Titolo: Cold Desert
Fandom: Rise of the Guardians
Genere: generale
Personaggi: Jack Frost, Pitch Black, Jamie Bennett
Avvertimenti: sequel, pre-slash
Parole: 724
Note: Cazzatina scritta per la prima missione della seconda settimana del COW-T d
maridichallenge, col prompt "freddo" che per me è stato un richiamo a riprovare col BlackIce <3 questo snippet non è assolutamente niente di che, ma potrebbe fungere da premessa per scrivere qualcos'altro successivamente, o anche no. Boh, intanto io lo posto XDDD
Uno sbuffo di vento freddo sembra quasi graffiare le guance di un uomo che passeggia pensieroso sulla strada dal Liceo a casa sua. Quel soffio gelido e tagliente gli fa arrotolare la sciarpa più stretta attorno al collo, attorno alle guance e le orecchie. «Maledetto freddo» Borbotta sottovoce, mentre alza il volume della musica che sta ascoltando. Oggi ha più freddo del solito, ed evidentemente l'Inverno ha deciso di affliggere più violentemente il paese quest'anno. Jamie si ritira dentro il cappotto come faceva da bambino, un riflesso infantile che però lo fa sentire davvero un po' più caldo. Il vento freddo continua a soffiargli sul viso, talmente intenso da portargli un lieve mal di testa.
Jack Frost svolazza ad un palmo dal suo naso, toccandogli il viso in un disperato tentativo di farsi notare. «Jamie, Jamie! Sono Jack!» Esclama, danzando col vento, invisibile. Jamie arriva a coprirsi il viso con i guanti, sempre più scocciato.
Jack non si dà per vinto ma continua a gironzolare attorno a Jamie, senza ottenere un qualsiasi risultato. «Non ti ricordi di me? Ci siamo divertiti un sacco insieme! Almeno tu dovresti potermi vedere... Jamie!». L'uomo prende a correre verso casa, preso dalla necessità di mettersi al caldo il prima possibile e raggiungere moglie e figli.
Jack lo segue con gli occhi, fluttuando immobile con l'espressione negli occhi sempre più gelida. Ormai è da venti inverni che gioca con Jamie senza che l'altro sembri ricordarsi della sua esistenza.
Si passa le dita fra i capelli, domandandosi per l'ennesima volta che cosa sia successo mentre tutti i bambini crescevano. Dopo aver passato qualche minuto in mezzo al parco decide di volare fino agli alberi, rubando una mela al fruttivendolo. Guarda la Luna che inizia a fare capolino fra le nuvole scure, sgranocchiando quel pasto. Ormai ha rinunciato a comunicare con la luce nel cielo, soprattutto perché non riceve più nessun tipo di messaggio dalla Luna né dagli altri Guardiani. Gli piacerebbe rivedere Bunny, Tooth, North o Sandy, ma con tutti i loro impegni ognuno di loro si è isolato lentamente dal gruppo, e mentre tutti i bambini hanno ripreso a credere in loro, Jack Frost è diventato di nuovo un modo di dire, un mito, una storia che si racconta ai bambini per spiegare il freddo d'Inverno.
«Jamie è cresciuto, Jack Frost» Lo chiama una voce da sotto l'albero sul quale si è appollaiato. Prima di guardare in basso, sa esattamente di chi si tratta. «Non è più un bambino e le storielle che si raccontano ai bambini svaniscono quando crescono. E tu sei una di quelle storielle».
«Pitch, è da qualche decennio che non ci vediamo» Risponde Jack con quanta più freddezza possibile. Un ghigno si disegna sul viso affilato del Signore degli Incubi, mentre le tenebre lo avvolgono come delle cortine di seta. «E a te i bambini credono?»
«Oh, sì. L'umanità sarà sempre spaventata, ma è sempre più difficile infondere in loro la paura. Sai, quella vera, quella che ti spinge a chiuderti dentro di te. E i bambini sono sempre più arroganti, credono solo in quello che conviene loro.»
Jack torna a guardare la Luna, vagamente a disagio, silenzioso. Pitch ha chiaramente vantato un potere superiore al suo, e la cosa che lo irrita è che non può smentirlo. «Sei qui per propormi qualcosa?» Chiede, senza guardare in basso, in tono acido. Pitch ride piano, le mani dietro la schiena, guardando le luci del paesino che si spengono una alla volta. «No... Non mi serve conquistare il mondo per sapere che qualcuno crede in me. Le paure delle persone continuano a prosperare anche senza che io mi sforzi. Insomma, non vedi che cosa fa la gente, spinta dalla paura? E quanto quelle azioni generino altra paura? È meraviglioso. No, non mi posso davvero lamentare. Le mie tenebre lavorano a pieno regime»
«Allora cosa vuoi da me?» Continua Jack, atono, mentre stringe il suo bastone fra le dita sottili.
«Oh, nulla» Sibila Pitch. «È sempre soddisfacente sapere che c'è chi se la passa peggio di me» Aggiunge, ghignando a se stesso prima di sparire in una nube oscura. Il disagio si allevia dall'aria - Jack ha provato timore per la durata di tutto lo scambio - e lo spirito del gelo non può fare altro che accigliarsi, irritato, mentre raccoglie neve fra le mani. «Bastardo» Sussurra, prima di lanciarne una nel vuoto.
Fandom: Rise of the Guardians
Genere: generale
Personaggi: Jack Frost, Pitch Black, Jamie Bennett
Avvertimenti: sequel, pre-slash
Parole: 724
Note: Cazzatina scritta per la prima missione della seconda settimana del COW-T d
Uno sbuffo di vento freddo sembra quasi graffiare le guance di un uomo che passeggia pensieroso sulla strada dal Liceo a casa sua. Quel soffio gelido e tagliente gli fa arrotolare la sciarpa più stretta attorno al collo, attorno alle guance e le orecchie. «Maledetto freddo» Borbotta sottovoce, mentre alza il volume della musica che sta ascoltando. Oggi ha più freddo del solito, ed evidentemente l'Inverno ha deciso di affliggere più violentemente il paese quest'anno. Jamie si ritira dentro il cappotto come faceva da bambino, un riflesso infantile che però lo fa sentire davvero un po' più caldo. Il vento freddo continua a soffiargli sul viso, talmente intenso da portargli un lieve mal di testa.
Jack Frost svolazza ad un palmo dal suo naso, toccandogli il viso in un disperato tentativo di farsi notare. «Jamie, Jamie! Sono Jack!» Esclama, danzando col vento, invisibile. Jamie arriva a coprirsi il viso con i guanti, sempre più scocciato.
Jack non si dà per vinto ma continua a gironzolare attorno a Jamie, senza ottenere un qualsiasi risultato. «Non ti ricordi di me? Ci siamo divertiti un sacco insieme! Almeno tu dovresti potermi vedere... Jamie!». L'uomo prende a correre verso casa, preso dalla necessità di mettersi al caldo il prima possibile e raggiungere moglie e figli.
Jack lo segue con gli occhi, fluttuando immobile con l'espressione negli occhi sempre più gelida. Ormai è da venti inverni che gioca con Jamie senza che l'altro sembri ricordarsi della sua esistenza.
Si passa le dita fra i capelli, domandandosi per l'ennesima volta che cosa sia successo mentre tutti i bambini crescevano. Dopo aver passato qualche minuto in mezzo al parco decide di volare fino agli alberi, rubando una mela al fruttivendolo. Guarda la Luna che inizia a fare capolino fra le nuvole scure, sgranocchiando quel pasto. Ormai ha rinunciato a comunicare con la luce nel cielo, soprattutto perché non riceve più nessun tipo di messaggio dalla Luna né dagli altri Guardiani. Gli piacerebbe rivedere Bunny, Tooth, North o Sandy, ma con tutti i loro impegni ognuno di loro si è isolato lentamente dal gruppo, e mentre tutti i bambini hanno ripreso a credere in loro, Jack Frost è diventato di nuovo un modo di dire, un mito, una storia che si racconta ai bambini per spiegare il freddo d'Inverno.
«Jamie è cresciuto, Jack Frost» Lo chiama una voce da sotto l'albero sul quale si è appollaiato. Prima di guardare in basso, sa esattamente di chi si tratta. «Non è più un bambino e le storielle che si raccontano ai bambini svaniscono quando crescono. E tu sei una di quelle storielle».
«Pitch, è da qualche decennio che non ci vediamo» Risponde Jack con quanta più freddezza possibile. Un ghigno si disegna sul viso affilato del Signore degli Incubi, mentre le tenebre lo avvolgono come delle cortine di seta. «E a te i bambini credono?»
«Oh, sì. L'umanità sarà sempre spaventata, ma è sempre più difficile infondere in loro la paura. Sai, quella vera, quella che ti spinge a chiuderti dentro di te. E i bambini sono sempre più arroganti, credono solo in quello che conviene loro.»
Jack torna a guardare la Luna, vagamente a disagio, silenzioso. Pitch ha chiaramente vantato un potere superiore al suo, e la cosa che lo irrita è che non può smentirlo. «Sei qui per propormi qualcosa?» Chiede, senza guardare in basso, in tono acido. Pitch ride piano, le mani dietro la schiena, guardando le luci del paesino che si spengono una alla volta. «No... Non mi serve conquistare il mondo per sapere che qualcuno crede in me. Le paure delle persone continuano a prosperare anche senza che io mi sforzi. Insomma, non vedi che cosa fa la gente, spinta dalla paura? E quanto quelle azioni generino altra paura? È meraviglioso. No, non mi posso davvero lamentare. Le mie tenebre lavorano a pieno regime»
«Allora cosa vuoi da me?» Continua Jack, atono, mentre stringe il suo bastone fra le dita sottili.
«Oh, nulla» Sibila Pitch. «È sempre soddisfacente sapere che c'è chi se la passa peggio di me» Aggiunge, ghignando a se stesso prima di sparire in una nube oscura. Il disagio si allevia dall'aria - Jack ha provato timore per la durata di tutto lo scambio - e lo spirito del gelo non può fare altro che accigliarsi, irritato, mentre raccoglie neve fra le mani. «Bastardo» Sussurra, prima di lanciarne una nel vuoto.
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