Titolo: Baking
Fandom: Sherlock BBC
Personaggi: Jim Moriarty/Sebastian Moran
Genere: commedia
Parole: 367
Avvertimenti: un bel po' OOC. Mi dispiace x'D
Note: Questa robaccia totalmente senza ispirazione (ma hey, King dice che anche se ti pare di scrivere stronzate devi continuare a farlo, quindi sì, io continuo ad ammorbarvi con la mia roba) mi è stata promptata da
jadina94 per il drabble meme, quindi è tutta colpa sua u_u e dopotutto lei è il mio Jim, quindi non potevo non accontentarla con una cavolata delle mie. Mi dispiace, chérie, è tutto quello che stamattina sono riuscita a produrre, mi perdoni? ;_;
Jim calcia la porta dell'appartamento con grazia - ma non troppa - per poi dirigersi verso il salotto (perché da un re del crimine ci si aspetta né più né meno di uno stile di vita comodo e spazioso, e non ci sarebbe nessun motivo di stupire altri che se stesso) e mollare sul tavolo, quasi fosse un passo di danza, tutte le scartoffie contro le quali ha lottato per tutta la mattinata. E l'ha notato fin da quando ha messo il naso nello spazio che dividono. Cioccolato. O meglio, odore di cioccolato. Ed un angolo del suo cervello ha preso a lavorare da subito su quale meraviglia del buon gusto si sia messo a lavorare il suo cecchino preferito, per poi rispondersi da solo lanciando un'occhiata in cucina. Sebastian lo guarda brevemente, ghignando dall'alto del suo talento culinario - e gli manca davvero solo una traversina - e mormora: «Allora Jim, tutto bene?»
«Tutto bene» Risponde lui, entrando ed avvicinandosi a lui, annusando l'aria per poi mordersi maliziosamente il labbro. «Cosa fai? Qualcosa che posso spalmarti addosso?»
Moran lo guarda da sopra la spalla, sbuffando. «No, stavo solo cercando di fare qualcosa per il tuo compleanno, ma come al solito sei rientrato prima del previsto.»
«Aw, mi dispiace» Risponde Moriarty, stringendogli possessivamente il corpo da dietro, leccandogli poi il collo mentre gli occhi gli si tingono di malizia. «Ti ho rovinato la sorpresa?»
«No, non esattamente... Tanto lo sapevo» Replica l'altro, rabbrividendo e cercando di contenere i mugolii che già si arrampicano su per la gola. A Jim piacciono in modo spropositato, ma almeno quelli se li deve guadagnare.
«Per questo compleanno potremmo farlo sul tavolo della cucina. Con te piegato a novanta e coi polsi legati e io che ti scopo come se non ci fosse un domani... Ti piacerebbe, sì?»
Moran non risponde, troppo occupato ad evitare di venirsi nei pantaloni solo con le parole, ma si limita ad annuire incerto, rassegnato all'idea che Jim Moriarty riuscirà sempre a sottometterlo e a farglielo piacere, in qualche modo contorto. Si volta con lentezza, sospirando.
«Ma prima ce la facciamo a mangiare la torta? È da tutta la mattina che ci lavoro.»
Jim ridacchia e si impossessa della sua bocca, trascinandolo verso il tavolo.
Fandom: Sherlock BBC
Personaggi: Jim Moriarty/Sebastian Moran
Genere: commedia
Parole: 367
Avvertimenti: un bel po' OOC. Mi dispiace x'D
Note: Questa robaccia totalmente senza ispirazione (ma hey, King dice che anche se ti pare di scrivere stronzate devi continuare a farlo, quindi sì, io continuo ad ammorbarvi con la mia roba) mi è stata promptata da
Jim calcia la porta dell'appartamento con grazia - ma non troppa - per poi dirigersi verso il salotto (perché da un re del crimine ci si aspetta né più né meno di uno stile di vita comodo e spazioso, e non ci sarebbe nessun motivo di stupire altri che se stesso) e mollare sul tavolo, quasi fosse un passo di danza, tutte le scartoffie contro le quali ha lottato per tutta la mattinata. E l'ha notato fin da quando ha messo il naso nello spazio che dividono. Cioccolato. O meglio, odore di cioccolato. Ed un angolo del suo cervello ha preso a lavorare da subito su quale meraviglia del buon gusto si sia messo a lavorare il suo cecchino preferito, per poi rispondersi da solo lanciando un'occhiata in cucina. Sebastian lo guarda brevemente, ghignando dall'alto del suo talento culinario - e gli manca davvero solo una traversina - e mormora: «Allora Jim, tutto bene?»
«Tutto bene» Risponde lui, entrando ed avvicinandosi a lui, annusando l'aria per poi mordersi maliziosamente il labbro. «Cosa fai? Qualcosa che posso spalmarti addosso?»
Moran lo guarda da sopra la spalla, sbuffando. «No, stavo solo cercando di fare qualcosa per il tuo compleanno, ma come al solito sei rientrato prima del previsto.»
«Aw, mi dispiace» Risponde Moriarty, stringendogli possessivamente il corpo da dietro, leccandogli poi il collo mentre gli occhi gli si tingono di malizia. «Ti ho rovinato la sorpresa?»
«No, non esattamente... Tanto lo sapevo» Replica l'altro, rabbrividendo e cercando di contenere i mugolii che già si arrampicano su per la gola. A Jim piacciono in modo spropositato, ma almeno quelli se li deve guadagnare.
«Per questo compleanno potremmo farlo sul tavolo della cucina. Con te piegato a novanta e coi polsi legati e io che ti scopo come se non ci fosse un domani... Ti piacerebbe, sì?»
Moran non risponde, troppo occupato ad evitare di venirsi nei pantaloni solo con le parole, ma si limita ad annuire incerto, rassegnato all'idea che Jim Moriarty riuscirà sempre a sottometterlo e a farglielo piacere, in qualche modo contorto. Si volta con lentezza, sospirando.
«Ma prima ce la facciamo a mangiare la torta? È da tutta la mattina che ci lavoro.»
Jim ridacchia e si impossessa della sua bocca, trascinandolo verso il tavolo.
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