Titolo: That boy is a problem
Fandom: Free!
Pairing: Rei Ryugazaki/Nagisa Hazuki
Genere: erotico
Avvertimenti: pedofilia, age difference, AU
Parole: 1961
Note: roba che mi sono auto-promptata e auto-fillata al volo per il p0rnfest. Vale anche per il prompt 41 della maritombola. Attenzione allo shota.
Quando apre gli occhi, nelle narici del professor Ryuugazaki Rei si è accomodato, con lentezza, un odore lieve, dolce, che immediatamente smuove il suo stomaco ancora addormentato dalla sera prima. Non comprende il motivo per cui ci sia una atmosfera pigra da colazione, né perché il suo corpo sembri piacevolmente stanco. E poi, mentre i pensieri tornano a lui, anche i ricordi si riaffacciano nella sua mente, e per un attimo il cuore gli salta in gola. Perché ora l'aroma nelle stanze del suo appartamento ha senso.
Oh, no. Hazuki. Hazuki è in casa sua. Hazuki gli si è strusciato addosso tutta la sera precedente, finché il corpo non è ceduto. Il motivo per cui si trovavano nella stessa abitazione, in principio, era scolastico. I voti dello studente erano in costante calo, e nessuna minaccia sembravano riuscire a smuoverlo dalla sua condotta. Eppure è un ragazzo intelligente. E i suoi genitori hanno ripetuto che fino a poco fa passava tutto il tempo a studiare, quindi il fatto è ancora più imbarazzante per lui, il suo professore. Perché se le cose sono cambiate con il suo arrivo a scuola, solo un anno fa, potrebbe non essere una coincidenza.
Si solleva, sospirando. È Domenica, ed il sole è pallido ma piacevole, filtra attraverso le tende disegnando arabeschi fitti nella stanza, e su di lui. La luce scivola via dalla sua pelle mentre si alza e, sconfortato, si rende conto di essere nudo.
Si passa una mano sul viso, con l'umore sempre più pesante, mentre ricorda. Ha invitato Hazuki a casa propria per discuterne, per chiedergli perché il suo comportamento a scuola ed a casa sia cambiato, come mai non gli interessi più studiare.
"Non mi è mai interessato," ha risposto Nagisa, candidamente, gli occhi che luccicavano come addobbi natalizi, e le pupille larghe che sembravano voler attirare l'interezza della figura di Rei dentro il loro vuoto. "Ed è tutta colpa sua se ho smesso di fare finta che mi piacesse."
E poi Hazuki ha allungato una mano, l'ha passata sulla coscia del più grande, e con gli occhi fissi su quest'ultimo gli si è seduto in grembo.
Cammina fino alla cucina, pensando che non avrebbe dovuto invitarlo, e non avrebbe dovuto dargli corda quando flirtava in classe, provocando risatine e sussulti da parte di tutti gli altri. Avrebbe dovuto dirgli di no chiaro e tondo mentre le labbra morbide dell'altro scendevano lungo il suo petto, mentre le mani piccole e bambinesche sbottonavano la sua camicia. Non ha nemmeno idea di dove Hazuki abbia imparato le cose che ha fatto con la sua bocca, ma il corpo di Rei pare già risvegliarsi velocemente, con una piccola scossa elettrica.
Nagisa è in cucina ed ha fatto il caffè. È vestito solo con una t-shirt che deve aver trovato buttata su una sedia in camera da letto, grigio chiaro ed evidentemente troppo larga per lui, tanto che cade da un lato mostrando la sua spalla. Il professore non ha idea di cose come se l'abbia fatto apposta, o se parte di Nagisa sia davvero innocente quando fa queste cose.
Sa che è moralmente sbagliato, che è illegale, e che se Hazuki lo denuncia la sua vita è finita. Eppure, come si suol dire, una volta fatto trenta si può fare trentuno. Gli si posiziona dietro, e gli passa le braccia attorno delicatamente, mentre il più piccolo squittisce di sorpresa. Quando prende a baciargli il collo, chiude gli occhi.
"Buongiorno, professore," Nagisa cinguetta allegro, tutto rosso in viso, e scosta la testa per lasciargli più spazio. Rei lo trova adorabile, e non dovrebbe, e tutto ciò che sta facendo va contro almeno settecento regole umanitarie. Ma Nagisa è così bello e così tenero, ed allo stesso tempo così malizioso che la miscela risultante è irresistibile.
"Buongiorno, Hazuki-kun. La colazione è per me?" Chiede, piano, mentre le sue mani stropicciano impazienti la propria maglietta sul corpo del minorenne. È ancora un corpo piuttosto infantile, eppure i muscoli sotto la sua pelle sono evidenti mentre si flettono al tocco delle sue mani più grandi.
"Sì. È per tutti e due," Nagisa risponde in tono divertito, eppure la sua voce suona flebile, vaga, risente del tocco di Rei. È incredibilmente tranquillo per essere un ragazzino sedicenne che ha appena perso la verginità con un adulto, o almeno così gli ha detto. Da lui il professore si aspettava domande, timidezza talmente paralizzante da non riuscire a farlo muovere. E invece, addirittura, è stato proprio il più giovane a cercarlo, toccarlo e sedurlo. Ed ora si spinge piano contro il suo petto, Rei può scorgere un sorriso sulle sue labbra mentre lascia una lieve scia di baci lungo il suo collo e la sua guancia.
"Allora grazie," sussurra, sentendosi molto stupido. È stupido stare a questo gioco, lui è un adulto, la cosa decente da fare sarebbe stargli il più lontano possibile, evitare di traumatizzarlo di più. Eppure Nagisa non sembra turbato, piuttosto pare rilassato e contento. Canticchia addirittura, interrompendosi solo quando una mano di Rei solleva il lembo della maglietta per toccargli il ventre morbido, ed i suoi occhi magenta sembrano liquefarsi quando poi le dita grandi lo toccano da sopra le mutande.
"Lo vuole fare di nuovo, professore?" Nagisa chiede, suonando come se non chiedesse di meglio.
"Vuoi?"
"... Sì."
"Sicuro? Puoi dirmi di no e io mi allontanerò."
"Sì."
Rei annuisce, riprendendo a baciare la sua pelle, arriva alla spalla scoperta, e la sua mano viaggia toccando l'interno delle cosce del più giovane, che emette piccoli, minuscoli versi di assenso mentre il toast abbrustolisce. Con una mano, l'adulto scosta la biancheria intima, rivelando il sesso già eretto del ragazzino, che prende un lungo sospiro. Le sue dita circondano l'erezione fra le gambe che si stringono istintivamente, ed il suo pollice passa con estrema delicatezza sulla punta, prima di prendere a muovere il polso armoniosamente.
I fianchi del giovane prendono immediatamente a scattare, impazienti, ed a Rei viene da ridere. Gli piace ascoltare i versi del più piccolo mentre esplora il suo corpo, mentre lo provoca. È un po' una vendetta per averlo trascinato in quella situazione, probabilmente. Le sue labbra non si scollano un momento dalla pelle ancora sensibile, facile da far arrossare, di Nagisa. Sospira il suo nome mentre lo masturba, mentre lo sente scaldarsi, mentre il suo corpo giovane già suda. E poi smette, e lo fa voltare.
"Professore..." Nagisa mormora, col viso tondo arrossito e gli occhi lucidi.
"Sei bellissimo," Rei risponde, baciandolo sulle labbra. L'altro chiude gli occhi, gli prende una mano e la guida su per il suo collo. La pulsazione nelle sue vene è folle, fortissima, il ritmo impazzito. Si inginocchia davanti all'adolescente, e senza staccagli gli occhi di dosso lo prende in bocca senza tante cerimonie. Il gemito che sente è liquido, completamente composto di lussuria eppure anche d'innocenza, ed il professore chiude gli occhi mentre prende a succhiare, la lingua che scorre e le labbra che scivolano attorno a lui. Gli stringe i fianchi fra le mani, così che si possano soltanto muovere in avanti e indietro, ma allo stesso tempo avverte anche le dita di Nagisa che si stringono quiete fra i suoi capelli, sussurrando il suo nome mentre con l'altro braccio si tiene alla superficie dietro di lui.
Mentre la sua bocca si stringe e risucchia attorno all'erezione del biondo, la sua mano scende a toccare e poi afferrare la propria erezione, la strofina dapprima giocosamente, e poi la prende in mano iniziando subito a strofinare.
"Rei-chan..." l'altro geme piano, e poi sempre più forte, finché prima di quanto Rei prevedesse si svuota nella sua bocca, con un suono secco che è cresciuto nella sua gola fra versi tesi, fino ad esplodere. Il professore guarda all'insù, gli occhiali appena appannati, il cuore che pulsa nelle sue orecchie, e solo in quel momento la gravità dell'intera situazione gli avvelena il petto. Smette di toccarsi, trema, e poi sente lacrime di colpa che bruciano attorno ai suoi occhi.
"Cosa succede, Rei-chan?" Nagisa chiede, preoccupato, si accuccia accanto a lui mentre gli accarezza i capelli.
Rei ha decina d'anni più dell'altro, ma è fresco fresco di università, una carriera vitalizia davanti, e potrebbe aver distrutto tutto nel giro di una notte e di una mattina.
"Non avrei dovuto," dice, l'ansia che stringe la cassa toracica come una bendatura, che gli impedisce di respirare, mentre i polmoni invece cercano aria disperatamente ed il cuore si avventa contro la propria gabbia.
Due braccia sottili si avvolgono attorno a lui, e Nagisa lo abbraccia.
"Non lo dirò a nessuno."
"Come faccio ad esserne sicuro?" Rei chiede, il tono di voce improvvisamente supplichevole. Il giovane sorride, baciandolo sulle labbra.
"Perché volevo fare sesso con lei, ed ora che l'ho fatto mi è passata la smania. Potrei anche dire che lo volevo così tanto che non pensavo ad altro, in realtà. Ogni volta che cercavo di studiare mi immaginavo cose su di lei... Sa, ossessioni." Nagisa replica, con un tono di voce rassicurante ed una espressione innocente, e che tuttavia non nasconde la malizia.
Rei alza lo sguardo, chiedendosi se davvero possa fidarsi di un ragazzino. "Per favore, chiudiamola qui," chiede, con l'erezione che lentamente si ammorbidisce. Nello stato d'animo in cui è ora, non riesce a pensare ad altro che una prigione a vita.
Nagisa sospira, mentre stringe la sua mano fra le proprie. "D'accordo, non c'è problema. Non mi cada in panico!" Risponde, con un mezzo sorriso.
Effettivamente, è proprio ciò che sta accadendo. Quando ha sentito quel sapore estraneo sulla lingua, si è reso conto di quanto reale e quanto grave sia ciò che ha appena fatto. La leggerezza con cui il suo studente sta vedendo l'intera cosa è surreale, invece.
Ma pian piano, quella sua superficialità rallenta il battito dapprima furioso nel suo petto, e calma le sue lacrime. "Meno male," mormora, rosso in viso. Tutta la situazione è paradossale, e se ne rende perfettamente conto. Non si domanda nemmeno come riuscirà a finire l'anno in quella classe, ma spera che quelle non siano tutte balle solo per renderlo tranquillo.
"Quando avrò diciotto anni potremo scopare tranquillamente," Nagisa continua, dando una scrollata di spalle, ed a quel punto Rei perde la parola.
"..."
"Scherzo!" L'altro risponde, sghignazzando.
"Come puoi scherzare su questa cosa?" Il più grande strilla, isterico, il che fa ridere l'altro ancora di più. "No, davvero, è una cosa seria! Tecnicamente questo fa di me un... un..."
"Un pedofilo? Non saprei. Dopotutto, sono l'unico minorenne per cui ha provato attrazione, no?"
"Non fa nessuna differenza, se qualcuno..."
"... Nessuno lo verrà a sapere! Non crede che finirei nei guai anch'io? Soprattutto con i miei."
Le parole di Nagisa lo colpiscono, e fino ad un certo punto lo tranquillizzano. "... Ma se tu dovessi dire che io..."
"Non dirò niente del genere." Nagisa insiste, alzandosi in piedi per andare a rivestirsi.
"I tuoi genitori sanno che sei qui?" Rei poi chiede, gli occhi di nuovo spalancati e pieni d'ansia.
"Pensano che sia andato a dormire da un amico dopo aver parlato con lei," la voce del ragazzo lo raggiunge dall'altra stanza, e mentre quello si riveste lui si alza, guardandosi attorno finalmente senza l'impressione che il mondo lo voglia soffocare.
Quindi aveva pianificato tutto, pensa. Un odore disgustoso improvvisamente si espande nell'aria, e si guarda attorno per vedere da dove viene.
"I toast!" Strilla, spegnendo il tostapane. Un risolino viene dall'altra stanza.
"A proposito, ho preparato latte e cereali, mi sa che abbiamo solo quello visto che i toast sono andati... dovremmo fare colazione," Nagisa risponde mentre emerge dalla camera da letto. "E poi me ne andrò a casa."
Rei prende un lungo respiro. Meno male che è Domenica. Avrà tutta la giornata per terrorizzarsi da solo e ripetersi le parole dell'altro.
Fandom: Free!
Pairing: Rei Ryugazaki/Nagisa Hazuki
Genere: erotico
Avvertimenti: pedofilia, age difference, AU
Parole: 1961
Note: roba che mi sono auto-promptata e auto-fillata al volo per il p0rnfest. Vale anche per il prompt 41 della maritombola. Attenzione allo shota.
Quando apre gli occhi, nelle narici del professor Ryuugazaki Rei si è accomodato, con lentezza, un odore lieve, dolce, che immediatamente smuove il suo stomaco ancora addormentato dalla sera prima. Non comprende il motivo per cui ci sia una atmosfera pigra da colazione, né perché il suo corpo sembri piacevolmente stanco. E poi, mentre i pensieri tornano a lui, anche i ricordi si riaffacciano nella sua mente, e per un attimo il cuore gli salta in gola. Perché ora l'aroma nelle stanze del suo appartamento ha senso.
Oh, no. Hazuki. Hazuki è in casa sua. Hazuki gli si è strusciato addosso tutta la sera precedente, finché il corpo non è ceduto. Il motivo per cui si trovavano nella stessa abitazione, in principio, era scolastico. I voti dello studente erano in costante calo, e nessuna minaccia sembravano riuscire a smuoverlo dalla sua condotta. Eppure è un ragazzo intelligente. E i suoi genitori hanno ripetuto che fino a poco fa passava tutto il tempo a studiare, quindi il fatto è ancora più imbarazzante per lui, il suo professore. Perché se le cose sono cambiate con il suo arrivo a scuola, solo un anno fa, potrebbe non essere una coincidenza.
Si solleva, sospirando. È Domenica, ed il sole è pallido ma piacevole, filtra attraverso le tende disegnando arabeschi fitti nella stanza, e su di lui. La luce scivola via dalla sua pelle mentre si alza e, sconfortato, si rende conto di essere nudo.
Si passa una mano sul viso, con l'umore sempre più pesante, mentre ricorda. Ha invitato Hazuki a casa propria per discuterne, per chiedergli perché il suo comportamento a scuola ed a casa sia cambiato, come mai non gli interessi più studiare.
"Non mi è mai interessato," ha risposto Nagisa, candidamente, gli occhi che luccicavano come addobbi natalizi, e le pupille larghe che sembravano voler attirare l'interezza della figura di Rei dentro il loro vuoto. "Ed è tutta colpa sua se ho smesso di fare finta che mi piacesse."
E poi Hazuki ha allungato una mano, l'ha passata sulla coscia del più grande, e con gli occhi fissi su quest'ultimo gli si è seduto in grembo.
Cammina fino alla cucina, pensando che non avrebbe dovuto invitarlo, e non avrebbe dovuto dargli corda quando flirtava in classe, provocando risatine e sussulti da parte di tutti gli altri. Avrebbe dovuto dirgli di no chiaro e tondo mentre le labbra morbide dell'altro scendevano lungo il suo petto, mentre le mani piccole e bambinesche sbottonavano la sua camicia. Non ha nemmeno idea di dove Hazuki abbia imparato le cose che ha fatto con la sua bocca, ma il corpo di Rei pare già risvegliarsi velocemente, con una piccola scossa elettrica.
Nagisa è in cucina ed ha fatto il caffè. È vestito solo con una t-shirt che deve aver trovato buttata su una sedia in camera da letto, grigio chiaro ed evidentemente troppo larga per lui, tanto che cade da un lato mostrando la sua spalla. Il professore non ha idea di cose come se l'abbia fatto apposta, o se parte di Nagisa sia davvero innocente quando fa queste cose.
Sa che è moralmente sbagliato, che è illegale, e che se Hazuki lo denuncia la sua vita è finita. Eppure, come si suol dire, una volta fatto trenta si può fare trentuno. Gli si posiziona dietro, e gli passa le braccia attorno delicatamente, mentre il più piccolo squittisce di sorpresa. Quando prende a baciargli il collo, chiude gli occhi.
"Buongiorno, professore," Nagisa cinguetta allegro, tutto rosso in viso, e scosta la testa per lasciargli più spazio. Rei lo trova adorabile, e non dovrebbe, e tutto ciò che sta facendo va contro almeno settecento regole umanitarie. Ma Nagisa è così bello e così tenero, ed allo stesso tempo così malizioso che la miscela risultante è irresistibile.
"Buongiorno, Hazuki-kun. La colazione è per me?" Chiede, piano, mentre le sue mani stropicciano impazienti la propria maglietta sul corpo del minorenne. È ancora un corpo piuttosto infantile, eppure i muscoli sotto la sua pelle sono evidenti mentre si flettono al tocco delle sue mani più grandi.
"Sì. È per tutti e due," Nagisa risponde in tono divertito, eppure la sua voce suona flebile, vaga, risente del tocco di Rei. È incredibilmente tranquillo per essere un ragazzino sedicenne che ha appena perso la verginità con un adulto, o almeno così gli ha detto. Da lui il professore si aspettava domande, timidezza talmente paralizzante da non riuscire a farlo muovere. E invece, addirittura, è stato proprio il più giovane a cercarlo, toccarlo e sedurlo. Ed ora si spinge piano contro il suo petto, Rei può scorgere un sorriso sulle sue labbra mentre lascia una lieve scia di baci lungo il suo collo e la sua guancia.
"Allora grazie," sussurra, sentendosi molto stupido. È stupido stare a questo gioco, lui è un adulto, la cosa decente da fare sarebbe stargli il più lontano possibile, evitare di traumatizzarlo di più. Eppure Nagisa non sembra turbato, piuttosto pare rilassato e contento. Canticchia addirittura, interrompendosi solo quando una mano di Rei solleva il lembo della maglietta per toccargli il ventre morbido, ed i suoi occhi magenta sembrano liquefarsi quando poi le dita grandi lo toccano da sopra le mutande.
"Lo vuole fare di nuovo, professore?" Nagisa chiede, suonando come se non chiedesse di meglio.
"Vuoi?"
"... Sì."
"Sicuro? Puoi dirmi di no e io mi allontanerò."
"Sì."
Rei annuisce, riprendendo a baciare la sua pelle, arriva alla spalla scoperta, e la sua mano viaggia toccando l'interno delle cosce del più giovane, che emette piccoli, minuscoli versi di assenso mentre il toast abbrustolisce. Con una mano, l'adulto scosta la biancheria intima, rivelando il sesso già eretto del ragazzino, che prende un lungo sospiro. Le sue dita circondano l'erezione fra le gambe che si stringono istintivamente, ed il suo pollice passa con estrema delicatezza sulla punta, prima di prendere a muovere il polso armoniosamente.
I fianchi del giovane prendono immediatamente a scattare, impazienti, ed a Rei viene da ridere. Gli piace ascoltare i versi del più piccolo mentre esplora il suo corpo, mentre lo provoca. È un po' una vendetta per averlo trascinato in quella situazione, probabilmente. Le sue labbra non si scollano un momento dalla pelle ancora sensibile, facile da far arrossare, di Nagisa. Sospira il suo nome mentre lo masturba, mentre lo sente scaldarsi, mentre il suo corpo giovane già suda. E poi smette, e lo fa voltare.
"Professore..." Nagisa mormora, col viso tondo arrossito e gli occhi lucidi.
"Sei bellissimo," Rei risponde, baciandolo sulle labbra. L'altro chiude gli occhi, gli prende una mano e la guida su per il suo collo. La pulsazione nelle sue vene è folle, fortissima, il ritmo impazzito. Si inginocchia davanti all'adolescente, e senza staccagli gli occhi di dosso lo prende in bocca senza tante cerimonie. Il gemito che sente è liquido, completamente composto di lussuria eppure anche d'innocenza, ed il professore chiude gli occhi mentre prende a succhiare, la lingua che scorre e le labbra che scivolano attorno a lui. Gli stringe i fianchi fra le mani, così che si possano soltanto muovere in avanti e indietro, ma allo stesso tempo avverte anche le dita di Nagisa che si stringono quiete fra i suoi capelli, sussurrando il suo nome mentre con l'altro braccio si tiene alla superficie dietro di lui.
Mentre la sua bocca si stringe e risucchia attorno all'erezione del biondo, la sua mano scende a toccare e poi afferrare la propria erezione, la strofina dapprima giocosamente, e poi la prende in mano iniziando subito a strofinare.
"Rei-chan..." l'altro geme piano, e poi sempre più forte, finché prima di quanto Rei prevedesse si svuota nella sua bocca, con un suono secco che è cresciuto nella sua gola fra versi tesi, fino ad esplodere. Il professore guarda all'insù, gli occhiali appena appannati, il cuore che pulsa nelle sue orecchie, e solo in quel momento la gravità dell'intera situazione gli avvelena il petto. Smette di toccarsi, trema, e poi sente lacrime di colpa che bruciano attorno ai suoi occhi.
"Cosa succede, Rei-chan?" Nagisa chiede, preoccupato, si accuccia accanto a lui mentre gli accarezza i capelli.
Rei ha decina d'anni più dell'altro, ma è fresco fresco di università, una carriera vitalizia davanti, e potrebbe aver distrutto tutto nel giro di una notte e di una mattina.
"Non avrei dovuto," dice, l'ansia che stringe la cassa toracica come una bendatura, che gli impedisce di respirare, mentre i polmoni invece cercano aria disperatamente ed il cuore si avventa contro la propria gabbia.
Due braccia sottili si avvolgono attorno a lui, e Nagisa lo abbraccia.
"Non lo dirò a nessuno."
"Come faccio ad esserne sicuro?" Rei chiede, il tono di voce improvvisamente supplichevole. Il giovane sorride, baciandolo sulle labbra.
"Perché volevo fare sesso con lei, ed ora che l'ho fatto mi è passata la smania. Potrei anche dire che lo volevo così tanto che non pensavo ad altro, in realtà. Ogni volta che cercavo di studiare mi immaginavo cose su di lei... Sa, ossessioni." Nagisa replica, con un tono di voce rassicurante ed una espressione innocente, e che tuttavia non nasconde la malizia.
Rei alza lo sguardo, chiedendosi se davvero possa fidarsi di un ragazzino. "Per favore, chiudiamola qui," chiede, con l'erezione che lentamente si ammorbidisce. Nello stato d'animo in cui è ora, non riesce a pensare ad altro che una prigione a vita.
Nagisa sospira, mentre stringe la sua mano fra le proprie. "D'accordo, non c'è problema. Non mi cada in panico!" Risponde, con un mezzo sorriso.
Effettivamente, è proprio ciò che sta accadendo. Quando ha sentito quel sapore estraneo sulla lingua, si è reso conto di quanto reale e quanto grave sia ciò che ha appena fatto. La leggerezza con cui il suo studente sta vedendo l'intera cosa è surreale, invece.
Ma pian piano, quella sua superficialità rallenta il battito dapprima furioso nel suo petto, e calma le sue lacrime. "Meno male," mormora, rosso in viso. Tutta la situazione è paradossale, e se ne rende perfettamente conto. Non si domanda nemmeno come riuscirà a finire l'anno in quella classe, ma spera che quelle non siano tutte balle solo per renderlo tranquillo.
"Quando avrò diciotto anni potremo scopare tranquillamente," Nagisa continua, dando una scrollata di spalle, ed a quel punto Rei perde la parola.
"..."
"Scherzo!" L'altro risponde, sghignazzando.
"Come puoi scherzare su questa cosa?" Il più grande strilla, isterico, il che fa ridere l'altro ancora di più. "No, davvero, è una cosa seria! Tecnicamente questo fa di me un... un..."
"Un pedofilo? Non saprei. Dopotutto, sono l'unico minorenne per cui ha provato attrazione, no?"
"Non fa nessuna differenza, se qualcuno..."
"... Nessuno lo verrà a sapere! Non crede che finirei nei guai anch'io? Soprattutto con i miei."
Le parole di Nagisa lo colpiscono, e fino ad un certo punto lo tranquillizzano. "... Ma se tu dovessi dire che io..."
"Non dirò niente del genere." Nagisa insiste, alzandosi in piedi per andare a rivestirsi.
"I tuoi genitori sanno che sei qui?" Rei poi chiede, gli occhi di nuovo spalancati e pieni d'ansia.
"Pensano che sia andato a dormire da un amico dopo aver parlato con lei," la voce del ragazzo lo raggiunge dall'altra stanza, e mentre quello si riveste lui si alza, guardandosi attorno finalmente senza l'impressione che il mondo lo voglia soffocare.
Quindi aveva pianificato tutto, pensa. Un odore disgustoso improvvisamente si espande nell'aria, e si guarda attorno per vedere da dove viene.
"I toast!" Strilla, spegnendo il tostapane. Un risolino viene dall'altra stanza.
"A proposito, ho preparato latte e cereali, mi sa che abbiamo solo quello visto che i toast sono andati... dovremmo fare colazione," Nagisa risponde mentre emerge dalla camera da letto. "E poi me ne andrò a casa."
Rei prende un lungo respiro. Meno male che è Domenica. Avrà tutta la giornata per terrorizzarsi da solo e ripetersi le parole dell'altro.
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