22 February 2013 @ 06:48 pm
[Snowhite And The Huntsman] Everytime  
Titolo: Everytime
Fandom: SWATH
Personaggi: Ravenna, Finn
Genere: fluff
Avvertimento: prequel, pre-incest
Parole: 500
Note: Scritta per la prima missione di questa settimana al COW-T3, con prompt "grande". Also, il prompt è preso da [livejournal.com profile] piscinadiprompt "Biancaneve e il Cacciatore, Ravenna/Finn, giochi nella neve."
Ah, c'è già un enorme nonsenso nel primo paragrafo: non si coltiva d'inverno, soprattutto con la neve, perdio Manu hai un orto e vieni da contadini, DOVRESTI SAPERLO XDDD Sì, lo so, ma da piccola l'unica cosa che si poteva fare per far incazzare un adulto era calpestargli le piante, quindi mi sono inventata piante invernali. Dopotutto gli sceneggiatori di questo film si sono inventati ben più di intere specie vegetali. XD


***

La Luna inizia ad apparire nel cielo pallido del tardo pomeriggio, mentre la sua controparte utilizza le ultime ore per tentare di portare un po' di calore nella giornata invernale che, come da copione, è trascorsa gelida e impietosa, trattenendo i popolani nelle loro case di legno.
Non Finn e Ravenna però, non i bambini più piccoli del villaggio a sud della Grande Pieta, un complesso montagnoso a forma di croce, ma sicuramente i più vivaci. I due fratelli si rincorrono, i passi attutiti dal folto manto di neve che copre l'area adibita alla coltivazione, e si attirano strilli rabbiosi dei proprietari. La loro famiglia non ha nemmeno un pollice di terra, ed il loro spirito in giorni come questo li anima così tanto da cercare una legittima anche se infantile vendetta per il cibo che devono guardare mentre sparisce sulle tavole di qualcun altro. Finalmente Ravenna convince il fratello a lasciar stare le piantine che già stanno agonizzando per il freddo davvero eccezionale, ma il vecchio contadino è già uscito con il forcone ed i due bambini si ritrovano a scivolare sul ghiaccio sotto la neve, tirandosi a vicenda fino al limitare del boschetto, dove riescono ad arrampicarsi sopra un albero poco prima che il vicino arrivi sotto di loro, fissandoli arrabbiato.
«Scendete, trappole, ché vi dò una lezione!»
Mentre i bambini salgono più in alto, a Finn scappa una risata e guarda l'anziano sputare a terra per la rabbia. «Và a casa!»
Subito si volta verso la sorella, cercando complicità ma trovando un lampo di rabbia nei suoi occhi. L'espressione divertita del più piccolo si gela, mentre una atavica paura gli fa sobbalzare il piccolo cuore. Ravenna rimane in silenzio, guardando il contadino che inizia ad infreddolirsi davvero troppo e sbattere i piedi.
«Vi stacco i piedi, così imparate a correre sul terreno degli altri!» Minaccia debolmente, acido.
«Scusi» Esordisce una voce femminile fuori dal campo visivo dei bambini, che cercano di sbirciare fra le foglie ma trovano comunque ostacoli alla vista. Una voce che, comunque, suona come quella della madre. «Credo stia urlando ai miei bambini».
«Sì, signora, hanno distrutto il mio appezzamento di terra.»
«Non è vero!» Protesta Finn, accigliato. Ravenna gli prende una mano, stringendola con forza finché il fratello non si lamenta.
«Mi dispiace davvero, signore. Posso offrirle qualcosa per riparare? Ci penserò io a punirli» Risponde cortese ma decisa la voce della donna, provocando un brivido violento lungo i corpi di entrambi i fratelli. «Stavamo solo giocando...» Obietta Finn, a bassa voce, spaventato. Ravenna lo guarda di nuovo, questa volta con uno sguardo simpatetico. Finn avrà la peggio. Per qualche motivo, la loro madre tratta sempre Ravenna con più delicatezza, e Finn pare averlo già accettato.
L'uomo si allontana dopo qualche minuto, ed i due bambini scendono dall'albero appena la madre lo ordina e li prende entrambi per mano, l'espressione di furia che si agita sotto un viso perfettamente calmo.
«Diventerai grande anche tu, Finn, abituati al dolore», Sibila mentre il bambino scalcia e piange, più tardi, sotto gli occhi della sorella.