14 July 2009 @ 05:54 pm
Titolo: Goodnight, Travel Well
Personaggi: The Killers
Pairing: Brandon/Dave
Genere: Triste
Disclaimer: Beh...la canzone è stata scritta davvero per la mamma di Dave, e PRIMA che Brandon sapesse del cancro della sua, quindi temporalmente è inesatta...
Per il resto, LORO non mi appartengono come nessun altro degli scimmioni su cui scrivo, ma se potessi avere Brandon...*censura*

-Mi dispiace, Brand-, mormorò Dave abbracciandolo. -So troppo bene come ti senti.
Ronnie e Mark fissarono il loro frontman, consapevoli della loro impotenza. Non potevano capirlo quanto Dave, non se la sentivano di parlare o di dargli consigli.
Brandon non aveva mai pianto davanti a loro. Ed ora singhiozzava isterico sul petto di Dave, che lo stringeva protettivo.
-Maledizione-, imprecò asciugandosi gli occhi.
-Brands, mi dispiace tantissimo-, mormorò Mark a disagio.
-E' assurdo-, aggiunse Ronnie.
-Grazie-, disse Brandon cupamente, consapevole che i suoi compagni volevano essere gentili, ma tutto il loro dispiacere non avrebbe guarito il cancro appena diagnosticato di sua madre.
-Ascolta, Brandon, c'è solo una cosa che puoi fare: passare più tempo che puoi con lei, starle accanto, non permettere che rimanga sola. E' tutto quello che puoi fare-, disse Dave fissandolo negli occhi, vedendoci tutto il dolore e lo smarrimento che aveva provato a suo tempo, poco tempo prima. "E aspetta quando se ne sarà andata", pensò.
-Va bene. Finiamo il tour e andiamo a casa-, rispose il cantante cercando un contegno.
-Vuoi cantare...in queste condizioni?-, chiese il batterista.
-E' il mio lavoro, E mi piace farlo-, rispose Brandon. -Almeno per quell'ora e mezza posso concentrarmi solo sulla musica.
-D'accordo-, annuirono gli altri tre.
-Vuoi rimanere da solo?-, chiese Mark dopo qualche secondo di silenzio.
-Vorrei stare qui con Dave-, replicò Brandon ignorando l'occhiata indagatoria del chitarrista.
Il bassista e il batterista se ne andarono, lasciando soli Brandon e Dave.
-Che hai in mente?-, chiese quest'ultimo.
-Voglio parlare di questa...cosa. Solo tu mi puoi capire.
Facile da capire, era distrutto. Dave lo fece sedere sul divano e si accomodò sul bracciolo, circondandogli le spalle con un braccio e passandogli le dita fra i capelli.
-Sarà dura-, disse.
-Lo so. Per questo ho bisogno di te-, ribatté Brandon alzando lo sguardo su di lui, supplichevole.
Dave comprese subito.
-Oh. No. Brandon, non voglio fare lo stronzo o l'indelicato, ma lo sai che non può funzionare. Ci abbiamo già provato e ne siamo usciti malissimo, credo che te ne ricordi-, si affrettò a rispondere, in ansia. Non voleva ferirlo, ma non poteva nemmeno acconsentire.
Brandon tacque e infine annuì.
-Hai ragione. Non risolvo il problema con le distrazioni.
Rimasero in silenzio mentre Dave si lambiccava sul fatto che per Brandon lui sarebbe stata una distrazione. Che aveva bisogno di una relazione per non pensare alle cose tristi, e pensò che era umano.
Dopo qualche minuto Brandon si alzò e prese la penna in mano.
-Scrivo una canzone-, borbottò.
Dave non aveva niente in contrario, scrivere era un modo per esorcizzare il dolore.
Ci mise dei giorni, e alla fine fece leggere il testo ai compagni di band, dopo molte esitazioni.



The unknown distance to the great beyond
Stares back at my grieving frame
To cast my shadow by the holy sun
My spirit moans with a sacred pain
And it's quiet now
The universe is standing still

There's nothing I can say
There's nothing we can do now
There's nothing I can say
There's nothing we can do now

And all that stands between the souls release ?
This temporary flesh and bone
We know that it's over now
I feel my faded mind begin to roam

Every time you fall
And every time you try
Every foolish dream
And every compromise
Every word you spoke
And everything you said
Everything you left me, rambles in my head

There's nothing I can say
There's nothing I can do now
There's nothing I can say
There's nothing I can do now

Up above the world so high

And everything you loved
And every time you try
Everybody's watching
Everybody cry

Stay, don't leave me
The stars can't for your sign
Don't signal now

And there's nothing I can say
There's nothing I can do now
There's nothing I can say
There's nothing we can do now

Goodnight, travel well
Goodnight, travel well

And there's nothing I can say
There's nothing I can do now

Dave lo lesse e fissò Brandon, a disagio davanti a lui. E poi lo abbracciò, commosso.
-E' splendida, Brandy. Il titolo?
Brandon ci pensò su e chiese consiglio alle sue labbra, chiudendo gli occhi.
-Goodnight, Travel Well-, mormorò.
Dave era ammutolito. Per il titolo e per il bacio.
-Va bene-, fu tutto quello che riuscì a dire. E affidò tutto quello che non poteva alle proprie labbra.
-Avevi detto che non era una buona idea-, disse Brandon. In fondo, era speranzoso.
-Il fatto è che io voglio starti accanto. E questo per me è il modo più vero per esserlo-, replicò Dave.
Brandon sapeva che sarebbe stato difficile farlo spesso, ma in quel momento sorrise timidamente, come sempre.

[che finale del cazzo. lo so ò.ò]

 
 
Current Mood: a-MUSE-d *u*
 
 
( Read comments )
Post a comment in response:
This account has disabled anonymous posting.
If you don't have an account you can create one now.
HTML doesn't work in the subject.
More info about formatting