Titolo: Poison Prince
Fandom: Marvel Movie Universe » Thor
Personaggi: Loki/Thor
Genere: Angst, erotico
Parole: 1221
Avvertimenti: missing moment
Note: Alura, questa fic è nata principalmente per la Maritombola con il prompt "67. Lasciami solo.", ma poi l'ho scritta anche per il sesto P0rnfest, con il prompt "Loki Laufeyson/Thor Odinson, Please know you can come home / It's alright / I long for the moment our silence is broken / 'Cause all is forgiven / If you could just listen (Rise Against - Whereabouts Unknown)" e l'avrei anche mantenuta sul gen, ma poi l'ho virata sul sesso appena accennato (che ha reso il tutto possibilmente ancora più triste, sob) ed è uscita 'sta roba. Vabbè, nessuno obbliga nessuno a leggere XD a me personalmente piace, soprattutto perché è da tanto che non scrivo quindi mi devo accontentare di quello che esce... SOB. Also, sì, adoro Thor e odio Loki ma li shippo disperatamente e credo che li shipperò anche quando Loki scatenerà il Ragnarok e farà i peggio macelli alle spese di Thor. SOB.
Completamente assorto nel suo giocare con le dita, disegnando figure per terra senza pensare a nulla in particolare, Loki stava rannicchiato, assorto e pieno di solitudine - una solitudine che dopo tanti anni pareva quasi un'amica ed una entità fisica, eppure dolorosa - e nonostante tutto poteva sentire l'arrivo di Thor. Forse non aveva nulla a che fare con l'udito o con l'olfatto o con la vista, ma si trattava di un semplice conoscere l'un l'altro così bene da essersi magnetizzati e saper avvertire la presenza del proprio fratello. «Lasciami solo» Diceva Loki, più a se stesso che a Thor. E l'altro gli si sedeva accanto, di solito con del cibo o qualche altro tipo di esca, rimanendo in silenzio finché Loki non alzava lo sguardo e quella nube di malumore si dissolveva nell'aria. Pochi minuti dopo, Frigg poteva uscire e trovarli a rotolarsi a terra senza la minima vergogna, ed anche se li richiamava blandamente c'era un sorriso sulle labbra, invisibile dalla distanza.
Ed ora Loki si ritrova di nuovo seduto in un angolo buio, la pelle che quasi brilla nella penombra per quanto è pallida ed esangue, e se solo Thor potesse intravedere il vecchio Loki dentro di lui non si sentirebbe così a disagio nel sedersi nelle sue vicinanze. Sa che Loki adesso è pericoloso. Questa consapevolezza fa così male che il cuore grande dentro il suo petto si sente come stretto in una cintura troppo stretta, costretto a non poterlo amare quanto vorrebbe.
«Lasciami solo» Sibila Loki, gli occhi tanto luminosi che potrebbe star miagolando.
«Loki... Fratello mio» Risponde Thor, in un tono che, non fosse per l'orgoglio, definirebbe 'implorante'. Dammi mio fratello, dammi quello che eri una volta.
«Non ti voglio da nessuna parte dove ti possa avvertire» Continua Loki, fingendo di non averlo sentito.
Thor zittisce, rimane a fissare la figura magra e sfuggente quanto il fumo prima di sederglisi comunque vicino.
«È troppo tardi, Thor.»
«Per che cosa?»
«Per portarmi indietro. Ormai ti odio troppo, e d'ora in poi farò tutto il possibile per farti del male.»
Thor lo guarda e vorrebbe tanto poterlo raggiungere, in qualche modo. Sembra così lontano che nemmeno tutta la magia dei nove mondi potrebbe riportarlo indietro. Eppure la testardaggine non è mai venuta meno in Thor, che ci riprova. Ci riproverà sempre.
«Loki, possiamo rimettere le cose a posto! Ti ricordi quando eravamo piccoli? Niente ci avrebbe separato. Possiamo ancora tornare a volerci bene, possiamo ancora dormire insieme e baciarci e combattere fianco a fianco, noi--»
«No» Sibila di nuovo Loki, voltando la testa dall'altra parte per non mostrare il pallore che gela. Sembra farsi piccolo, sembra diventare ancora più sottile, sembra allontanarsi ancora di più. «No, non possiamo» Aggiunge, guardando Thor dal fondo di occhi gelidi e blu, duri come la superficie di un lago ghiacciato.
Il primo impulso di Thor sarebbe saltare in piedi per la sorpresa, ma la mano di Loki sul suo braccio improvvisamente gli impedisce di compiere qualsiasi movimento. «No, Thor, questa cosa non la puoi cambiare. Non puoi amarmi, non puoi cambiarmi, non puoi fermarmi» Continua, la voce sempre più acuta e tremante. «Non puoi cambiare quello che succederà. Neanche con tutte le parole del mondo, perché tu e tuo padre mi avete buttato in fondo ad un abisso e nessuno di voi due si è interessato, nessuno di voi due mi ha mai voluto indietro. Ed ora tu e tuo padre non potrete convincermi che io non sono niente di tutto questo» Conclude, indicando il proprio corpo freddo, liscio e azzurro.
«Loki...»
«Voi mi avete insegnato ad odiare questo, ed io ho obbedito. Ed ora capisco perché mi sentivo sbagliato. Ed è colpa vostra».
«Loki, non lo sapevo» Risponde Thor, indietreggiando, avvertendo il senso di pericolo pulsare nelle orecchie.
Il gelo negli occhi di Loki si indurisce per un momento, prima che i suoi occhi vertano altrove. E la cosa più triste è la paura nel cuore di Thor, una paura nuova perché stavolta non teme per l'incolumità di Loki, non teme di perderlo. No, teme di rimanere più a lungo con lui e di scoprire l'abisso del suo odio.
«Io non mi arrendo, Loki. Sei mio fratello, sarai sempre mio fratello.»
«Basta!» Urla l'altro, voltandosi di scatto ed aggredendolo fisicamente, il volto appuntito dalla rabbia. «Non siamo fratelli, non siamo mai stati fratelli, devi impararlo!»
E come se sentisse il fato ridere di lui, Thor per un momento ricorda di quando si rotolavano a terra, come ora. Ma nel passato c'erano risate nei loro giochi, ora c'è l'urlo disperato di suo fratello e la sua voglia di uccidere. Non è più come allora. Ma come a quei tempi, Thor è ancora il più forte e riesce a fermare Loki prima che possa fargli del male. Non che non gliene abbia già fatto in pochi minuti più di quanto possa aver previsto prima di iniziare quella conversazione.
«Vattene, Thor.»
«No. Non ti lascerò andare, sono qui per te. Lo capisci? Per me non è cambiato niente! Per me sei mio fratello, il mio... La persona a cui avrei lasciato il trono immediatamente se me l'avessi chiesto, sei ancora tutto quello che eri, la tua sostanza non è cambiata!»
Loki trema sotto di lui, i denti stretti ed ogni altra sensazione che sparisce amplificando quella dei loro corpi assieme. Loki lo odia di un odio totale, talmente intenso da poterlo trasmettere attraverso la pelle, talmente potente che i suoi occhi scuriscono ed i suoi denti si chiudono sulle labbra doloranti di Thor che si ritrova a mugolare sorpreso.
«No, Loki, non questo. Non rovinare anche questo.»
«Ti ricordi quando dormivamo assieme? Ed io mi aprivo a te? Facciamolo di nuovo.»
«No, non ti lascerò sporcare quei ricordi. Loki...» Protesta Thor, mentre le mani del fratello scivolano gelide lungo il suo corpo, ed un ghigno malevolo sa che l'impulsività di Thor può funzionare come arma a doppio taglio. Quando lo bacia di nuovo tutto il suo corpo si tende, si stringe attorno a quello dell'Asgardiano, il freddo della sua razza scomparsa spinge il sangue di Thor a correre verso il basso per scaldarsi. Ed è in quel momento che Thor si arrende davvero, lo bacia, bacia la propria sconfitta e si lascia fare, toccare, sporcare di malizia, si lascia vincere ed umiliare spingendosi dentro un corpo del quale non può più fare a meno.
È il suo sudore a scaldare la pelle di Loki che finalmente torna ad acquistare calore e pallore. Gli occhi di Thor si chiudono, la rassegnazione lo spinge ad abbracciare Loki, disperatamente, le orecchie piene dei loro ansiti che ora non suonano e non sanno più di passione ed eccitazione.
Quando esce dal suo corpo, Loki lo guarda in silenzio per qualche secondo, raccoglie le sue cose e mentre si veste torna nell'angolo buio della propria cella. «Adesso lasciami solo» Aggiunge, tornando a guardare il pavimento come se non fosse successo nulla. Ed è questo il punto: non è successo. Non valeva niente. Non si torna indietro.
Thor si sente invadere dal vuoto, e nel silenzio si ritira, come se lì non ci fosse mai stato.
Fandom: Marvel Movie Universe » Thor
Personaggi: Loki/Thor
Genere: Angst, erotico
Parole: 1221
Avvertimenti: missing moment
Note: Alura, questa fic è nata principalmente per la Maritombola con il prompt "67. Lasciami solo.", ma poi l'ho scritta anche per il sesto P0rnfest, con il prompt "Loki Laufeyson/Thor Odinson, Please know you can come home / It's alright / I long for the moment our silence is broken / 'Cause all is forgiven / If you could just listen (Rise Against - Whereabouts Unknown)" e l'avrei anche mantenuta sul gen, ma poi l'ho virata sul sesso appena accennato (che ha reso il tutto possibilmente ancora più triste, sob) ed è uscita 'sta roba. Vabbè, nessuno obbliga nessuno a leggere XD a me personalmente piace, soprattutto perché è da tanto che non scrivo quindi mi devo accontentare di quello che esce... SOB. Also, sì, adoro Thor e odio Loki ma li shippo disperatamente e credo che li shipperò anche quando Loki scatenerà il Ragnarok e farà i peggio macelli alle spese di Thor. SOB.
Completamente assorto nel suo giocare con le dita, disegnando figure per terra senza pensare a nulla in particolare, Loki stava rannicchiato, assorto e pieno di solitudine - una solitudine che dopo tanti anni pareva quasi un'amica ed una entità fisica, eppure dolorosa - e nonostante tutto poteva sentire l'arrivo di Thor. Forse non aveva nulla a che fare con l'udito o con l'olfatto o con la vista, ma si trattava di un semplice conoscere l'un l'altro così bene da essersi magnetizzati e saper avvertire la presenza del proprio fratello. «Lasciami solo» Diceva Loki, più a se stesso che a Thor. E l'altro gli si sedeva accanto, di solito con del cibo o qualche altro tipo di esca, rimanendo in silenzio finché Loki non alzava lo sguardo e quella nube di malumore si dissolveva nell'aria. Pochi minuti dopo, Frigg poteva uscire e trovarli a rotolarsi a terra senza la minima vergogna, ed anche se li richiamava blandamente c'era un sorriso sulle labbra, invisibile dalla distanza.
Ed ora Loki si ritrova di nuovo seduto in un angolo buio, la pelle che quasi brilla nella penombra per quanto è pallida ed esangue, e se solo Thor potesse intravedere il vecchio Loki dentro di lui non si sentirebbe così a disagio nel sedersi nelle sue vicinanze. Sa che Loki adesso è pericoloso. Questa consapevolezza fa così male che il cuore grande dentro il suo petto si sente come stretto in una cintura troppo stretta, costretto a non poterlo amare quanto vorrebbe.
«Lasciami solo» Sibila Loki, gli occhi tanto luminosi che potrebbe star miagolando.
«Loki... Fratello mio» Risponde Thor, in un tono che, non fosse per l'orgoglio, definirebbe 'implorante'. Dammi mio fratello, dammi quello che eri una volta.
«Non ti voglio da nessuna parte dove ti possa avvertire» Continua Loki, fingendo di non averlo sentito.
Thor zittisce, rimane a fissare la figura magra e sfuggente quanto il fumo prima di sederglisi comunque vicino.
«È troppo tardi, Thor.»
«Per che cosa?»
«Per portarmi indietro. Ormai ti odio troppo, e d'ora in poi farò tutto il possibile per farti del male.»
Thor lo guarda e vorrebbe tanto poterlo raggiungere, in qualche modo. Sembra così lontano che nemmeno tutta la magia dei nove mondi potrebbe riportarlo indietro. Eppure la testardaggine non è mai venuta meno in Thor, che ci riprova. Ci riproverà sempre.
«Loki, possiamo rimettere le cose a posto! Ti ricordi quando eravamo piccoli? Niente ci avrebbe separato. Possiamo ancora tornare a volerci bene, possiamo ancora dormire insieme e baciarci e combattere fianco a fianco, noi--»
«No» Sibila di nuovo Loki, voltando la testa dall'altra parte per non mostrare il pallore che gela. Sembra farsi piccolo, sembra diventare ancora più sottile, sembra allontanarsi ancora di più. «No, non possiamo» Aggiunge, guardando Thor dal fondo di occhi gelidi e blu, duri come la superficie di un lago ghiacciato.
Il primo impulso di Thor sarebbe saltare in piedi per la sorpresa, ma la mano di Loki sul suo braccio improvvisamente gli impedisce di compiere qualsiasi movimento. «No, Thor, questa cosa non la puoi cambiare. Non puoi amarmi, non puoi cambiarmi, non puoi fermarmi» Continua, la voce sempre più acuta e tremante. «Non puoi cambiare quello che succederà. Neanche con tutte le parole del mondo, perché tu e tuo padre mi avete buttato in fondo ad un abisso e nessuno di voi due si è interessato, nessuno di voi due mi ha mai voluto indietro. Ed ora tu e tuo padre non potrete convincermi che io non sono niente di tutto questo» Conclude, indicando il proprio corpo freddo, liscio e azzurro.
«Loki...»
«Voi mi avete insegnato ad odiare questo, ed io ho obbedito. Ed ora capisco perché mi sentivo sbagliato. Ed è colpa vostra».
«Loki, non lo sapevo» Risponde Thor, indietreggiando, avvertendo il senso di pericolo pulsare nelle orecchie.
Il gelo negli occhi di Loki si indurisce per un momento, prima che i suoi occhi vertano altrove. E la cosa più triste è la paura nel cuore di Thor, una paura nuova perché stavolta non teme per l'incolumità di Loki, non teme di perderlo. No, teme di rimanere più a lungo con lui e di scoprire l'abisso del suo odio.
«Io non mi arrendo, Loki. Sei mio fratello, sarai sempre mio fratello.»
«Basta!» Urla l'altro, voltandosi di scatto ed aggredendolo fisicamente, il volto appuntito dalla rabbia. «Non siamo fratelli, non siamo mai stati fratelli, devi impararlo!»
E come se sentisse il fato ridere di lui, Thor per un momento ricorda di quando si rotolavano a terra, come ora. Ma nel passato c'erano risate nei loro giochi, ora c'è l'urlo disperato di suo fratello e la sua voglia di uccidere. Non è più come allora. Ma come a quei tempi, Thor è ancora il più forte e riesce a fermare Loki prima che possa fargli del male. Non che non gliene abbia già fatto in pochi minuti più di quanto possa aver previsto prima di iniziare quella conversazione.
«Vattene, Thor.»
«No. Non ti lascerò andare, sono qui per te. Lo capisci? Per me non è cambiato niente! Per me sei mio fratello, il mio... La persona a cui avrei lasciato il trono immediatamente se me l'avessi chiesto, sei ancora tutto quello che eri, la tua sostanza non è cambiata!»
Loki trema sotto di lui, i denti stretti ed ogni altra sensazione che sparisce amplificando quella dei loro corpi assieme. Loki lo odia di un odio totale, talmente intenso da poterlo trasmettere attraverso la pelle, talmente potente che i suoi occhi scuriscono ed i suoi denti si chiudono sulle labbra doloranti di Thor che si ritrova a mugolare sorpreso.
«No, Loki, non questo. Non rovinare anche questo.»
«Ti ricordi quando dormivamo assieme? Ed io mi aprivo a te? Facciamolo di nuovo.»
«No, non ti lascerò sporcare quei ricordi. Loki...» Protesta Thor, mentre le mani del fratello scivolano gelide lungo il suo corpo, ed un ghigno malevolo sa che l'impulsività di Thor può funzionare come arma a doppio taglio. Quando lo bacia di nuovo tutto il suo corpo si tende, si stringe attorno a quello dell'Asgardiano, il freddo della sua razza scomparsa spinge il sangue di Thor a correre verso il basso per scaldarsi. Ed è in quel momento che Thor si arrende davvero, lo bacia, bacia la propria sconfitta e si lascia fare, toccare, sporcare di malizia, si lascia vincere ed umiliare spingendosi dentro un corpo del quale non può più fare a meno.
È il suo sudore a scaldare la pelle di Loki che finalmente torna ad acquistare calore e pallore. Gli occhi di Thor si chiudono, la rassegnazione lo spinge ad abbracciare Loki, disperatamente, le orecchie piene dei loro ansiti che ora non suonano e non sanno più di passione ed eccitazione.
Quando esce dal suo corpo, Loki lo guarda in silenzio per qualche secondo, raccoglie le sue cose e mentre si veste torna nell'angolo buio della propria cella. «Adesso lasciami solo» Aggiunge, tornando a guardare il pavimento come se non fosse successo nulla. Ed è questo il punto: non è successo. Non valeva niente. Non si torna indietro.
Thor si sente invadere dal vuoto, e nel silenzio si ritira, come se lì non ci fosse mai stato.
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