Titolo: Undisclosed Desires
Personaggi: Morgan, Muse
Pairing: Matt/Morgan, con menzioni di Matt/Brian e Morgan/Andy.
Genere: Erotico, introspettivo, triste.
Rating: NC-15
Note: prima o poi lo sapevo che l'avrei fatto <3 e la canzone mi sembra perfetta...comunque non dico niente XD
Sono dietro le quinte, pronti a salire sul palco, gli strumenti in mano. Questa volta almeno non devono fingere, suonano davvero. Matt si aggiusta la tracolla della keytar, pensieroso e un pò teso.
-C'è la vecchia bionda e allupata che cercava di intervistarmi al posto tuo nell'altro show?-, chiede Dom rabbrividendo al ricordo.
-No, se n'è andata, ho sentito-, risponde Chris.
Dom sospira di sollievo. La voce del presentatore li annuncia.
-E' arrivato il momento di farveli ascoltare...i Muse!
I tre ragazzi escono dalle quinte quando si apre la parete mobile dello studio, già contenti di non essere stati chiamati "The Muse".
Dom alla batteria, Matt al microfono e Chris col suo basso, pronto alla sua sinistra.
Matt si stringe alla keytar e attende che ci sia silenzio e che le luci si abbassino. Sente già uno sguardo curioso su di sè, e lo guarda negli occhi prima di suonare l'intro.
Morgan si mette comodo, in attesa.
I know you've suffered
But I don't want you to hide
It's cold and loveless
I won't let you be denied.
Soothing, I'll make you feel pure
Trust me, you can be sure.
Due cose lo colpiscono: la voce vellutata e suadente del piccolo inglese, satura di emozioni per lui contrastanti; e poi che da subito sente una strana connessione con il pezzo, più con il testo che con la melodia.
Chiude gli occhi e preme le cuffie sulle orecchie battendo il piede a ritmo e lasciando che le parole del ritornello gli passino attraverso, così come il beat coinvolgente e la elegante sottolineatura del basso slap.
I want to reconcile the violence in your heart
I want to recognise your beauty's not just a mask
I want to exorcise the demons from your past
I want to satisfy the undisclosed desires in your heart
Mentre canta, Matt abbraccia con lo sguardo l'intero studio e scambia uno sguardo con Chris. Non sa perché, ma cantare questa canzone stasera ha un senso. La canta per qualcuno che capisce, non solo a scopo commerciale.
You trick your lovers
That you're wicked and divine.
You may be a sinner
But your innocence is mine.
Please me, show me how it's done,
Tease me, you are the one.
"Sinner", "peccatore". Sì, ricorda l'ossessione dei Depeche Mode per i temi del peccato e dell'assoluzione, ma soprattutto pensa che quella canzone possa ricondursi a sè stesso, in qualche modo.
Il legame ora è di auto-identificazione, anche se lo imbarazza il pensiero che è stata scritta da un altro uomo, ma ormai è rimasto affascinato. Gli lancia un altro sguardo curioso, e Matt gliene restituisce un altro insicuro.
Morgan annuisce, approva.
Ancora il ritornello un paio di volte, poi Dom conclude fra applausi scroscianti iniziati un minuto prima, e qualche gridolino isterico da parte di qualche fan fra il pubblico.
Morgan non sente di dover applaudire, ma annuisce alla direzione dei tre ragazzi, che gli rivolgono un piccolo sorriso.
Finalmente dei signori ospiti, pensa.
L'altra volta coi Tokio Hotel si era toccato il fondo, loro e il loro capo-gallina con la scopa in testa. Perché non si può denotare altro di loro.
Eppure gli androgini erano stati il suo tipo, una volta, ricorda con amarezza.
Francesco fa la sua inutile e ridondante presentazione della band e del disco disponibile in tutti i negozi.
-Mi raccomando, compriamo e sosteniamo la buona musica internazionale!
Escono di scena, applausi.
-Allora, signori giudici, che ne dite? Mr. Morgan?
Ha avuto tre minuti e mezzo buoni per pensarci, ma non sa che commenti fare.
-Beh, è una sorpresa conoscendo la loro produzione precedente.
Devo comprare il disco, annota in un pensiero.
Non ascolta nemmeno i futili commenti delle colleghe, ha deciso che non gli darà più retta, specialmente dopo il voltafaccia di Mara.
Appena Francesco annuncia la pubblicità, balza in piedi e si dirige verso i camerini.
-Ehi! Ti è piaciuta la canzone?-, chiede la voce amichevole in fondo al corridoio alla sua destra.
Eccolo lì.
Si avvicina.
-Moltissimo. Mi piace molto soprattutto il testo, e il fatto che non assomiglia a niente che abbiate fatto in precedenza-, risponde con un inglese abbastanza buono ma un pò tentennante.
-Matt, dove cazzo hai messo le cazzo di sigarette?!-, urla Dom emergendo da una porta poco lontana.
-Sulla sedia, idiota!-, risponde il frontman agitando il pugno, poi torna a rivolgersi a Morgan con un sorriso nervoso.
-Anch'io avevo questo tipo di scambi affettuosi-, sorride a sua volta Marco, -Quando avevo ancora una band.
D'un tratto diventa malinconico. Matt sente empatia, non sa nemmeno cosa proverebbe se dovesse sciogliere i Muse.
-Mi spiace, amico, Che è successo?
Sospira.
-Non lo so, è stato tutto un insieme di fattori. Suppongo sia colpa mia, comunque. Perché sono passato dall'essere il bassista di una band alternativa con una certa credibilità al fare la marionetta in un patetico programma della RAI, solo perché credevo di poter portare in tv un pò di musica di qualità. E quand'è successo di trovare della gente con talento la pubblicità ha fottuto tutto, sai com'è.
Matt annuisce, sa perfettamente com'è.
Ma che gliene frega a questo ragazzo delle mie frustrazioni professionali?
-Sì, mi sono accorto che qui in Italia la televisione non è il massimo. Gaia mi sgrida quando guardo alcuni programmi, non le piacciono le ragazze semi-nude che ballano-, risponde con un mezzo sorriso malizioso e divertito.
-E' uno schifo-, concorda Marco. -Ma almeno stasera c'era della musica decente.
-Morgan, la pubblicità sta per finire-, lo richiama qualcuno dal fondo del corridoio.
-Arrivo...beh, Matthew, è stato un piacere. A dopo, se ti va.
Matt annuisce.
Morgan si accorge appena di un'occhiata sospettosa di Dom e torna ad appollaiarsi sul suo scranno da giudice, sperando che questo strazio finisca presto.
Fra un'esibizione e l'altra si guarda intorno, e dopo aver mandato a casa le Yavanna nota che Matt è passato a dare un'occhiata da dietro le quinte e che lo sta salutando. Inavvertitamente si illumina e gli fa un cenno.
Non ascolta una singola sillaba della chiusura di Francesco.
Le telecamere si spengono e lo studio viene riempito da un allegro chiacchiericcio ignaro del dramma-Yavanna, che Morgan non considera neanche se gli stanno piangendo e ululando nell'orecchio.
Raggiunge i tre ragazzi fuori da una porta di servizio, mentre fumano. Matt gli offre una sigaretta, Chris fa finta di non aver appena bevuto.
-Grazie. Dio, quanto odio essere qui, A quest'ora dovrei essere da qualche parte coi Bluvertigo-, borbotta.
Matt lo osserva in silenzio per un pò.
-Beh, allora molla il programma e torna con loro, non sarai tu a salvare il destino della cultura musicale. E poi puoi fare di più andando in tour con la tua band, in questo senso, il pubblico capirebbe. Cioè, se questo impegno non ti soddisfa fai quello a cui tieni.
Marco riflette e sorride malinconicamente.
-Mi piacerebbe, ma il problema è che loro mi odiano, specialmente uno di loro...Andy, è...era il mio migliore amico. Praticamente, noi stavamo insieme-, conclude imbarazzato, ed è felice che sia notte, così non lo possono vedere arrossire.
-Oh, questo è un bel problema. Anche se penso che dovresti provarci lo stesso. Più di "no" non te lo possono dire, giusto? Ma io non ti conosco, e non voglio darti consigli inutili...
-Non c'è problema. Voglio dire, possiamo conoscerci, se vuoi.
Matt non sa su quale piano sia quella proposta, ma annuisce educatamente.
Prima Chris poi Dom se ne vanno in albergo.
-Era da tanto che non vedevo una band così interessante. Almeno dai tempi dei Sigur Ros.
Matt ride.
-Per fortuna non hai detto la parola con la "R"!
-Quale parola?
-Radiohead.
Anche Marco scoppia a ridere.
Mezz'ora dopo si ritrova a toccare di nuovo la pelle di un uomo. E' successo tutto in fretta, con una facilità inaspettata.
Con le punte delle dita scorre sul petto di Matt, che rabbrividisce, in un modo che neanche con Gaia...non capisce perché.
Lo bacia sul collo delicatamente, e lo annusa. Sotto di sé solo sospiri accelerati.
E' strano. Diverso da quando era con Andy.
Ma non meno eccitante, sicuramente.
Matt invece ancora non capisce perché lo sta facendo, come mai si sia lasciato trascinare in una follia simile. Aveva dimenticato com'era farsi sbattere in un camerino buio da un altro uomo, nella fattispecie Brian.
Morgan lo vede combattuto, e prova un pò di pietà.
-Tranquillo-, sussurra.
-Non sono una verginella-, ribatte Matt accigliato. Ma in effetti è ancora a disagio, la cosa traspare evidentemente, e pure con il broncio è inspiegabilmente adorabile.
-Lo immagino...ma penso che tu non abbia mai provato...voglio dire con un uomo.
-Ti sbagli.
-Chi?
-Non ho intenzione di dirlo a nessuno-, risponde Matt in tono piccato.
-Ma io ti ho detto come si chiama il mio...e non lo dirò a nessuno-, aggiunge in tono divertito.
-Va bene! Brian Molko. E il discorso è chiuso.
-Davvero? Non l'avrei mai pensato.
-Parli bene l'inglese.
-Grazie, ma non cambiare discorso. Comunque credo che abbiamo gusti simili in fatto di ex.
-Perché? Anche...Andy, giusto? Anche lui aveva seri problemi di logorrea ed egocentrismo?-, ribatte l'inglese in tono sarcastico.
-In realtà quello credo di essere io-, replica tristemente. -Comunque dicevo, anche a te piacciono i tipi un pò alla Bowie.
-Non è alla Bowie, Brian è un asessuato-, spiega Matt sbuffando.
-Era solo sesso?
Che gliene frega a lui di questi discorsi da zitella frustrata?!
-Suppongo che lo fosse per lui. Preferiva sbattersi il suo bassista, in ogni caso.
Marco preferisce non insistere. Il camerino è piccolo e buio, praticamente perfetto per sbattere il suo corpo contro ogni parete.
-Allora, parliamo di segreti nascosti...qual è il tuo?-, chiede con un ghigno.
Matt ci pensa qualche secondo.
-In effetti sarebbe carino avere almeno tutti e due i singoli in top alla Billboard.
Morgan rinuncia alla conversazione.
Per qualche motivo, il ruolo di attivo gli viene naturale. Come nell'altro caso.
Mentre spinge con quanta più delicatezza possibile, gli tocca la schiena leggermente abbronzata, e Matt spinge contro di lui gamendo. Sente ogni singolo movimento dentro di sé, le mani dell'uomo sui suoi fianchi, la propria mano.
-Lo sapevo che eri interessante-, dice Marco, appoggiato al muro, singhiozzando.
Matt alza lo sguardo e smette per un momento.
-Se qualcuno te lo chiede, non mi sono venduto il culo per far girare la mia musica-, risponde.
-Infatti non...infatti non è...così-, replica Marco stupendosi di essere riuscito a mettere in fila quattro parole. -Dì un pò...è questo che...facevi al cantante dei...Placebo?
-Perché?
-Devo...ringraziarlo.
Matt non può rispondere.
-Dove sei stato?-, gli chiede Dom, che lo aspettava nella hall dell'albergo. E' sempre stato particolarmente premuroso e protettivo con lui.
-In giro.
Dopotutto non necessita di sapere. Dopo aver rotto con Brian non gli aveva parlato per settimane.
-Lo rivedrai?
Forse lo sa già.
-Non lo so, forse no.
Matt, dopotutto, sa ancora mentire.
Personaggi: Morgan, Muse
Pairing: Matt/Morgan, con menzioni di Matt/Brian e Morgan/Andy.
Genere: Erotico, introspettivo, triste.
Rating: NC-15
Note: prima o poi lo sapevo che l'avrei fatto <3 e la canzone mi sembra perfetta...comunque non dico niente XD
Sono dietro le quinte, pronti a salire sul palco, gli strumenti in mano. Questa volta almeno non devono fingere, suonano davvero. Matt si aggiusta la tracolla della keytar, pensieroso e un pò teso.
-C'è la vecchia bionda e allupata che cercava di intervistarmi al posto tuo nell'altro show?-, chiede Dom rabbrividendo al ricordo.
-No, se n'è andata, ho sentito-, risponde Chris.
Dom sospira di sollievo. La voce del presentatore li annuncia.
-E' arrivato il momento di farveli ascoltare...i Muse!
I tre ragazzi escono dalle quinte quando si apre la parete mobile dello studio, già contenti di non essere stati chiamati "The Muse".
Dom alla batteria, Matt al microfono e Chris col suo basso, pronto alla sua sinistra.
Matt si stringe alla keytar e attende che ci sia silenzio e che le luci si abbassino. Sente già uno sguardo curioso su di sè, e lo guarda negli occhi prima di suonare l'intro.
Morgan si mette comodo, in attesa.
I know you've suffered
But I don't want you to hide
It's cold and loveless
I won't let you be denied.
Soothing, I'll make you feel pure
Trust me, you can be sure.
Due cose lo colpiscono: la voce vellutata e suadente del piccolo inglese, satura di emozioni per lui contrastanti; e poi che da subito sente una strana connessione con il pezzo, più con il testo che con la melodia.
Chiude gli occhi e preme le cuffie sulle orecchie battendo il piede a ritmo e lasciando che le parole del ritornello gli passino attraverso, così come il beat coinvolgente e la elegante sottolineatura del basso slap.
I want to reconcile the violence in your heart
I want to recognise your beauty's not just a mask
I want to exorcise the demons from your past
I want to satisfy the undisclosed desires in your heart
Mentre canta, Matt abbraccia con lo sguardo l'intero studio e scambia uno sguardo con Chris. Non sa perché, ma cantare questa canzone stasera ha un senso. La canta per qualcuno che capisce, non solo a scopo commerciale.
You trick your lovers
That you're wicked and divine.
You may be a sinner
But your innocence is mine.
Please me, show me how it's done,
Tease me, you are the one.
"Sinner", "peccatore". Sì, ricorda l'ossessione dei Depeche Mode per i temi del peccato e dell'assoluzione, ma soprattutto pensa che quella canzone possa ricondursi a sè stesso, in qualche modo.
Il legame ora è di auto-identificazione, anche se lo imbarazza il pensiero che è stata scritta da un altro uomo, ma ormai è rimasto affascinato. Gli lancia un altro sguardo curioso, e Matt gliene restituisce un altro insicuro.
Morgan annuisce, approva.
Ancora il ritornello un paio di volte, poi Dom conclude fra applausi scroscianti iniziati un minuto prima, e qualche gridolino isterico da parte di qualche fan fra il pubblico.
Morgan non sente di dover applaudire, ma annuisce alla direzione dei tre ragazzi, che gli rivolgono un piccolo sorriso.
Finalmente dei signori ospiti, pensa.
L'altra volta coi Tokio Hotel si era toccato il fondo, loro e il loro capo-gallina con la scopa in testa. Perché non si può denotare altro di loro.
Eppure gli androgini erano stati il suo tipo, una volta, ricorda con amarezza.
Francesco fa la sua inutile e ridondante presentazione della band e del disco disponibile in tutti i negozi.
-Mi raccomando, compriamo e sosteniamo la buona musica internazionale!
Escono di scena, applausi.
-Allora, signori giudici, che ne dite? Mr. Morgan?
Ha avuto tre minuti e mezzo buoni per pensarci, ma non sa che commenti fare.
-Beh, è una sorpresa conoscendo la loro produzione precedente.
Devo comprare il disco, annota in un pensiero.
Non ascolta nemmeno i futili commenti delle colleghe, ha deciso che non gli darà più retta, specialmente dopo il voltafaccia di Mara.
Appena Francesco annuncia la pubblicità, balza in piedi e si dirige verso i camerini.
-Ehi! Ti è piaciuta la canzone?-, chiede la voce amichevole in fondo al corridoio alla sua destra.
Eccolo lì.
Si avvicina.
-Moltissimo. Mi piace molto soprattutto il testo, e il fatto che non assomiglia a niente che abbiate fatto in precedenza-, risponde con un inglese abbastanza buono ma un pò tentennante.
-Matt, dove cazzo hai messo le cazzo di sigarette?!-, urla Dom emergendo da una porta poco lontana.
-Sulla sedia, idiota!-, risponde il frontman agitando il pugno, poi torna a rivolgersi a Morgan con un sorriso nervoso.
-Anch'io avevo questo tipo di scambi affettuosi-, sorride a sua volta Marco, -Quando avevo ancora una band.
D'un tratto diventa malinconico. Matt sente empatia, non sa nemmeno cosa proverebbe se dovesse sciogliere i Muse.
-Mi spiace, amico, Che è successo?
Sospira.
-Non lo so, è stato tutto un insieme di fattori. Suppongo sia colpa mia, comunque. Perché sono passato dall'essere il bassista di una band alternativa con una certa credibilità al fare la marionetta in un patetico programma della RAI, solo perché credevo di poter portare in tv un pò di musica di qualità. E quand'è successo di trovare della gente con talento la pubblicità ha fottuto tutto, sai com'è.
Matt annuisce, sa perfettamente com'è.
Ma che gliene frega a questo ragazzo delle mie frustrazioni professionali?
-Sì, mi sono accorto che qui in Italia la televisione non è il massimo. Gaia mi sgrida quando guardo alcuni programmi, non le piacciono le ragazze semi-nude che ballano-, risponde con un mezzo sorriso malizioso e divertito.
-E' uno schifo-, concorda Marco. -Ma almeno stasera c'era della musica decente.
-Morgan, la pubblicità sta per finire-, lo richiama qualcuno dal fondo del corridoio.
-Arrivo...beh, Matthew, è stato un piacere. A dopo, se ti va.
Matt annuisce.
Morgan si accorge appena di un'occhiata sospettosa di Dom e torna ad appollaiarsi sul suo scranno da giudice, sperando che questo strazio finisca presto.
Fra un'esibizione e l'altra si guarda intorno, e dopo aver mandato a casa le Yavanna nota che Matt è passato a dare un'occhiata da dietro le quinte e che lo sta salutando. Inavvertitamente si illumina e gli fa un cenno.
Non ascolta una singola sillaba della chiusura di Francesco.
Le telecamere si spengono e lo studio viene riempito da un allegro chiacchiericcio ignaro del dramma-Yavanna, che Morgan non considera neanche se gli stanno piangendo e ululando nell'orecchio.
Raggiunge i tre ragazzi fuori da una porta di servizio, mentre fumano. Matt gli offre una sigaretta, Chris fa finta di non aver appena bevuto.
-Grazie. Dio, quanto odio essere qui, A quest'ora dovrei essere da qualche parte coi Bluvertigo-, borbotta.
Matt lo osserva in silenzio per un pò.
-Beh, allora molla il programma e torna con loro, non sarai tu a salvare il destino della cultura musicale. E poi puoi fare di più andando in tour con la tua band, in questo senso, il pubblico capirebbe. Cioè, se questo impegno non ti soddisfa fai quello a cui tieni.
Marco riflette e sorride malinconicamente.
-Mi piacerebbe, ma il problema è che loro mi odiano, specialmente uno di loro...Andy, è...era il mio migliore amico. Praticamente, noi stavamo insieme-, conclude imbarazzato, ed è felice che sia notte, così non lo possono vedere arrossire.
-Oh, questo è un bel problema. Anche se penso che dovresti provarci lo stesso. Più di "no" non te lo possono dire, giusto? Ma io non ti conosco, e non voglio darti consigli inutili...
-Non c'è problema. Voglio dire, possiamo conoscerci, se vuoi.
Matt non sa su quale piano sia quella proposta, ma annuisce educatamente.
Prima Chris poi Dom se ne vanno in albergo.
-Era da tanto che non vedevo una band così interessante. Almeno dai tempi dei Sigur Ros.
Matt ride.
-Per fortuna non hai detto la parola con la "R"!
-Quale parola?
-Radiohead.
Anche Marco scoppia a ridere.
Mezz'ora dopo si ritrova a toccare di nuovo la pelle di un uomo. E' successo tutto in fretta, con una facilità inaspettata.
Con le punte delle dita scorre sul petto di Matt, che rabbrividisce, in un modo che neanche con Gaia...non capisce perché.
Lo bacia sul collo delicatamente, e lo annusa. Sotto di sé solo sospiri accelerati.
E' strano. Diverso da quando era con Andy.
Ma non meno eccitante, sicuramente.
Matt invece ancora non capisce perché lo sta facendo, come mai si sia lasciato trascinare in una follia simile. Aveva dimenticato com'era farsi sbattere in un camerino buio da un altro uomo, nella fattispecie Brian.
Morgan lo vede combattuto, e prova un pò di pietà.
-Tranquillo-, sussurra.
-Non sono una verginella-, ribatte Matt accigliato. Ma in effetti è ancora a disagio, la cosa traspare evidentemente, e pure con il broncio è inspiegabilmente adorabile.
-Lo immagino...ma penso che tu non abbia mai provato...voglio dire con un uomo.
-Ti sbagli.
-Chi?
-Non ho intenzione di dirlo a nessuno-, risponde Matt in tono piccato.
-Ma io ti ho detto come si chiama il mio...e non lo dirò a nessuno-, aggiunge in tono divertito.
-Va bene! Brian Molko. E il discorso è chiuso.
-Davvero? Non l'avrei mai pensato.
-Parli bene l'inglese.
-Grazie, ma non cambiare discorso. Comunque credo che abbiamo gusti simili in fatto di ex.
-Perché? Anche...Andy, giusto? Anche lui aveva seri problemi di logorrea ed egocentrismo?-, ribatte l'inglese in tono sarcastico.
-In realtà quello credo di essere io-, replica tristemente. -Comunque dicevo, anche a te piacciono i tipi un pò alla Bowie.
-Non è alla Bowie, Brian è un asessuato-, spiega Matt sbuffando.
-Era solo sesso?
Che gliene frega a lui di questi discorsi da zitella frustrata?!
-Suppongo che lo fosse per lui. Preferiva sbattersi il suo bassista, in ogni caso.
Marco preferisce non insistere. Il camerino è piccolo e buio, praticamente perfetto per sbattere il suo corpo contro ogni parete.
-Allora, parliamo di segreti nascosti...qual è il tuo?-, chiede con un ghigno.
Matt ci pensa qualche secondo.
-In effetti sarebbe carino avere almeno tutti e due i singoli in top alla Billboard.
Morgan rinuncia alla conversazione.
Per qualche motivo, il ruolo di attivo gli viene naturale. Come nell'altro caso.
Mentre spinge con quanta più delicatezza possibile, gli tocca la schiena leggermente abbronzata, e Matt spinge contro di lui gamendo. Sente ogni singolo movimento dentro di sé, le mani dell'uomo sui suoi fianchi, la propria mano.
-Lo sapevo che eri interessante-, dice Marco, appoggiato al muro, singhiozzando.
Matt alza lo sguardo e smette per un momento.
-Se qualcuno te lo chiede, non mi sono venduto il culo per far girare la mia musica-, risponde.
-Infatti non...infatti non è...così-, replica Marco stupendosi di essere riuscito a mettere in fila quattro parole. -Dì un pò...è questo che...facevi al cantante dei...Placebo?
-Perché?
-Devo...ringraziarlo.
Matt non può rispondere.
-Dove sei stato?-, gli chiede Dom, che lo aspettava nella hall dell'albergo. E' sempre stato particolarmente premuroso e protettivo con lui.
-In giro.
Dopotutto non necessita di sapere. Dopo aver rotto con Brian non gli aveva parlato per settimane.
-Lo rivedrai?
Forse lo sa già.
-Non lo so, forse no.
Matt, dopotutto, sa ancora mentire.
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