Titolo: Revive
Fandom: videogiochi » Final Fantasy VI
Personaggi: Terra Branford
Genere: introspettivo
Avvertimenti: sequel, spoiler, missing moment
Parole: 612
Note: sono affezionatissima alla saga di FF da quando ero piccolissima, quindi prima o poi avrei sicuramente scritto su uno di questi giochi XD il punto è che il VI è l'unico che sono effettivamente riuscita a finire conoscendo quindi il finale della storia (di solito mi rompevo le palle di riprovare con Kuja nel IX perché ero troppo niubba, stessa cosa con il VII e il VIII e il X (che adesso voglio rigiocare COSì tanto ;_____;) e mi sono presa bene con il plot e la backstory di Terra <3 tanto per aggiungere altro, i miei pg preferiti sono lei, Celes, Edgar, Gau e Relm (anche se Relm non l'ho mai usata "XD) <3333
Anyway, questa flashina è per il COW-T, missionespecial snowflake Suthi con il prompt "legno e/o verde". Le voglio un po' bene perché è la mia prima fic su FF e perché voglio bene a Terra ;_; e basta, chiudo qui. XDDDD
A volte si ritrova sdraiata sul suo soffice letto solitario, stringendo le dita fra le pieghe del lenzuolo per assicurarsi un contatto con la realtà, gli occhi chiusi in un sogno dai colori vividi e succosi, un sogno talmente intenso da sembrare realtà, con tutte le sue componenti. Paura, angoscia, tristezza e rimpianti, ma anche gioia, serenità, pace. Come quando, grazie ad uno sbuffo d'aria quieto che scivola dentro casa da una finestra aperta, i suoi pensieri prendono il volo leggeri come una piuma, scappando fuori nell'aria, su nel cielo, dritto fra le nuvole, dove una volta si era ritrovata a volare. Ricorda così bene le sensazioni che aveva provato mentre tutto il suo corpo era in preda ad un mutamento spaventoso, talmente radicale che la paura la immobilizzava mentre una forza dentro di lei la guidava fino alla torre più alta di Zozo; eppure durante quel volo aveva provato brevemente anche un'altra sensazione: potere. Libertà. Poteva sfrecciare nel cielo come una stella cadente, senza l'aiuto di nessuno, provocando stupore e meraviglia in chi puntasse il naso verso l'alto quando era passata. Ed è a quella sensazione, a quel brivido di gioia selvaggia e primordiale che Terra si aggrappa come con le lenzuola, per potersi sentire potente di nuovo, ma anche per non doversi mai cogliere sull'atto di rimpiangere un tempo in cui la metà di lei che vantava un potere magico per nascita poteva volare indisturbato al di sopra dei terrestri, toccare i limiti del possibile per sentirsi più a casa. Perché quei tempi di magia, esplosioni nel cielo, Esper magnifici e terrificanti nella loro ira, sono finiti, ed è davvero meglio così. Dopo aver debellato Kefka e la minaccia della fine del mondo, Terra ed il suo popolo hanno vissuto felici in quello che restava del loro mondo distrutto. Ma a quale prezzo?
Terra stringe più forte le coperte, unica ancora momentanea con tutto ciò che di bello ha ottenuto dopo aver distrutto le tre Statue. Perché i suoi amici non capiranno mai cosa significa sentire una parte di sé che c'è sempre stata - per quanto spaventosa e incomprensibile - semplicemente sparire, avvertire con chiarezza l'evirazione della propria metà magica, come se le braccia o le gambe si staccassero semplicemente dal corpo con cui sono nate. Da quando la sua metà Esper è svanita ha vissuto molto più felice, ma in momenti come questo si ritrova a pensare a Ramuh che si è preso cura di lei, agli Esper, a Maduin suo padre del quale non potrà più trovare frammenti in nessuna creatura. Il ricordo di quello che c'era di bello nell'essere parte del mondo degli Esper è tutto ciò che le resta, e ciò che accompagna le sue lacrime è la consapevolezza che una volta morta anche quel labile ricordo svanirà.
E poi apre gli occhi, circondata dal profumo dei prati di nuovo rigogliosi, il vento tranquillo che sembra volerle asciugare le lacrime, il colore caldo e rassicurante del legno nella stanza ed il verde che può scorgere al di là della finestra come se il cielo fosse verde e sano, come se la montagna fuori dalla sua finestra fosse tutto il suo mondo e come se in fondo la magia si fosse aggrappata tenacemente a lei. Come un ultimo messaggio di Maduin, di Ragnarok, di Ifrit, di tutti gli amici che con lei hanno protetto la sua casa. E dopotutto i ricordi non svaniranno con lei, perché la sua storia passerà di bocca in bocca, di padre in figlio, e un giorno Terra Branford e gli Esper saranno parte della cultura di tutte le città, saranno leggenda, saranno di nuovo vive e sì, questo lo può accettare.
Fandom: videogiochi » Final Fantasy VI
Personaggi: Terra Branford
Genere: introspettivo
Avvertimenti: sequel, spoiler, missing moment
Parole: 612
Note: sono affezionatissima alla saga di FF da quando ero piccolissima, quindi prima o poi avrei sicuramente scritto su uno di questi giochi XD il punto è che il VI è l'unico che sono effettivamente riuscita a finire conoscendo quindi il finale della storia (di solito mi rompevo le palle di riprovare con Kuja nel IX perché ero troppo niubba, stessa cosa con il VII e il VIII e il X (che adesso voglio rigiocare COSì tanto ;_____;) e mi sono presa bene con il plot e la backstory di Terra <3 tanto per aggiungere altro, i miei pg preferiti sono lei, Celes, Edgar, Gau e Relm (anche se Relm non l'ho mai usata "XD) <3333
Anyway, questa flashina è per il COW-T, missione
A volte si ritrova sdraiata sul suo soffice letto solitario, stringendo le dita fra le pieghe del lenzuolo per assicurarsi un contatto con la realtà, gli occhi chiusi in un sogno dai colori vividi e succosi, un sogno talmente intenso da sembrare realtà, con tutte le sue componenti. Paura, angoscia, tristezza e rimpianti, ma anche gioia, serenità, pace. Come quando, grazie ad uno sbuffo d'aria quieto che scivola dentro casa da una finestra aperta, i suoi pensieri prendono il volo leggeri come una piuma, scappando fuori nell'aria, su nel cielo, dritto fra le nuvole, dove una volta si era ritrovata a volare. Ricorda così bene le sensazioni che aveva provato mentre tutto il suo corpo era in preda ad un mutamento spaventoso, talmente radicale che la paura la immobilizzava mentre una forza dentro di lei la guidava fino alla torre più alta di Zozo; eppure durante quel volo aveva provato brevemente anche un'altra sensazione: potere. Libertà. Poteva sfrecciare nel cielo come una stella cadente, senza l'aiuto di nessuno, provocando stupore e meraviglia in chi puntasse il naso verso l'alto quando era passata. Ed è a quella sensazione, a quel brivido di gioia selvaggia e primordiale che Terra si aggrappa come con le lenzuola, per potersi sentire potente di nuovo, ma anche per non doversi mai cogliere sull'atto di rimpiangere un tempo in cui la metà di lei che vantava un potere magico per nascita poteva volare indisturbato al di sopra dei terrestri, toccare i limiti del possibile per sentirsi più a casa. Perché quei tempi di magia, esplosioni nel cielo, Esper magnifici e terrificanti nella loro ira, sono finiti, ed è davvero meglio così. Dopo aver debellato Kefka e la minaccia della fine del mondo, Terra ed il suo popolo hanno vissuto felici in quello che restava del loro mondo distrutto. Ma a quale prezzo?
Terra stringe più forte le coperte, unica ancora momentanea con tutto ciò che di bello ha ottenuto dopo aver distrutto le tre Statue. Perché i suoi amici non capiranno mai cosa significa sentire una parte di sé che c'è sempre stata - per quanto spaventosa e incomprensibile - semplicemente sparire, avvertire con chiarezza l'evirazione della propria metà magica, come se le braccia o le gambe si staccassero semplicemente dal corpo con cui sono nate. Da quando la sua metà Esper è svanita ha vissuto molto più felice, ma in momenti come questo si ritrova a pensare a Ramuh che si è preso cura di lei, agli Esper, a Maduin suo padre del quale non potrà più trovare frammenti in nessuna creatura. Il ricordo di quello che c'era di bello nell'essere parte del mondo degli Esper è tutto ciò che le resta, e ciò che accompagna le sue lacrime è la consapevolezza che una volta morta anche quel labile ricordo svanirà.
E poi apre gli occhi, circondata dal profumo dei prati di nuovo rigogliosi, il vento tranquillo che sembra volerle asciugare le lacrime, il colore caldo e rassicurante del legno nella stanza ed il verde che può scorgere al di là della finestra come se il cielo fosse verde e sano, come se la montagna fuori dalla sua finestra fosse tutto il suo mondo e come se in fondo la magia si fosse aggrappata tenacemente a lei. Come un ultimo messaggio di Maduin, di Ragnarok, di Ifrit, di tutti gli amici che con lei hanno protetto la sua casa. E dopotutto i ricordi non svaniranno con lei, perché la sua storia passerà di bocca in bocca, di padre in figlio, e un giorno Terra Branford e gli Esper saranno parte della cultura di tutte le città, saranno leggenda, saranno di nuovo vive e sì, questo lo può accettare.
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