ad ogni cambio di stagione della propria gloriosa esistenza, mentre il ticchettio regolare e lieve delle gocce di pioggia è come un timido e quieto bussare di qualche sconosciuto che vorrebbe intromettersi nella loro intimità. A parte questo, l’unico suono nell’aria tiepida e satura di un odore per loro piacevole è quello dei respiri che nascondono vocalizzi più audaci trattenuti a fatica. Mary potrebbe tornare in qualsiasi momento, e sicuramente non capirebbe.
Le sue dita sembrano voler scavare avidamente altre impronte sulla pelle già vissuta e segnata di John Watson, lasciando dietro di loro scie bianche che scompaiono subito nel colorito un po’ più scuro del dottore, che tiene gli occhi chiusi nel completo godimento che forse Sherlock Holmes non può completamente comprendere. Lui, da parte sua, sente quasi solamente dolore ed un vago stimolo che può essere chiamato “piacere”, forse sì, da qualche parte al centro di sé.
Non sa nemmeno perché, improvvisamente, quel desiderio che teneva in uno dei milioni di cassetti nella testa - anche se sembrerebbe appartenere più al corpo - sia diventato necessità. Sa solo che, come se avesse ceduto il comando del proprio corpo ad un’altra entità, si è alzato dalla propria poltrona e si è inginocchiato cautamente fra le gambe rilassate del suo dottore sussurrando, chiedendo e venendo guardato con sorpresa.
Watson non si è scomposto poi molto, in fondo per come lo conosce lui sapeva che prima o poi gliel’avrebbe chiesto, di farlo suo. Soprattutto dopo aver rischiato di non sopravvivere mai più alle terribili cascate di Reichenbach. Presto si è trovato a spogliarlo, trovandolo completamente inerme sotto le proprie mani. Gli ha baciato la grande e ancora fresca ferita alla spalla, sentendolo mormorare qualche sillaba di tensione e forse di paura.
Quando Holmes si è calato lentamente e tremante sul suo sesso, per una volta l’ha sentito emettere un verso incontrollato, irragionevole, selvaggio. È stato come una rivelazione, è stato un brivido nuovo.
Riuscire a percepire una certa fragilità è stata la solita sempre nuova sorpresa, per Watson. Una sorpresa velata di piacere nel constatare una volta di più che quella stessa fragilità esiste solo in sua presenza.
Quando il bacino del detective, sotto la guida istintiva delle sue mani, ha preso a muoversi lentamente avanti e indietro, però, ogni pensiero razionale è sparito dalle menti di entrambi...
E così è tutto un muoversi assieme, mentre i respiri accelerano ed i corpi prendono a toccarsi come se non potessero mai raggiungersi davvero. Forse è così.
Current Music: Such Great Heights - Iron & Wine
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