Titolo: La necessità del contrasto
Fandom: Rise of the Guardians
Personaggi: Pitch Black/Jack Frost
Genere: angst
Avvertimenti: missing moment
Parole: 470
Note: Per la seconda missione della prima settimana del terzo COW-T d
maridichallenge. Niente, mi è venuta voglia di scrivere del Pitch Frost visto che è la mia unica ship nel film XD di solito immagino del non-con peso, ma non sono in grado di scriverlo quindi mi sono mantenuta sull'inquietante molto soft, ecco. Comunque il titolo fa cagare, lo so. Non mi veniva in mente niente al volo e sono troppo culopesa per trovare un titolo che suoni meglio "XD
A volte il suo cuore caldo sembra battere forte di paura e di orrore, nella solitudine del suo giaciglio gelato, come se nascondesse un segreto ai Guardiani, un segreto che lo fa sentire in colpa, rannicchiare stringendo la tristezza contro il ventre e così quello che era un presentimento diventa una certezza. Pitch appare dal nulla e rimane in silenzio, talmente terrificante e repulsivo che Jack non può fare altro che rimanere immobile, freddo e inarrivabile per un'entità quasi inesistente. Lo prende quella voglia di dire qualcosa, di domandare fra i denti che cosa ci faccia Pitch ancora al mondo.
Pitch esiste quando qualcuno crede in lui, ed il solo fatto che Jack lo abbia affrontato è una prova che non potrebbe smentire il fatto che l'oscurità e la paura non possono più fare parte del mondo. Ed anche se Pitch è debole - troppo debole anche per toccare la sua pelle fredda e quindi completamente inoffensivo - Jack non può stare tranquillo. Si limita a fingere di dormire, teso per il nervoso, finché l'incubo non si dissolve nel mattino. Apre gli occhi, e non c'è più l'aria pesante che solitamente circonda la presenza di Pitch.
Eppure il fatto che possa provare quelle sensazioni soffocanti la notte continua a farlo rabbrividire durante il giorno, quando tenta di portare la gioia nei piccoli bambini. Ed il fatto che possa avvertire l'onnipresenza di Pitch anche quando l'aria fredda è riempita di risate infantili lo rende così nervoso. Sa di essere al sicuro, ma forse una sorta di rimorso continua a portare i suoi pensieri sopra una voragine di buio. Lo stesso buio che ha oscurato i suoi pensieri per secoli, molto prima che diventasse un vero Guardiano. Eppure gli altri non sembrano preoccuparsi di Pitch. Forse solo lui può provare empatia per uno spirito solo, inevitabilmente solo.
E nei giorni di pioggia gli sembra che la solitudine avvolga anche lui, mentre disegna sulla neve fino al crepuscolo, quando la sagoma di Pitch, silenzioso, si disegna vagamente fra le gocce d'acqua. Non è materiale, ma le vibrazioni di solitudine e negatività sono inconfutabili. In quei giorni la pioggia diventa rugiada sulla sua pelle e fra i suoi capelli, riverbera i raggi del sole e se Pitch potesse apprezzare l'innocenza di quell'immagine svanirebbe davvero nel nulla. L'unica cosa che gli permette ancora di esistere è che Jack non può dimenticarsi di lui o forse non lo vuole fare. L'angoscia che preannuncia l'arrivo di Pitch è diventata familiare, è giusta, è umana, e solo il signore sulla Luna può sapere quanto Jack Frost vorrebbe sentirsi umano. E per essere vivo sa che deve provare paura. Almeno finché potrà confortarsi, la presenza di Pitch nei suoi incubi renderà nuda la sua parte rabbiosa, ma col prossimo motivo per essere allegri il suo sorriso sarà ancora più caldo.
Fandom: Rise of the Guardians
Personaggi: Pitch Black/Jack Frost
Genere: angst
Avvertimenti: missing moment
Parole: 470
Note: Per la seconda missione della prima settimana del terzo COW-T d
A volte il suo cuore caldo sembra battere forte di paura e di orrore, nella solitudine del suo giaciglio gelato, come se nascondesse un segreto ai Guardiani, un segreto che lo fa sentire in colpa, rannicchiare stringendo la tristezza contro il ventre e così quello che era un presentimento diventa una certezza. Pitch appare dal nulla e rimane in silenzio, talmente terrificante e repulsivo che Jack non può fare altro che rimanere immobile, freddo e inarrivabile per un'entità quasi inesistente. Lo prende quella voglia di dire qualcosa, di domandare fra i denti che cosa ci faccia Pitch ancora al mondo.
Pitch esiste quando qualcuno crede in lui, ed il solo fatto che Jack lo abbia affrontato è una prova che non potrebbe smentire il fatto che l'oscurità e la paura non possono più fare parte del mondo. Ed anche se Pitch è debole - troppo debole anche per toccare la sua pelle fredda e quindi completamente inoffensivo - Jack non può stare tranquillo. Si limita a fingere di dormire, teso per il nervoso, finché l'incubo non si dissolve nel mattino. Apre gli occhi, e non c'è più l'aria pesante che solitamente circonda la presenza di Pitch.
Eppure il fatto che possa provare quelle sensazioni soffocanti la notte continua a farlo rabbrividire durante il giorno, quando tenta di portare la gioia nei piccoli bambini. Ed il fatto che possa avvertire l'onnipresenza di Pitch anche quando l'aria fredda è riempita di risate infantili lo rende così nervoso. Sa di essere al sicuro, ma forse una sorta di rimorso continua a portare i suoi pensieri sopra una voragine di buio. Lo stesso buio che ha oscurato i suoi pensieri per secoli, molto prima che diventasse un vero Guardiano. Eppure gli altri non sembrano preoccuparsi di Pitch. Forse solo lui può provare empatia per uno spirito solo, inevitabilmente solo.
E nei giorni di pioggia gli sembra che la solitudine avvolga anche lui, mentre disegna sulla neve fino al crepuscolo, quando la sagoma di Pitch, silenzioso, si disegna vagamente fra le gocce d'acqua. Non è materiale, ma le vibrazioni di solitudine e negatività sono inconfutabili. In quei giorni la pioggia diventa rugiada sulla sua pelle e fra i suoi capelli, riverbera i raggi del sole e se Pitch potesse apprezzare l'innocenza di quell'immagine svanirebbe davvero nel nulla. L'unica cosa che gli permette ancora di esistere è che Jack non può dimenticarsi di lui o forse non lo vuole fare. L'angoscia che preannuncia l'arrivo di Pitch è diventata familiare, è giusta, è umana, e solo il signore sulla Luna può sapere quanto Jack Frost vorrebbe sentirsi umano. E per essere vivo sa che deve provare paura. Almeno finché potrà confortarsi, la presenza di Pitch nei suoi incubi renderà nuda la sua parte rabbiosa, ma col prossimo motivo per essere allegri il suo sorriso sarà ancora più caldo.
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