Titolo: Whyn't?
Personaggi: Robert Downey Jr.
Genere: Angst
Note: Non so perché, davvero. Preparavo la tavola e mi è venuta in mente questa serie di "perché". Allora, non pretendo minimamente di avere idea di cosa passasse nella sua testa in quel periodo, quindi non pretendo nemmeno di avvicinarmi alla realtà. Secondo, non lo conosco neanche lontanamente quanto "conosco" i Muse o i Beatles, quindi idem. Terza cosa, so che assomiglia fin troppo alla scena di overdose di Trainspotting...mi spiace, ogni volta che penso a quest'argomento è la prima cosa che collego inconsciamente.
Ultima cosa: sono davvero felice che Robert non sia più come allora, che sorrida e sia felice con la sua bellissima Susan. E ovviamente per il Golden Globe dell'altro ieri, ad un attore con uno spessore e un talento unici.
Perché?
Pensiamoci.
Perché... - prende in mano la siringa. Osserva il liquido giallastro e repellente che occhieggia da lì dentro.
Perché è fatto così.
Perché la vita è una merda.
Perché evidentemente ha bisogno di morire.
Perché non sa che cazzo ci fa al mondo.
Solo, a gambe incrociate, dondolando nervoso nella sua camera d'albergo disfatta, le tende lacerate e il disegno di luce a forma di graffio sulla moquette polverosa. Le particelle di polvere che danzano indifferenti alla luce del Sole, e i suoi occhi spenti e velati di rabbia.
Perché lei è una puttana. E a lui le puttane piacciono, da morire.
Soprattutto quando fanno il loro lavoro senza battere ciglio.
La puttana cristallina nella sua mano lo invita.
Infilami nella tua pelle, caro. Spingi. Godi.
La siringa nella vena si svuota lentamente, così come cresce il piacere chimico nel suo cervello.
Oh, si, sei sporca. Avvelenami, uccidimi. Portami via.
Ti prego.
Il tramonto arrossa un viso giovane ma pallido e dall'espressione vuota.
Ti stai facendo del male.
Oh, sì. Lo sa. Ma è proprio questo. Il male piace.
Il dolore provoca piacere. Il dolore è il piacere di stare male.
Perché?
E Perché no?
Personaggi: Robert Downey Jr.
Genere: Angst
Note: Non so perché, davvero. Preparavo la tavola e mi è venuta in mente questa serie di "perché". Allora, non pretendo minimamente di avere idea di cosa passasse nella sua testa in quel periodo, quindi non pretendo nemmeno di avvicinarmi alla realtà. Secondo, non lo conosco neanche lontanamente quanto "conosco" i Muse o i Beatles, quindi idem. Terza cosa, so che assomiglia fin troppo alla scena di overdose di Trainspotting...mi spiace, ogni volta che penso a quest'argomento è la prima cosa che collego inconsciamente.
Ultima cosa: sono davvero felice che Robert non sia più come allora, che sorrida e sia felice con la sua bellissima Susan. E ovviamente per il Golden Globe dell'altro ieri, ad un attore con uno spessore e un talento unici.
Perché?
Pensiamoci.
Perché... - prende in mano la siringa. Osserva il liquido giallastro e repellente che occhieggia da lì dentro.
Perché è fatto così.
Perché la vita è una merda.
Perché evidentemente ha bisogno di morire.
Perché non sa che cazzo ci fa al mondo.
Solo, a gambe incrociate, dondolando nervoso nella sua camera d'albergo disfatta, le tende lacerate e il disegno di luce a forma di graffio sulla moquette polverosa. Le particelle di polvere che danzano indifferenti alla luce del Sole, e i suoi occhi spenti e velati di rabbia.
Perché lei è una puttana. E a lui le puttane piacciono, da morire.
Soprattutto quando fanno il loro lavoro senza battere ciglio.
La puttana cristallina nella sua mano lo invita.
Infilami nella tua pelle, caro. Spingi. Godi.
La siringa nella vena si svuota lentamente, così come cresce il piacere chimico nel suo cervello.
Oh, si, sei sporca. Avvelenami, uccidimi. Portami via.
Ti prego.
Il tramonto arrossa un viso giovane ma pallido e dall'espressione vuota.
Ti stai facendo del male.
Oh, sì. Lo sa. Ma è proprio questo. Il male piace.
Il dolore provoca piacere. Il dolore è il piacere di stare male.
Perché?
E Perché no?
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calm
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