18 March 2010 @ 10:53 pm
[RDJxMel Gibson] Help Me I Am In Hell  
Titolo: Help Me I Am In Hell
Fandom: Fanfic su attori, film: Air America
(Crack) Pairing: Mel Gibson/Robert Downey Jr.
Genere: Erotico, Angst, Triste, Introspettivo
Rating: NC-17
Avvertimenti: Lemon, Linguaggio
Riassunto: 1990. Set di Air America, ultimo giorno di riprese. Robert riceve una visita (s)piacevole da parte di Mel.
Note: Ecco fin dove può arrivare l'immaginazione perversa di una slasher. Che trova coppie assurde in film senza la minima traccia di slash. Lo so, faccio praticamente pena, chiedo venia. A mia moglie è piaciuta, quindi la pubblico sperando che qualcun altro la legga xD Titolo preso da un pezzo strumentale dei Nine Inch Nails (doveva essere Closer ma ho già due fic ispirate a quella canzone, è troppo monotono...anche se in effetti all'interno della fic c'è una citazione da Closer, ma shhhhhh XDDD). Spero che piaccia a qualcuno, senza subire denunce, dato che sono effettivamente perseguibile .-.



E' già mezzo addormentato sulla sua poltrona nel camper, stravaccato nel modo più annoiato possibile, con una bottiglia di Beck's in mano, quando sente bussare alla porta in latta. Sbadiglia pesantemente, strizzando gli occhi nel buio e butta un occhio all'orologio. Ormai sono le due, chi diamine si sognerebbe di venirlo a disturbare ora? Non può essere un killer evaso da San Quintino appositamente per vendicarsi su di lui per qualche misfatto misterioso compiuto dal Senior, no?
-Chi è?- urla alzandosi.
-Mel.
-Oh, chiaro, ok...
Dopo quei mesi di riprese è abbastanza scontato che ci sia qualsiasi oggetto in suo possesso sparso per terra, quindi non può biasimare né sé stesso né alcun altro se deve fare il salto ad ostacoli fra valige, zaini, vestiti, calzini, bauletti, orsacchiotti, bottiglie vuote, siringhe e chi più ne ha più ne metta. In tre metri quadri.
-Ciao!
-Ciao, Robert. Ti stavi rilassando?- chiede l'altro, con un sorriso paterno.
-Ah, sì, insomma...tu che ci fai qui?- replica nervosamente. E' da quando l'ha incontrato all'inizio delle riprese che quell'uomo gli incute qualcosa di inquietante. Non sa perché. Eppure sembra davvero gentile e generoso...
-Beh, oggi era l'ultimo giorno di riprese, ricordi? Sono passato a farmi un pò di brindisi con te, e se ci sbronziamo tanto meglio!- ride l'altro, con un luccichio negli occhi scuri. -Ho portato le bollicine!
-Oh- sorride Robert, facendosi finalmente da parte facendolo entrare.
-Vedo che devi ancora fare le valigie- minimizza Mel, guardandosi intorno divertito.
'E' poco più di un ragazzino, dopotutto', pensa.
-Già, ho i bicchieri- risponde il giovane appoggiandone un paio sul tavolino.
-Allora, ti sei divertito?- domanda Mel, osservandolo interessato da sotto in su, mentre siede davanti a lui.
Robert sorride versandosi lo champagne portato dall'ospite.
-Sì, abbastanza. Soprattutto la scena in cui mi porti in giro appeso ad un elicottero!
-Io ti avrei voluto lasciare su quel lettino...- mormora il più anziano, sorseggiando dal bicchiere.
-Eh?
-Niente- risponde con un piccolo ghigno. -A me è piaciuta la scena in cui stavamo da soli, sai, nella radura.
Robert sfoggia un sorriso incerto. Il senso di disagio comincia a fargli drizzare i peli della nuca.
-Perché? Perché ci eravamo appena lanciati da, quanto, cinque o sei metri?
Mel si prende qualche istante bevendo un altro lungo sorso.
-No, perché era la nostra prima scena insieme. E non riuscivo a concentrarmi...sai, eravamo veramente vicini.
Mentre parla la voce gli si abbassa e si arrotonda in una serie di fusa roche.
Robert rimane a fissarlo sempre più sconcertato. Gli occhi dell'altro improvvisamente lo spaventano, perché non sa che pensieri stia macinando.
Ora il disagio è davvero palpabile, e deglutisce.
-Allora, hai voglia di divertirti un pò, stasera?- continua Mel, sporgendosi verso di lui con gli occhi lampeggianti e uno sguardo fisso, inquietante.
-Uh, volentieri, ma a quest'ora...
-Oh, non serve muoversi, Robert.
A sentire il proprio nome detto in quel modo, rallentato, come se ogni lettera di sé stesso scivolasse e rotolasse sulla lingua dell'altro...non è piacevole come dovrebbe.
Qualcosa trilla più forte nell'inconscio, qualcosa di minaccioso, qualcosa che mette in pericolo la sua sicurezza.
-Beh, d'accordo-, risponde cauto.
Mel rimane a fissarlo ancora un pò in silenzio, assolutamente immobile, aumentando a dismisura il senso di disagio. Poi si alza andando a guardare fuori dal finestrino.
In quel momento si sente uno scatto metallico.
-Perché hai chiuso a chiave, Mel?- domanda Robert, cercando di non suonare spaventato.
-Io mi diverto così.
-Tu sei pazzo- risponde, senza fiato.
-Da quanto non ti fai una scopata, Robert?- chiede l'altro, girandosi e fissandolo intensamente. -Insomma, ce l'avrai una ragazza. Da quanto non te la sbatti? Da quanto non ti sbatti qualcuno?
Robert non può credere a quello che sta sentendo. Sbianca completamente, poi si mostra infuriato, dirigendosi verso di lui con tutta l'intenzione di sbatterlo fuori.
-Basta così, sei sbronzo. Vai via, Mel, a domani.
Vedendolo arrivare, Mel si lecca le labbra, soddisfatto dal risultato della propria provocazione. Sa di essere più forte perché più maturo e virile.
Lo prende per le braccia bloccando completamente qualsiasi movimento. Robert si fa sfuggire un gemito di sorpresa, che eccita ancora di più l'altro americano. Che si gira, e usa la sua stessa rincorsa per intrappolarlo alla porta dietro di sé. Ora è davvero troppo vicino, e Robert sente davvero che la situazione è incontrollabile.
-Mel. Lasciami...andare- ringhia, cercando di liberarsi.
Mel ghigna lentamente, soddisfatto, e si avvicina ancora di più.
-Ovviamente no. Sai quanto è stato difficile recitare in tutte le scene con te?-, risponde, spingendolo ancora di più contro la parete che scricchiola, e sussurra al suo orecchio. -Il talento mi attrae, non sai quanto. E se poi mi trovo davanti un ragazzino fottutamente bello come te...beh, sono disposto anche a passare dall'altra sponda. Per una sera, magari. Magari proprio questa sera. Rob. Mmmmh...-, mugola, leccandogli il collo.
Robert non riesce a reagire. E' come un coniglio di fronte al predatore. Un piccolo, innocente coniglietto sotto le zampe di un rapace. Un rapace perversamente eccitante.
D'un tratto, pur se consapevole di tutto quello che sta succedendo, chiude gli occhi, e si abbandona.
Che lo divori pure, finché gli può piacere così. Sa che è sbagliato. E' orribilmente sbagliato, specialmente quando un uomo passa le mani grandi su tutto il tuo corpo come se fossi una delle puttanelle orientali del film che avete appena finito di girare. Ma sei appena uscito dall'adolescenza, è normale che tu non sappia controllare gli istinti. Anche se in futuro molto probabilmente te ne pentirai.
-Ecco, sì, rilassati- sussurra Mel, come fosse un'inquietante bàlia che canta la ninna nanna ad un bimbo col futuro già segnato.
Robert non sa di stare gemendo, e solitamente prima di eccitarlo ci vuole un pò, ma forse è la situazione. Forse è perché sono soli, in un luogo chiuso, in circostanze insolite e decisamente proibite da qualsiasi regola morale. Mmmh, caldo. C'è già qualche goccia di sudore sulle loro pelli, che attacca le magliette ai loro corpi. Magliette superflue che spariscono nel giro di pochi minuti.
Voleva arrivare qui. Mel fa un paio di passi indietro.
Robert. Giovane, con la pelle che luccica di sudore, i muscoli freschi nel corpo ancora acerbo e roseo. Il petto che si solleva in respiri profondi e frettolosi, la bocca semiaperta mentre ansima fuori controllo. Gli occhi che lo trafiggono chiedendone inaspettatamente ancora. Il coniglietto chiede di essere dilaniato ancora.
Mel sorride, ancora in modo paterno. Il che farebbe di loro una specie di incesto: qualcosa di ancora più perverso e quindi eccitante.
-Mel- implora Robert. "Mel, scopami". Chiude gli occhi appoggiandosi al muro e sorridendo al refrigerio della latta.
L'altro rimane a guardarlo, mordendosi il labbro e sentendo un torpore al cervello. Se prima si era frenato in qualche modo, ora ha intenzione di liberare il falco. E come un falco si avventa su di lui, lo ingloba fra le braccia cominciando a baciarlo possessivamente come se lo stesse mangiando. Robert geme, non di dolore ma per l'eccitazione che ora sfoga nel modo più immediato.
E' vero, non scopa da mesi. Troppo, troppo per chiunque. Non era mai stato così a lungo senza scopare. Ultimamente è un pensiero fisso. Sesso sesso sesso sesso sesso. Sarebbe potuto saltare addosso a chiunque, ed ora è un uomo tutto sommato piacente. Sì, ha quasi  undici anni più di lui, ma questo non è un problema. Quando mai lo è stato.
C'è solo un piccolo compromesso che non è disposto ad accettare.
-Però io non me lo faccio mettere dentro da te, Mel, sia chiaro- ringhia il ragazzo, spingendo il bacino contro quello dell'altro.
Mel sembra esitare.
-Invece sì.
Gli prende di nuovo le braccia, stringendo così forte per l'eccitazione da farlo urlare per il dolore, e lo fa girare circondandogli la vita con le braccia.
-Stai buono, Rob, altrimenti ti farò davvero male, chiaro?
Robert impallidisce di nuovo. E riconosce che non c'è altra via di scampo, se non...godere.
Mel attende che si sia calmato, socchiudendo gli occhi. Robert si rilassa, alla fine. Allora Mel fa scorrere le braccia attorno alla vita del giovane, strappandogli un gemito impotente e compiaciuto. Com'è bello cadere. Nel vuoto, nel buio, all'Inferno.
-Voglio scoparti. Come un animale-, mormora Mel, con la voce profonda e arrochita.
Robert sente il proprio cuore battere ritmicamente ad una pulsazione eccitante. Un rimbombo pieno e solido. Duro.
Sente l'erezione di Mel premere contro l'inguine, in mezzo alle gambe, stringersi a sé.
-Mhhhhhh...- geme, buttando indietro la testa.
Leccando il suo petto Mel sente tutti i suoi sapori - sudore e caldo e fresco calore, ossessivi.
-Allora fallo-, risponde Robert, all'orecchio dell'altro.
-Allora te lo metterò dentro, Robert, non c'è alternativa.
C'è qualche secondo di silenzio riempito solo di ansiti.
-D'accordo.
Pur di sentirlo dentro di lui.
Mel si lecca ancora le labbra, lussuriosamente. Le sue mani scendono giù, sul corpo teso dell'altro, che si abbandona ancora contro la parete. Lentamente, gli slaccia i pantaloni continuando ad osservare il viso giovane ghignare e sospirare accaldato.
E quando la mano calda si poggia sull'erezione dura e pulsante, Robert sobbalza e gli cade addosso, leccandogli il collo a sua volta.
Implorante.
-Mel.
Rapace o no, per un attimo sente di star varcando una soglia troppo rischiosa. Quel ragazzo non ha idea di cosa gli sta per fare.
Ma...Ahahah. Ora lo scoprirà.
-Girati.
-Qui? Ho un letto.
-Sì, qui- risponde Mel, facendolo girare su se stesso con la forza.
E per persuaderlo, gli afferra di nuovo l'erezione, sentendo il sussulto dell'altro.
-O...ok- singhiozza.
Mel sorride e gli lecca la spalla, raccogliendo altro sudore. -Bravo.
Robert sorride a sua volta, compiaciuto.
All'improvviso sente un dito dentro di lui, e si irrigidisce per il dolore.
-Hhggh!
-No, shhhh...- sussurra Mel al suo orecchio, tappandogli la bocca con una mano. -Ssshhhhhh...fà il bravo. Ora piegati...così, Rob, esatto.
Robert obbedisce, tenendosi appoggiato con gli avambracci sui quali poggia la fronte, strizzando gli occhi.
Lasciando la sua bocca, la mano di Mel percorre tutto il suo corpo, fino a circondare amorevolmente il sesso del giovane, che deglutisce.
-Muoviti-, ordina Mel, facendo ancora le fusa.
Robert esita qualche secondo, chiedendosi come sarà.
Poi spinge il corpo indietro, decidendo che fatti trenta, facciamo trentuno.
Il trentuno fa male, decisamente molto più male di quanto si aspettasse. Tutto il suo corpo trema, ma non si ribella. Continua a muoversi, perché quel dolore sta sfumando lentamente in formicolio, e poi in qualcosa di tutto sommato attraente. Sempre più intenso.
Dal canto suo, Mel si concentra sulla sensazione di sentirsi contro il petto nudo la sua schiena morbida e curva.
-Sei pronto per...- lascia in sospeso.
Robert respira a fondo qualche volta, facendosi coraggio. Come se qualcuno lo obbligasse...sì, sé stesso.
-Sì...sì. Mel...
Silenzio, stasi momentanea, poi sente affondarlo dentro di sé.
Mel chiude preventivamente la bocca di Robert, sentendo lo sforzo dell'altro nel rimanere zitto. O nell'evitare di urlare.
Quasi gli fa pena.
Non fosse che è così eccitante. Dio santo.
-Robert, buono- sussurra, spingendo a più riprese dentro di lui, mentre il corpo si contrae sempre di più.
-Fa male, cazzo!- protesta finalmente l'altro.
-Lo so...ma vedrai che poi ti piacerà- mormora Mel, non troppo convinto.
Eppure tutto questo piacere Robert non lo sente arrivare. Sente solo che Mel lo sta masturbando (quello è molto carino), ma il dolore è molto più forte.
In che cazzo di situazione è finito? Improvvisamente torna tutta l'angoscia e la paura di prima. Tutta in un colpo solo.
Assieme al sudore, sa che sta scendendo anche una lacrima lungo il suo corpo. E un tremito di paura.
-Mel, basta...
-A...aspetta, sto...sto venendo...- geme l'altro aumentando la velocità e la profondità delle spinte, mordendosi il labbro, la testa reclinata all'indietro.
-Beh, NON FARO' I TUOI COMODI! BASTA!- urla l'altro, divincolandosi e balzando via. Prima che Mel possa tornare all'attacco, afferra la sedia. -Te la spacco sulla testa. Non me ne frega un cazzo, vai via!
Mel allarga gli occhi, stupefatto. Ammette che questo non se l'aspettava.
Rob, sempre tenendo la sedia alta davanti al viso, sente che le lacrime si moltiplicano.
-VATTENE! VAI VIA E FATTI UNA SEGA, MA VAI VIA!
Mel rimane sul posto, oscillando da una parte all'altra, indeciso. Non sa davvero se riprovarci...ma quella sedia è di ferro, e il ragazzo è fuori di sé. E...sanguina. Perdio.
E si sta avvicinando brandendo ancora quella sedia.
-Ti ho detto di andartene. Vai. Via.
Mel esita ancora, poi gira di nuovo la chiave nella toppa, apre la porta. Gli lancia un'altra occhiata, poi esce.

Robert rimane due minuti buoni lì in piedi, con le braccia irrigidite e la sedia ancora a mezz'aria, come se potesse difenderlo da uno spettro rimasto lì.
Poi scoppia. Lascia andare tutto, cade a terra accoccolandosi su sé stesso, in singhiozzi liberi e ininterrotti.
L'Inferno è un brutto posto.
 
 
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Current Location: home again!!! \O/
 
 
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[identity profile] sere9.livejournal.com on March 19th, 2010 02:17 pm (UTC)
mel gibson, nel mio cervello resterà sempre il protagonista di braveheart.. quindi me lo sono immaginato col gonnellino scozzese, mentre era da robert..
oddio che immagine allucinante.. XD