Titolo: Change is hard, I should know.
Fandom: RDjude
Genere: Erotico, angst, introspettivo
Avvertimenti: slash, lemon
Rating: NC-17
Note: scritta per la tabellina del
rdjudefic_ita con il prompt "stimoli" (scambiando un prompt della tabella fluff - la mia - con uno di quella porn XD).
Quei respiri caldi, quegli ansiti flebili eppure pesanti, quell'odore di nicotina e sudore.
Gli sguardi di intesa e insieme di sorpresa, per una situazione imprevedibile che, onestamente, avrebbe potuto svilupparsi anche in ben altro modo. Un litigio, una rissa, un gettare oggetti giusto perché nella loro situazione non rimane molto da fare, perché la loro storia è giunta al capolinea e l'unica cosa da fare è spegnere i motori, controllare che non sia rimasto più niente dentro di loro - o meglio, nient'altro da dare l'uno all'altro - e passare ad una pulita veloce negli anfratti dei loro mille vagoni pieni di vecchie memorie: sguardi, battute, scherzi, lenzuola bagnate di caldi liquidi e sudore. Una relazione che si sarebbe dovuta fermare al "Rob, credo che tu stia flirtando con me".
La penombra è la coperta ideale per i loro corpi, per i gesti istintivi e per le parole che nessuno dei due sta dicendo - al limite mormorano, ma sono frasi che si sono sentiti dire fin troppe volte.
"È l'ultima", gli ha detto Robert, ma dall'espressione del suo viso pare non se lo ricordi. Mentre le sue labbra, in una "o" perfetta, accarezzano e si chiudono ritmicamente attorno alla punta del suo sesso. Ed ora esiste solo quel suo titillare bagnato di lingua sulla pelle tesa, un piccolo gioco di stimoli che non fa altro che ritardare l'ancora lontano momento in cui potranno dire che è stata l'ultima volta.
Non succhia, Robert. Si limita a muovere piano la testa, lasciando scorrere l'erezione del collega dentro la propria bocca, fino alla gola, con delicatezza. E se è vero che Robert e Jude sono il perfetto opporsi che crea attrazione, Jude ha sempre amato questa gentilezza insita nei modi di fare dell'americano. Quella sua lentezza carica di erotismo ed insieme di rispetto, di voglia di far stare bene il suo partner. Lentezza che lo fa lentamente impazzire di frustrazione ma che gli fa inconsapevolmente battere il cuore più forte, in una sorta di istinto protettivo. Perché quando ci si trova la sua testa fra le gambe è inaspettatamente facile rispettarlo a propria volta, invece di lasciarsi semplicemente andare. Quando qualche donna conosciuta la sera stessa gli succhiava l'uccello, tempo fa, era facile spingersi con forza nella sua gola, nell'egoistico istinto di farla finita e arrivare all'apice.
Mentre accarezza piano i suoi capelli - quando Robert prende una breve pausa, baciando quieto il suo inguine, continuando a guardare in alto per valutare le reazioni di Jude - si dice che invece con lui preferisce giocare. Lasciare alle mani ed alla bocca tutto il tempo di esplorare, vagare, stuzzicare senza soddisfare. E sorride appena, Jude, accorgendosi del fatto che non sono finiti, quei giorni.
E gli occhi di Robert provocano vertigine, sembrano un tunnel sottoterra, un psichedelico portale per qualche universo parallelo: il suo. Perché anche solo da quelle grandi orbite scure e viscose, quasi magmatiche, si può intuire l'esistenza di un mondo intero nella sua persona. Jude ha rispetto per quel mondo, per quel dietro le quinte continuo che Robert dispiega davanti a lui nei momenti in cui dovrebbe chiudersi a riccio, per un dolore che palpita sempre dietro i modi clowneschi e giocosi, per quella creatura di Dio che sfugge alle Sue regole in tutti i modi possibili ma che non ci si può proprio dipingere all'Inferno.
Jude si sente un po' in colpa, perché l'ha un po' costretto lui ad inginocchiarsi davanti a lui, seduto sul divano. L'ha convinto con qualche insistenza a leccare la sua già troppo frustrata erezione, mentre lui piegava la testa all'indietro nell'immagine stessa della comodità. Ed è sempre con un certo nodo alla gola che si ascolta da solo esalare gemiti strozzati appena nella consapevolezza che tutto questo non dovrebbe star succedendo.
Robert dovrebbe essere in camera con Susan, a coccolarla per quel suo bisogno fisiologico di proteggerla. Lei ed il bambino.
Ed invece è lì che lecca e risucchia senza tregua l'organo più sensibile del suo corpo, toccandosi a propria volta sopra i pantaloni, sospirando con grugniti soffocati proprio sul suo basso ventre, e Jude benedice quegli stimoli intermittenti d'aria calda, o meglio benedice tutto quello che la sua bocca calda ed umida sta facendo in questo momento. E forse sì, effettivamente il proprio corpo sta iniziando a muoversi appena, sinuosamente; il bacino che lo spinge più a fondo nella bocca stretta stretta. E la propria mano inizia a muoversi, accarezzare la testa che si agita lussuriosamente fra le sue cosce, afferrare ciocche di capelli perché non c'è altro a cui reggersi. Il corpo che scivola piano giù dal divano e gli occhi che roteano all'indietro, mentre le palpebre si chiudono ed i denti si piantano nelle labbra. Il petto che trema appena per l'eccitazione pompa instancabile nelle vene cancellando ogni singolo fottuto pensiero. Ed è dopo qualche minuto che finalmente l'inglese si lascia sfuggire un lievissimo verso, quasi un miagolio pigro e malizioso, per poi riversarsi inesorabilmente nella bocca di Robert che si ritrae subito e, in modo quasi comico, si affretta verso il bagno per sputare nel lavandino, lasciando Jude ai suoi attimi di godimento che scorre come brividi lungo tutto il suo corpo e lo lascia inerme, spossato e soddisfatto.
Poco dopo, sono delle labbra che sanno di sporco a sigillarsi sulle sue, una lingua che passa su di esse a ricordargli che in questo mondo - nel suo mondo - non c'è più spazio né tempo per lui.
Che Jude e la sua casa, domani, smetteranno di esistere.
Fandom: RDjude
Genere: Erotico, angst, introspettivo
Avvertimenti: slash, lemon
Rating: NC-17
Note: scritta per la tabellina del
Quei respiri caldi, quegli ansiti flebili eppure pesanti, quell'odore di nicotina e sudore.
Gli sguardi di intesa e insieme di sorpresa, per una situazione imprevedibile che, onestamente, avrebbe potuto svilupparsi anche in ben altro modo. Un litigio, una rissa, un gettare oggetti giusto perché nella loro situazione non rimane molto da fare, perché la loro storia è giunta al capolinea e l'unica cosa da fare è spegnere i motori, controllare che non sia rimasto più niente dentro di loro - o meglio, nient'altro da dare l'uno all'altro - e passare ad una pulita veloce negli anfratti dei loro mille vagoni pieni di vecchie memorie: sguardi, battute, scherzi, lenzuola bagnate di caldi liquidi e sudore. Una relazione che si sarebbe dovuta fermare al "Rob, credo che tu stia flirtando con me".
La penombra è la coperta ideale per i loro corpi, per i gesti istintivi e per le parole che nessuno dei due sta dicendo - al limite mormorano, ma sono frasi che si sono sentiti dire fin troppe volte.
"È l'ultima", gli ha detto Robert, ma dall'espressione del suo viso pare non se lo ricordi. Mentre le sue labbra, in una "o" perfetta, accarezzano e si chiudono ritmicamente attorno alla punta del suo sesso. Ed ora esiste solo quel suo titillare bagnato di lingua sulla pelle tesa, un piccolo gioco di stimoli che non fa altro che ritardare l'ancora lontano momento in cui potranno dire che è stata l'ultima volta.
Non succhia, Robert. Si limita a muovere piano la testa, lasciando scorrere l'erezione del collega dentro la propria bocca, fino alla gola, con delicatezza. E se è vero che Robert e Jude sono il perfetto opporsi che crea attrazione, Jude ha sempre amato questa gentilezza insita nei modi di fare dell'americano. Quella sua lentezza carica di erotismo ed insieme di rispetto, di voglia di far stare bene il suo partner. Lentezza che lo fa lentamente impazzire di frustrazione ma che gli fa inconsapevolmente battere il cuore più forte, in una sorta di istinto protettivo. Perché quando ci si trova la sua testa fra le gambe è inaspettatamente facile rispettarlo a propria volta, invece di lasciarsi semplicemente andare. Quando qualche donna conosciuta la sera stessa gli succhiava l'uccello, tempo fa, era facile spingersi con forza nella sua gola, nell'egoistico istinto di farla finita e arrivare all'apice.
Mentre accarezza piano i suoi capelli - quando Robert prende una breve pausa, baciando quieto il suo inguine, continuando a guardare in alto per valutare le reazioni di Jude - si dice che invece con lui preferisce giocare. Lasciare alle mani ed alla bocca tutto il tempo di esplorare, vagare, stuzzicare senza soddisfare. E sorride appena, Jude, accorgendosi del fatto che non sono finiti, quei giorni.
E gli occhi di Robert provocano vertigine, sembrano un tunnel sottoterra, un psichedelico portale per qualche universo parallelo: il suo. Perché anche solo da quelle grandi orbite scure e viscose, quasi magmatiche, si può intuire l'esistenza di un mondo intero nella sua persona. Jude ha rispetto per quel mondo, per quel dietro le quinte continuo che Robert dispiega davanti a lui nei momenti in cui dovrebbe chiudersi a riccio, per un dolore che palpita sempre dietro i modi clowneschi e giocosi, per quella creatura di Dio che sfugge alle Sue regole in tutti i modi possibili ma che non ci si può proprio dipingere all'Inferno.
Jude si sente un po' in colpa, perché l'ha un po' costretto lui ad inginocchiarsi davanti a lui, seduto sul divano. L'ha convinto con qualche insistenza a leccare la sua già troppo frustrata erezione, mentre lui piegava la testa all'indietro nell'immagine stessa della comodità. Ed è sempre con un certo nodo alla gola che si ascolta da solo esalare gemiti strozzati appena nella consapevolezza che tutto questo non dovrebbe star succedendo.
Robert dovrebbe essere in camera con Susan, a coccolarla per quel suo bisogno fisiologico di proteggerla. Lei ed il bambino.
Ed invece è lì che lecca e risucchia senza tregua l'organo più sensibile del suo corpo, toccandosi a propria volta sopra i pantaloni, sospirando con grugniti soffocati proprio sul suo basso ventre, e Jude benedice quegli stimoli intermittenti d'aria calda, o meglio benedice tutto quello che la sua bocca calda ed umida sta facendo in questo momento. E forse sì, effettivamente il proprio corpo sta iniziando a muoversi appena, sinuosamente; il bacino che lo spinge più a fondo nella bocca stretta stretta. E la propria mano inizia a muoversi, accarezzare la testa che si agita lussuriosamente fra le sue cosce, afferrare ciocche di capelli perché non c'è altro a cui reggersi. Il corpo che scivola piano giù dal divano e gli occhi che roteano all'indietro, mentre le palpebre si chiudono ed i denti si piantano nelle labbra. Il petto che trema appena per l'eccitazione pompa instancabile nelle vene cancellando ogni singolo fottuto pensiero. Ed è dopo qualche minuto che finalmente l'inglese si lascia sfuggire un lievissimo verso, quasi un miagolio pigro e malizioso, per poi riversarsi inesorabilmente nella bocca di Robert che si ritrae subito e, in modo quasi comico, si affretta verso il bagno per sputare nel lavandino, lasciando Jude ai suoi attimi di godimento che scorre come brividi lungo tutto il suo corpo e lo lascia inerme, spossato e soddisfatto.
Poco dopo, sono delle labbra che sanno di sporco a sigillarsi sulle sue, una lingua che passa su di esse a ricordargli che in questo mondo - nel suo mondo - non c'è più spazio né tempo per lui.
Che Jude e la sua casa, domani, smetteranno di esistere.
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