02 January 2017 @ 05:47 pm
[YURI ON ICE] Run away and take me with you  
Titolo: Run away and take me with you
Fandom: Yuri!!! On Ice
Personaggi: Yuri Plisetski/Otabek Altin, menzione di Viktor Nikiforov
Genere: erotico, romantico
Avvertimenti: future!fic, fluff, blowjob + frottage
Parole: 2671
Note: Questa qui è per l'EOTYfest (Challenge #6) e per il p0rnfest ("Fuga notturna in sella alla moto") e niente, Yuri continua a non piacermi per niente ma mi pare il più relatable da scrivere...... >_< (che poi cioè, come personalità siamo quasi identici, è l'atteggiamento che non sopporto) e niente, questa mi ha legit divertita e mi piace :'DDD per fortuna ogni tanto accade ancora. <3



Manca un'ora a mezzanotte quando Otabek si avvicina a Yuri, così silenzioso da farlo squittire dalla sorpresa appena gli poggia una mano sulla spalla. Ovviamente Viktor doveva trascinare quanta più gente possibile ad una festa di Capodanno a Cannes, per poi sfilare in giro per il locale immerso nel buio e nelle lucette al neon mostrando a tutti l'uomo al suo braccio, cioè il maiale Giapponese che l'ha quasi portato via dal pattinaggio, anche se sembra proprio che questa sia stata la sua ultima stagione per davvero. Non ammetterà mai di essere 'vecchio', ma è meglio andarsene con un argento in tasca e fare una figura dignitosa, piuttosto di cadere sempre più in basso nelle competizioni e guardare ragazzini sempre più giovani superarlo sempre più facilmente. E anche Yuuri dovrebbe proprio levarsi dalle palle, tanto ormai è passato pure lui, ha vinto tutti i titoli che voleva almeno una volta e sembra aver perso il suo interesse nel competere, a favore di una relazione così perfetta che ormai non c'è anima che non li guardi con un miscuglio di ammirazione e sospetto.

Yuri si è reso difficile da trovare, ma cercando bene nella penombra e fra i corpi ubriachi che ballonzolano un po' ovunque, lo si può individuare rintanato in un angolo, col cappuccio leopardato calato sulla fronte e una determinazione ferrea di non socializzare con nessuno che emana tutto attorno a sé, mentre scrolla la timeline dei (pochi) social network dove l'hanno obbligato ad iscriversi. Il che, in occasioni come queste, non è poi così male. Almeno ha qualcosa da fare per ignorare la "musica" altissima che prende a bordate le sue orecchie, per ingannare il passare del tempo, e per rendere il più chiaro possibile a tutti che se non vogliono rovinarsi la serata sarà meglio lasciarlo in pace e non tentare di interagire.
Lui non voleva nemmeno venirci, a questo party del cazzo, voleva stare a casa con il nonno a mangiare secchiate di insalata russa, manti e chak chak, oltre agli immancabili pirozhki. Però Viktor ha saputo benissimo come convincerlo: gli è bastato fare il nome di Otabek. Ed è da un pezzo che lui e Yuri non si vedevano; dopo mesi di chiamate su skype e nessuna possibilità di toccarsi di persona, Yuri non ha praticamente avuto alcuna scelta. E la cosa l'ha messo di pessimo umore, non perché avrebbe rivisto quello che è a conti fatti il suo ragazzo (anche se alla fine si vedono così poco che Yuri si è trovato a chiedersi molte volte se sarebbe stato appropriato chiedergli 'hey, ma io e te stiamo ancora insieme, vero?'), ma perché Viktor è sempre così bravo a manipolarlo e tenerselo attorno. Avrebbe voluto dirgli di no, solo per mandarlo affanculo, ma anche stavolta Viktor ci ha visto giusto, l'ha saputo prendere esattamente come ha da esser preso.

"Yura, andiamo," Otabek dice, parlandogli all'orecchio. Non fosse per il brivido che sale su per la sua schiena, Yuri sarebbe capacissimo di mantenere una certa compostezza chiedendo, "dove?", che gli esce lievemente rauco. Dovrebbe fingere che la sua bolla invisibile che lo avvolge lasciandolo solo sia valida per tutti, ma Otabek pare non esserne influenzato in nessun modo. Otabek non gira intorno al punto, non chiacchiera, non perde tempo con i convenevoli, ma trapassa tutte le barriere di Yuri - forse senza neanche accorgersene.
E meno male non è il tipo che si compiace visibilmente quando gli viene dimostrato quanto la sua voce ma anche la sua mera presenza facciano sciogliere Yuri in modo davvero ridicolo, certe volte.
"Sono venuto con la moto. Andiamo a farci un giro, c'è troppa confusione qui," Otabek risponde, tranquillo, e finalmente Yuri volta il viso per guardarlo. Otabek ha mantenuto lo stesso taglio di capelli (è giusto e doveroso sospettare che abbia tenuto lo stesso taglio per anni dopo che Yuri, una volta, gli ha detto che gli piaceva), e il suo corpo si è fatto più robusto sebbene rimanga elegante e sinuoso. Yuri invece ha lasciato che i capelli crescessero fino alla sua schiena, così da poterli legare in mille modi, e così da poter nascondere gli occhi con una frangia lunga. E forse una volta o due Otabek ha affondato le dita fra il biondo dei suoi capelli, sorridendo appena e giocandoci un po' fra i baci.
Gli occhi di Yuri sono una delle poche cose che non sono cambiate. Brillano ancora di una vita che scoppia costantemente, sono puntati su quello che vuole, e al momento quello che vuole è saltare sulla sella della moto e lasciarsi rapire per arrivare chissà in che punto della costa.

La strada si presenta da subito piena di traffico - manca appena mezz'ora alla fine dell'anno, ovviamente chi non ha ancora raggiunto la propria meta si accalca sulle corsie, ma per fortuna Otabek sembra trovare quasi subito una stradina secondaria, che li allontana gradualmente dalla frenesia dei party e dal frastuono che si accumula giù per la gola della città prima di esplodere in una gioia mondana che durerà giusto per qualche secondo, prima che tutta l'eccitazione di mesi si dissipi e la festa si calmi.
La musica che attaccava Yuri da ogni lato si allontana, si dissolve fino a schiarire, e nelle sue orecchie suona solo il motore della moto che sembra però calmarlo, dal modo in cui rilassa le braccia attorno alla vita di Otabek. Finalmente chiude gli occhi, con la vibrazione della strada a cullarlo e il vento fresco dell'inverno Europeo che gli graffia il viso, ma in confronto al freddo Russo questa sembra una carezza, quasi non lo sente nemmeno.
Otabek non pare avere una meta precisa in mente e non sembra nemmeno curarsene- guarda dritto davanti a sé, sfreccia per la strada che si assottiglia e diventa provinciale mentre i locali diventano sempre più radi, e il paesaggio prende un aspetto più tranquillo e comune. Dev'essere qui che la gente normale vive, qui che vengono organizzati i mercatini paesani, qui che vivono i pescatori. Eppure appena si sono allontanati dal centro, Yuri ha preso a sorridere - lievemente, appena appena. Non c'è niente da dire, niente da osservare, solo il rumore della moto che pompa benzina e li scaraventa via dal resto, ruggendo quanto il sangue di Yuri.

Man mano che il tempo passa, Otabek controlla l'orologio da polso sempre più di frequente, e all'ennesima volta lancia un'occhiata dietro di sé, prima di rallentare e finalmente fermarsi vicino al molo. Yuri brontola piano - tenersi stretto al corpo di Otabek e col il che lo cullava gli avevano conciliato il sonno, e una volta fermi mette su il broncio, ma gli occhi scuri di Otabek e la sua mano tesa per aiutarlo a scendere - manco fosse una principessa, eppure questa è una delle poche cose che gli viene permesso senza essere preso a calci - lo convincono a saltare giù dalla sella.
"Volevi portarmi via dalla festa, ma qui non c'è nessuno," osserva, guardandosi attorno. La luce è poca - i lampioni sono radi e la loro luce non raggiunge neanche il mare - ma ce n'è abbastanza da vedere Otabek togliere il casco a entrambi prima che Yuri venga baciato, prima con dolcezza che viene poi sostituita da una certa impazienza.
"Avevo voglia di stare da solo con te, Yura," Otabek risponde, prendendo una mano dell'altro fra le sue.
Ora è una fortuna che la luce sia poca, visto il colorito che le guance di Yuri prendono quasi immediatamente. Otabek ha questo dono del poter dire cose romantiche senza imbarazzo, con un tono che lo fa sembrare il personaggio di un film. E Yuri è l'opposto di entrambe le cose, eppure il cuore fa un balzo nel suo petto e del calore si diffonde su per la gola e giù nelle viscere- una sensazione che ha imparato pian piano ad apprezzare.
"Sì ma allora bastava andare in un parco, o una roba del genere," risponde, sistemandosi i capelli davanti agli occhi. Otabek fa spallucce, e finalmente pare che un po' di rosa colori le sue guance.
"Sarebbe troppo pubblico."
Yuri aggrotta le sopracciglia, si guarda attorno con l'espressione che gli si accartoccia per la confusione. E poi si distende, gli occhi gli si aprono e il rossore diventa mille volte più intenso.
"Beka, vuoi davvero farlo qui all'aperto?" Sputacchia, stringendo le dita attorno alla mano più grande.
Il silenzio dura qualche secondo, e conferma il sospetto di Yuri che anche Otabek sia completamente fuori di testa. Ma non protesta, si lascia accompagnare verso un lungo muretto che costeggia la spiaggia, con una siepe a nasconderli dalla strada, e appena Otabek trova uno spazio quasi completamente al buio e la sicurezza di non essere visti, si siede e attira Yuri verso di sé, costringendolo a sedersi a sua volta.
"Beka, davvero, pure io volevo andarmene a fare un giro, ma bastava andare in un ostello a caso fuori dal centro..."
"No, non è quello," Otabek risponde, stringendo la mano attorno a quella di Yuri. "Cioè, non solo. Volevo stare fuori con te senza che nessuno ci disturbasse."
"Okay, ma hai guidato tipo un'ora solo per questo?"
"Sì."
Yuri rimane a fissarlo, senza riuscire a pensare ad obiezioni, e francamente questa storia che la schiettezza di Otabek lo disarmi sempre dovrebbe irritarlo, ma al momento semplicemente rimane lì seduto, a sistemarsi i capelli dietro l'orecchio.
E poi a sorpresa Otabek si volta per prendergli la mano premere le proprie labbra contro le sue, con respiri che accelerano subito - appena le loro bocche si aprono per lasciarsi esplorare l'un l'altro dopo mesi - e le sue mani trovano subito il loro posto sui fianchi di Yuri, li stringono, e fra le loro bocche si perde un piccolo mugolio di sorpresa ed eccitazione, mentre Yuri arrossisce ancora rilassandosi. Ma allo stesso tempo la testa diventa leggera, e quel fresco che iniziava a farsi sentire appena svanisce di colpo quando tutto il suo corpo reagisce con un calore che pulsa nel suo petto per poi accumularsi in basso nelle sue viscere.
Non si sono visti di persona troppo a lungo, non sono rimasti da soli insieme nello stesso luogo per troppo tempo, non si sono potuti baciare in pace per troppe settimane. Yuri ha sentito la mancanza, spesso, ma solo ora il suo corpo sembra sentire una urgenza violenta di essere toccato, di toccare, di farsi baciare e stringere e di sentire Otabek dentro di sé, come la fame morde più forte quando si trova davanti ad un piatto di plov dopo giorni e giorni di allenamento e cibo che non sa di casa.
"Beka," ringhia, e con un movimento solo si posiziona a cavalcioni sulle cosce di Otabek per dettare il ritmo, per sentirsi stringere la vita, e per premere con il bacino contro quello dell'altro mentre solleva di nuovo il cappuccio sulla testa e arrossisce sempre di più, ma morde il labbro dell'altro prima di cominciare a respirare veloce, frettoloso, con le mani che fanno scendere veloci la zip del giubbotto in pelle del suo ragazzo per aprirlo, e poi si infilano sotto la camicia dal taglio semplice per toccare il suo ventre, i suoi fianchi.
Otabek si lascia sfiorare, risponde ai baci, con le mani percorre i fianchi di Yuri lentamente, assaporandone la forma con i polpastrelli, e lo sguardo che gli rivolge è nero. Nel fondo delle pupille dilatate pare esserci un magnete. Yuri spalanca gli occhi lasciandosi avvolgere, la sua lingua si rilassa e permette a quella di Otabek di invadere la sua bocca, di assaggiarlo e familiarizzare di nuovo con lui, di mangiare i suoi mugolii trattenuti appena.
Allora le dita di Otabek si stringono attorno ai suoi fianchi, affondano, lo attirano a sé, ed il freddo non esiste più attorno a loro mentre i loro bacini ondeggiano e si muovono sempre più veloce, finché con un sospiro di frustrazione Yuri non scende dal grembo di Otabek solo per sdraiarsi sul muretto in pietra, ma ne sente la superficie gelida solo per un istante, prima che nelle sue percezioni tornino solo Otabek ed il suo peso premuto contro, la sua bocca che riprende a martoriargli le labbra, e poi la sua mano che si fa spazio fra i loro bacini per slacciare la cintura di Yuri. Quella percezione scoppia in un mugolio fra le loro labbra, e Yuri non esita nemmeno un istante prima di aiutare Otabek a togliergli i pantaloni, e poi i boxer. Il freddo lo fa tremare appena, subito, ma la mano di Otabek che lo avvolge e la sua bocca premuta contro le labbra di Yuri fanno dissolvere tutto tranne il calore che si accumula fra i suoi reni. Il bacino si muove piano, ma irrequieto, mentre Otabek abbassa anche i propri pantaloni, ma si ferma quando l'altro parla.
"Hai un preservativo?"
La domanda di Otabek lo stordisce e gli fa sbattere le palpebre qualche volta, e Yuri spalanca gli occhi scuotendo la testa perché no, effettivamente non poteva sapere che la serata avrebbe preso questa direzione.
L'altro rimane a guardarlo per qualche secondo, e poi si abbassa fra le sue gambe, per avvolgere la sua bocca attorno al sesso di Yuri.
"Beka," quello ansima, per il piacere che aumenta di colpo e il calore di Otabek che quasi gli fa girare la testa, ma che sicuramente cancella tutto il resto dalle sue percezioni. "Beka- cazzo, Beka," geme per la sorpresa, col bacino che spinge forte dentro la bocca dell'altro, e le mani che coprono la propria lasciando uscire solo suoni lascivi ma smorzati. Eppure quasi subito una delle sue mani scende a stringere le dita fra i capelli neri di Otabek, spingono la sua testa in basso e quando l'altro riesce ad arrivare fino in fondo Yuri trema forte, con un singhiozzo senza fiato, e poi sparisce tutto per qualche secondo quando Otabek riemerge.
"Beka...?"
La voce di Yuri vibra, ma non riesce a dire altro quando le labbra di Otabek lo attaccano di nuovo, quando la sua lingua lo invade ancora, e il suo corpo si raffredda solo un po' prima che lui senta una mano avvolgersi attorno alla propria erezione, e quella di Otabek che si allinea e si stringe scivolando assieme.
Con gli occhi chiusi Yuri stringe i denti, ma non abbastanza da impedire che i suoni lascino le sue labbra; li ingoia, ma quelli tornano indietro e gli esplodono in bocca. Otabek gli bacia una guancia, con la mano stretta attorno ai loro sessi e l'altra che lo tiene sollevato, e poi la sua bocca sale verso l'orecchio freddo di Yuri. Mentre spinge più veloce nella propria mano, sentendo che ora la sua saliva si sta già asciugando, prende il lobo fra le labbra e succhia, succhia e morde incoraggiato dai mugolii di Yuri che salgono di volume man mano che il controllo gli scivola fra le dita, finché finalmente non lo sente venirgli in mano, umido e caldo, e poi lo guarda rilassarsi tutto rosso e ansimante contro il muretto, con gli occhi lucidi.
Basta quello, a Otabek. Gli basta l'espressione soddisfatta del suo Yura. Anche lui viene, dopo pochi secondi, ansimando mentre guarda il più giovane negli occhi, e un piacevole sfrigolio gli percorre il cervello mentre i suoi muscoli si stendono e i suoi polmoni spingono fuori aria in colpi rapidi per un po', prima che tutto il suo corpo si cheti.

Una volta ripuliti e rivestiti, i due rimangono in silenzio a guardare le onde del mare che schiumano e rotolano leccando la riva, senza pensare a nulla, ma dopo qualche minuto la quiete scoppia con decine di fuochi d'artificio che accendono il cielo di tanti colori, e sebbene all'inizio entrambi balzano sorpresi sul muretto, Yuri scoppia in una piccola risata.
"L'avevo dimenticato."
Otabek sogghigna, passando un braccio attorno alle sue spalle.
"Anch'io. Buon anno, Yura."
Il vento freddo si è alzato un po', e sicuramente non è ancora abbastanza da disturbarlo davvero, ma Yuri sembrerebbe pensare che sia una scusa perfetta, per stringersi Otabek addosso un po' di più.
"Buon anno, Beka."
 
 
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[identity profile] killuale.livejournal.com on January 3rd, 2017 08:30 am (UTC)

Ho amato ogni parola di questa storia!!! Avevo proprio bisogno di leggere qualcosa su Yuri e Otabek ♡ complimenti! ☆

[identity profile] manubibi.livejournal.com on January 3rd, 2017 08:33 am (UTC)
:DDDDD grazie mille! E sono contenta di essere stata di servizio XD <3333