04 March 2013 @ 09:14 pm
[Nashville] No regrets  
Titolo: No regrets
Fandom: Nashville
Personaggi: Rayna Jaymes/Deacon Claybourne
Genere: romantico, angst
Avvertimenti: prequel
Parole: 611
Note: prima roba che mi è venuta in mente pensando al prompt "mobile", che ho interpretato come "che si muove, che si sposta continuamente", e che scrivo solo perché servono fic per il #TeamSushi XD speriamo di farcela anche sta settimana.


Rayna si guarda allo specchio, lievemente opacizzato per la mancanza di pulizia e per tutte le volte che i palmi delle sue mani si sono premuti contro la sua superficie. Osserva preoccupata le tracce di trucco sbavato attorno alla sua bocca, cerca di riparare come può con le dita, mentre Deacon dietro di lei si siede ansimando su una sedia e la contempla soddisfatto, alzandosi la zip dei jeans. Rayna lo guarda attraverso il riflesso dello specchio, con un sorriso malizioso appena nascosto dalle proprie mani impegnate a riparare il danno fatto da baci troppo passionali.
«Non dovremmo farlo dieci minuti prima di uno show, Deacon» Esordisce lei in tono di rimprovero, mentre tenta anche di sistemarsi i capelli. «E non in camerino» Aggiunge, guardandosi attorno.
«Chissenefrega? Tanto c'è gente pagata per pulire» Risponde lui, accigliato con uno sguardo però divertito. «Forza, vieni qui» Le dice, allargando le braccia.
«No, devo sistemare questo disastro. Fra qualche minuto siamo fuori!» Replica la cantante velocemente, ripartendo da zero con il trucco e cercando di metterci il meno possibile.
«Vabbè, vuol dire che aspetteranno cinque minuti.»
Rayna gli rivolge una veloce occhiata di rimprovero, ma non risponde, mezza tentata di fare la rock star e presentarsi in ritardo.
«Sai cosa stavo pensando?» Ricomincia Deacon, alzandosi a prendere una birra dal tavolino accanto a lei.
«Cosa?» Risponde assente, mentre rimette la matita per occhi, concentrata.
«Stavo pensando ad un road trip. Io e te, subito dopo il tour. Andiamo a festeggiare per un paio di settimane... In giro. Io, te, qualche cassa di birra...» Le dice, e lei si volta a guardarlo con aria stralunata.
«Deacon, non possiamo prenderci così tanto tempo. La casa discografica...»
«Vadano affanculo! Sono stufo, voglio rilassarmi, voglio stare con te senza rompipalle attorno», ed è la cosa più carina che le abbia detto in mesi, perciò Rayna si ferma a riflettere, effettivamente.
«Un road trip...»
«Una vacanza dove non ci fermiamo mai, andiamo in giro per motel o dormiamo dove capita. Facciamolo finché possiamo.»
Rayna gli lancia numerose occhiate a metà fra lo stupefatto ed il divertito. Certo che da Deacon ci si può aspettare una proposta da film per ragazzini. Sembra genuinamente entusiasta della propria idea, e date le sue esperienze con la voglia di auto-distruggersi, forse un po' di tempo da passare da soli potrebbe fargli bene. In realtà l'allusione a grosse quantità d'alcool la preoccupa, ma si dice che in fondo può controllarlo, può accorgersi in tempo di un sorso di troppo o di uno sguardo troppo vuoto. Da quando si sono messi assieme pare che Deacon abbia smesso con quella sua tendenza pericolosa, ma forse uscire dal vortice dei palchi e delle folle può fargli bene.
Schiocca le labbra appena truccate col rossetto, e scuote le spalle. Va bene, ma solo alla fine del tour. Lo guarda di nuovo riflesso allo specchio e lo vede sorridere raggiante, per poi sentire le sue braccia forti stringersi attorno alla sua vita e le sue labbra poggiarsi sul collo. Sorride anche lei, gli accarezza le braccia. «Adesso però usciamo a suonare» Sussurra, si volta, lo bacia.

Vent'anni dopo, Rayna si guarda ancora allo specchio, il dolore che le ha scolpito lunghe rughe sul volto, pensa a quel viaggio di città in città che non hanno mai fatto. Perché il suo tunnel di auto-distruzione l'ha imboccato prima che lei potesse accorgersi di qualsiasi cosa, e invece di una lunga festa mobile in giro per gli States, tutto ciò che hanno avuto è stata qualche visita ad una clinica privata, tanta rabbia, tanto dolore. Ed ora Deacon la guarda riflesso in uno specchio, i rimpianti che oscurano costantemente il suo volto, per poi sparire oltre la porta. Stasera saranno tutti puntuali, tutti perfetti, tutti completamente finti.